Artemide
Un formidabile appetito. Corporeità e cibo nell'opera di Thomas Mann
Massimo Bonifazio
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 144
Nell'opera manniana il dato meticolosamente realistico si mescola sempre con quello simbolico. Questo vale anche per le rappresentazioni dell'ambito alimentare e per la riflessione sul corpo, costantemente mediate dalle convenzioni della società borghese. Nei suoi romanzi è possibile rilevare con particolare chiarezza l'opposizione fra natura e cultura, fra l'animalità emergente nello svolgere la funzione vitale di alimentarsi e il controllo del comportamento tramite le buone maniere. Questo volume intende indagare il ruolo delle moltissime rappresentazioni di atti alimentari nell'opera di Thomas Mann, e insieme interrogarsi sulla riflessione dello scrittore a proposito della corporeità e della 'vita'.
Nuove scritture dall'Austria
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 135
"L'Austria di oggi si distingue in ambito letterario per la notevole produzione di opere da parte di giovani e giovanissimi autori. Sul fatto che la letteratura austriaca occupi un posto particolare nell'ambito della letteratura di lingua tedesca non vi sono dubbi dal punto di vista storico-culturale e storico-letterario. Nel dopoguerra anche scrittori come Ingeborg Bachmann e Thomas Bernhard si dichiararono appartenenti a una letteratura specificamente austriaca. Ma cosa contraddistingue questa specificità austriaca? Non sono tanto le particolarità tematiche o stilistiche quanto piuttosto il tono utilizzato, la spiccata consapevolezza della forma e della lingua, il giocare con le tradizioni e una pronunciata individualità. E non è un caso che la frase del cabarettista Karl Farkas, ripetutamente citata, sia oggi di nuovo diffusa: "A dividere i tedeschi e gli austriaci è la loro lingua comune". Anche il presente volume si ricollega alla teoria della specificità austriaca. Nuove scritture dall'Austria raccoglie 15 voci del panorama letterario dell'Austria contemporanea..." (Dalla presentazione di Elke Atzler)
Roma nel primo Seicento. Una città moderna nella veduta di Matthäus Greuter
Libro: Libro rilegato
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 240
Conservata nell'unica copia intera del suo primo stato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la veduta assonometrica dall'alsaziano Matthäus Greuter è un documento essenziale quanto poco noto per comprendere il profondo rinnovamento che Roma stava vivendo in quegli anni. Frutto di competenze enciclopediche e scientifiche d'avanguardia, l'incisione ci mostra in atto una notevole crescita urbana guidata da esperti Maestri di Strada e competenti amministratori, complementare alle rilevanti imprese architettoniche volute da papa Paolo V Borghese, dove Santa Maria Maggiore, il Quirinale, San Pietro, divengono i capisaldi di un sistema di connessioni su cui si sarebbe impostata per tutto il Seicento la Roma barocca. Gli studi qui presentati offrono un articolato quadro in cui il documento cartografico, analizzato nei suoi molteplici aspetti, e la storia urbana, approfondita in buona parte su fonti documentarie inedite, si danno man forte a vicenda, riportando in evidenza una congiuntura storica rimasta a lungo in una zona d'ombra.
Il cristallo nella lavina. Hans Sahl
Nadia Centorbi
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 200
Questo studio di Nadia Centorbi sviluppa un'indagine sulla figura e l'opera di Hans Sahl nel contesto del suo tempo, con focus specifico rivolto alla questione ebraica - di cui si tratta nella prima parte del libro - sulla quale la ricerca scientifica non ha mai offerto sufficiente chiarezza; e poi all'esilio europeo dello scrittore (1933-1941), che invece occupa la seconda parte di questa ricerca. L'intarsio tra vita e opera è imprescindibile per un autore come Sahl, che fu acuto e attivo testimone del suo tempo ma anche cristallo tra i cristalli nella lavina della storia.
