Velar: Blu. Messaggeri d'amore
Giovanni Battista Quilici. Come creta tra le mani del Vasaio
Agnese Didu
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Giovanni Battista Quilici nasce in Toscana a Livorno il 26 aprile 1791. Infanzia, adolescenza e prima giovinezza sono vissute negli anni terribili di sconvolgimenti politici e sociali che coinvolgono la sua città. Da bambino frequenta la scuola dei padri Barnabiti. Intelligente, generoso e sensibile, a vent'anni, nel 1811, intraprende la preparazione al sacerdozio. Il 13 aprile 1816, Giovanni Battista è ordinato prete a Pisa. È inviato come viceparroco nella parrocchia di San Sebastiano. Il periodo che va dal 1816 al 1822 è un tempo intenso di vita pastorale e di maturazione di alcune scelte verso le "periferie esistenziali" della società. Don Giovanni coglie l'urgenza di una nuova evangelizzazione e di una poderosa azione di carità nel suo ambiente, rivolgendo l'attenzione alle piaghe sociali più gravi e diffuse a Livorno, come la prostituzione e l'infanzia abbandonata; si interessa anche dei carcerati. Progetta e realizza l'istituto di carità dedicato a Santa Maria Maddalena che sarà aperto nel 1837, col fine di proteggere ed educare bambine e ragazze a rischio. Don Giovanni è nominato parroco della nuova chiesa, dedicata ai santi Pietro e Paolo. Fonda la congregazione femminile delle Figlie del crocifisso: il 13 settembre 1840 si celebra la prima vestizione e l'erezione canonica della Congregazione. Il primo giugno 1844 don Giovanni si ammala gravemente e, il 10 giugno, torna alla casa del Padre mentre si celebra il "Corpus Domini". Presentazione di Giovanni Scanavino.
Itala Mela. Una mistica per il nostro tempo
Massimiliano Taroni
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Itala Mela nasce il 28 agosto 1904 a La Spezia. Nel 1915 riceve la Prima Comunione e la Cresima. Dopo aver conseguito la licenza liceale, Itala si iscrive alla facoltà di lettere dell’università di Genova. L’11 novembre 1922 si trasferisce nel capoluogo ligure. Entra in contatto con la FUCI e intraprende un serio cammino di conversione. Nell’estate del 1924 mentre prega nella chiesa di Nostra Signora della Salute, ha come un’ispirazione interiore che la spinge alla vita religiosa: nel giugno 1925, Itala fa voto di verginità. Nel novembre 1926 si laurea con il massimo dei voti. Inizia l’insegnamento in un istituto tecnico di Pontremoli (MS). Nella primavera dell’anno successivo Itala ha la sua prima intensa esperienza mistica: comincia un cammino di intimo rapporto con Dio in cui scopre (3 agosto 1928) la sua personale vocazione di far conoscere il mistero dell’Inabitazione della Santissima Trinità. Itala ottiene una cattedra d’insegnamento a Milano. Gravi problemi di salute in quel periodo la costringono a desistere dal suo sogno di entrare in monastero. La sua situazione di salute andrà sempre più peggiorando, compromettendo anche il suo insegnamento. Nel 1931 Itala diventa oblata benedettina. Deve ritornare nella sua famiglia a La Spezia. Continua con molta difficoltà a insegnare, ma a settembre del 1938 deve rinunciare all’insegnamento. Durante la guerra, insieme a suo padre, si trasferisce a Barbarasco, frazione di Tresana (MS). I Mela tornano definitivamente a casa a La Spezia il 31 agosto 1945. Itala, nonostante la salute precaria, entra a far parte del Movimento dei Laureati Cattolici. Muore il 29 aprile 1957.
