Astrolabio Ubaldini
Il sogno e l'errore
Gabriella Ripa di Meana
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 196
Dove vanno a finire i nostri sogni, le nostre amnesie, i nostri errori? Vengono minimizzati dalle urgenze tecniche dell'attualità, dal tempo concreto e pressante della produttività. Sono ammessi solo in quanto fenomeni involontari che per lo più disturbano e complicano, con la loro irragionevolezza, la vita corrente. Invece, proprio in quella logica che non pare una logica, in quell'invenzione di segni che ci spiazza ogni volta, in quegli enigmi che ci disorientano, si rivelano e si applicano le leggi generali dell'inconscio. Un atto mancato, un sogno, un errore sono occasioni che il soggetto, nel corso della sua esistenza, non dovrebbe dissipare. Sono occasioni eversive di conoscenza. Sebbene i sogni per lo più si dissolvano all'alba, i loro resti hanno spesso la precisione espressiva che caratterizza i reperti sepolti e caduti nell'oblio. Questi (come accade per i documenti dimenticati d'ogni tempo) si presentano travestiti di lacune e di zone in rovina. Così l'analisi di un testo onirico, di un sintomo, di un lapsus o di un qualsiasi altro atto mancato può mostrare al soggetto come il contatto con sé sia fondamentalmente un incontro con altro e con l'altro da sé. Riconoscere tutto questo, restituendo all'anima di ciascuno l'universo dell'enigma, sembra all'autrice un passaggio etico irrinunciabile per vivere e per reagire al particolare disagio nella nostra civiltà.
Una guida zen per non cercare la felicità. Tutti abbiamo diritto a perseguire la felicità, ma non saremmo più felici se lasciassimo perdere?
Barry Magid
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 158
Barry Magid è un esponente della Ordinary Mind Zen School, la scuola fondata da Joko Beck e dai suoi successori che fa capo al centro zen di San Diego e che testimonia una svolta molto interessante nel radicamento del buddhismo zen in America. A differenza degli altri centri di meditazione, affiliati per lo più a monasteri giapponesi delle scuole Rinzai e Soto, la Ordinary Mind ha mantenuto gli elementi essenziali della pratica buddhista tradizionale, eliminando però vesti monastiche, lignaggi, nomi dharmici e, soprattutto, quel rigore poco adatto agli occidentali che devono far combaciare lo zazen con tutti gli impegni di una vita laica. Lo zendo newyorkese guidato da Barry Magid, in particolare, si rivolge soprattutto alle esigenze di coloro che desiderano integrare la pratica zen con la pratica psicoterapeutica, sia in veste di pazienti sia di terapeuti in training. In questo libro l'autore spazia dai grandi maestri zen del passato a Socrate, Fiatone, Hume, Wittgenstein e Freud, ribadendo la necessità di coniugare l'eredità dell'Oriente con i conseguimenti della filosofia e della psicoanalisi occidentali, nella certezza che la verità assoluta non sia appannaggio di nessun credo e nessuna cultura.
La costruzione del significato. Volume 1
Steve Andreas
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 303
Tutti noi, di continuo, rivolgiamo l'attenzione a un dominio limitato dell'esperienza e subito dopo lo "categorizziamo" al fine di creare significati e concetti. Questo processo automatico e inconscio in genere funziona molto bene; altre volte può farci cadere in trappole spiacevoli. L'obiettivo fondamentale di questo libro è capire come mettiamo in atto questo meccanismo e trovare il modo di utilizzare le cognizioni raggiunte al fine di modificare il dominio che prendiamo in considerazione o di ricategorizzarlo in modo più utile. Comprendere il modo in cui interpretiamo le cose e gli avvenimenti che ci circondano è uno dei compiti più difficili, ma può anche spalancare un mondo di scelte e di opzioni alternative. L'autore approfondisce alcuni concetti chiave della programmazione neurolinguistica mostrando nuovi modi di considerare l'esperienza, organizzarla, chiarirla, espanderla: dal modo di applicare dominio e categoria dipende ogni esperienza umana, da quelle ordinarie di confusione e soddisfazione a quelle di beatitudine descritte da mistici e maestri spirituali. Lo studio di tali processi consente di organizzare e riesaminare tutti i metodi e i concetti utili elaborati nel campo della psicoterapia e dello sviluppo personale.
