Abscondita
Frammenti sull'arte
Edvard Munch
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 160
Edvard Munch (1863-1944) è stato troppo spesso consegnato al mito di "artista dell'angoscia", di "artista dell'urlo", sempre sul ciglio dell'abisso, tra continui lutti familiari, tumultuose relazioni sentimentali, alcolismo e ossessioni demoniache. Tutto questo ha rischiato di mettere in ombra le infinite pieghe del suo stile pittorico, che ha aperto la strada non solo all'espressionismo, di cui Munch è cruciale iniziatore, ma a tutta l'arte contemporanea. La sua creatività complessa quanto lineare, istintiva quanto raffinata non è ovviamente soltanto lo specchio autobiografico di un esistenza divenuta emblema: è il frutto di un incessante, tormentoso tentativo di trasformare le proprie esperienze personali in intuizioni figurative di valore universale. Di questa straordinaria tensione è testimone, e fonte primaria, un vasto e tumultuoso corpus di scritti. Lettere, minute, appunti diaristici, opere narrative sono infatti la fucina in cui riversava le sue molteplici e feconde intuizioni, per decantarle e da lì far nascere le sue opere pittoriche.
Vincent Van Gogh
Johanna Van Gogh Bonger
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 128
"Una storia nota quella di Vincent, forse la più famosa vita d'artista di tutti i tempi, apparentemente raccontata qui nella sua versione più lineare e semplice, complicata invece perché piena di riflessi. (...) La biografia di Vincent scritta da Johanna è una biografia della ricerca della serenità, una appassionante sequenza di momenti tranquilli e di crisi in qualche modo risolte, bellissima sequenza di momenti tranquilli e di crisi in qualche modo risolte, bellissima sequenza di delusioni d'amore, che Johanna racconta con comprensione e dolcezza." (dalla postfazione di Elio Grazioli)
Per un'architettura totale
Walter Gropius
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 192
Sono qui raccolti i principali saggi che Walter Gropius (1883-1969) compose durante gli anni di insegnamento alla Facoltà di architettura di Harvard. Nella prolusione ai corsi così Gropius riassume il suo programma: "Non desidero trasmettere un dogma già stabilito, ma un atteggiamento aperto, originale ed elastico verso i problemi del nostro tempo". Il cardine di tutta la sua opera - e degli scritti qui raccolti - è la necessità di coordinare, di "integrare" tra loro arte e mestieri, creazione artistica e produzione industriale, come testimonia il Bauhaus, il mirabile istituto da lui fondato e diretto. Solo in virtù di questa "integrazione" e attraverso un'appassionata aderenza ai problemi sociali e intellettuali, sarà possibile una ricostruzione unitaria dei valori, un nuovo "umanesimo". Gropius affronta questo capitale problema dal punto di vista dell'architetto e dell'urbanista, che alla "caotica bruttezza dell'ambiente umano che l'età moderna ha modellato" deve sostituire "un ordine nuovo di valori atti a generare un'espressione integrata del modo di pensare e di sentire del nostro tempo".
Pop art. Interviste di Raphaël Sorin
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 120
La Pop Art americana è il movimento artistico più conosciuto, più popolare del dopoguerra. Alcuni dei suoi protagonisti sono diventati leggendari - Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Tom Wesselmann, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, James Rosenquist -, le mostre che li celebrano si susseguono, le monografie si moltiplicano. Quello che mancava era la testimonianza diretta delle loro idee e dei loro propositi, enunciati nel libro che qui viene presentato, una raccolta di interviste risalenti al periodo più vivo e importante per la Pop Art, gli anni Sessanta. Protagonista diretta di questo movimento è la realtà della civiltà di massa, contrassegnata dall'ossessiva presenza dell'apparato pubblicitario, dall'invasione dei prodotti della società dei consumi, dal martellamento dei messaggi dei mass media (fumetti, réclame, manifesti): gli artisti della Pop Art lavorano manipolando immagini e oggetti già fabbricati che ne potenziano le implicite qualità espressive.
Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci. Nota e digressione
Paul Valéry
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 128
Questo volume raccoglie "L'Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci", del 1848, e la "Nota e Digressione" che la prolunga, del 1919. A esse si aggiungono le preziose annotazioni e i commenti a margine che Valéry redasse nel 1930 e che figurano oggi nelle "Opere" della Plèiade, su cui la presente edizione è stata condotta. Così Paul Valéry tratteggia il ritratto di uno dei più grandi geni di tutti i tempi: "Leonardo, questo essere simbolico, custodisce la più vasta collezione di forme, un tesoro perennemente disponibile delle attitudini dell'uomo e della natura, una potenza sempre imminente. È abitato da una folla di esseri, di visioni, di ricordi e dalla forza inaudita di riconoscere, entro la distesa del mondo, un numero infinito di cose distinte e di ricrearle in un ordine che gareggia con la creazione divina. Leonardo è l'assoluto maestro dei volti, delle anatomie, delle macchine. Sa come nasce un sorriso, e sa scapigliare, arricciare i filamenti delle acque, le lingue di fuoco. Adora il corpo dell'uomo e della donna, misura ogni cosa. In una parola Leonardo è l'uomo universale, l'artista stesso del mondo".
Giovanni Bellini
Roger Fry
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 144
"In Giovanni Bellini la resa delle emozioni non è quella di un drammaturgo in grado di dar corpo con l'immaginazione all'intero spettro delle passioni umane; né, d'altra parte, egli manifesta alcun interesse per l'evento. Ciascuno dei suoi dipinti rende un singolo stato emozionale; e nelle prime opere si tratta quasi sempre di sentimenti di pietà e di amore. In tutte le versioni della Madonna con il Bambino la sfumatura e la varietà del sentimento sono perfettamente chiare e quasi sempre distinte; inoltre, la ricchezza della capacità inventiva di Bellini è dimostrata dalla perfetta armonia tra il sentimento particolare manifestato dalla madre, e la posa e l'espressione del bambino. Nelle prime opere il pathos è l'emozione dominante; e anche negli ultimi dipinti, nonostante l'amabile serenità, fluisce nel profondo una vena dello stesso sentimento. Ma il pathos delle figure non è mai melenso o sentimentale; è piuttosto, per come Bellini lo sente, l'approdo inevitabile della loro condizione di esseri umani; e se ci sono parole in grado di definire quello che Giovanni Bellini più intimamente di ogni altro artista ha saputo esprimere, sono le seguenti, di Virgilio: 'Sunt lachrymae rerum et mentem mortalia tangunt'."
Ritratti
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 80
Nadar, pseudonimo di Gaspar-Felix Tournachon (1820-1910) è considerato da molti - ad esempio da Barthes - il più grande fotografo di tutti i tempi, colui che trasformò con la fotografia ai suoi esordi il destino stesso dell'immagine, esercitando un'influenza decisiva su quest'arte nuovissima e anche sulla pittura. Nadar attraversa per intero il XIX secolo eternando l'immagine delle più grandi personalità del suo tempo: scrittori, poeti, attori, scienziati, politici. In questo piccolo volume sono rappresentati i suoi ritratti fotografici più celebrati, che testimoniano la mirabile capacità di Nadar di catturare in uno scatto fotografico non solo i tratti dominanti della personalità del modello, ma soprattutto la sua anima.
La prospettiva come «forma simbolica»
Erwin Panofsky
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 176
"Attraverso la trasposizione dell'oggettività artistica nel campo del fenomenico, la concezione prospettica sbarra ogni accesso per l'arte religiosa alla regione del magico, nel cui ambito l'opera stessa compie il miracolo, e nella regione del dogmatico e del simbolico, nel cui ambito l'opera testimonia, o preannuncia, il miracolo. Ma dischiude per essa una regione completamente nuova, la regione del visionario, nel cui ambito il miracolo diventa un'esperienza immediatamente vissuta dello spettatore, poiché gli eventi soprannaturali irrompono nello spazio visivo apparentemente naturale che gli è proprio e gli permettono così di "penetrare" realmente la loro essenza soprannaturale; inoltre la concezione prospettica dischiude all'arte religiosa la regione dello psicologico nel senso più alto, nel cui ambito il miracolo avviene ormai nell'anima dell'uomo raffigurato nell'opera d'arte; non soltanto le grandi fantasmagorie del barocco, ma anche le tarde opere di Rembrandt non sarebbero state possibili senza la concezione prospettica dello spazio, la quale, trasformando la "realtà" in "apparenza", sembra ridurre il divino a un mero contenuto della coscienza umana, ma insieme amplia la conoscenza umana sino a renderla capace di accogliere e contenere in sé il divino".
