Aragno
Un lungo viaggio
Angelo Guglielmi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 318
Il lungo viaggio raccoglie l'intera carriera e vita dell'autore testimoniata dalla sua attività di uomo, di critico letterario, di operatore cinematografico televisivo e di politico. Una testimonianza non destinata all'attenzione dei posteri (soltanto una presunzione irresponsabile può decidere dei comportamenti e scelte degli ancora non nati) ma ritenuta necessaria, anzi doverosa, rispetto agli oltre 90 anni che tanto è lunga l'età dell'autore. Angelo Guglielmi si è impegnato in più di un "mestiere" (anzi ne ha accumulati numerosi anche contraddittori) convinto che in un '900 così ricco disperso e affollato non bastasse un solo impegno (mestiere) per giustificare (e rimeritare) la vita che gli è stata data. In alcuni ha avuto più riconoscimento e successo in altri meno, ma tutti svolti con la stessa determinazione e impegno (lasciando doverosamente agli anni in cui ha vissuto le sue decisioni). In questo lungo viaggio confluiscono tre dei suoi libri (tra i tanti che ha scritto) ritenuti i migliori e più conclusivi (ovviamente ampiamente ripensati e riscritti, nonché depurati degli aspetti più caduchi appartenenti all'attualità). I tre libri sono "30 anni di impazienza mia" pubblicato dall'editore Rizzoli nel 1965 "Cinema televisione cinema" uscito da Bompiani nel 2013, "Sfido a riconoscermi" pubblicato da La nave di Teseo nel 2019. Il risultato (della confluenza) è un libro nuovo dunque da rileggere che ci appartiene ancora, che riflette le tensioni, le asprezze, la ricchezza del secolo '900 in cui tutti abbiamo vissuto.
Genio dell'infanzia cattolica
Roberto Rossi Precerutti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 150
Autorizzato a cogliere, fin nel titolo, una dissimulata antifrasi dell'apologia del cristianesimo di Chateaubriand, il lettore può chiedersi quale particolare forma di genio illumini il paesaggio di un'infanzia cattolica. Forse, sembra dirci l'autore, il precoce dimorare in un «guscio di inquietudine» all'appalesarsi di ingannevoli splendori e lusinghiere promesse, arresi «a quel tanto di notte portata nelle mani». O ancora la scoperta, «oltre la siepe lucida del sonno», di un niente spalancato sull'inanità del desiderio di felicità e sullo specchio buio del cuore dove si abolisce il riso della vita. L'infanzia è dunque iniziazione a una conquista di sé che precipita nella parola impronunciata di un dio distratto, i cui rari doni la nostra fulgida cura invano reclama. Il percorso di questa moderna lezione di tenebre sviluppatosi nelle prime parti del libro, in cui l'affiorare di remoti accadimenti autobiografici si mescola allo struggente ricordo di amici scomparsi (il tombeau di Camillo Pennati) e alla voce degli amati poeti, trova il suo compimento nella sezione finale, Autoritratto in veste di David, dedicata a Giorgione. Nell'attraversamento dell'opera del maestro rinascimentale, infatti, c'è come l'indicazione di una vocazione e di un destino ai quali nessuno può sottrarsi: «perché senza emblemi di morte duri questo enigma di luce riconquistata».
Storia del tardo impero romano
Ernst Stein
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 2035
Un'opera che si basa interamente su una conoscenza estremamente profonda dei testi e che, per la prima volta, si propone di seguire ? nei dettagli, nella loro complessità ? le trasformazioni del governo e della storia dell'impero al tempo in cui dal primigenio Stato romano comincia a formarsi lo Stato bizantino. Stein segue il destino dell'impero di Costantinopoli alla fine del V secolo e nella prima metà del VI secolo. In particolare ? grazie ad uno studio delle opere coeve ? il libro di Stein getta una nuova luce sulla storia dei regni di Anastasio, di Giustino e di Giustiniano. È sufficiente paragonare il racconto serrato di Stein ai libri, giustamente classici di Bury e di Charles Diehl, per constatare i progressi che sono stati realizzati. Certamente le grandi linee storiche restano immutate, ma i dettagli sono stabiliti con implacabile rigore, in stretto ordine cronologico, da uno studioso che non si rimette mai, su nessun punto, al giudizio altrui.