Muoversi in analisi. Il comportamento non verbale nella pratica clinica
Frances La Barre
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 286
Lo straordinario sviluppo delle neuroscienze e il loro impatto sulla teoria psicoanalitica hanno portato in primo piano il tema delle interazioni non verbali tra analista e paziente. Malgrado l'enorme potenziale di questo tema per la pratica dell'analisi, però, gli studi dedicati alla clinica sono rimasti scarsi, convenzionali e ben poco innovativi. L'obiettivo di questo libro, denso e ricco di spunti, è quello di porsi al crocevia tra verbale e non verbale, fornendo gli strumenti e gli esempi clinici necessari a far dialogare i due mondi. L'autrice, con un lungo percorso di danzatrice alle spalle e una vasta esperienza come analista, ha scelto di mettere a fuoco, tra le diverse modalità di interazione non verbale, quella relativa al movimento, al suo ruolo nella comunicazione terapeutica, e al modo in cui esso può contribuire alla comprensione e alla cura della psicopatologia. In una prima parte teorica rilegge la storia della psicoanalisi alla luce del ruolo attribuito al corpo e all'azione, partendo da Freud e mostrando il contributo fondamentale di analisti come Alexander, Deutsch e Reich, e l'apporto di Ferenczi, Klein, Kohut. Nella seconda parte vengono presentati sette casi cimici in cui l'analisi del movimento si è rivelata decisiva: La Barre individua differenti livelli di movimento e di comportamento non verbale, che possono diventare oggetto della discussione terapeutica o richiedere invece, da parte dell'analista, un'interazione e una risposta a livello non verbale.
Psicoterapia senza l'Io. Una prospettiva buddhista
Mark Epstein
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 216
La diffusione delle tradizioni spirituali buddhiste nel mondo occidentale ha risvegliato negli ambienti psicoterapeutici un profondo interesse per le pratiche meditative orientali che sembrano condividere il loro stesso obiettivo: la liberazione dalla sofferenza psichica attraverso l'autoconsapevolezza. Ma adottare semplicemente la meditazione come un'ennesima tecnica terapeutica pone non pochi problemi, soprattutto quando ci si scontra con la nozione sconcertante della non esistenza dell'io, che costituisce proprio l'assunto centrale della filosofia buddhista. Per questo, nonostante la curiosità, buddhisti e psicoterapeuti hanno mantenuto per lo più una distanza guardinga. Mark Epstein, meditante e psicoterapeuta, si propone appunto di facilitare il dialogo tra le due discipline, chiarendo innanzitutto i gravi fraintendimenti che impediscono loro di collaborare in modo proficuo. Le sue considerazioni sfatano tante concezioni erronee sul buddhismo (che sia una fuga dal mondo alla ricerca di un annientamento nichilista nel nulla, oppure una regressione a uno stato narcisistico infantile), ma offrono anche interessanti paralleli con concetti psicoanalitici quali il falso sé di Winnicott e l'attenzione fluttuante, consigliata da Freud agli analisti, e molto simile alla presenza mentale dei buddhisti.
Trauma e psicopatologia. Un approccio evolutivo-relazionale
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 440
Questo libro propone una riformulazione del trauma in termini evolutivo-relazionali, come risultato della mancata elaborazione delle emozioni traumatiche, ovvero di quelle emozioni non simbolizzate nell'ambito delle relazioni primarie. Il bambino, se maltrattato, non può sviluppare l'autostima e la capacità di comprendere gli stati mentali propri e dell'altro, qualità necessarie a esplorare con fiducia l'ambiente circostante e quindi a costruire relazioni significative. Le esperienze croniche di trascuratezza hanno effetti negativi su svariate aree del funzionamento del bambino dando origine, ad esempio, a somatizzazione, difficoltà di sintonizzazione emotiva, mancanza di controllo degli impulsi, come anche, nei casi più gravi, a stati dissociativi. La perdita di una base sicura, insomma, rappresenta una condizione traumatica capace di predisporre il soggetto alla depressione, alla dipendenza patologica, ai disturbi del comportamento alimentare. E non sempre è in relazione con maltrattamenti espliciti, come indica il fatto che la disorganizzazione dell'attaccamento è per lo più connessa a esperienze traumatiche irrisolte del genitore, le quali si riflettono sullo stato dissociativo del bambino. Il presente volume esamina le possibili relazioni causali fra le esperienze traumatiche e la psicopatologia, a partire dalla teoria dell'attaccamento, dell'infant research e dalle recenti scoperte neuro-biologiche sulla natura relazionale della mente.
