DeriveApprodi
Breviario di estetica audiovisiva amatoriale. Natura, immagine, etica
Fabrizio Ferraro
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2007
pagine: 62
Dobbiamo liberarci dalle immagini e non essere ostaggi di esse. Liberarsi dalle immagini vuol dire riuscire a collocare le nostre percezioni visive in un processo di composizione tra la percezione e la conoscenza, tra l'immagine e l'intelletto, tra la materia e lo spirito. Le immagini sono necessarie alla formazione dei concetti, anche le nostre astrazioni immaginative non possono che essere prodotte dall'immagine, ma dobbiamo chiarire un punto, che l'immagine non è un concetto e non rappresenta la natura, ma un contatto con il mondo naturale, un proseguimento di relazione materiale. Partire dalla percezione visiva per sottrarsi all'apparente verità del visivo.
Storie di Assalti Frontali. Conflitti che producono banditi
Militant A
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2007
pagine: 205
L'universo dei movimenti antagonisti dagli anni Ottanta a oggi, raccontati nella lingua della "strada". Repressione, droghe, crisi di identità, conformismo. Di contro il "no future punk", l'occupazione e l'autogestione dei primi Centri sociali. Un'esistenza concentrata negli affetti dell'unica solidarietà possibile: quella di "banda". La lenta costruzione di una cultura alternativa: il rap, l'incontro col movimento studentesco della Pantera all'inizio degli anni Novanta. Tutta di corsa, la vicenda di Onda Rossa Posse prima e di Assalti Frontali poi. I concerti con decine di migliaia di giovani, l'autoproduzione come critica della dilagante mercificazione culturale. E ancora, la presenza nel movimento new global internazionale, annunciato dalla rivolta zapatista in Messico nel 1994 e rivelato in Italia nelle giornate genovesi del 2001. Assalti Frontali è ancora qui. Testimonianza di un impegno artistico che è principio etico: sereno, limpido, rivoluzionario. Questa è la sua storia. In appendice l'intera serie dei testi degli album di Onda Rossa Posse e di Assalti Frontali.
La strana morte del dr. Narducci. Il rebus di due cadaveri e il «mostro» di Firenze
Luca Cardinalini, Pietro Licciardi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2007
pagine: 142
L'8 ottobre del 1985, Francesco Narducci, un giovane medico della buona borghesia perugina, scompare misteriosamente, mentre si trova a bordo della sua imbarcazione al lago Trasimeno. La mattina aveva ricevuto una telefonata al lavoro e a metà pomeriggio, senza avvisare nessuno, si era recato al lago. Il corpo viene ritrovato, gonfio e irriconoscibile, quattro giorni dopo. La morte per annegamento viene data per scontata e le molte autorità presenti sul posto riconsegnano il corpo alla famiglia per la sepoltura. Tutto sembra finire lì. La vicenda si riapre quasi venti anni dopo, quando la magistratura perugina torna sul caso. Ma il caso si riapre in modo clamoroso: con la riesumazione si scopre che dentro la bara c'è un corpo diverso da quello ripescato nel lago; dall'autopsia risulta che la morte non è avvenuta per annegamento ma per strangolamento. Ma allora quando è morto il dottor Francesco Narducci? E, soprattutto, come è morto: annegato o strangolato? C'è stato o no uno scambio di cadaveri? Se sì: di chi era il corpo ripescato al lago Trasimeno e dove è finito? E cosa collega la triste vicenda del medico di Perugia alle inchieste sui delitti del "mostro" di Firenze?
Gerda Taro. Una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnola
Irme Schaber
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2007
pagine: 261
Gerda Taro è morta all'età di 27 anni schiacciata da un carro armato durante la Guerra civile spagnola. Era il 1937. Fotografa reporter sulla linea del fronte, fino al giorno della sua morte ha rifornito le principali riviste dell'epoca di immagini sensazionali, spesso scattate insieme al fotografo ungherese Robert Capa che era il suo compagno. Gerda Taro fu la prima reporter donna a morire in un'azione di guerra mentre svolgeva il proprio lavoro. Negli anni a venire, il ricordo della sua opera sarebbe via via sbiadito, fino a scomparire dietro la celebre e ingombrante figura del fotografo mondialmente noto Robert Capa. Il libro di Irme Schaber ripercorre la biografia tumultuosa di questa giovane donna dal fascino magnetico. Dalla sua educazione nella Germania pre-hitleriana alla fuga a Parigi; dalla necessità di nascondere le proprie origini ebraiche all'ingresso nella comunità di esuli tedeschi in Francia; senza tralasciare il racconto della sua formazione fotografica e delle numerose avventure sentimentali di una donna che non sembra essere stata contemporanea della sua epoca. Anche il suo schieramento a fianco della Repubblica spagnola se, da un lato, riflette la strenua opposizione al fascismo, dall'altro, risponde a un desiderio di "emancipazione" innanzitutto personale. Perché Gerda Taro è il ritratto di una figura femminile, morta precocemente, eccezionale e tragica.
