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Gobseck

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Gobseck
Titolo Gobseck
Autore
Traduttore
Collana Caffè letterario, 21
Editore Luni Editrice
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 96
Pubblicazione 2026
ISBN 9791257490300
 
12,00 €

 
0 copie in libreria
In una Parigi dove il denaro decide destini, reputazioni e sentimenti, Jean-Esther van Gobseck siede immobile al centro di una piccola stanza come un giudice silenzioso. Usuraio, collezionista di pegni, conoscitore spietato degli uomini, Gobseck non ha bisogno di uscire nel mondo: è il mondo a entrare da lui, sotto forma di cambiali, gioielli, suppliche, confessioni e rovine. In "Gobseck" (pubblicato la prima volta nel 1830) e ambientato durante il periodo della Restaurazione, Balzac costruisce attorno a questa figura una delle sue più lucide anatomie della società moderna. Nobili indebitati, donne eleganti, giovani ambiziosi, avvocati e avventurieri si muovono entro una rete di desideri in cui nulla sembra davvero gratuito: l'amore può diventare calcolo, l'onore una facciata, la virtù una moneta fragile. Eppure Gobseck non è soltanto un mostro di avidità; scrive di lui Balzac, che con Gobseck ha inventato un "tipo" d'uomo fino a quel momento pressoché sconosciuto nella storia letteraria: «In lui convivono due uomini: è meschino e grande al tempo stesso, un avaro e un filosofo...». Ma Gobseck è un filosofo oscuro, un osservatore assoluto, quasi ascetico, che ha ridotto l'esistenza alla sua sostanza più nuda: il possesso, il credito, la paura di perdere. Pubblicato all'interno della Comédie humaine, Gobseck è un racconto breve ma densissimo, capace di contenere un intero universo morale. Nella precisione dei dialoghi, nella forza dei ritratti e nella tensione fra salotto aristocratico e stanza dell'usuraio, Balzac mostra come il denaro non sia un semplice tema economico, ma una potenza narrativa: ciò che svela i caratteri, corrompe i legami, misura le illusioni. La sua grandezza sta anche nell'ambiguità: Gobseck giudica e sfrutta, ascolta e domina, appare crudele, ma conosce meglio di chiunque altro la commedia delle passioni. In lui la società trova uno specchio deformante e fedele: ciò che essa condanna in pubblico è spesso ciò da cui dipende in segreto. Leggere Gobseck significa entrare in una parabola severa e sorprendentemente attuale. Dietro la vicenda di debiti e patrimoni si profila una domanda che riguarda ogni epoca: che cosa resta dell'uomo quando tutto può essere valutato, impegnato, venduto?
 

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