Aragno
Memoranda
Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
«Quando si interessa qualcuno agendo nella maniera più insignificante, ecco che questa maniera insignificante significa e che ci si interessa di interessare. Maledetta vanità, cardine su cui giriamo senza staccarci» Barbey d'Aurevilly
Atlante di chi non parla
Maddalena Lotter
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
"Come molti libri di poesia italiana recente - ad esempio Dimora naturale (Einaudi) di Andrea Bajani, che fa eco misteriosa nel titolo alla silloge Questioni naturali con cui Maddalena Lotter si è presentata all'attenzione dei lettori nel XIV Quaderno di poesia italiana contemporanea (Marcos y Marcos) - anche questo Atlante di chi non parla ci si presenta racchiuso, già a partire dai versi di quella che chiamiamo la "stele nera" di copertina, nella conchiglia di un concept album, nella variante, variazione e reiterazione di un tema, concettuale appunto e musicale. Nucleo radiante che consiste qui nell'ossessione di dare voce «a chi non ha avuto voce sulle scelte che hanno condotto il nostro pianeta a diventare quello che è» e a chi se anche l'ha avuta non l'ha più: i nostri morti, umani e animali, ma anche i grandi mammiferi e cetacei estinti, che con la loro fine hanno fatto spazio ad altro - a noi - migrando in un non-essere di eco e di tracce. Fine e inizio del resto coincidono, come nei fotogrammi di un tramonto riavvolti al contrario per diventare l'alba, nel poemetto Il testimone, in cui si toccano cosmogonia esiodea e calviniana cosmicomica: mentre, assecondando il movimento ampio della nuova poesia/pensiero che in Italia come altrove si pensa nello spazio e nel tempo - che sia catastrofe, diorama o paesaggio - di un tempo umano costretto a fare i conti col presto-non-poter-essere-più-tale, il soggetto poetico scivola via dall'antropocentrismo, si mostra non al centro ma accanto. Il senza del non agire e della rinuncia, filo che tiene il tutto, «una rinuncia non solo necessaria, ma specialmente operosa, creativa», à la Simone Weil, diventa ora - troppo tardi? - non più un contro ma un con." (Laura Pugno)
Faldone zero-cinquantanove, novantotto-novantanove
Vincenzo Ostuni
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
Non ha inizio né fine, il Faldone di Vincenzo Ostuni. Il suo «principio di infinitudine», come l'Aion degli antichi, è un processo e non un dato, un'attitudine e non un conseguimento. Eppure un mitobiografico incipit lo prevede: il componimento del cinquenne che, antivedendola, commenta tutta la sua opera a venire («dio ci ha creati», con quel che segue). A sorpresa, ora, un non meno virtuale scioglimento: introdotto da notarili Disposizioni contraddittorie e incomplete per la composizione del Faldone in caso di nostro improvviso decesso o incapacità di impartirle altrimenti. Non è un mistero che, fra i suoi maestri, Ostuni si sia rifatto in primis al Sanguineti di Scribilli, Scartabelli e Corollari tutti virtualmente provenienti, però, da un infantile quadernone Tutto. L'envoi del Faldone ricorda allora il Novissimum Testamentum che negli anni Ottanta riepilogava un'apocalittica delusione storica e personale. Ma è diverso questo Testamento Postremo, e post-Novecentesco, che dà in un vuoto, anzi uno zero. Annichilente era il lascito di Es: «vi lascio cinque parole, e addio: non ho creduto in niente:». Ma lo zero non è il niente. In termini matematici è uno strumento polivalente; un punto da cui, almeno per ipotesi, ricominciare: fuori, magari, dalle mura di parentesi e virgolette che, allegoriche, incorniciano ogni discorso di Ostuni. E infatti questa "emersione" cartacea è insieme la più "politica" (contro «questo zombi boreale, capitale» teorizzando una «violenza di terzo segno») ma anche la più metalinguistica o meta-meta-linguistica (si veda la virtuosistica ottava poesia del Faldone undici). Insomma «il mondo andò in pezzi, ma tutti i pezzi sopravvissero separati». Sul terreno restano «frammenti di risulta da associare, vedi, questa mercataglia di brevi componimenti»; ma con «questi corollari vestiti da teoremi», come il Barone di Münchhausen tanto di Sanguineti che di Zanzotto, è forse possibile puntellare le nostre rovine. Sino magari a intravedere la coda di «una cometa-sistema / ultraluminale»: che, nei suoi «passaggi fra gli universi», miracolosamente li «ricucia forando»: «li strizzi tutti assieme esplodendo». Andrea Cortellessa
Elegia sanremese
Tommaso Ottonieri
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