Mons. Pietro Barbieri. Il più grande falsario del mondo
Cesare Silva
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Pietro Barbieri nasce il 19 marzo 1893 Valle Lomellina (PV). A dieci anni entra nel Seminario Vescovile di Vigevano (PV). Don Pietro Barbieri è ordinato sacerdote, il 23 settembre 1916, a soli 23 anni. Nel 1917 è nominato Curato della parrocchia di Gambolò (PV), nella quale si fermerà appena un anno. Il Vescovo lo destina poi come Curato a Lomello (PV), nella parrocchia di San Michele. La viva sollecitudine pastorale lo guida a interessarsi agli sviluppi politici e ai problemi sociali della Lomellina. Nel 1922, col permesso della diocesi, inizia una lunga e complessa esperienza di apostolato missionario a supporto dei lavoratori immigrati italiani, che lo porterà in Francia, Stati Uniti d’America e Inghilterra. All’inizio del 1931, don Barbieri partecipa ad un concorso per un posto in Vaticano e vince brillantemente un ufficio alla Sacra Congregazione del Concilio. A Roma si dedica inoltre all’insegnamento in vari licei della capitale. Nel 1937 è trasferito alla Sacra Congregazione dei riti e vi rimane fino al 1955. Nel 1939 viene fregiato del titolo di monsignore. Durante la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto dopo l’8 settembre 1943, è promotore instancabile di quella rete fittissima di assistenza e protezione a profughi, perseguitati (in primis ebrei) e sfollati. Nel dopoguerra Mons. Barbieri mantiene un ruolo di primo piano nel quadro politico nazionale. A Pieve del Cairo fonda la Cittadella Sociale. Nel 1952 fonda la Scuola superiore di servizio sociale. Muore il 16 ottobre 1963.
Sant'Elena di Laurino. La sposa di Gesù
Domenico Arcaro
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Laurino (SA). Elena nasce intorno al VI sec. d.C. Fin da piccola manifesta i segni evidenti di una vocazione in Dio. Nonostante le incomprensioni dei suoi genitori e le derisioni di vicini e parenti l'amore per Cristo sposo diventa sempre più forte e le fa superare tutte le avversità e i tentativi di farla desistere dal suo desiderio di consacrazione. Elena, trovando la sua dimensione interiore nell'intimità con Cristo attraverso la spiritualità evangelica, abbandona i suoi genitori e il suo paese e si mette in cammino per raggiungere un luogo deserto e gustare l'ineffabile presenza dello sposo celeste, attraverso la preghiera contemplativa. Monte Rotondo (SA). Sul Monte Rotondo (oggi nel Parco Nazionale del Cilento) Elena riesce a dare la risposta alla chiamata del Signore nella verginità per il regno di Dio e nell'anacoretismo, attraverso una particolare esperienza di fede, anche presso una comunità monastica. Dopo aver vissuto i giorni terreni, praticando nel segreto le virtù cristiane, si spegne serenamente nella nuda e povera grotta del Monte Rotondo.
Don Biagio Verri. L'apostolo delle ragazze schiave
Massimiliano Taroni
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Barni (CO): Biagio Verri nasce il 2 ottobre 1819; i Verri sono ferventi cristiani. Rimasto orfano di padre, Biagio matura presto la vocazione al sacerdozio. Pollegio (Svizzera): all’età delle scuole medie entra nel seminario di Pollegio, in Svizzera. Milano: terminato il seminario minore, passa per i successivi studi nel seminario maggiore milanese. Nella primavera del 1843, nel Duomo di Milano, Biagio Verri è ordinato sacerdote. Il suo iniziale impegno pastorale è quello di coadiuvare il responsabile dell’Oratorio San Luigi a Milano. Valdocco (TO): nei primi anni di sacerdozio, don Verri avverte un forte desiderio missionario, soprattutto dopo aver conosciuto don Olivieri e la sua Pia Opera del Riscatto. Recatosi dall’amico don Giovanni Bosco a Valdocco, per chiarire quale direzione dare alla propria vocazione, dopo un intenso momento di preghiera, decide di cooperare con don Olivieri. Egitto: il 9 dicembre 1857 don Biagio parte con don Olivieri per l’Egitto: è l’inizio di una grande avventura che durerà quasi tre decenni e che lo porterà più volte in Africa a liberare giovani schiave e in giro per l’Italia e l’Europa, a trovare sistemazioni adeguate per le fanciulle riscattate e fondi per continuare lo straordinario progetto di carità. Torino. stremato dai lunghi e pericolosi viaggi, dagli innumerevoli sacrifici e dal generoso impegno ininterrotto a favore dei più deboli, don Biagio, di ritorno dalla Francia, sostando a Torino presso la Casa della Divina Provvidenza del Cottolengo, si sente male e, il 26 ottobre 1884, rende l’anima al Signore.
