Artemide
Generi letterari e costruzione di una lingua comune tra Cinque e Seicento
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 128
Che cosa tiene insieme le “cicalate” con le “prediche”, un oscuro dialogo rinascimentale con i rimaneggiamenti teatrali secenteschi? La precisa coscienza metalinguistica dei loro compositori, in un "secolo", cioè il Cinque-Seicento, in cui tutto, o quasi, sembra ruotare attorno alla questione della lingua. Quella qui indagata, attraverso alcuni suoi generi significativi anche se tuttora poco studiati, è un'epoca attraversata da sguardi in avanti e all'indietro, da fervide polemiche tra fautori del modello fiorentino e anticruscanti, tra nostalgici dell'aureo Trecento boccacciano e petrarchesco (nella codificazione bembiana) e propugnatori del naturalismo della lingua parlata a Firenze nel Cinquecento, tra gli affezionati a un modello linguistico unificante e gli estimatori della diversità e del plurilinguismo. I saggi sono di Raphael Merida, Federica Rando, Fabio Ruggiano, giovani studiosi del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (DICAM) dell'Università di Messina.
L'Austria e il Mediterraneo. Peregrinazioni e sconfinamenti tra realtà e immaginario
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 200
Il Mediterraneo, come luogo mitopoietico e di indagine esistenziale e storica, è stato e continua ad essere per tanti autrici e autori austriaci un punto di riferimento costante che coinvolge l'interazione tra memoria individuale e collettiva, la percezione della realtà e la sua rappresentazione, la propria posizione in un mondo dai confini mobili. L'elemento estetico si intreccia con quello sociale e psicologico, intorno ai motivi del viaggio, della fuga, dei movimenti di andata/ritomo, della ricerca e intermediazione, della dialettica tra mare e terraferma. Le quattro sezioni in cui è suddiviso il volume rappresentano in questo senso le diverse stazioni di una "navigazione" che dalle Alpi e dalle pianure dell'Europa centrale arriva agli estremi confini del bacino Mediterraneo e persino oltre. Le corrispondenze e le differenze di approcci dei contributi qui raccolti, che riguardano, tra gli altri, Bachmann, Bernhard, Kafka, Zweig, Musil, Jelinek, suggeriscono un'idea mobile e aperta di Europa e di letteratura.
Visioni asburgiche del Mediterraneo. La Sicilia nell'equilibrio metternichiano (1812-1824)
Giovanni Schininà
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 256
Nell'epoca precedente e successiva al Congresso di Vienna l'Impero d'Austria fu tra i principali artefici del nuovo equilibrio europeo, compresa la dimensione mediterranea. Il volume trae spunto dalle vicende politiche e diplomatiche relative alla Sicilia di quegli anni per affrontare, sulla scorta di un ricco apparato documentario di fonte austriaca, il progetto, coltivato dalla casa asburgica e soprattutto dal principe Metternich, di affermare un ruolo di potenza euro-mediterranea. La questione siciliana tra il 1812 e il 1824 risulta infatti un elemento non secondario nella visione e negli atteggiamenti delle élìtes asburgiche in merito all'intesa con la Gran Bretagna, alle forme del predominio in Italia e alla tutela contrastata nei confronti del Regno delle Due Sicilie. La diplomazia viennese, pur senza riuscire a porvi rimedio comprese ben presto che i limiti del governo del Regno borbonico e la sua divisione in due nazioni poco amalgamate avrebbero potuto costituire il punto debole del sistema egemonico austriaco nella penisola italiana. La tematica costituzionale, il tipo di forma monarchica prediletta e i moti del 1820-21 diventano in tale contesto la chiave di lettura della continua oscillazione tra riformismo e repressione che accompagna il passaggio dall'età napoleonica all'età della "restaurazione".
