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La mummia urlante. La congiura dell'harem, il giorno in cui morì un faraone

La mummia urlante. La congiura dell'harem, il giorno in cui morì un faraone
Titolo La mummia urlante. La congiura dell'harem, il giorno in cui morì un faraone
Autore
Editore StreetLib
Formato
Formato Libro Libro
Pubblicazione 2026
ISBN 9791224417842
 
14,00 €

 
0 copie in libreria
Nell'Egitto di Ramses III, l'ordine che ha retto un impero per secoli comincia a incrinarsi dove nessuno guarda: nei magazzini delle razioni, nei corridoi del palazzo, nelle stanze chiuse dell'harem. ADeir el-Medina, gli artigiani che scavano le tombe dei re depongono gli strumenti: il grano non arriva, i figli hanno fame, i sigilli non si mangiano. È uno sciopero che pesa come un presagio, e qualcuno lo sussurra con voce vecchia: il regno non cadrà per mano straniera, ma per "veleno d'harem e coltello nel buio". Nel cuore del palazzo, Tiye, moglie secondaria, trasforma la gabbia dorata dell'harem in un'arma. Non alza mai la voce: intreccia. Compra informazioni, ricompone turni di guardia, alimenta paure. Attorno a lei si stringono concubine, funzionari dei magazzini, profumiere, uomini pronti a farsi grandi con una confessione di troppo. E quando l'inquietudine non basta, arriva l'"ombra della magia": statuette di cera, amuleti, rituali che non uccidono - dicono - ma accompagnano la mano che colpisce. Al centro di tutto c'è Pentawer, figlio di Tiye: principe senza corona, costretto a scegliere se restare sabbia o diventare acqua che scava. Mentre l'erede legittimo misura ogni passo e il faraone tenta di mostrarsi ancora saldo, la congiura trova il suo punto di equilibrio: un soffio nel posto giusto può abbattere una casa già stanca. Poi arriva il giorno del sangue. E dopo, la parte più fredda: il processo. In una corte dove la legge pesa più dei titoli, testimonianze e oggetti ricostruiscono una trama fatta di odori, silenzi, colpe e complicità. Pentawer, davanti ai giudici, scopre che la casa del potere non perdona: concede soltanto una formula. "Suicidio concesso, compiuto." Ma la storia non finisce con una sentenza. Perché, oltre i papiri e oltre i secoli, resta un enigma:una mummia ritrovata con la bocca spalancata, come se stesse ancora gridando. E quel grido, più che spaventare, ricorda.
 

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