Editori Paparo
Museo nacional del Prado. Disegni italiani
Viviana Farina
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 300
Il volume, che raccoglie 109 schede scientifiche, restituisce una narrazione coerente e cronologicamente articolata della storia grafica del meridione d'Italia, accogliendo opere di maestri attivi tra la fine del XVI secolo e l'età Neoclassica. Tra questi si segnalano figure fondative come Belisario Corenzio e Giovan Bernardino Azzolino, esponenti del primo Naturalismo come Carlo Sellitto, protagonisti del primo Barocco locale come Cesare Fracanzano, Salvator Rosa, Carlo Coppola, Andrea de Leone, Giovan Battista Spinelli, nonché presenze emiliane di rilievo attive a Napoli, come giovanni Lanfranco. Spiccano inoltre alcuni disegni di Luca Giordano, vero campione del Barocco europeo, legati al cantiere madrileno del Casón del buen retiro, nonché opere dei maggiori interpreti della tarda stagione barocca e Rocaille che videro una stretta osmosi tra Roma e Napoli: Paolo de' Matteis, Francesco Peresi, Giacomo del Po', Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto, anch'egli poi in visita alla Corte di Madrid. Il catalogo presenta anche esempi della scuola giordanesca e soliminesca, fucina creativa e teorica di lunga durata, con fogli di Nicola Maria Rossi, Jacopo Cestaro, Antonino Grano e il colto e versatile Francesco la Marra, interprete tra i più originali del tardo Settecento partenopeo. Particolarmente rilevante è la sezione dedicata alle attribuzioni respinte, che ha consentito di ottenere nuovi profili autoriali e assegnazioni precise: disegni erroneamente classificati precedentemente come napoletani si sono rivelati invece di ambito romano, genovese, veneziano o senese; al contrario, alcune opere rimaste irrisolte sono state ricondotte, grazie a un'accurata revisione critica, alla scuola partenopea.
Decorazione d'interno a Ferrara
Marcello Toffanello
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 300
Casa Romei e Casa Minerbi Dal Sale, recentemente entrate a far parte del complesso autonomo dei Musei Nazionali di Ferrara, offrono esempi notevoli e insolitamente ben conservati di decorazione profana d'interni dal Trecento al Cinquecento. Poco dopo il 1360, la potente famiglia Dal Sale, legata alla Signoria degli Este, commissiona a Stefano da Ferrara i cicli pittorici della Sala delle Virtù e dei Vizi e della Sala degli Stemmi, nei quali l'artista interpreta l'eredità padovana giottesca con la verve espressiva di Tomaso da Modena, dando vita a un programma iconografico originale e complesso. Un secolo più tardi, il facoltoso mercante Giovanni Romei erige la sua sontuosa dimora in un nuovo sobborgo della città medievale, dove sorgono le residenze degli aristocratici più vicini alla corte. Il continuo ampliamento dell'edificio fra il 1443 e il 1483 riflette l'ascesa sociale del committente, così come la decorazione delle Sale delle Sibille e dei Profeti e dei Camerini delle Arti Liberali e dei Continenti testimonia la volontà del ricco mecenate di misurarsi con la committenza estense, adottando i temi eruditi cari agli ambienti umanistici. Alla fine del Quattrocento, con l'annessione al Convento del Corpus Domini, Casa Romei diviene residenza delle badesse estensi: alle decorazioni tardogotiche e protorinascimentali si aggiungono le raffinate volte a grottesca eseguite a metà Cinquecento dalla bottega dei Filippi, dominata Dal Bastianino. Si tratta di un importante capitolo di committenza artistica femminile, di cui è parte il soffitto di oratorio eseguito nel 1539 da Camilo Filippi per Eleonora d'Este, colta badessa dai molteplici interessi. I saggi qui raccolti analizzano in chiave interdisciplinare le diverse fasi della storia decorativa delle due dimore, mettendo in dialogo storia dell'arte e dell'architettura, indagine iconografica e ricerca archivistica, così da far emergere la ricchezza e la complessità di un patrimonio finora poco esplorato."
