Aesthetica
Inchiesta sul bello e il sublime
Edmund Burke
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2002
pagine: 200
I piaceri dell'immaginazione
Joseph Addison
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2002
pagine: 100
Pubblicati nel 1712 sui nn. 411-421 dello “Spectator“, il famoso periodico culturale e di costume diretto da Joseph Addison e Richard Steele, gli undici saggi intitolati I piaceri dell’Immaginazione costituiscono, insieme a quello sul “gusto” che li introduce (n. 409), il primo trattato di Estetica modernamente intesa. Scritti con tono discorsivo e rivolti ai “lettori comuni” – secondo il programma addisoniano di trasferire la filosofia dagli studi e dalle biblioteche ai club e alle coffee-houses – essi fissano le coordinate lungo le quali si muoverà l’intera riflessione settecentesca intorno all’esperienza del bello naturale e artistico. Erede di Locke, Addison affronta il problema estetico non più in chiave retorica ma in chiave psicologica (cioè dal versante della fruizione anziché da quello della produzione), e in tal modo avvia una fenomenologia dell’esperienza estetica a cui tutti gli autori che verranno dopo di lui, fino a Kant incluso, saranno in qualche misura debitori. Definizione del gusto, statuto dell’immaginazione (e suoi rapporti col giudizio), individuazione di specifiche categorie estetiche (fra cui particolarmente innovativa quella del “sublime”), abbozzo di un “sistema delle arti”: questi alcuni dei più rilevanti temi proposti dai Piaceri dell’Immaginazione. E attorno ad essi una molteplicità di osservazioni e di spunti – sull’architettura, i giardini, il linguaggio della poesia, ecc. – che saranno ripresi e sviluppati nel corso del XVIII secolo da filosofi, critici e artisti assicurando all’operetta addisoniana una fortuna europea che ha pochi paragoni nel suo tempo. La presente traduzione italiana, eseguita da Goffredo Miglietta, è la prima dopo quella di Mario Manlio Rossi apparsa nel 1944 e da tempo esaurita. Corredano il testo una limpida presentazione, un ampio apparato di note e una ricca bibliografia a cura di Giuseppe Sertoli.
Pensieri sull'imitazione
Johann Joachim Winckelmann
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2001
pagine: 155
Le arti figurative e la natura
Friedrich W. Schelling
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 1989
pagine: 108
Estetica della conservazione biologica. Una cornice teorica
Mariagrazia Portera
Libro: Libro in brossura
editore: Aesthetica
anno edizione: 2026
pagine: 160
Questo volume intende fare il punto, in prospettiva teorica, epistemologica e metodologica, circa la recente e rilevante ripresa d’interesse per il fattore estetico e la dimensione estetica nelle scienze della conservazione biologica, cioè – semplificando – nella teoria e nella prassi della tutela della biodiversità. Il volume intende fornire agli sviluppi recenti della ricerca una cornice teorica compiuta e sistematica. Nel quadro dell’ampia letteratura sul complesso tema dei rapporti tra valori estetici e prassi scientifica (teoria, contesto della scoperta, risultati della pratica scientifica), si intende dimostrare come la scienza della conservazione rappresenti un unicum che richiede la riproblematizzazione delle istanze e degli assunti in gioco, in termini di rapporto tra valori epistemici e non-epistemici, bias, intrecci tra dimensione della conoscenza e dimensione socio-politica.
Frammenti di estetica
Friedrich Schlegel
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2023
pagine: 116
Con una lucidità davvero rara, Schlegel convoglia in queste poche ma intensissime pagine l’esperienza di quasi mezzo secolo di riflessioni sull’arte e sul bello, da Baumgarten a Kant, tematizzando, con smagliante originalità, i problemi fondamentali di quella “scienza nuova” che a metà del Settecento aveva trovato il suo statuto epistemologico e il suo nome: l’estetica. È questo dunque il primo cruciale tentativo di recuperare, dopo Kant e oltre Kant, alcune categorie fondamentali del dibattito settecentesco, come il piacevole, il commovente, l’interessante, il brutto, il disgustoso, per integrarle in un sistema assoluto e “oggettivo” dell’arte e del bello. L’esperienza estetica diviene così in Schlegel, in ciò già compiutamente idealista, riflessione antropologica sull’uomo e sulla sua missione. Questi Frammenti sono curati e corredati da un esaustivo commento critico sulle fonti e sul lessico dell’estetica di Schlegel da Michele Cometa.