L'Europa di domani, ovvero gli Stati Uniti d'Europa
Ernesto Rossi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 592
Ernesto Rossi scrive nel saggio Gli Stati Uniti d'Europa - poi tradotto in francese col titolo L'Europe de demain - che pubblicò mentre era rifugiato in Svizzera nel 1944. Nella sua esemplare chiarezza, è un testo ancora attuale in cui ritroviamo le ragioni del nostro essere cittadini europei e le radici del progetto per l'unità federale dell'Europa, tuttora incompiuto, insieme allo sprone ad agire prima che sia troppo tardi. Nel presente volume, che si apre con una corposa introduzione storico-critica, al testo del 1944 si affiancano un saggio coevo di Rossi (La nazione nel mondo) e altri scritti che documentano l'evoluzione del suo pensiero federalista.
Elementi di scienza politica
Gaetano Mosca
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 616
La prima esperienza politica di Mosca gli è stata data dall'osservazione della piccola borghesia travagliata dalle cricche locali. Il deputato maestro di corruzione. La vita parlamentare complice degli accaparramenti dei magnati delle province. Il governo demagogico pronto a vendere le sue concessioni per crearsi dei partigiani. Per effetto di queste lusinghe: tutti ministeriali. I partiti maschera di interessi particolari, di rivalità personali. La nazione era immatura: della democrazia si vivevano tutti gli equivoci, ma non si trovavano i vantaggi per l'assenza delle premesse obbiettive ed economiche. In queste condizioni la questione di essere conservatori era questione di essere galantuomini. Anche Mosca ha la nostalgia per l'ancien régime, perché «quei regimi avevano un non so che di paterno, e l'antica bonarietà del carattere nazionale, ora purtroppo in gran parte perduta, avvicinava i grandi ai piccoli e li legava reciprocamente con un sistema di clientele allora quasi generale». Tutti questi pensieri rimarrebbero anacronistici e nulla sarebbe intravvisto dell'Italia futura, Italia democratica e liberale, in cui la lotta politica sarà diventata questione di responsabilità, di intransigenza, di serietà calvinista, Mosca insomma sarebbe soltanto il galantuomo lealista della terza Italia invece del cafone borbonico, se a questo punto non balenasse la scoperta geniale del concetto di élite politica. La teoria di Mosca della classe dirigente è veramente una di quelle idee che aprono distese infinite di terre alla ricerca degli uomini.
Libertà, regole e zombie
Matteo Bonelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 202
Il libro raccoglie commenti pubblicati dall'autore su riviste, giornali e blog fra il 2018 e il 2021. Tutti d'impronta liberale, ma fondati su un'idea della libertà che individua nelle re-gole non solo il suo limite, ma anche il suo fondamento. Dunque una libertà il cui "siste-ma operativo" e i cui "algoritmi" sono regole, da cui le scienze informatiche hanno eredi-tato, non casualmente, il significato di "codice". A questa concezione, oggi in crisi, si op-pone quella di una libertà senza regole o di regole che hanno dimostrato di non funzionare e dovrebbero dunque essere morte. Invece risorgono come gli "zombie" dell'ultimo libro di Paul Krugman con il loro trito repertorio di ritornelli di musica leggera, anzi leggerissima. Parole senza mistero, che conducono al nulla
Impara a morire, non a uccidere
Lucio Anneo Seneca
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 122
Contro Habermas
Paolo Flores D'Arcais
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 255
Considerando Jürgen Habermas il filosofo più importante dell'ultimo mezzo secolo sul piano internazionale, e il suo lavoro cruciale nel tentativo di fornire gli strumenti teorici post-marxisti per una prospettiva di emancipazione radicale, Paolo Flores d'Arcais si impegna con Habermas in un confronto critico senza diplomazie. Ritiene infatti che almeno a partire dal dialogo tenuto a Monaco di Baviera il 19 gennaio con l'allora cardinal Ratzinger, Habermas abbia progressivamente edulcorato le sue posizioni politiche, rinunciando alla prospettiva emancipatoria della "democrazia radicale", ripiegando sul contributo ormai irrinunciabile che le religioni devono/possono dare a una democrazia altrimenti in crisi, perché incapace di garantire i presupposti normativi di libertà-eguaglianza-fratellanza su cui si fonda. Flores d'Arcais rintraccia la radice di questa capitolazione di Habermas alle "tentazioni della fede" nella pervicace illusione del suo cognitivismo morale.