Cultura due. L'architettura ai tempi di Stalin
Vladimir Papernyj
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 302
"Questo libro ha alle spalle una storia che da sola merita attenzione e considerazione. Fra il 1975 e il 1979 Vladimir Papernyj lavorò a una tesi di dottorato presso l'Istituto Statale di Storia dell'Architettura di Mosca, nell'ambito del Dipartimento di Problemi Sociologici dell'Architettura Sovietica. L'Unione Sovietica brezneviana non accettò il suo elaborato sull'evoluzione delle tendenze che l'architettura socialista aveva sviluppato fra la nascita del Paese, dopo la Rivoluzione d'ottobre, e il rivolgimento staliniano degli anni Trenta e Quaranta. Troppo originale nel metodo, troppo provocatorio nella teorizzazione, troppo distante dal grigiore apatico che, in quegli anni, doveva caratterizzare ogni prodotto dell'arte e della cultura. Nel 1981 l'autore emigrò negli Stati Uniti e soltanto là, quattro anni più tardi, la sua dissertazione vide la luce in forma di libro, in lingua russa, per i tipi della casa editrice Ardis. Storica istituzione fondata dagli studiosi Cari ed Ellendea Proffer, specializzata nella pubblicazione di testi di letteratura e saggistica russa che l'URSS ritenesse non raccomandati e di cui non fosse opportuna la diffusione. A Los Angeles Papernyj, dopo avere insegnato Cultura russa alla University of Southern California, si concentro sull'attività di designer aprendo uno studio che riscosse riconoscimenti e stima universali, continuando a collaborare con istituzioni culturali e testate giornalistiche. Dopo il crollo del regime sovietico, nel 1996, la prestigiosa casa editrice NLO di Mosca ristampò il volume in terra patria, apportando debite correzioni e integrazioni. Nel 2002 la Cambridge University Press lo pubblicò in traduzione inglese col titolo: Architecture in theAge of Stalin. Culture Two. L'edizione italiana di oggi colma finalmente una grave lacuna nel nostro Paese e rende il dovuto omaggio a un testo fondamentale per chiunque si occupi di storia culturale sovietica. Non soltanto architettonica..." (Gian Piero Pirett)
Viaggi letterari
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 287
Il viaggiatore è un creatore, un poeta nel senso etimologico della parola. Egli sa di avere un compito: arrivare attraverso i suoi viaggi a una percezione amplificata della propria mappa interiore. E solo a questo punto, condividendola col racconto, averne più chiari i contorni. Contributi di Giovanna Angeli, Francesca Balestra, Maurizio Bettini, Daniela Brogi, Stefano Carrai, Riccardo Castellana, Alberto Castoldi, Rocco Coronato, Maria Rita Digilio, Alex R. Falzon, Roberto Francavilla, Marina Galletti, Clemens Härle, Andrea Landolfi, Annamaria Laserra, Valerio Magrelli, Guido Mazzoni, Antonio Melis, Giovanna Mochi, Talia Pecker Berio, Pierluigi Pellini, Marzia Pieri, Antonio Prete, Gianfranco Rubino, Anna Maria Scaiola, Anne Schoysman, Francesco Spandri, Patrizio Tucci, Roberto Venuti, Enrico Zanini.
Amerigo Vespucci e l'annuncio del nuovo mondo
Pietro Omodeo
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 176
L'autore afferma di aver 'costruito' questa biografia di Amerigo Vespucci sulla ragionata e ragionevole convinzione che tutto ciò che il navigatore fiorentino ci ha tramandato in manoscritto o a stampa sia veritiero e genuino. Tale convinzione, estesa agli scritti di Cristoforo Colombo, ha permesso di intendere in modo limpido altri straordinari risultati di quella grande stagione di epiche esplorazioni. Non sono stati soltanto viaggi verso terre lontane e sconosciute, ma anche viaggi nel tempo. Amerigo e altri protagonisti di quell'epoca ci narrano di avere incontrato donne e uomini che non usavano abiti e utilizzavano strumenti e armi di pietra levigata. Narrano di genti che si combattevano crudelmente ma vivevano e si cibavano di quello che offriva una terra incontaminata. Di tutto ciò l'autore, tenendo a freno la tentazione di scrivere un'opera di tono epico, compone un sobrio e rigoroso resoconto storico.
All'ombra delle piramidi. La mastaba del dignitario Nefer
Maddalena Cima
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 63
La collezione Barracco, sapientemente raccolta per formare un “museo della scultura antica comparata”, comprende opere d’arte egizia, assira, fenicia, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale. Per quanto riguarda l’arte egizia, alla quale Barracco dedicò la maggiore attenzione, la collezione comprende notevolissimi frammenti di scultura funeraria, come appunto la Mastaba del dignitario Nefer.
Salve a tutti. Corso di lingua cinese. Volume 1
Maria Omodeo, Jing He
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 223
La lingua cinese è la più parlata al mondo ma ancora si stenta a percepirla come una delle lingue alla portata di tutti. Questo manuale parte dall'assunto che il cinese non vada studiato come una lingua 'di difficile accesso' e chi lo utilizza è chiamato a praticare una forte interattività. Ogni elemento lessicale e grammaticale è presentato nelle sue linee essenziali, con esercizi pratici da completare per tenere sotto controllo il percorso linguistico e integrarlo con i propri ambiti di maggior interesse (lavoro, studio, viaggi, amicizie). In questo primo volume sono forniti gli elementi grammaticali indispensabili per la costruzione di frasi semplici d'uso quotidiano, utili per una prima comunicazione e un piccolo ma significativo patrimonio lessicale. In due elenchi distinti sono presentate le 150 parole la cui conoscenza è richiesta negli esami di primo livello della certificazione internazionale HSK tenuti dagli Istituti Confucio, e le 300 parole del secondo livello della certificazione HSK.