Il Rinascimento
Walter Pater
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 240
"È in Italia, nel Quattrocento, che risiede principalmente l'interesse della Rinascenza - in quel solenne Quattrocento, che non si studierà mai abbastanza non solo pei suoi resultati positivi nel campo dell'intelletto e della fantasia, le sue concrete opere d'arte, le sue tipiche figure eminenti, col loro profondo fascino estetico, ma pel suo spirito e pel suo carattere in genere, per le qualità etiche di cui esso offre un modello perfetto. Le varie forme d'attività intellettuale che insieme costituiscono la cultura di un'età, muovono per la maggior parte da punti di partenza differenti, e seguono cammini distinti. Come prodotti d'una medesima generazione esse invero partecipano d'un carattere comune, e inconsciamente s'illustrano a vicenda; ma quanto agli artefici stessi, ogni lor gruppo è solitario, e consegue quei vantaggi o subisce quegli svantaggi che possono esserci nell'isolamento intellettuale. Il Quattrocento in Italia è una di queste epoche felici, e quel che talora si dice dell'età di Pericle è vero per quella di Lorenzo il Magnifico: è un'epoca fertile di personalità, multilaterale, accentrata, completa. Qui artisti e filosofi e coloro che l'azione del mondo ha elevato e reso acuti, non vivono nell'isolamento, ma respirano un'aria comune, e ricevono luce e calore gli uni dai pensieri degli altri. L'unità di questo spirito conferisce unità a tutti i vari prodotti della Rinascenza".
Ritratto d'artista
Egon Schiele
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 136
"Prima o poi nascerà una fede nei miei quadri, nei miei scritti, nei concetti che esprimo con parsimonia, ma nella forma più pregnante. I quadri che ho realizzato finora saranno forse solo dei preamboli, non lo so. Ne sono così insoddisfatto, se li passo in rassegna. Hanno torto quanti pensano che dipingere sia meglio di niente. Dipingere è una capacità. Io penso all'accostamento dei colori più caldi, che sfumano, che si liquefanno, rifrangono, stanno in rilievo, carica terra di Siena grumosa con verdi o grigi, e accanto una stella di un azzurro freddo, bianca, biancoazzurra. Sono diventato esperto e ho fatto i calcoli rapidamente, ho osservato ogni cifra e ho cercato di desumere. Il pittore può anche guardare. Ma vedere è qualcosa di più. Stabilire un contatto con un'immagine che ci riguarda, è molto. La volontà di un artista?".
Goya
José Ortega y Gasset
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 112
"Non capisco perché gli storici dell'arte non confessino con maggior franchezza quello che dinanzi a Goya dovrebbero avvertire: che è un enigma, un dilemma enorme da chiarire, se non da risolvere, per cui occorre prudenza e rinuncia alle semplificazioni, in questo che è uno dei più complessi fenomeni che mai siano apparsi nell'intera storia dell'arte. [...] Comprendere Goya significa non solo spiegare quello che in lui è risolto, ma anche, e nello stesso tempo, rendere manifeste le cause dei suoi fallimenti. D'altra parte l'ipotesi di una "alta intelligenza", oltre a non accordarsi con i suoi errori, non è nemmeno utile a far luce sulla genesi dei suoi risultati più alti - e non mi riferisco solo al suo colore prodigioso e alla grazia frizzante delle sue forme, ma anche a ciò che nei suoi quadri e nelle sue incisioni trascende di molto i confini di qualsiasi arte pratica sino a sfiorare cosmici misteri e raggelanti destini. A nulla di tutto questo si può giungere con la chiarezza dell'intelletto; sono folgorazioni che vanno al di là di ogni concettualizzazione. La verità è che l'opera di Goya non deriva mai dall'intelligenza: o è banale mestiere o è veggenza di sonnambulo."
L'arte classica. Introduzione al Rinascimento italiano
Heinrich Wölfflin
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2007
pagine: 312
"L'arte classica" di Heinrich Wölfflin è il capolavoro al quale si sono ispirate generazioni di studiosi, uno dei fondamenti della moderna critica d'arte sul Rinascimento, il canone di un metodo e di una sensibilità ai quali ancor oggi ci si può riferire per cogliere l'opera d'arte nel suo reale processo creativo. Molti dei giudizi ormai patrimonio comune della nostra cultura, WöIiffIin li ha pronunciati per primo, li ha fatti circolare, li ha corretti e precisati attraverso la sua interpretazione formalistica, sempre sorretta da un vigile senso dell'unità dello stile. Si condivida o meno la teorica di WöIifflin, che esalta l'arte italiana come pura gioia visiva, la sua opera è uno dei pochissimi libri che avvicinano il lettore ai capolavori del Rinascimento; che lo aiutano, in nome di una mutua confidenza, a godere dell'arte quattrocentesca e cinquecentesca come del frutto più miracoloso di una meravigliosa stagione dell'umano creare.