Meccanica dello spirito
Walter Rathenau
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 326
«Quel regno chiamato dal suo araldo "regno dei cieli" e "regno di Dio" che, in questo povero e laico testo, aleggia su di noi come regno dell'anima». Così si chiude il più importante saggio di psicologia della storia di Walther Rathenau. Meccanica dello spirito (o Regno dell'anima) è un'analisi dell'evoluzione della psiche umana nel corso del tempo, dall'infanzia timorosa e timorata sino alla maturazione responsabile. Un saggio multidisciplinare scritto da un "autodidatta", che spazia dalla teologia alla filosofia, dalla fisica alla chimica, dalla storia all'arte. Un saggio-confessione misticheggiante dove l'autore, ormai uno dei più importanti imprenditori della Germania pre-bellica (industria elettrica), mette nero su bianco le sue conoscenze enciclopediche e le sue esperienze di vita con l'obiettivo di proporre un modo alternativo di crescita dove trovino un nuovo equilibrio liberalismo e socialismo, individualità e solidarietà, spirito e anima, conoscenza e comprensione, maschile e femminile.
Saggi
Abraham Cowley
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 288
Pubblicati postumi nel 1668 da Thomas Sprat, biografo ed esecutore letterario dell'autore, gli undici Saggi di Abraham Cowley (1618-1667) rappresentano il testamento spirituale di uno scrittore che è stato uno dei poeti più amati del suo tempo, reso celebre dai suoi versi amorosi e dalle sue odi pindariche, e che, prima di ritirarsi a vita privata nella contea del Surrey, aveva conosciuto i fasti della corte inglese in esilio in Francia, lavorando al servizio di Enrichetta Maria di Borbone nell'ambito della diplomazia segreta e confrontandosi con alcuni degli intellettuali più influenti della sua epoca, dal filosofo Thomas Hobbes allo scrittore e diarista John Evelyn. Cowley non fu solo poeta di transizione tra i "poeti metafisici" (espressione coniata da Samuel Johnson proprio nella sua biografia di Cowley) e i poeti dell'età augustea, ma fu anche autore di una raccolta di saggi che segna un ideale confine cronologico tra la tradizione saggistica inglese inaugurata dall'opera di Bacone e quel nascente gusto neoclassico che avrebbe ispirato sia i saggi di critica letteraria di John Dryden sia gli articoli dei periodici di Joseph Addison e Richard Steele. Gli argomenti trattati da Cowley vanno dalla solitudine alla vanitas, dalla botanica alla pedagogia, un contrappunto di voci che si sviluppa intorno al tema principale dell'opera, quello di una natura le cui intime forze e i cui principi sfuggenti il letterato-filosofo ha il compito di indagare, un tema che riecheggia nelle prose e nelle poesie presentate in una Appendice che fa da cassa di risonanza alle riflessioni contenute nei saggi (in particolar modo nella Proposta per la fondazione della Royal Society di Londra e nelle due odi pindariche) e che aiuta a fare luce sul pensiero e sulla complessa personalità del loro autore.

