Corbaccio: Exploits
Cerro Torre. Mito della Patagonia
Tom Dauer
Libro: Libro rilegato
editore: Corbaccio
anno edizione: 2008
pagine: 376
Patagonia. Campo de Hielo Sur. Tra Cile e Argentina, a ovest del Fitz Roy, quasi mille metri di granito strapiombante che termina a quota 3128 in un fungo di ghiaccio. Il Cerro Torre, la "montagna impossibile", la "vergine inavvicinabile". II libro racconta la storia di questa vetta dai primi tentativi di scalata all'inizio del secolo scorso, alla controversissima e non ancora acclarata prima ascensione di Cesare Maestri e Toni Egger nel 1959, dalla prima ufficiale di Casimiro Ferrari con Chiappa, Conti e Negri, nel 1974, al successo di Bragg in stile alpino. Senza tralasciare un capitolo dedicato a Werner Herzog, il famoso regista di "Grido di pietra", girato sul Cerro Torre. Come spesso accade quando si parla di Patagonia, la prima parte del libro è dedicata a questa terra meravigliosa ed estrema, in tutti i suoi aspetti, dalle navigazioni di Magellano all'esplorazione dell'entroterra, dalle prime cartografie di De Agostini allo sviluppo del turismo e del trekking. Tom Dauer, avvalendosi anche della preziosa collaborazione di alpinisti e scienziati (Silvia Metzeltin e John Bragg, ad esempio), ha dato vita a una vera enciclopedia sul Cerro Torre.
Cervino. Il più nobile scoglio
Reinhold Messner
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2026
pagine: 256
La storia della prima conquista del Cervino. Il 14 luglio 1865 Edward Whymper, venticinquenne inglese, parte da Zermatt e raggiunge per primo la vetta del Cervino, il «più nobile scoglio» secondo John Ruskin, o «Gran Becca», come la chiamano ancora nelle valli italiane. La discesa, però, si trasforma in tragedia: la corda che lega i sette scalatori si rompe e quattro di loro precipitano nel vuoto. Pochi giorni più tardi, Jean-Antoine Carrel arriva in cima dal versante italiano. Carrel è il vero «eroe» dell'avvincente racconto che Reinhold Messner fa della «conquista» di questa splendida montagna: Carrel, la guida della Valtournenche che per primo osò pensare di salire il Cervino, fino ad allora considerato inespugnabile per le condizioni meteorologiche che lo caratterizzano, per la severità delle sue pareti, per l'aspetto maestoso che dai tempi più remoti ha alimentato miti e leggende paurose. E Carrel è caratterialmente l'opposto del «dandy» Whymper: è taciturno, istintivo, dominato dal senso di responsabilità per chi scala con lui, è affidabile fino alle ultimissime ore prima di morire lui stesso sul Cervino, venticinque anni più tardi, dopo aver assicurato la salvezza ai suoi compagni. Whymper e Carrel rappresentano due modi radicalmente diversi di vivere la montagna, pur accomunati dalla medesima, bruciante, passione. E in questo libro affascinante Messner è come se facesse parte dell'una e dell'altra cordata, perché vuole capire: «Voglio salire con questi due alpinisti. Voglio capire che cosa li ha spinti, voglio capire che cosa hanno dovuto sopportare».
Climbing free. La mia vita nel mondo verticale
Lynn Hill
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2026
pagine: 336
Quando, nel 1993, riuscì a salire in libera The Nose, lo sperone meridionale di El Capitan a Yosemite, Lynn Hill era una climber di successo già da parecchi anni: la sua carriera era cominciata con un'uscita casuale, insieme ai fratelli, nel 1975,a quattordici anni. Quel giorno è nata una passione che non l'avrebbe più lasciata. Ha girato gli States e l'Europa alla ricerca di pareti e di vie da liberare, ma soprattutto si è sentita a casa sua nel mitico Yosemite Park dove è riuscita nell'impresa che l'ha proiettata nell'empireo dei climber: salire i mille metri di parete di The Nose in libera e, nel 1994, ripetere la via in meno di ventiquattr'ore, un record rimasto imbattuto per dieci anni, quando è stato eguagliato da Tommy Cladwell, a tutt'oggi l'unico oltre a Lynn ad aver salito integralmente The Nose in libera in giornata. Lynn ripercorre la sua vita di rocciatrice e madre single, che nella comunità di Yosemite ha trovato la sua famiglia, e paragona i «Roaring '70 e '80» ai giorni nostri. Con le pareti artificiali, internet e la possibilità di percorrere virtualmente le vie, tutto ha subito un'incredibile accelerazione. Il climbing è diventato quasi come il parkour: è un'altra cosa, certo, ma Lynn è una che non si guarda indietro. Le generazioni degli Honnold, degli Ondra e dei Caldwell e quelle più giovani ancora hanno tanto da dare al mondo del boulder e dell'arrampicata in genere: di questo Lynn Hill è sicura.
