Nel corso del Medioevo il rapporto con l'antichità classica non si configurò come una semplice conservazione passiva del patrimonio greco e latino, ma come un processo complesso di trasmissione, reinterpretazione e trasformazione culturale. I testi degli autori antichi continuarono infatti a circolare nei monasteri, nelle scuole cattedrali e, successivamente, nelle università, dove furono copiati, commentati e adattati alle esigenze intellettuali e religiose della società medievale. La ricezione dei classici si sviluppò dunque all'interno di un dialogo continuo tra auctoritas pagana e cultura cristiana, nel quale il sapere antico veniva selezionato, reinterpretato e spesso integrato entro nuovi orizzonti filosofici e teologici. Lungi dall'essere un'epoca di mera decadenza culturale, il Medioevo rappresentò una fase decisiva per la sopravvivenza della tradizione classica. Le opere degli autori antichi vennero sottoposte a letture allegoriche e morali che ne modificarono profondamente il significato originario. L'autorità dei classici non derivava soltanto dal loro valore letterario, ma anche dalla possibilità di armonizzarne il contenuto con la visione cristiana del mondo.
Donne tra Tardoantico e Medioevo: miti, modelli e figure
| Titolo | Donne tra Tardoantico e Medioevo: miti, modelli e figure |
| Autore | Sabina Tuzzo |
| Editore | Congedo |
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| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788867663163 |