Giorgio Manganelli e il viaggio
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 125
Dalla giornata di studi "Giorgio Manganelli e il viaggio" organizzata dall'Università di Macerata nel 2015, prende le mosse un volume che esplora le prospettive letterarie e narrative alla base dei numerosi viaggi compiuti da Manganelli nel corso della sua lunga carriera di narratore. La costruzione del percorso fisico sulle fondamenta della peregrinazione intellettuale, sia essa interiore, catabatica, acronica o impossibile, può indifferentemente svilupparsi come variante del reportage giornalistico, prassi di ricerca filologica, o vero e proprio modello di conoscenza del mondo, anche di quell'universo interiore funestato da nevrosi che trovano requie proprio grazie al viaggio. Ogni immersione nella lettura di Giorgio Manganelli comporta un sintomo, una certa vertigine provocata dalle parole con cui lo scrittore, solito esprimersi tramite sostituzioni e digressioni, insistenze sulle soglie e i mondi liminali, scardinamenti e ridefinizioni, ellissi e iperboli funamboliche, racconta i propri viaggi. In questa esplorazione, immagini metaforiche come "fascinazione dell'ossimoro", "scrittura cicatricosa", "robustezza dei contrari", oltre a tentare di definire lo stile di Manganelli, sono coordinate da considerare per ben riposizionarsi sulla mappa geografica del grande scrittore milanese. Saggi di Sara Bonfili, Gianni Cimador, Lietta Manganelli, Andrea Rondini, Alessandro Trebbi, Marcello Verdenelli, Giampaolo Vincenzi.
Il disegno dal vero come pratica storica e sapere contemporaneo. L'Accademia à l'Académie
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 83
Presentazione di Mario Alì.
Accademia, accademie ricerca, trasmissione e creazione artistica nei secoli XIX-XXI
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 204
"Nell'ambito delle doverose celebrazioni per i 350 anni dalla fondazione dell'Accademia di Francia a Roma, che hanno visto coinvolte tanto l'Accademia di San Luca quanto Villa Medici, presso le cui sale monumentali è stata allestita la grande mostra curata da Jerome Délaplanche e voluta dalla Direttrice Muriel Mayette-Holz, anche l'Accademia di Belle Arti di Roma ha voluto contribuire al giusto omaggio allestendo un'esposizione che sottolineasse la ricchezza dei contatti e degli scambi dei quasi cento anni che vanno dal 1874 al 1970. La mostra, infatti, documenta il passaggio della nostra istituzione romana dall'Istituto di Belle Arti, nel terzo quarto dell'Ottocento, alla nascita dell'Accademia di Belle Arti di Roma nel 1923, fino agli anni Settanta del secolo scorso. Il filo conduttore di questo percorso è la figura umana, dagli studi anatomici e da quelli sul modello vivente - che caratterizzano la tradizione accademica occidentale, icasticamente rappresentata dal decorticato di Houdon - fino alla sua progressiva smaterializzazione sancita dalla totale assenza nella rappresentazione artistica". Tiziana D'Acchille Direttrice dell'Accademia di Belle Arti di Roma
Immagini e arte sacra nel concilio di Trento. «Per istruire, ricordare, meditare e trarne frutti»
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2016
pagine: 255
La prima parte di questo volume è dedicata alla teologia dell'immagine, con i contributi di Franc?ois Boespflug, Le manteau des saints, ou comment le concile de Trente a placé les images sous leur protection; di Michelina Tenace, All'origine del Decreto sulle immagini di Trento, il Concilio Nicea II, e di Alessandra Bartolomei Romagnoli, Rappresentazioni della santità mistica prima e dopo il Concilio di Trento. La seconda parte riguarda, invece, l'identità e la genesi del decreto, a cominciare dal contributo di Paolo Prodi, Storia, natura e pietà: il problema della disciplina delle immagini nell'età tridentina. Altri tre saggi sono incentrati sulla presenza al concilio del teologo gesuita Diego Laínez e sul suo ruolo nella genesi del decreto sulle immagini: Paul Oberholzer SJ, Diego Laínez come teologo del Concilio e la presenza gesuita nel concetto della sua identità; Lydia Salviucci Insolera, La formulazione del Decreto sulle immagini nei manoscritti di p. Diego Laínez, e Mirella Saulini, Diego Laínez e l'elaborazione della scrittura del Decreto. La terza parte riguarda la ricezione del decreto, con alcuni esempi storici e artistici chiarificatori: Roberto Pancheri, La raffigurazione del concilio di Trento come "historia sacra"; Cristina Mandosi, Istruzione del cardinale Gabriele Paleotti per la Costruzione delle Cappelle nei Palazzi, e Anna Eleanor Signorini, Le cappelle gentilizie a Roma dalle norme tridentine ai primi trattati di fine '500: il caso dell'agostiniana Cappella Cavalletti (1603-1605). L'ultima parte è dedicata alla pala d'altare dell'Assunzione della Vergine di Scipione Pulzone nella cappella Bandini, in S. Silvestro al Quirinale, la cui iconografia deriva da una consultazione avuta dai committenti direttamente con il cardinale Gabriele Paleotti. L'analisi di questa famosa pala serve a rimarcare la complessità dell'incontro concreto tra il significato teologico dell'immagine e la sua effettiva elaborazione in un'opera d'arte. I contributi sono di Luigi Mezzadri CM, San Silvestro al Quirinale fra rinascimenti e riforme; di Lydia Salviucci Insolera, L'Assunzione della Vergine di Scipione Pulzone tra stile e teologia, e di Cristiana Bigari, Gli stucchi cinquecenteschi e la pala d'altare della cappella Bandini in S. Silvestro al Quirinale. In appendice, a cura di Mirella Saulini, le trascrizioni latine e le relative traduzioni del decreto tridentino, con una selezione di brani di p. Laínez.