Le sonate per pianoforte di Beethoven
Charles Rosen
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 332
Composte sia per l'esecuzione privata, sia per le sale da concerto, le trentadue sonate per pianoforte costituiscono uno dei più importanti corpus di opere dell'intera storia della musica. Attingendo alle stupefacenti risorse della sua cultura, musicale e non, della sua esperienza e del suo acume critico, Rosen ha costruito una guida pratica che si rivolge all'ascoltatore appassionato come anche al pianista, amatoriale o professionista, pur trattando aspetti tecnici quali la forma, il fraseggio, il tempo, l'impiego del pedale, gli abbellimenti. Una prima parte studia le sonate nel loro insieme e nella prospettiva più vasta del linguaggio musicale di Beethoven e dei suoi contemporanei e predecessori, mentre la seconda analizza le sonate una per una, corredandole di considerazioni preziose per l'esecuzione o per il semplice ascolto attivo. Per maggior chiarezza e precisione, Rosen ha voluto illustrare alcuni punti cruciali delle sue analisi eseguendo, su un pianoforte d'epoca, gli esempi musicali più significativi del testo e registrandoli sul CD accluso al presente volume.
Il Vedanta e l'incoscio. Alla ricerca del sé
Arnaud Desjardins
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 268
Sì. Sì a tutto quello che sorge, sì a tutto quello che arriva. Dire sì all'apparizione dei fenomeni, a ciò che è: non rifiutare il cambiamento permanente creando tensioni e rimozioni inutili. È il cuore dell'insegnamento del maestro di Arnaud Desjardins, Swami Prajnanpad (1891-1974), figura emblematica e difficilmente classificabile al crocevia tra tradizione dell'Advaita Vedanta e apertura alla cultura scientifica dell'Occidente, studioso degli antichi testi sacri della tradizione indiana e uno tra i primi lettori di Freud in India. Salvo qualche lettera agli allievi, nulla ci rimane di questo saggio che non ha scritto, non ha fatto miracoli e non ha fondato scuole, ma solo incarnato nella sua persona la realizzazione dell'essere umano, con una coincidenza perfetta tra parole e vita. Desjardins è l'allievo di Swamiji che più è riuscito a elaborare e far suo l'insegnamento del maestro. In questo libro, in cui risponde in un insieme organico alle questioni più frequenti sollevate dai suoi allievi, tratta i punti centrali della tradizione vedantica in un'ottica che tiene ampiamente conto della ricerca psicoanalitica dell'Occidente sugli stessi temi: la realizzazione del Sé, il funzionamento del mentale, la dinamica del desiderio, il raggiungimento della felicità, la definizione del concetto di realtà, il rapporto tra maestro e discepolo.
Gesti di consapevolezza. L'esperienza radicale di essere nel proprio corpo
Charles Genoud
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 153
La pratica chiamata 'gesti di consapevolezza' è nata una ventina di anni fa dall'incontro fortunato di Charles Genoud con lo psicoterapeuta olandese Michael Topphof. Genoud, che si dedicava da anni alla meditazione tibetana e vipassana, comprese immediatamente quanto la pratica della consapevolezza sensoriale potesse aiutare i meditanti rendendoli più presenti, radicati e bilanciati. "Gesti di consapevolezza" non prevede uno specifico background culturale. Non è una pratica 'buddhista', poiché Charles Genoud ha sempre ritenuto che la verità non sia appannaggio di un'unica tradizione spirituale. I brevi discorsi che introducono gli esercizi traggono spunto dai campi più diversi: il teatro, la letteratura, la pittura, e ancora la filosofia occidentale, il buddhismo, la spiritualità degli indiani d'America o delle popolazioni afro-brasiliane. Lo scopo dell'autore è quello di riportare il lettore a una percezione globale del proprio essere qui e ora nel mondo e di invitarlo ad abbandonare gli schemi mentali consueti.
