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LUNI EDITRICE

Massime

Retz (cardinale di)

Libro: Copertina morbida

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2020

pagine: 856

Paul de Gondi (1613-1679) trascorse la sua esistenza dentro il cantiere che stava edificando, in Francia, la Grandeur e l'Ancien Regime. Remò instancabilmente contro corrente. Altri lo fecero a tutela degl'interessi dell'alta nobiltà; lui invece con propensioni popolari, e animato da una forte ambizione personale, come sempre in questi casi. Da ragazzo, ai tempi di Richelieu, s'immischiò in alcune delle congiure antigovernative che andavano di moda allora. La sua stagione eroica l'ebbe ai tempi di Mazzarino e della reggenza di Anna d'Austria per il figlio fanciullo Luigi XIV. Fu l'anima nera della Fronda del Parlamento, un partito che insieme alla Fronda dei Prìncipi osteggiò strenuamente il nuovo cardinale-ministro. Peraltro le due Fronde si combattevano fra loro (François de la Rochefoucauld, l'autore delle Massime, che parteggiava per i prìncipi, cercò più volte di ammazzare Retz senza tanti complimenti). Trovò il suo tornaconto nel diventare cardinale a sua volta, fra quelli che il papa nominava su designazione dei governi europei. Tuttavia finì imprigionato, e dal carcere riuscì con l'astuzia a raccogliere la successione dello zio arcivescovo di Parigi, morto nel frattempo. Una fuga rocambolesca dal castello di Nantes lo portò in un'isola al largo dell'estuario della Loira e da là, vestito da straccione dentro una barca di sardine, sulla costa atlantica della Spagna. Raggiunse Roma, in tempo per assistere alla morte del papa Innocenzo X, che gli voleva bene in odio a Mazzarino, e per partecipare al conclave che, con il suo contributo, elesse il papa Alessandro VII. Dapprima il nuovo papa lo protesse, ma le pressioni ostili del governo francese non tardarono a renderlo scomodo. Allora fuggì anche da Roma, e vagò per parecchi anni fra i Paesi Bassi spagnoli, l'Olanda, la Germania e l'Inghilterra, alimentando quella che fu chiamata la Fronda ecclesiastica, cioè la sua guerra personale contro Mazzarino, che si mescolava alla resistenza dei giansenisti contro i gesuiti e il papa. L'ultima preoccupazione di Mazzarino sul letto di morte fu di farsi promettere da Luigi XIV che non avrebbe lasciato rientrare in Francia quel sacripante, se prima non avesse rinunciato all'arcivescovado di Parigi. E Retz, se volle rivedere la sua amata Parigi, si dovette piegare. Negli ultimi anni della sua vita, possiamo seguirlo attraverso le lettere di Madame de Sévigné. La sua incontenibile vitalità parigina di ascendenza fiorentina (i Gondi erano e sono una famiglia di Firenze), e la circostanza cruciale che le sue grandi capacità si applicarono soprattutto a cause perse, fecero sempre di lui una pietra dello scandalo, in vita e in morte. Le Memorie di Retz sono un monumento, uno dei libri che "fanno" il Grand Siècle: quella ventina d'anni, fra il 1660 e il 1680, in cui la letteratura francese salì alle stelle. L'opera si colloca al vertice del canone della memorialistica francese, in compagnia di Saint-Simon (o prima di lui).
13,00 12,35