Beato Francesco Pianzola
Cesare Silva
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Sartirana Lomellina (PV): Francesco Pianzola nasce il 5 ottobre 1881. Vigevano (PV): ancora fanciullo matura la sua vocazione sacerdotale ed entra nel Seminario Vescovile di Vigevano. Il 16 marzo 1907 è ordinato sacerdote e, qualche giorno dopo, il vescovo lo nomina rettore del Santuario dell'Immacolata. Don Pianzola, mentre è impegnato nelle attività del santuario, comincia a dare forma concreta a un suo progetto giovanile: la fondazione di un gruppo di preti "Oblati", senza prebenda, né chiesa propria, dediti completamente alla predicazione, nella piena disponibilità del vescovo. Il sogno diviene realtà l'8 dicembre 1908 quando il vescovo dà inizio alla Congregazione diocesana dei Padri Oblati dell'Immacolata: padre Pianzola è nominato superiore. Inizia un'opera instancabile di apostolato in tutto il territorio della diocesi. In breve tempo si aggiungono nuove vocazioni. Mortara (PV): nel 1919 padre Pianzola fonda le Suore Missionarie dell'Immacolata Regina Pacis. Per la nuova fondazione religiosa, individua la prima residenza idonea a Mortara, che sarà la casa madre. Il vescovo approverà nel 1923 le costituzioni delle suore missionarie. Il numero degli impegni che padre Pianzola assume in città, in diocesi e anche fuori diocesi è molto alto. Dopo un periodo doloroso di crisi all'interno della famiglia oblatizia, durante il quale padre Pianzola si trasferisce in Sant'Angelo di Lomellina, nel settembre 1932 il vescovo autorizza il suo stabilirsi nella casa madre delle suore missionarie di Mortara in modo definitivo. Qui, il 4 giugno 1943, padre Francesco Pianzola muore.
Padre Marcello dell'Immacolata OCD. La misericordia in un sorriso
Antonio Sangalli
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Vighignolo (MI): il 29 novembre nasce Carlo Zucchetti, futuro padre Marcello. Ben presto il fanciullo sente nel cuore la vocazione al sacerdozio. Monza: Carlo entra nel seminario minore dei Carmelitani Scalzi a Monza: terminati gli studi ginnasiali, nel 1930, Carlo chiede di entrare nell’ordine del Carmelo. Concesa (MI): l’11 luglio 1930, presso il convento di Concesa (MI), nel santuario della Divina Maternità, Carlo riveste l’abito dell’ordine della Beata Vergine Maria del monte Carmelo con il nome di fra Marcello dell’Immacolata. Milano: Carlo compie gli studi liceali e filosofici presso il convento carmelitano del Corpus Domini. Piacenza: fra Marcello prosegue gli studi teologici a Piacenza. L’8 dicembre 1935 fa la professione solenne. L’11 giugno 1938 è ordinato sacerdote. Bologna: dopo due brevi tappe a Torino e Parma, è trasferito a Bologna dove rimarrà dieci anni. Ferrara: nel 1948 è mandato a Ferrara presso il convento di san Girolamo: per trentacinque anni la città conoscerà l’incessante servizio di carità di padre Marcello, soprattutto come confessore e direttore spirituale. Dal 1951 al 1957 ricopre l’incarico di priore del convento. Nel 1960 diventa cappellano della divisione pediatrica dell’arcispedale Sant’Anna. Muore il 13 luglio 1984.
Mons. Javier Echevarría. Prelato dell’Opus Dei nel solco di san Josemaría
Gabriele Della Balda
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Nel 1948 il giovanissimo Javier viene a contatto per la prima volta con l’Opus Dei: ne rimane così affascinato da chiedere di esservi ammesso l’8 settembre di quell’anno. Dopo aver intrapreso gli studi universitari a Madrid, nel 1950 si trasferisce a Roma. Qui Javier non solo completa brillantemente gli studi, ma scopre la vocazione al sacerdozio.
Sant'Umile da Bisignano. Portatore della pace di Cristo
Benedetta Garofalo
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
«Lucantonio, io voglio essere servito da te». L’invito dolce e nello stesso tempo deciso che il Signore rivolge nel 1589 a questo ragazzo di 17 anni, figlio di una famiglia di modeste condizioni economiche, ma ricca di fede, sarà un programma di vita. Il giovane Lucantonio Pirozzo chiede di entrare nell’Ordine dei Frati Minori e orienta la sua intera esistenza a servire Dio nell’umiltà, nell’obbedienza e nell’abbandono totale alla Sua volontà. L’obbedienza lo porta a vivere in varie comunità della sua Famiglia religiosa ed è addirittura convocato a Roma da papa Gregorio XV, che ogni settimana lo riceve per condividere contenuti teologici e per discutere in merito ai bisogni della cristianità. Anche il successore di Gregorio XV, papa Urbano VIII, desidera che fra Umile rimanga accanto a lui. La vita di fra Umile è un dono per tutti coloro che hanno la possibilità di incontrarlo; ognuno riceve da lui attenzione, comprensione e soprattutto manifestazioni della carità sconfinata e incondizionata che Gesù ha insegnato. Fra Umile conclude la sua vita terrena a cinquantacinque anni nella sua Bisignano, in provincia di Cosenza, dove tanti fedeli già lo considerano un santo. Nel 1882 fra Umile è proclamato beato e dal 2002 è santo, per decreto di papa Giovanni Paolo II.