"Al tramonto d'un secolo breve quanto sterminato, Elegia Sanremese brillò come una Supernova. In apparenza spenta, da allora continua a emettere invece segrete radioattività fossili. Ne era autore il più erudito il più splenetico il più esoterico dei poeti, quello che un destino iperletterario, e hilarotragicamente epigrafico, se l'è scritto nel nome: Tommaso Ottonieri. Concept album se ce n'è uno, Elegia Sanremese - col parodiare inVersa le sublimi Duinesi di Rilke, che il Novecento iscrivevano nell'Autentico da cercare nella Povertà - il tempo di dopo la fine, morto di fame di smodata Ricchezza, spettrografava come Regno del Posticcio: indovinandone la più compiuta, la più autentica espressione nella canzonetta sanremese. Cos'è infatti la Canzone, che usurpa il nome dai più siderali costrutti Provenzali e post-tali banalizzandone dispositivi metrici e sempiterne ossessioni, se non appunto una contraffazione della poesia? Con crudeltà millimetrica l'Ottonieri ritorceva la parodia sui musicarelli, all'impazzata remixandoli coi lacerti più squisiti di quel Canone Estinto che vi era per tempo colliquato (i «24mila baci», delle memorie d'Adriano, nient'altro che un Catullo for dummies). Così che l'«aria di vetro» di Montale può stare a pigione nella «casetta piccolina in Canadà»: in un labirinto di copie, e copie di cover, che - vent'anni dopo e più - ancora e sempre è il nostro. Ma con terrore d'ubriaco il dj metafisico di questo Juke Box all'Idrogeno, nonché stigmatizzare quel repertorio «trash'endente», da quell'ipnotica melma sonora si scopre medusato. Spedito in uno Shining rivierasco a fare il kulturkritik da un accigliato giornale di sinistra, e ridotto ormai a «bulbo videodromico», l'Ottonieri vagheggia il corpo ultrafanico della modella cèca sul palco dell'Ariston. E in un altro suo lp, L'album crèmisi, lamenta «come tutto ciò che è solido nell'Aperto si sfarina!» (contaminando Marx, già, con l'Ottava Elegia) - per concludere, però: «Tanto profondamente amiamo quello che ci colonizza». Mentre qui scandisce che «il solo amore vero / è quello che si perde». Perché - la verità fa male, lo so - quello che si perde è quello che ci perde." (Andrea Cortellessa)
Fuoco degli occhi
Marilena Renda
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
"Marilena Renda apre con una bella idea: seguire le tracce di alcune apparizioni di grandi artisti e pensatori in Sicilia, terra posta al confine tra vero e falso, tra natura e cultura, cioè tra corpo e acqua e tra oggetto e ombra dell'oggetto, dunque tra vivi e morti, in un'atmosfera eliotiana di tempo circolare, sempre tornante, senza inizio né fine. Il tempo è forse quello dell'infanzia e l'infanzia è la veduta di un'isola lontana, abbracciata da fuori con lo sguardo, isola nella quale ogni volta si torna a prendere fiato e, insieme, l'amaro della memoria. Isola-magnete e fuoco centrale della poesia di Renda, caproniana res amissa della biografia che zampilla parole: quando l'infanzia coincide col luogo geografico, la nostalgia e la sua eco narrativa sono doppie, spaziotemporali, sono «una conversazione antica» come quella col Cretto, perché «il dimenticato viene da ogni direzione» e non c'è scampo alla memoria - o a quella che crediamo sia la nostra memoria, che spesso trasfigura invece in invenzione, fata morgana o favola nera. Attraversando la terra prodiga e crudele delle madri, si raggiunge una zona di confine, bianca e sfumata di profezie e visioni e, ancora una volta, di metamorfosi: le mutazioni descritte dalle favole sono ora concrete e tridimensionali, cose vive che davvero si aggirano nelle zone radioattive del mondo, specie estinte che tornano a camminare. Tutto il libro di Renda sembra il ritorno dopo più di un'estinzione, come capita ai vivi. Fuoco degli occhi è resoconto, inventario di quello che regge quando un pezzo di strada è stato fatto, dopo che un terremoto è stato subito e gli occhi hanno visto, del mondo, tradimenti e pericoli, guadagnando una malinconia pacata, adulta, che lascia spazio alla vita, propria e altrui, che si osserva crescere «indisturbata»: vita così vicina e così lontana, se noi siamo capaci di lasciare «la presa sulle creature» e fare che la vita torni alla vita, al proprio micidiale, al proprio formidabile nutrimento." (Maria Grazia Calandrone)
In simmetria con la morte. Ediz. italiana e inglese
Lian Yang
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 224
Yang Lian scrive in versi innumerevoli osservazioni, mostra i particolari, produce sguardi ravvicinati, immagini concatenate, solo apparentemente scollegate, stridenti ma ritmate, musicalmente intonate nei più vari registri. Queste di Yang Lian sono cose vocianti, sprizzano colori e, in ondate di versi sbattono sulla risacca della pagina-battigia una molteplicità di figure di pensiero. Figure in perpetuo movimento, ben calibrate, pur nella loro asprezza, e comunque necessarie alla forma stratificata delle sue architetture compositive.