Forme di vita. Volume Vol. 6
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2007
pagine: 224
Di solito si ritiene che la logica indichi le leggi del ragionamento corretto. In questo volume si fa un'ipotesi più radicale: le categorie logiche sono prima di tutto un documento antropologico, l'indizio di come vive, ama e soffre la nostra specie. A confrontarsi con questo tema sono gli autori della rivista "Forme di vita": Catucci, De Carolis, Lo Piparo, Virno e altri. Lo faranno, in una prospettiva interdisciplinare, capace di parlare la lingua della filosofia, dell'antropologia e delle scienze cognitive.
Insurrezione
Paolo Pozzi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2006
pagine: 202
L'autore di questo romanzo è stato, nel periodo più rovente degli anni Settanta, con Toni Negri, direttore e factotum di "Rosso", rivista radicale e insieme colta del panorama sovversivo italiano. Un libro scritto più di vent'anni fa con una Olivetti Lettera 22, che con il suo proprietario ha transitato per le carceri di mezza Italia e da allora pubblicato a frammenti su riviste e libri collettanei. Le vicende narrate hanno come epicentro l'esplosione dell'anno 1977 e il periodo precedente della sua progressiva incubazione. Lo scenario principale è quello di una Milano attraversata dalle convulsioni di una modernizzazione accellerata e percorsa da orde giovanili che sperimentano con allegria e prepotenza nuove forme di relazioni lavorative, sociali, affettive, culturali.
I giavanesi
Jean Malaquais
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2006
pagine: 238
Nel 1939 un immigrato ebreo di origine polacca pubblicava in Francia, con lo pseudonimo di Jean Malaquais, il romanzo "I giavanesi", vincendo il prestigioso premio letterario Renaudot. Fino a qualche anno prima, Jean Malaquais lavorava e viveva tra la Provenza e Parigi i negli ambienti dei proletari immigrati. "I giavanesi" è un romanzo ambientato nella Provenza degli anni Trenta, quella delle vecchie miniere di piombo e argento in cui si condensa quella fauna poco raccomandabile costituita dai migranti di mezzo mondo. Sono tedeschi che fuggono la Germania nazista, russi in rotta con il padre dei popoli, spagnoli con l'odio dei falangisti, italiani già stanchi di Mussolini, ma anche croati, polacchi, armeni, cinesi e arabi. Per la Francia sono tutti "giavanesi", una masnada arrivata da chissà dove, e le baracche in cui vivono diventano semplicemente l'"isola di Giava". II romanzo si snoda tra il fondo della miniera e il mondo in superficie in cui si fa di tutto per tirare a campare, tra il bordello di Estève e l'osteria di madame Michel, tra i gendarmi col chepì e le frane che accoppano. I protagonisti sono fuggiaschi, migranti, banditi per i paesi da cui scappano e miserabili per quello in cui migrano; biografie impazzite di un'Europa che si avvicina al baratro. E la lingua del romanzo è quella di questa gente, un idioma vivo e potente che è riflesso del grande talento letterario di un autore che André Gide definì "un pari di Celine".
Partita a pugni. Indagine per foto, parole e smash nel pugilato italiano
Claudio D'Aguanno, Stefano Montesi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2006
pagine: 131
Lontano delle luci della ribalta, ma bene in vista quando se ne offre l'occasione d'un richiamo da cronaca nera, il pugilato è spesso sport sommerso. Sport popolare per eccellenza, scarso di mezzi e finanziamenti, ad animarlo sono personaggi particolari, tenaci o disincantati, tosti ma mai disperati: vecchi maestri e allenatori ruzzicosi, incalliti aficionados, mancate soubrettes, arbitri impostati e gente di periferia, acerbi o improbabili campioni. E basta varcare la soglia di una palestra di pugilato, per immergersi negli umori di uno sport come questo, olimpico per elezione, che da tempo ha però scazzottato ogni ispirazione decoubertiana. Nessuno sale sul ring "per partecipare", sostiene D'Aguanno, e disciplina o sudore, abnegazione e sacrifici, ore ore passate in guanti a scansare l'onda del sacco, hanno poco del piacere disimpegnato o dell'intervallo da fitness. Questo è dunque un reportage fotografico tra le ostinate ragioni di chi continua ad amare questo sport e a riporre in esso il sogno e la sfida. Di chi continua a inseguire un mestiere e a fuggire la maledizione d'un lavoro, dandoci dentro di destro e sinistro, tra fotogrammi di film in bianconero o magari qualche nota musicale lasciata in eredità dagli anni Sessanta.