K2 il nodo infinito. Sogno e destino
Kurt Diemberger
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2026
pagine: 336
Uno dei più grandi classici di montagna in una nuova edizione. K2. La vicenda, il vissuto di questo libro si impernia sulla meravigliosa e terribile montagna, la montagna-sogno, la montagna sopra la montagna, simile a un immenso cristallo di cui evoca la sfolgorante e misteriosa regolarità. Nelle facce di questo cristallo si riflettono gli eventi nelle loro infinite angolazioni: il K2 degli esordi; i pensieri e i progetti di Hermann Buhl che al suo cospetto, poco prima di salire il Broad Peak e di morire sul Chogolisa, nel 1957, discusse con l'allora venticinquenne Kurt Diemberger il famoso stile «Alpi occidentali»; l'immenso spigolo nord che sale verso il cielo come una linea infinita; le parole di Shipton, uno dei primi esploratori occidentali giunto al suo cospetto, che incantarono Diemberger e lo avvolsero in un'invincibile magia; il tentativo lungo questo spigolo, la vita ai suoi piedi in uno dei più remoti angoli del Sinkiang – dove egli ritorna, carico di esperienza e di dolore, ma anche di amore, nelle ultime pagine del libro. Parallelamente si delinea il rapporto umano con gli amici, con Julie Tullis, la compagna con cui, da qualche anno, ha fondatothe highest filmteam of the world e il suo rapporto di solidarietà con lei. Infine la tragica estate del 1986. Kurt e Julie trovarono alla base della montagna un vero «villaggio», dove si incontrano le più svariate personalità dell'alpinismo, Maurice e Liliane Barrard, Benoît Chamoux, Michel Parmentier, Alan Rouse, Renato Casarotto, Agostino da Polenza, Gianni Calcagno, Tadeusz Piotrowski, Jerzy Kukuczka, Wanda Rutkiewicz e tanti altri, come se si fossero dati un appuntamento importante. Un appuntamento tragico: le speranze, qualche successo, le prime tragedie, una catena che sembra senza fine e che assimila la montagna a una roulette russa. La salita, da parte di coloro che non vogliono rinunciare all'ultima chance, i problemi di tante cordate indipendenti in quota, il sogno della vetta che diventa realtà. Infine la bufera, l'allucinante dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas – dunque senz'acqua – prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si «addormenta» per sempre, poi, man mano, anche i compagni muoiono. I tre superstiti, sull'orlo del collasso, iniziano una discesa allucinante nella tormenta, sotto il perenne pericolo di valanghe, poi sullo sperone Abruzzi coperto di verglas. Solo in due arrivano vivi alla base della montagna. Nello sforzo indicibile della discesa, in uno stato quasi di allucinazione, Diemberger avverte di essere parte di un tutto, una sorta di «moto perpetuo», di «nodo infinito» che lo lega all'armonia del cosmo e che lo porta alla salvezza – è Julie? Arriva a chiedersi – comunque qualcosa di extra umano, che lo dirige in una situazione che di umano non ha più nulla.
Mont Blanc Lines. Le vie più belle della catena del Monte Bianco
Alex Buisse
Libro: Libro rilegato
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 176
Le vie più belle della catena del Monte Bianco. La catena del Bianco è la patria dell'alpinismo mondiale. Dal Monte Bianco al Mont Maudit, dai Drus alle Grandes Jorasses, dalla Mer de Glace al Miage, dal Monzino al Cosmiques, non c'è cima o ghiacciaio o rifugio che non evochi imprese eccezionali in ambienti di una bellezza mozzafiato. Con i ramponi ai piedi, con gli sci, in elicottero, in parapendio e in deltaplano il fotografo Alex Buisse ha percorso la catena del Monte Bianco dai versanti francese, italiano e svizzero, per fotografarne tutte le pareti più belle su cui ha tracciato, a una a una, le vie alpinistiche e le discese di sci ripido. Vie che qui compaiono in immagini spettacolari di grande formato e di cui viene raccontata la storia attraverso le parole dell'autore e le testimonianze di alpinisti che le hanno percorse e che condividono con i lettori le emozioni incredibili che hanno provato.