Massime

François de La Rochefoucauld

Libro: Copertina morbida

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2020

pagine: 64

C'è un personaggio che è assai poco ricordato della pubblica opinione qualificata: si tratta di François de La Rochefoucauld che fece una vita molto impegnata in tanti modi: amore per le belle donne, amore per i duelli con i rivali, tutti ancora in giovane età; incarichi alla Corte di Francia e poi, man mano che gli anni passavano e l'età aumentava, la formulazione delle Massime: frasi che con poche e appropriate parole indicano i problemi della nostra vita. Da giovane aveva ereditato dal padre il titolo di principe di Marcillac; solo più tardi quando suo padre morì, il titolo cambiò e fu appunto quello di Duca de La Rochefoucauld che poi ebbe per tutto il resto della sua vita. Fu una vita molto complicata: un giovane libertino, cui piacevano le giovani donne, gli amici che spesso diventavano concorrenti e nemici, una scapigliatura che anche a quell'epoca era assai moderna: amori incestuosi, amicizie concorrenti, duelli con i rivali, incarichi da parte dalla regina Anna d'Austria, del Re Luigi XIII e anche dell'allora primo ministro, cardinale di Richelieu. Lo divertivano questi incarichi e nel frattempo cresceva: ai duelli si sostituivano alcune guerre locali e aumentava il valore della sua presenza. Fu a questo punto che gli venne la voglia di scrivere delle cosiddette Massime. Di solito le scrivevano le donne di Corte non gli uomini, ma a La Rochefoucauld evidentemente piaceva parlare di sé e le Massime in qualche modo avevano questo contenuto, ma furono precedute dal racconto del suo carattere e della sua vita.
11,00 10,45

Le storie di Heichu

Heichu

Libro

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2020

pagine: 128

16,00 15,20

Le avventure di Sindbad il terrestre

Anonimo

Libro

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2019

22,00 20,90

Carosello. Ingegno italiano

Franco Liuzzi

Libro

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2019

16,00 15,20
18,00 17,10

Carteggio d'Annunzio Mussolini. 1919-1938

Libro

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2019

30,00 28,50

Filosofia della grande civilizzazione. La «rivoluzione bianca» dello Scià

Ugo Spirito

Libro

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2019

pagine: 192

Negli ultimi mesi di una vita segnata da una speculazione che tende a inverarsi nell'azione politica, Ugo Spirito ha lavorato a un volume sull'Iran governato da Mohammad Reza Pahlavi. Un libro rimasto inedito nella sua stesura integrale e oggetto, in tempi diversi, di manipolazioni e censure. A quarant'anni di distanza il testo appare nella sua versione originale, che rivela il reale pensiero del filosofo. Lo sforzo compiuto da Spirito è stato volto, nell'autunno del 1978, a comprendere e illustrare criticamente le linee guida della "rivoluzione bianca" dello Scià - avviata nel 1963 - inquadrandole nella storia della Persia e valutandone le possibili evoluzioni, mentre il Paese era sconvolto dalle proteste di piazza sfociate nel 1979 nella rivoluzione islamica guidata dall'ayatollah Khomeyni. Lo Scià appare a Ugo Spirito come un sovrano illuminato e ne valuta positivamente il sogno di trasformare l'Iran in una sorta di Città del Sole, nella quale regnino l'armonia e la collaborazione tra le classi sociali, nella prospettiva di un intenso sviluppo industriale. Una "città" laica, in cui non vi siano più sfruttatori e sfruttati, ricchi e poveri, proprietari e servi, secondo la tradizione socialista dalla quale, secondo Spirito, lo Scià ha tratto ispirazione per tracciare una "terza via" tra liberismo e comunismo. Per quanto illuminato, Spirito giudica il regime iraniano un dispotismo dittatoriale, errato sul piano teorico e fatalmente destinato a terminare con la scomparsa del suo protagonista.
22,00 20,90

