Cosa vuol dire ragione laica, etica laica, stato laico, capacità di partecipare laicamente alla cosa pubblica? Che rapporto c'è tra il cammino laico di ricerca e l'esperienza religiosa, nonché tra il principio occidentale di laicità e il gioco complesso dei rapporti interculturali? Sono tutte domande che si ripresentano con nuova radicalità nel tempo postmoderno, tempo di una feconda insicurezza dove tutti, credenti e non credenti, siamo sollecitati a vivere una salutare inquietudine dell'identità, superando tante maniere di definire noi stessi in base a vecchie forme di esclusione dell'altro o di contrapposizione all'altro. È il tempo del pluralismo, quando, pressati da eventi epocali, siamo costretti a ripensare le basi stesse del nostro convivere democratico, visitato da tante e così incisive differenze. È il tempo della cosiddetta svolta postsecolare che ha visto realizzarsi nelle società occidentali largamente secolarizzate una rifioritura delle religioni, un rilancio del senso di Dio. La religione, infatti, non è affatto scomparsa, facendo perdere la scommessa ad un certo razionalismo di matrice illuminista e alle forzature ideologiche che la inquadravano senza residui come un'alienazione priva di futuro. Essa invece irrompe sulla scena pubblica, chiede ascolto, partecipa, continua a influenzare le scelte politiche di tanti cittadini e a formare l'ethos comunitario.
Custodire la laicità nel tempo del pluralismo
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| Titolo | Custodire la laicità nel tempo del pluralismo |
| Curatore | G. Palumbo |
| Collana | Istituto ricerche studi econ. e sociali |
| Editore | Franco Angeli |
| Formato |
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| Pagine | 144 |
| Pubblicazione | 12/2009 |
| ISBN | 9788856816198 |
Promozione valida fino al 12/02/2027