Dolomiti, lo spettacolo infinito. Dal Cadore a Cortina d'Ampezzo fra alpinismo e mito olimpico
Paolo Paci
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 256
La bellezza eterna e misteriosa delle Dolomiti L'invenzione del paesaggio dolomitico è il filo rosso che Paolo Paci segue pagina dopo pagina, dal primo quadro di Tiziano che raffigura le Dolomiti cadorine alle prime fotografie di soggetto alpino, passando per i pittori romantici, i registi, i pubblicitari. Ogni capitolo ci offre la visione personale dei protagonisti delle vicende politiche e belliche, dell'evoluzione economica, della cultura, dello sport. Attraverso i loro occhi, la loro percezione del territorio, si compone un grande affresco che copre cinque secoli di storia e si fissa nel presente, in un confronto oggettivo e appassionante. Sullo sfondo, sempre presenti, le grandi vette dolomitiche, i «giganti del Cadore», dall'Antelao al Pelmo, al Sorapiss, alle Tofane e al Cristallo, con le storie dei conquistatori otto-novecenteschi e delle più famose dinastie di guide alpine. Un viaggio, quello raccontato da Paci, che insegna a leggere il paesaggio delle Dolomiti nelle sue pieghe più nascoste, nei suoi incanti ma anche nelle sue finzioni (pubblicitarie) e negli eccessi della modernità.
Breve storia dell'alpinismo in 33 oggetti
Reinhold Messner
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 176
«Ho avuto la fortuna di nascere tra 'l'antichità' - corda di canapa e chiodi da roccia - e la modernità. Ho anche la fortuna di aver conosciuto i pionieri nati nell'Ottocento e i migliori alpinisti di oggi. Ho ascoltato le loro storie e ho deciso di tramandarle, sia attraverso la mia personale narrazione delle loro imprese sia attraverso i Messner Mountain Museum che espongono cimeli di grandi alpinisti del passato, opere d'arte ispirate alla montagna, dipinti e film.» Questo originalissimo libro di Messner è una storia «materiale» dell'alpinismo condotta attraverso le immagini di oggetti iconici appartenuti a grandi alpinisti, in grado di trasmettere emozioni come e più di qualsiasi testo scritto. Dalla piccozza utilizzata per la prima salita all'Ortles nel 1804 a quella di Paul Preuss del 1909; dallo zaino di Edward Whymper agli scarponi utilizzati nella salita al Nanga Parbat del 1937; dalla tenda di Heckmair sulla Nord dell'Eiger nel 1938 al sacco da bivacco in cui dormì Bonatti durante la salita al Dru nel 1955... gli oggetti fotografati e la descrizione delle imprese di cui furono in qualche modo protagonisti ci parlano di un'età veramente eroica dell'alpinismo, oggi del tutto impensabile.
La montagna a modo mio
Reinhold Messner
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 384
"La montagna a modo mio" è il racconto limpido e appassionato della visione che Reinhold Messner ha della vita che ha scelto: quella dell'alpinista, dell'esploratore, dell'uomo libero. In queste pagine, Messner condivide senza filtri le sue convinzioni più profonde sulla natura e sull'essenza dell'alpinismo, sul partire e sul tornare, sulla motivazione, sul compimento personale e sul cammino verso l'interiorità. Tutti i grandi temi del suo percorso trovano spazio: dai primi successi alle scalate rivoluzionarie in stile alpino, dalla fama internazionale conquistata con l'ascesa dell'Everest senza ossigeno al completamento del ciclo degli Ottomila, dalle spedizioni nei deserti del mondo all'impegno sociale e politico, fino alla creazione del sistema museale dedicato alla montagna. Senza eludere il dolore: affronta anche le polemiche seguite alla tragica scomparsa del fratello sul Nanga Parbat, rivelando la sua parte più vulnerabile. Interviste, reportage, articoli e resoconti si intrecciano in un ritratto autentico di un uomo che ha sempre obbedito a una sola legge: la propria. Un idealista con i piedi ben piantati per terra, capace di percorrere le creste più alte e di confrontarsi con gli abissi più profondi dell'animo.