L'errore del maestro. Per una lettura laica dei Vangeli
Brunella Antomarini
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2006
pagine: 93
Se leggiamo i Vangeli come farebbe un antropologo, senza sovrapposizioni religiose ci accorgiamo che raccontano un'altra storia, quella di un predicatore ebreo che annuncia l'imminenza del regno di Dio. Fatto oggetto di accuse poco chiare, si presenta privo di difese di fronte agli accusatori. Fallisce il suo scopo. Si era sbagliato. Lo crocifiggono. I Vangeli sono semplici documenti biografico-religiosi, che cercano di rendere conto di un fallimento. Prima di essere trascritti, venivano trasmessi oralmente, in un ambiente per lo più illetterato, passando il messaggio di bocca in bocca e modificandone il senso. È così che dal racconto doloroso di un fallimento, i discepoli e i seguaci, anziché disperdersi cominciano a elaborare un significato nascosto della storia insensata del maestro. Non hanno altro intento che questo. Non vogliono fondare una nuova religione, ma dare dignità al crocifisso. La storia narrata intreccia in modo inestricabile la diffusione della predicazione del maestro con la conclusione imprevista della sua vita. Questo fa dei Vangeli un testo incompiuto per essenza, da leggersi tra i testi, meravigliosi e complicati, sempre da rifare, così come è sempre da rifare la storia "sbagliata" del maestro. È dall'errore, per successive reinterpretazioni che nei secoli successivi nascerà una religione e verrà scoperto un nuovo valore morale, ma anche un nuovo strumento di oppressione politica. Tutto per sbaglio e per amore.
Post-work. Per la fine del lavoro senza fine
Stanley Aronowitz
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2006
pagine: 298
I saggi pubblicati in questo volume rappresentano una scelta significativa dell'ampia e varia produzione di Stanley Aronowitz, noto studioso marxista americano finora mai tradotto in Italia. La sua riflessione teorica ha inizio nei primi anni Settanta e si pone oggi al centro di un dibattito politico ed economico che travalica i confini degli Stati Uniti. Il tema di fondo della sua opera è la questione del lavoro, tanto nel senso di una critica del lavoro produttivo che in quello di un'indagine sulle possibilità del lavoro vivo, libero dalle costrizioni del capitale. Nel corso degli anni Aronowitz ha rivolto la sua analisi alla storia del movimento operaio americano; alle trasformazioni delle istituzioni statunitensi e delle forme di governo; alla scienza, alla tecnologia e all'affermazione del capitalismo cognitivo. Questo libro rappresenta un excursus in oltre quarant'anni di ricerca e tocca i temi fondamentali del percorso teorico di Stanley Aronowitz.
Operai e capitale
Mario Tronti
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2006
pagine: 315
Questo è un testo fondamentale dell'operaismo italiano, un filone di pensiero politico che dall'inizio degli anni Sessanta a oggi ha prima rivoluzionato e poi continuamente condizionato il panorama del dibattito internazionale della sinistra istituzionale ed extra-istituzionale. Nel corso degli anni Sessanta la lettura di "Operai e capitale" ha contribuito alla fondazione di una mentalità, un atteggiamento, un lessico innovativi, contribuendo alla formazione culturale di migliaia di nuovi militanti attivi nelle fabbriche, nelle scuole, nei territori. Militanti che in seguito diedero vita al sindacato dei consigli e alla formazione di svariati gruppi extraparlamentari.
Fantomas contro i vampiri multinazionali
Julio Cortázar
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2006
pagine: 128
Gennaio 1975. Julio Cortázar vaga per le strade di una Bruxelles piena di esuli latinoamericani, scampati alla ferocia delle dittature che insanguinano i loro paesi d'origine. Cortázar conosce bene le loro storie, perché ha appena finito di partecipare ai lavori del Tribunale Russell, un'assemblea internazionale formata da scienziati e intellettuali di tutto il mondo, che in quegli anni indaga sulla violazione dei diritti umani in America Latina. Eppure Julio è frustrato: sul treno che lo riporta a Parigi, si chiede che cosa fare per dare un aiuto concreto ai popoli latinoamericani. Da qui si dipana l'intreccio del libro "Fantomas contro i vampiri multinazionali". A toglierlo d'impaccio è Fantomas, il supereroe dei fumetti, che evade dalle vignette della rivista messicana che il narratore sta leggendo per irrompere nella sua vita. Julio viene così coinvolto nella lotta contro una setta fascista che vuole distruggere tutti i libri del mondo. Ma da subito i giochi e i mondi narrativi si complicano e si sovrappongono. Assistiamo a un turbinio di personaggi che si sdoppiano tra fumetto e realtà storica: compaiono Susan Sontag, Alberto Moravia e Octavio Paz, tutti uniti nella lotta a fianco di Fantomas. Non si tratta però di una banda di supereroi quanto di uri "armata brancaleone" che fallisce miseramente. Finché, attraverso i continui sconfinamenti tra racconto, immagini e realtà storica, emerge che i nemici dell'America Latina sono le multinazionali e il governo degli Stati Uniti.