Testimoni
Emanuele Franceschetti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 76
"... una densa e composita partitura, attraversata da alcuni Leitmotive che rintoccano da una pagina e da una sezione all'altra: si tratta, per situare subito questa nuova voce poetica, di motivi poetico-filosofici che la grande poesia del Novecento italiano ed europeo ha alimentato, variato, declinato per decenni e che tuttavia, se è vero il monito di Ernst Bloch che Franceschetti ha trascritto nell'epigrafe della prima sezione della sua silloge («Ciò che è accaduto, è sempre accaduto solo a metà»), continuano a bruciare, a fermentare nella coscienza di chi scrive versi obbedendo più a una necessità espressiva ed esistenziale («cruento atto esistenziale», definiva Bartolo Cattafi la sua scrittura) che a un qualsiasi programma."
Dialogo sopra i massimi sistemi di impresa
Pierfranco Pellizzetti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
Ventidue anni dopo la pubblicazione di un celebre rapporto su "Il nuovo spirito del Capitalismo", promosso dai sociologi della scuola parigina di Pierre Bourdieu, prende avvio un nuovo viaggio nella cultura del Big Business; per registrarne le variazioni a seguito di fenomeni epocali quali la globalizzazione e la finanziarizzazione dell'economia. In un franco dialogo epistolare con autorevoli esponenti della comunità d'impresa di respiro internazionale (Matteo Bonelli partner dello Studio Bonelli-Erede, Paolo Costa partner di Spindox, Giovanni Federico Di Corato CEO Amundi, Edoardo Garrone presidente di ERG, Antonio Gozzi presidente di Duferco Italia e Umberto Masucci presidente di Propellers) emergono i tratti salienti di una mentalità che tende a farsi sistema di pensiero, esercitando un ruolo politico primario nelle trasformazioni in corso del sistema-Mondo. La rottura del matrimonio tra democrazia e capitalismo, mentre si acuiscono le diseguaglianze sociali. E mentre diventa mainstream la nuova cultura della business community transnazionale del tardo capitalismo virato a plutocrazia.
Socialismo
Max Weber
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
«Oggi, tutti i partiti che rivendicano un carattere schiettamente sociali-sta sono partiti democratici. Vorrei anzitutto misurarmi brevemente con questo carattere democratico. Che cosa significa, oggi, democrazia?» (Max Weber)
Abbecedario. Le parole dell'economia
Beppe Ghisolfi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 218
Finalmente l'educazione finanziaria ha assunto un ruolo centrale. Se ne parla in Senato dove sono stato ascoltato, a fine febbraio, insieme a Magda Bianco di Bankitalia, dalla Commissione Cultura e, sempre più spesso, sui giornali. Anche il conflitto Russia- Ucraina ha rilanciato la necessità di conoscere le parole della finanza a proposito delle sanzioni contro Putin. "Abbecedario" spiega in modo semplice il significato dei termini più utilizzati in economia ed è scritto per i ragazzi desiderosi di comprendere la realtà che li circonda.
Due racconti giovanili
Gustave Flaubert
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 126
Sono qui riuniti due racconti giovanili, scritti a soli quattrodici anni e mai pubblicati in vita, dell'autore di Madame Bovary, Gustave Flaubert (1821-1880), di cui nel 2011 si è festeggiato il bicentenario di nascita. Correda il testo un lungo saggio sul secondo dei racconti qui pubblicati dedicato al mondo degli artisti di strada, da sempre caro al maestro di Rouen e che segnò a partire infanzia il suo immaginario creativo.
Mussolini alla conquista del potere
Guido Dorso
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 368
"…Non si può rimproverare ai fascisti l'uso della violenza se non si vuole ricadere nelle aberrazioni di idillio e di astrattismo degli utopisti e dei democratici. Ma dopo Marx, Sorel, Neitzsche e Pareto quale può dirsi in sede ideale la novità di questa che si proclama essenza della teoria fascista? Io non riesco a immaginarmi Mussolini altrimenti che sotto le spoglie del più audace e torbido condottiero di compagnie di ventura; o talora meglio come il capo primitivo di una selvaggia banda posseduta da un dogmatico terrore che non consente riflessioni. La sua più caratteristica figura si riassume in un anacronismo…" (Piero Gobetti)

