Il Poligrafo
Padova nel piatto. Viaggio in 100 locali della città e provincia per il turista a km zero
Renato Malaman
Libro
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 160
Un ristorante non è mai solo la somma dei piatti che propone: dalle materie prime agli impiattamenti, dal servizio all'arredamento, tutto contribuisce a elaborare una storia, un'atmosfera, ma, soprattutto, un'idea di cucina. È per raccontare queste idee che nasce Padova nel piatto. In un'offerta enogastronomica che sembra cambiare di giorno in giorno, per orientarsi tra i locali della città e della provincia ecco una mappa atipica e trasversale che traccia alcuni dei percorsi possibili nella cultura materiale di cui il nostro territorio è ricco. Dalla cucina locale all'etnico, dal fascino della tradizione a quello della creatività, dai piatti d'élite alle soluzioni low cost: questa guida invita a un viaggio attraverso sapori, culture, segreti di un'arte antica e al contempo sempre nuova, che gratifica il palato e il cuore. Perché far da mangiare bene fa bene anche allo spirito.
Lo IUAV e la biennale di Venezia. Figure, scenari, strumenti
Libro
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 198
Nella stessa temperie di rinnovamento che tra Otto e Novecento impegna Venezia in un intenso progetto di modernizzazione, la città vede la creazione di una grande esposizione internazionale d'arte, la Biennale, e della Scuola superiore di architettura. Le due istituzioni poggiano su un comune sedime culturale e si dimostrano strettamente connesse fin dal 1925, anno di fondazione di quello che diventerà lo Iuav. Col tempo le occasioni di dialogo si intensificano, in uno scambio che vede docenti ricoprire incarichi di rilievo in Biennale e - viceversa - artisti, architetti e curatori prestare la loro esperienza all'università. Riflesso evidente di tale legame è la collezione dei progetti presentati ai concorsi di architettura, importante segmento della memoria della Biennale, oggi custodita all'interno dell'Archivio Progetti Iuav. Agli intrecci, emersi e sommersi, di questa storia in filigrana e agli interrogativi che ne vengono sollecitati sono dedicati i saggi di questo volume, che dopo anni di silenzio storiografico ripercorrono con sguardo trasversale il fruttuoso rapporto tra due delle maggiori istituzioni veneziane.
La mia lucida follia
Luigi Migliorini
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 80
Ironico, sornione, beffardo, curioso, ma anche coerente, disincantato, superbo: Luigi Migliorini sa bene che l'io non è un'entità granitica, scolpita nella roccia e immodificabile. Quella cosa mutevole e sfaccettata che chiamiamo personalità può essere colta solo per barlumi sulla superficie della nostra vita. Perché, come dice Hegel, "non c'è niente di più profondo di ciò che appare in superficie". Ed è per questo che, senza dare regole o imporre visioni, il nostro eccentrico liberale, come un novello Montaigne, ci guida in una sorta di autobiografia per aneddoti scanzonata e incalzante, avendo sempre in mente la domanda: "come vivere?". Non certo con la pretesa di dare una risposta, ma per indicare una possibilità o, meglio, un "tono" su cui accordare la propria esistenza.
Costantino Dardi. Forme dell'infrastruttura
Claudio Mistura
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 128
Nella complessa e innovativa ricerca sviluppata da Costantino Dardi il progetto delle infrastrutture della mobilità permane come tema costante, impegnando questo Maestro dell'architettura italiana dai tardi anni Sessanta, caratterizzati dalla costruzione delle reti autostradali nazionali, fino alle successive grandi prove concorsuali. Dapprima a fianco di Giuseppe Samonà, quindi interno al veneziano Gruppo Architettura, poi attivo a Roma, sempre attento interlocutore delle arti visive, del cinema, dell'archeologia, acuto interprete delle nuove scale territoriali dell'architettura, Costantino Dardi riconduce gli elementi costitutivi del progetto infrastrutturale alle radici compositive e figurative dell'architettura, declinandoli entro un'anticipatrice consapevolezza del loro ruolo come elementi della scrittura estetica dei paesaggi culturali contemporanei. La sequenza dei progetti qui presentata è strutturata in due parti temporalmente consecutive. La prima è dedicata alla collaborazione con Agip, intensa nel quinquennio 1968-1973 e aperta dai concorsi aziendali condotti nel segno della ricerca di qualità architettonica e d'innovazione tecnologica come risposta alle nuove condizioni sociali e culturali della mobilità, progressivamente di massa. La seconda, accogliendo sollecitazioni diverse per scala e committenza, indaga il vasto nuovo mondo delle reti e dei nodi infrastrutturali: ponti e strade, stazioni e aerostazioni, depositi e nodi scambiatori...
