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Adelphi: Biblioteca filosofica

L'essenza della verità. Sul mito della caverna e sul «Teeteto» di Platone

Martin Heidegger

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1997

pagine: 374

Vi sono, nella storia del pensiero, concetti fondamentali che illuminano o adombrano, con il loro profilo, tutti gli altri. Uno di questi è la verità. Le definizioni che ne vengono date, le connotazioni che riceve, le trasformazioni cui è sottoposto rivelano gli atteggiamenti delle diverse epoche storiche nei confronti del mondo e di tutto ciò che è. Attraverso una minuziosa interpretazione del mito della caverna Heidegger mostra che con Platone l'idea di verità subisce un mutamento essenziale, e che tale mutamento segna l'inizio di un destino dal quale l'umanità è condotta, volente o nolente, fino alla tecnica moderna.
46,00 43,70

Tautótes

Emanuele Severino

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1995

pagine: 252

L'Occidente si è condannato a pensare che il divenire sia l'emergere delle cose dal niente: e tale fede lo ha sospinto all'estremo limite del nichilismo. Intorno a questa precoce intuizione Severino ha dipanato con rigore la sua meditazione intorno all'essere e alla sua identità, al divenire e alla possibilità (o all'impossibilità) di dire senza contraddizione l'altro da sé, il diverso. In questo libro Severino torna sulla definizione aristotelica dell'identità (tautotes) come "l'unità dell'essere di più cose", e da essa muove verso un originale approdo: come dire le differenze fra una cosa e un'altra senza per ciò stesso dire che "questo non è quello" e cadere quindi nella contraddizione dell'Occidente di dire di qualcosa, cioè di un ente, che "non è"?
35,00 33,25

Lezioni 1930-1932. Dagli appunti di John King e Desmond Lee

Ludwig Wittgenstein

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1995

pagine: 200

Dopo la lunga interruzione seguita al "Tractatus" e dopo le fondamentali esperienze interiori della prima guerra mondiale, dell'insegnamento come maestro elementare nei villaggi della Bassa Austria e dei lavori come giardiniere e architetto, nel 1929 Wittgenstein tornò in Inghilterra e nel gennaio dell'anno successivo iniziò l'insegnamento al Trinity College di Cambridge. Nel corso delle lezioni egli avviò quella profonda rielaborazione critica del "Tractatus" che lo porterà ad abbandonare la concezione del linguaggio come insieme di raffigurazioni indipendenti dei fatti e ad attribuire un carattere cruciale alle nozioni di uso, regola e relazione interna. I testi delle lezioni sono qui pubblicati sulla base degli appunti di John King e Desmond Lee.
35,00 33,25

Il principio di ragione

Martin Heidegger

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1991

pagine: 276

32,00 30,40

46,00 43,70

La poesia di Hölderlin

Martin Heidegger

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1988

pagine: 250

34,00 32,30

Segnavia

Martin Heidegger

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1987

pagine: 544

55,00 52,25

La ragione errabonda. Quaderni postumi

Giorgio Colli

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1982

pagine: 672

50,00 47,50

Zenone di Elea. Lezioni 1964-1965

Giorgio Colli

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1982

pagine: 177

Discepolo di Parmenide, geniale ideatore dell'arte dialettica, Zenone noto ai moderni per le sue famose aporie sulla divisibilità infinita (Achille e la tartaruga), aporie sulle quali si sono misurati numerosi maestri della filosofia e che persino Aristotele dichiarava di non saper confutare facendo appello al solo piano razionale e logico. In realtà Zenone mostra nei suoi argomenti un istinto eccezionale al rigore dimostrativo, al punto che Colli attribuisce a lui la scoperta del principio di contraddizione, facendone così un pensatore cruciale della filosofia e della scienza moderne.
28,00 26,60

Destino delle necessità - Katà tò chreon

Emanuele Severino

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1980

pagine: 597

52,00 49,40

La nozione di autorità

La nozione di autorità

Alexandre Kojève

Libro: Libro con legatura in pelle o di pregio

editore: Adelphi

anno edizione: 2011

pagine: 143

"È curioso, ma il problema e la nozione dell'Autorità sono stati molto poco studiati" afferma Kojève in apertura di questo libro - scritto nel 1942, ma pubblicato postumo soltanto nel 2004 -, e aggiunge: "raramente l'essenza di questo fenomeno ha attirato l'attenzione. Eppure, in tutta evidenza, è impossibile trattare del potere politico e della struttura stessa dello Stato senza sapere che cosa è l'Autorità in quanto tale. Uno studio della nozione di Autorità, sebbene provvisorio, è quindi indispensabile". E mentre "La nozione di Autorità" giaceva nel chiuso di un archivio, solo in parte la riflessione filosofica è riuscita a colmare la lacuna additata da Kojève. Lo riconosceva esplicitamente Hannah Arendt, che dopo aver constatato "un crollo più o meno generale, più o meno drammatico, di tutte le autorità tradizionali" concludeva: "non siamo più in grado di sapere che cosa è effettivamente l'autorità", precisando che "la risposta a tale questione non si può assolutamente trovare in una definizione della natura e dell'essenza dell'autorità in generale". In realtà la risposta che la Arendt attendeva era già in queste pagine, dove Kojève, muovendo da un'analisi fenomenologica, riconosce quattro tipi "semplici, puri o elementari" di Autorità, che si rispecchiano in quattro filosofie: l'autorità del Padre (la scolastica), del Signore (Hegel), del Capo (Aristotele) e del Giudice (Platone).
29,00

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