San Siro. Vescovo Genova
Graziano Pesenti
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Siro nasce nel IV secolo a Struppa, piccolo villaggio della campagna ligure. Ancora fanciullo viene affidato al Vescovo di Genova perché sia educato secondo la fede cristiana. All’età di vent’anni è consacrato diacono e inviato nell’odierna Sanremo. Consacrato Vescovo, Siro si dimostrerà sempre un pastore buono, umile, sollecito nell’annunziare il Vangelo di Gesù e nel soccorrere i più poveri e bisognosi.
Matteo Farina. «Semplici come Dio ci vuole»
Francesca Consolini
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Matteo Farina, secondogenito di Miky e Paola Sabbatini, nasce il 19 settembre 1990 ad Avellino. Ha una sorella, Erika di quattro anni più grande di lui, che diventerà la sua più grande amica e confidente. Matteo vive la sua breve e intensa esistenza a Brindisi. Il 28 ottobre 1990 viene battezzato nella Parrocchia “Ave Maris Stella”, che frequenterà con entusiasmo sin da piccolo. Il 4 giugno 2000 fa la Prima Comunione: l’incontro con il Signore lo coinvolge e lo impegna subito ad una vita seriamente evangelica. Il 10 maggio 2003 riceve il sacramento della Confermazione. Dopo le classi elementari e le medie, inizia il biennio presso l’Istituto Tecnico Giorgi. Successivamente Matteo scopre la sua passione per la chimica e si iscrive all’Istituto Tecnico Majorana. Matteo è il più bravo della scuola, eccelle in ogni materia, adora la scienza. Nel 2003, dopo un’estate spensierata, Matteo avverte i primi sintomi del tumore al cervello che lo porterà alla morte. Nei mesi nei quali si sottopone agli esami di accertamento si sposta ad Avellino, Verona, Milano, fino ad Hannover, in Germania; è consapevole di tutto e decide di scrivere un diario, perché spera di “riuscire a dare gioia e forza a chi ne ha bisogno”. Nel gennaio 2005, ad Hannover, subisce il primo intervento chirurgico alla testa, per tentare di asportare il tumore. Nel dicembre 2007 deve affrontare un nuovo intervento. Seguiranno altre delicate operazioni, che però non riusciranno a guarire il terribile male. Matteo muore il 24 aprile 2009, dopo aver fatto della sua vita una straordinaria testimonianza di limpida fedeltà al Signore, di coraggiosa fortezza nella prova, di gioiosa generosità cristiana.
Andrea Maria Borello. Il contagio della santità
Carlo Recalcati
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Riccardo Borello nasce l’8 marzo 1916 a Mango, un paese ad una ventina di chilometri da Alba (CN). La sua è una famiglia di contadini poveri di mezzi, ma ricchi di virtù cristiane. Il padre muore in guerra e la madre dopo qualche anno si risposa con un abitante di Castagnole Lanze (AT). Nel gennaio 1933, Riccardo rimane orfano di entrambi i genitori e viene accolto nella famiglia Perrone. In quello stesso anno conosce la Società San Paolo fondata da don Giacomo Alberione. Attratto entusiasticamente dal carisma di quella famiglia religiosa, dopo un incontro personale con il fondatore decide di entrarvi. L’8 luglio 1936 è accolto, nella Casa Madre della Società San Paolo ad Alba, come aspirante nel gruppo dei Discepoli del Divin Maestro. Il 19 marzo 1937 fa la vestizione religiosa. Dieci giorni dopo parte per Roma per iniziare il noviziato (6 aprile 1937). Il 7 aprile dell’anno successivo fa la prima professione e prende il nome nuovo di fratel Andrea Maria. Rientra subito ad Alba, alla Casa Madre, per riprendere il suo lavoro missione, con impegno instancabile. Il 20 marzo 1944 fa la professione perpetua. Nell’estate del 1948 comincia ad avere dei seri problemi di salute, per cui i suoi superiori decidono di trasferirlo nella casa di cura, di proprietà della congregazione, sita a Sanfrè (CN). La situazione però peggiora e la notte fra il 3 e il 4 settembre 1948, fratel Andrea Maria Borello rimette la sua anima nelle mani del Padre.