Memorie di corte

Murasaki Shikibu

Libro

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2019

pagine: 112

Murasaki Shikibu è 'autrice del "Genji monogatari", uno dei più grandi romanzi della letteratura mondiale, considerato da molti critici il primo vero romanzo psicologico della storia. Può darsi, anzi, che questo diario, che in realtà è frammentario (riguarda solo gli anni dal 1008 al 1010) sia stato anche una raccolta di note prese per essere usate nella composizione del romanzo. La vita di Murasaki Shikibu è stata oggetto di molti studi e molte ipotesi, ma con poche certezze. Il nome stesso con cui è passata alla storia, "Murasaki", un fiore di colore viola, è tratto da uno dei personaggi centrali del suo romanzo, la moglie del principe Genji. Murasaki Shikibu, figlia di un nobile appartenente al clan dei Fujiwara, nata verso il 978, rimase vedova molto presto con una bambina, e diventò in seguito dama d'onore dell'Imperatrice, morendo verso il 1014, a meno di quarant'anni. La sua cultura e il suo talento le valsero l'apprezzamento e i favori della corte imperiale, ma suscitarono anche molte invidie e gelosie. In quel mondo raffinato all'estremo, abitato solo da nobili e aristocratici sottoposti a cerimoniali ferrei, in quella gabbia dorata, ovviamente si nascondevano rivalità velenose e lotte di potere a tutti i livelli, dai membri della famiglia imperiale alle dame di corte, dai ministri ai più oscuri funzionari. Dietro alle sontuose descrizioni delle cerimonie, ai passatempi letterari e musicali, agli abiti complicati e sfarzosi, si rivela la sottile crudeltà che costituisce la trama eterna della vita dei potenti. La finezza e la profondità delle osservazioni di Murasaki fanno così rivivere i momenti di un mondo lontanissimo e perduto che ridiventa attuale davanti agli occhi del lettore, come un racconto orale trasmesso di generazione in generazione.
16,00 15,20
25,00 23,75

Vita di Buddha

Giuseppe Tucci

Libro

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2019

pagine: 328

29,00 27,55

Sulla strategia. Huainanzi

Libro

editore: LUNI EDITRICE

anno edizione: 2019

pagine: 112

Il "Huainanzi", manuale del Principe o Maestro di Huainan, è una notevole opera filosofica cinese del II sec. a.C. ancora poco conosciuta ma di fondamentale importanza per la filosofia e il pensiero che racchiude. Il capitolo XV, "Sulla strategia", è dedicato all'arte della guerra e alla gestione del conflitto. La sua lettura rivela i princìpi fondamentali del Dao così come dovrebbero essere applicati alla strategia militare, fino a giungere alla loro massima espressione: vincere senza combattere. È solo seguendo il Dao che l'uomo - nel caso specifico il sovrano e il comandante - può agire in sintonia con il flusso naturale della vita. È questa la strategia più efficace di tutte. La dialettica del pensiero cinese è sempre stata una questione di equilibrio: il gioco della complementarietà e opposizione di yin/yang, che è alla base di qualsiasi fenomeno, rappresenta l'emergere di una dinamica continua che si proietta su tutto l'esistente e che perciò diviene sociale, politica, psicologica, artistica, intima. Il conflitto non è altro che ricerca di equilibrio. Se i princìpi che regolano l'universo si fondano dunque su questa dinamica e se sono gli stessi che regolano quelli umani, risulta evidente che un manuale di guerra altro non è che un trattato sulla pace nel quale la prospettiva massima è quella di vincere senza dover incrociare le armi, rendendo così l'azione di guerra perfettamente inutile. Come dice il testo, chi è abile nel combattere - conoscendo quelli che sono i fattori in gioco, ovvero le chiavi di armonia e disarmonia - "ottiene la vittoria prima". Se la chiave della "vittoria" sta nella capacità di previsione che deriva dalla comprensione della coerenza insita nei processi naturali, l'auspicio è che la lungimiranza possa divenire un termine chiave in un cambio di prospettiva del pensiero e dell'agire nel quale la cooperazione degli opposti rappresenti una via per il vivere comune. È così che questa antica opera risulta ancora più attuale in un contesto come quello contemporaneo, in cui sempre più si ravvisa l'esigenza di una chiara visione e di saggezza nell'indirizzo della vita comune. In uno dei folgoranti passi del volume è scritto: «Chi è abile nell'uso delle armi prima coltiva il perfezionamento in se stesso e poi lo richiede agli altri; prima si rende invincibile e poi cerca la vittoria».
14,00 13,30

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