Pompei. Scuola di architettura
Fabio Mangone
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 200
Il volume illustra, con voci diverse e sguardo coerente, il complesso fenomeno per cui Pompei diventa tra Ottocento e Novecento un riferimento imprescindibile per la cultura architettonica, un'inesauribile fonte di riflessioni e di ispirazioni, quasi a configurare una sorta di ideale scuola di architettura. In primis, infatti, la città vesuviana influisce sul piano della formazione degli architetti: l'esperienza diretta del rilievo e del cantiere, i pensionati e i viaggi di studio traducono l'antico in metodo per l'innovazione nella pratica progettuale. In secondo luogo, esercita una significativa influenza sulle varie culture nazionali attraverso una pluralità di forme di ricezione: Pompei agisce da crocevia di circolazioni europee e transatlantiche, producendo un vocabolario comune, declinato secondo tradizioni, scuole e sensibilità diverse. I riverberi culturali scandinavi e quelli statunitense, del pari di quelli rispettivamente francese e italiano, consistono anche nella selezione e rielaborazione di tipi, motivi, colori e dispositivi, stabilendo un fondo condiviso e declinazioni differenziate. In terzo luogo, esercita un duplice impatto sulla società e sulla cultura contemporanea: sul piano fisico, l'assetto infrastrutturale urbano – stazione, nuovi accessi, percorsi regolati, servizi – fa di Pompei un attrattore turistico unico nel suo genere; sul piano culturale, l'evoluzione della fruizione del sito, nelle forme dirette e indirette, concrete e immaginarie, produce forme visuali di grande successo: dalle acquatinte e dalle cromolitografie ottocentesche alla fotografia, quindi al dinamismo teatrale e cinematografico novecentesco, fino alle esperienze immersive e virtuali, ridefinisce l'immagine pubblica della città vesuviana e orienta pratiche d'uso, allestimenti e scelte di restauro.
Alessandro Busci. Parthenogenesis
Alessandro Busci
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 48
Una serie di opere che alludono ad una imminente eruzione: i sommovimenti dei bradisismi nei Campi Flegrei, le fiamme che si elevano dal cono del Vesuvio, la pioggia che sembra flagellare i palmizi. La Napoli di Alessandro Busci è scossa dalla natura imperiosa che la circonda, sul punto di cedervi. Non è una premonizione, semmai il ricordo di eventi precedenti, quasi che l'artista potesse rammemorare il passato e, per paradosso, rammemorare il futuro; in "Parthenogenesis" si allude da un lato a un dopo catastrofe, dall'altro alle infinite possibilità della riproduzione virginale, così che da una città se ne possa produrre un'altra nuova, così che da un'opera se ne possano produrre altre con la stessa matrice, simili seppur derivate dal prototipo, rigenerate per esuberanza della vita e dell'arte che trovano, dopo gli olocausti, modi di sopravvivenza sempre miracolosi. È una pittura adesso matura quella di Busci che ha abbandonato collaudati schemi compositivi, per addentrarsi in territori dove talora l'astrazione sembra prevalere sulla figura, preconizzando future ulteriori rarefazioni; una maturità tecnica raggiunta, in cui il gesto si è liberato di qualsiasi accademismo, si è fatto più veloce, più capace di interpretare le tensioni di uno sguardo sul mondo, e che ha permesso al pittore milanese di evitare ogni manierismo rimanendo però fedele a uno stile, e a un materiale come il ferro.
BECA Digital Source del patrimonio librario e documentario per l'architettura e le arti
Libro: Libro rilegato
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2024
pagine: 142
In questo progetto sono state impegnate quindici studentesse e studenti dei corsi di laurea (triennale L-1, Scienze dei beni culturali, magistrale LM/89, Archeologia e storia dell’arte e magistrale a ciclo unico LMR/02, Conservazione e restauro dei beni culturali) del Dipartimento di Scienze Umanistiche. I tirocinanti sono stati selezionati (per merito e titoli) e hanno svolto nell’arco di oltre sei mesi attività di catalogazione, schedatura, inventario e digitalizzazione di collezioni archivistiche, bibliografiche e iconografiche, per un progetto che si è svolto tra le sedi istituzionali delle Università napoletane Suor Orsola Benincasa e Federico II.
Patrimonio culturale e naturale della Campania. Rigenerazione urbana
Libro: Libro in brossura
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2023
pagine: 352
Il volume raccoglie molteplici apporti su un tema di scottante attualità, quale la rigenerazione nel territorio della Campania. Gli Atti del Convegno, tenutosi il 21 marzo 2023 e promosso dal Distretto Rotary 2101, testimoniano l’importante ruolo dell’associazione nella comunità. Al centro del dibattito vi è il patrimonio culturale e naturale della nostra regione, il cui territorio è ricco di risorse, beni culturali e valori paesaggistici, ma anche molto fragile. Negli approcci sul futuro di tale patrimonio si confrontano le tesi di esperti, accademici, esponenti degli enti territoriali – molti soci dei Club Rotary del Distretto –, con apporti di tipo metodologico, ma anche esemplificazioni, buone pratiche e proposte.
Vatolla. Castello vichiano
Libro: Libro in brossura
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2023
pagine: 84
Questa nuova edizione ripropone il volume dedicato al Castello Vichiano di Vatolla, curato da Vincenzo Pepe, che risale a vent’anni fa. Il volume, benché costruito sulla base di foto delle sale del palazzo, è preceduto da importanti contributi di studiosi e amici della Fondazione Giambattista Vico.
The Hermann Nitsch Museum
Massimo Maiorino
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 96
Johannes van Bronchorst (1627-1656)
Tommaso Borgogelli
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 148
Il lavoro nella fotografia contemporanea. La collezione Marone
Riccardo Marone, Giovanni Canestrelli
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 536
Il libro raccoglie oltre 400 fotografie sul tema del lavoro della collezione Rita e Riccardo Marone

