"La felicità che tiene" non è un manuale e non è un invito a "funzionare meglio". Muove piuttosto da una domanda semplice: "che cosa consente a una vita di durare senza spezzarsi?". La stanchezza di oggi non viene letta come difetto personale bensì come effetto di un ordine che pretende autosufficienza e traduce il bisogno in vergogna. Il libro rovescia questo mito e sposta lo sguardo sul campo, sull'intreccio concreto di legami, luoghi, ritmi e vincoli che rende il vivibile praticabile. In questa prospettiva, la felicità non è un "sentirsi bene" da produrre né una motivazione da esibire: è un criterio per riconoscere quando il tempo sostiene e quando invece consuma. Indica se un'esistenza resta attraversabile senza finzioni, se lascia spazio a pause e riprese, se consente di mantenersi fedeli a ciò che si è riconosciuto vero. "Non possiamo salvarci da soli" smette di essere uno slogan e diventa un dato strutturale. Ne deriva una domanda politica concreta su chi può prendere tempo, chi lo perde, quali condizioni rendono giusta una convivenza.
La felicità che tiene. Perché non possiamo salvarci da soli
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| Titolo | La felicità che tiene. Perché non possiamo salvarci da soli |
| Autore | Giovanni Barbera |
| Editore | Liguori |
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| Pagine | 168 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788820771362 |