Non rifiutare nulla. Il sentiero buddhista al di là di speranza e paura
Rigdzin Shikpo
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 190
"Se aveste chiesto a Trungpa Rinpoche qual è l'essenza dell'insegnamento del Buddha, avrebbe risposto: 'È semplicissimo. È l'insegnamento dell'apertura, della completa apertura'". Così Rigdzin Shikpo, discepolo di Chògyam Trungpa Rinpoche, introduce il suo approccio al Dharma, riprendendo l'esortazione di Trungpa ad 'accogliere sempre e non rifiutare mai'. L'apertura e il desiderio di scoprire la verità su se stessi e il mondo, anche se innati nell'uomo, vengono spesso sommersi dalle risposte consolidate e rassicuranti che offrono la società e la cultura. Essere totalmente aperti significa sperimentare ogni cosa in modo diretto, spogliandola dei rivestimenti e degli abbellimenti delle nostre proiezioni. Non è un percorso facile, e infatti l'autore lo chiama 'il sentiero dell'imbarazzo', perché è senza dubbio imbarazzante andare incontro alle situazioni più problematiche senza l'aiuto di tutti gli stratagemmi con cui siamo abituati a manipolare il nostro mondo. Eppure è il sentiero della saggezza, il sentiero del Buddha, l'unica via della sofferenza dell'essere: vedere la vera natura delle cose, velata dalle false proiezioni dalle distorsioni che intesse la mente.
Il muro dell'anoressia mentale
Domenico Cosenza
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 210
Questo libro è una lettura del muro impermeabile che l'anoressica, immersa in un godimento pieno e irrelato, e nel rifiuto del legame sociale e della cura, pone tra sé e l'Altro. Alla base dell'anoressia, intesa qui come sintomo e non come disturbo, non c'è infatti soltanto un rifiuto del cibo, del proprio corpo come sessuato, della propria immagine allo specchio, ma un fondamentale rifiuto dell'Altro che si esplica nell'azzeramento della portata evocativa della parola e nell'assenza di domanda e di transfert. L'anoressia sfida quindi radicalmente proprio le pratiche di cura sorte dal ceppo freudiano, le cure di parola, e innanzi tutto la psicoanalisi, che secondo l'autore può operare sul godimento reale alla base del sintomo solo a partire da un uso della parola non semantico, ma piuttosto legato alla sua dimensione di atto. Il clinico non ha il compito di normalizzare il negativismo anoressico, perché questa direzione spesso collude con l'altro versante del sintomo, in cui il soggetto risponde con adesività compiacente alla domanda dell'Altro, sia esso il genitore o il curante. Cercherà piuttosto di illuminare l'enigma del rifiuto anoressico a partire dalle quattro funzioni fondamentali che, a seconda della particolare posizione assunta dalla paziente, esso riveste: domanda inconscia d'amore, difesa dalla pulsione, tentativo di separazione e modalità di godimento.
La regolazione degli affetti e la riparazione del sé
Allan N. Schore
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 464
Secondo Peter Fonagy l'opera di Schore ha "radicalmente trasformato la nostra comprensione psicoanalitica dei disturbi psicologici". La questione di come e perché le prime relazioni della vita abbiano un'influenza così straordinaria su tutto ciò che avverrà in seguito va molto oltre ogni previsione della psicoanalisi degli inizi e costituisce un problema fondamentale non solo per la disciplina di Freud ma per tutte le scienze umane. Come fanno le esperienze precoci, specialmente le esperienze affettive vissute con chi si prende cura dell'infante nei primi momenti di vita, a organizzare i modelli di crescita strutturale che hanno come esito l'espansione delle capacità funzionali dell'individuo in via di sviluppo? Per Schore, la possibilità dell'infante di sintonizzarsi con la mente di altre persone si rivela fondamentale per la maturazione dei circuiti cerebrali che mediano le sue capacità di autoregolazione: la relazione madre-bambino produce dunque veri e propri cambiamenti cerebrali. Questo studio, che fa parte di una trilogia sul rapporto tra regolazione affettiva e organizzazione del Sé, affronta i temi cruciali dello sviluppo della mente, analizzando e illustrando con approccio interdistiplinare i possibili apporti delle neuroscienze alla psicoanalisi e alla psicoterapia.