Tradurre l'Europa. Jaqueline Risset da «Tel quel» ai Novissimo a Dante a Machiavelli
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 200
Sin dagli esordi, e per oltre mezzo secolo, l'opera di Jacqueline Risset manifesta una stretta e intima relazione tra scrittura creativa e traduzione. In virtù dei poeti tradotti, dell'eco che dal laboratorio della traduttrice rimane impresso nella scrittura originale della poetessa e in forza della riflessione teorica da cui nasce e cui da vita, Jacqueline Risset s'inserisce a pieno titolo nella grande famiglia dei poeti-traduttori europei che, nel corso dei secoli, hanno scritto, e tradotto, contribuendo alla formazione di una tradizione letteraria sovranazionale. La sua poesia, le riletture di Dante, Machiavelli, Ponge, Lalla Romano, Esteban (per non citare quelle dei suoi 'altri' amori letterari e poetici, Leopardi, Apollinaire, Baudelaire, Rimbaud, Bonnefoy, Zanzotto, Belli...), e un forte pensiero libero, muovono un'onda vitale che ci avvicina, per fare un esempio, a un Dante inedito, "scrittore" e, per i francofoni, fino a ieri lontano. Jacqueline Risset «senza sacrificare fedeltà, ritmo e poesia, libera, ormai per sempre, chi traduce, dalla prigione dei versi». Premessa di Umberto Todini.
Gli Statuta dell'Università di Oppido Lucano in Basilicata (1532-1559). Analisi storico-linguistica
Margherita Di Tolla
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 144
Gli "Statuta" fanno parte di un patrimonio storico-culturale e linguistico della comunità in cui sono stati redatti e possono esserne considerati lo specchio. Sono una forma di rivendicazione di autonomia amministrativa, espressione di vivaci forze locali che avevano tutto l'interesse a frapporre un argine al potere monarchico e a quello feudale, e scaturiscono dalla volontà del popolo di definire regole di condotta comuni sia in campo civile sia penale. La presente monografia mette in luce i risultati ottenuti dalla documentazione e dallo studio di linguistica del volgare meridionale attestato nella cancelleria di corte con varianti locali accolte dal notaio nel documento statutario. La trattazione è stata articolata partendo da un rapido quadro storico della Basilicata e in particolare di Oppido Lucano nel corso del XVI sec., dalla descrizione e da una breve analisi filologica degli "Statuta"di Oppido, dal loro contenuto, dalla storia recente del documento, dalla nozione stessa di "Statuta" in ambito meridionale, concludendo infine con la questione della lingua adoperata nei capitula dei Comuni e delle università per arrivare all'analisi linguistica del documento. Gli "Statuta" di Oppido rappresentano un esempio di un filone linguistico, storico e giuridico che ha permeato la realtà meridionale con una preponderanza ignota almeno fino allo scorso secolo e la loro analisi storico-linguistica è solo un primo contributo in un campo di ricerca di una tematica ancora giovane e che ha bisogno di ulteriori approfondimenti. Prefazione di Francesco Saverio Lioi.
Écouter, écrire, signifier. Sur l'art verbal de la créatrice surréaliste Giovanna
Laura Santone
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 200
Tracce di colore. Policromia di sculture in pietra nell'Italia tardomedievale. Studi e restauri
Eliana Billi
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 128
Anche l'Italia come i paesi d'oltralpe ha colorato nel Medioevo le sue sculture in pietra. Molti monumenti romanici e gotici della penisola conservano ancora le "tracce di colore" di cui nei secoli si era persa memoria. Da qualche decennio restauri rispettosi delle superfici in pietra restituiscono la voce alle finiture policrome che in origine rivestivano la scultura, colorandola in parte o interamente. L'analisi materiale delle coloriture ricostruisce il complesso processo tecnico di realizzazione, la scelta dei pigmenti e dei leganti, la preparazione delle superfici e infine la stesura del colore che completava la creazione della scultura e ne arricchiva le potenzialità espressive. In questo libro si presentano a confronto casi studio di monumenti tardomedievali dell'Italia centro-settentrionale.
