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Kaputt. Napoli e la questione della tecnica

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Kaputt. Napoli e la questione della tecnica
Titolo Kaputt. Napoli e la questione della tecnica
Autore
Curatore
Collana Nautilus, 1
Editore Luiss University Press
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 102
Pubblicazione 2026
ISBN 9791255963110
 
Promozione valida fino al 12/02/2027
14,00 € 13,30 €

 
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Agli inizi degli anni Venti, spinta da una crisi economica che aveva impoverito anche i ceti colti, una generazione di intellettuali tedeschi approda a Napoli e dintorni. Benjamin, Adorno, Bloch, Kracauer e Sohn-Rethel vagano, come flâneurs mediterranei, tra Positano, Capri e Piedigrotta, scoprendo modi di vita eccentrici, diversi. Benjamin descrive Napoli come una città "porosa": luogo in cui gli opposti s'incontrano e si compenetrano in ogni strato del tessuto sociale. A Napoli il sacro incontra il profano; il teatro, la platea; il cattolico, il pagano; il legale, l'illegale. Una città "porosa" perché, abitandola, inciampiamo nelle crepe e nei paradossi della modernità; perché, abituandoci ai suoi ritmi e ai suoi eccessi, acquisiamo una dimestichezza unica e inimitabile. Del resto è nella povertà, nel bisogno estremo, che si manifesta la creatività tipica dell'estro popolare, capace di rendere risorsa ciò che per altri sarebbe solo uno scarto. Sohn-Rethel chiama tutto ciò "l'ideale del rottame" - in tedesco Das Ideal des Kaputten. A Napoli, le macchine sono autentiche solo quando si rompono, ridestando un rapporto intimo e corporeo con la tecnica: pezzi di legno trovati per strada tengono insieme ingranaggi di automobili malandate; il motore surriscaldato di un motoscafo diventa piastra per una caffettiera; il mozzo di una motocicletta scassata si trasforma in frullino per montare la panna. Ogni rottame viene raccolto, riparato e reinventato: un gesto di riscatto che sfida, nel piccolo, la logica del capitalismo. Tra le ginestre sparse sul Vesuvio e le manifatture rifinite sui marciapiedi, Kaputt fa emergere la forma propria di Napoli, la sua resistenza ingegnosa, attraverso la penna vibrante di uno dei più acuti economisti politici del Novecento.
 

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