George Mallory e la tragedia dell'Everest
Mick Conefrey
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 336
Il 6 giugno 1924 George Mallory si infilò una maschera di ossigeno e, insieme al compagno Andrew Irvine, partì per la vetta dell'Everest. L'8 giugno i due furono intravisti fra le nuvole. Poi più nulla. Scomparvero nel brutto tempo e non furono più ritrovati. Che siano morti prima o dopo aver raggiunto la cima è un mistero che ancora appassiona. Negli anni successivi alla sua scomparsa, George Mallory è stato glorificato dalla stampa inglese come il più grande alpinista della sua generazione, scomparso mentre tentava l'impossibile. Bello, carismatico, coraggioso, bravo a parlare in pubblico, atletico e tecnicamente preparato, socialista impegnato, era ricercato da uomini e donne. Ma questa è solo una parte della sua personalità. Mallory era un autentico temerario, fino all'incoscienza; disprezzava le innovazioni tecnologiche e spingeva sé stesso e i suoi compagni oltre i limiti. Ma chi era davvero George Mallory? Quali forze lo guidavano portandolo alla sua stessa distruzione? Come mai proprio lui, che nel 1922 aveva giudicato le bombole di ossigeno più pericolose del diavolo, due anni dopo partì per l'ultima salita con una maschera a ossigeno? E, soprattutto, perché decise di tornare una terza volta sull'Everest dopo due tentativi falliti? Attraverso diari, memoir e documenti contemporanei, Mick Conefrey restituisce un'immagine poliedrica e incredibilmente affascinante di una sorta di «titano» in cui cerca di separare l'uomo dal mito.
Annapurna. Il primo 8000
Maurice Herzog
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 336
Nel 1950, un gruppo di alpinisti francesi guidati da Maurice Herzog compì un'impresa straordinaria: la conquista dell'Annapurna, la prima vetta di oltre ottomila metri mai raggiunta dall'uomo. Questo successo segnò una svolta nella storia dell'alpinismo e aprì la strada alla scalata dell'Everest. Con i suoi 8091 metri, l'Annapurna - il cui nome in sanscrito significa «Dea dell'Abbondanza» - si rivelò una montagna spietata, che mise a dura prova il coraggio e la resistenza della spedizione. In questo classico della letteratura di montagna, Herzog racconta in prima persona ogni fase dell'avventura: dalla pianificazione meticolosa alla salita estenuante, dalle vittorie ai momenti di sconforto, fino alle sofferenze estreme che segnarono il ritorno. Più di un semplice resoconto alpinistico, Annapurna è una testimonianza epica di determinazione, sacrificio e, soprattutto, di una solidarietà umana capace di superare anche gli ostacoli più insormontabili.
Danzare sulla corda. Storie della mia vita
Kurt Diemberger
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 352
Kurt Diemberger è l'unico alpinista vivente ad aver salito due ottomila mai scalati prima. Nel 1957, fu protagonista di una leggendaria spedizione, divenuta poi simbolo di coraggio e determinazione, ideata da Hermann Buhl e che portò alla storica conquista del Broad Peak. Ma dietro questa impresa si celano anche risvolti dolorosi e controversi, legati alla successiva morte di Buhl e alle polemiche che ne seguirono. Un'esperienza che ha segnato profondamente Diemberger, alimentando polemiche che, a tutt'oggi, continuano a far discutere il mondo dell'alpinismo. Tuttavia, Danzare sulla corda non è solo la cronaca di quella scalata storica. Questo libro ci trasporta nell'universo affascinante e complesso di Diemberger, raccontando le sue grandi imprese e anche i momenti più drammatici e le esperienze che ne hanno forgiato la carriera. Tra successi straordinari e sfide estreme, l'autore ci guida attraverso avventure mozzafiato in ogni angolo del pianeta: dal Tibet al Nepal, dagli ottomila himalayani alle pareti più insidiose delle Alpi, dalle gelide distese della Groenlandia fino alle impervie montagne del Sudamerica. Un racconto avvincente, che ci fa entrare nella mente e nel cuore di una leggenda vivente dell'alpinismo, svelando la sua visione unica del mondo, della montagna e della vita stessa.
Everest solo. Orizzonti di ghiaccio
Reinhold Messner
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 240
Il 20 agosto 1980 Reinhold Messner raggiunse la vetta dell'Everest, solo e senza ossigeno. Il racconto di questa impresa straordinaria è al centro di Everest Solo, che narra anche il suo lungo viaggio attraverso il Tibet, una regione misteriosa e inaccessibile dominata da giganti dighiaccio, costellata di monasteri spesso in rovina e percorsa da interminabili carovane di yak. Attraverso le pagine sull'ascensione, vediamo anche tornare in vitai leggendari alpinisti che hanno preceduto Messner: Mallory, Irvine e Wilson. E nella luce abbacinante, immerso nell'aria sottile, misurandosi con la spossatezza, con il pericolo e, a tratti, con la disperazione, Messner riflette sulle motivazioni che spingono quanti si cimentano con gli Ottomila. E le condivide con i lettori, arricchendole con le pagine del diario della sua compagna di viaggio Nena Holguin, che seguì dal campo la sua incredibile impresa.