Antonio Prete, scrittura delle passioni. Una conversazione, una bibliografia e due saggi inediti
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 178
Il cammino di Antonio Prete: ricerca, scrittura, esplorazioni intorno al sentire, alla sua lingua, ai suoi nodi di passione e di memoria, come la nostalgia, la lontananza, la compassione. Indagini sul tempo-spazio dell'interiorità, sulle sue figure, sulla cura di sé che dagli antichi si riverbera nella modernità. Corpo a corpo con i classici - Leopardi e Baudelaire presenze assidue, ma anche Mallarmé, Valéry, Char, Jabès e molti altri - ed esegesi al margine dei testi. Dialoghi con i poeti attraverso l'esercizio di prossimità e intimità che è l'atto del tradurre. E, soprattutto, esperienza in proprio della poesia e della narrazione fantastica e morale.
Johann Nestroy e le fonti europee del suo teatro
Federica Rocchi
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 285
Johann Nestroy (1801-1862) è il principale protagonista di una gradualmente dalla tradizione popolare, inizia ad avvicinarsi alle forme tipiche della drammaturgia moderna. La rilevanza di onesto aurore e di eminenti letterati austriaci come Karl Kraus, Jura Soyfer e Ödon von Horváth, o anche, varcando i contini, di drammaturghi come l'inglese Tom Stoppard e lo statunitense Thornton Wilder. Il teatro di Nestroy ha poi una notevole influenza anche su autori a noi contemporanei come Elfriede Jelinek e Peter Turrini. In questo volume, l'opera di Nestroy viene presentata attraverso un'analisi del processo creativo di riadattamento di opere preesistenti. Lo studio delle fonti dell'autore ha poi permesso di individuare le relazioni intessute con la letteratura austriaca ed europea, partendo dalla tradizione a lui precedente fino a giungere alla sua contemporaneità.
I filosofi antichi nell'arte italiana del Seicento. Stile, iconografia, contesti
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2018
pagine: 256
A partire dai pionieristici interventi di Werner Weisbach, Delphine Fitz Darby, Albert Blankert e Oreste Ferrari il tema dell'iconografia dei filosofi antichi nel XVII secolo ha ottenuto una progressiva messa a fuoco. In anni più recenti gli studi su molti pittori attivi in età barocca hanno rivolto nuova attenzione sull'argomento, ponendo in luce lo sviluppo del tema iconografico nell'opera di ciascuno di essi (si vedano soprattutto i casi di Salvator Rosa, Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Pietro Testa, Giovanni Benedetto Castiglione, Pietro della Vecchia). Da tempo, tuttavia, la storiografia ha avvertito la necessità di una discussione di più schietta natura interdisciplinare. Accanto a nuove proposte attributive, il volume riflette sugli sviluppi di questo filone iconografico in alcuni dei maggiori centri italiani, tenendo conto anche di quanto andava svolgendosi in altri Paesi europei. La pluralità delle tematiche e la conseguente pluralità di approcci metodologici produce nuove aperture a confronti e visioni ampie e stimolanti. Nel volume, infatti, molteplici sono le questioni affrontate: dal rapporto tra iconografia dei filosofi antichi nel XVII secolo e modelli antichi, medievali e rinascimentali, sino al collezionismo e alla storia sociale di committenti ed artisti. L'analisi ravvicinata di alcune iconografie - Socrate, Democrito, Epicuro, Esopo, Cicerone - e la ricostruzione dei contenti per i quali le opere furono create ha fatto emergere notevoli novità. Il libro contribuisce alla conoscenza del fitto intreccio tra la produzione di opere raffiguranti filosofi antichi con le scelte culturali dei committenti nel più ampio contesto del dibattito filosofico e scientifico seicentesco.