Come un fiore fatato. Lettere di Paola Drigo a Bernard Berenson
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 292
"Stare un poco con voi è diventato quasi una necessità della mia vita". Con queste parole la scrittrice Paola Drigo (1876-1938) riconosce il valore della corrispondenza che sta tenendo con lo storico e critico d'arte Bernard Berenson (1865-1959), definito da Montale "il maggior faro" della città di Firenze. Uno scambio epistolare avviato negli anni della maturità, inizialmente accompagnato da imbarazzo e diffidenza, che si trasformerà poi in un rapporto più intimo e cordiale, durato tre anni e mezzo, fino alla sua morte. L'amicizia tra i due intellettuali nasce del tutto inaspettatamente, "come un fiore fatato", ma è destinata a rafforzarsi nel tempo. Le centotré lettere qui raccolte gettano luce sul ricco e vivace universo interiore e letterario di Paola Drigo. La scrittrice racconta in modi spesso ironici la sua vita quotidiana, il mondo della provincia veneta, parla dei suoi viaggi, delle sue passioni letterarie, del romanzo Maria Zef che sta completando. La comunicazione epistolare con Berenson diventa per lei una consuetudine irrinunciabile, che l'accompagna nel lento succedersi dei giorni: "Io voglio scrivervi, perché non farlo mi dispiacerebbe troppo".
I limiti dell'architettura ai limiti dell'architettura
Libro
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 208
Le esplorazioni intorno al tema del limite si misurano talora con una dimensione tutta interna al corpo urbano, talaltra con il carattere sospeso di siti compresi tra la compattezza del tessuto edilizio consolidato dei nuclei storici e le disordinate estensioni periferiche, altre volte ancora con la condizione di aree del tutto esterne alle città. In tali differenti situazioni, i progetti, lo studio delle diverse fasi della loro elaborazione, l'analisi delle procedure che li hanno resi possibili, assumono il ruolo strumentale di campi di indagine utili a comprendere i limiti dell'architettura e i suoi margini di azione nel reale. Allo stesso tempo, essi aprono una riflessione sulle relazioni fra immaginario e immaginazione, sui paradigmi del desiderio e del desiderabile, sulla pertinenza delle tecniche e delle argomentazioni che possono consentire di riprendere una discussione, al di là dell'inventario dei casi, "scientifica", intendendo con ciò i riferimenti a "una comunità che cerca" e alle sue convenzioni.
Amleto Sartori scultore
Libro
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 188
Amleto Sartori è universalmente noto per la creazione di maschere teatrali richieste e create appositamente per i più grandi interpreti della Commedia dell'Arte nel Novecento; è invece meno nota al pubblico la sua straordinaria attività di scultore, decoratore plastico e grafico, che condusse dal 1948 in poi. Ricostruirne la vicenda artistica tra gli anni 1935 e 1962 è l'obiettivo di questo volume a lui dedicato e vòlto a riscoprire un vero protagonista della storia della scultura a Padova. Il naturalismo classico di matrice quattro-cinquecentesca è riletto e interpretato da Sartori in chiave espressiva per connotare i suoi personaggi di una tensione emotiva che fa vibrare la materia, sia essa bronzo, legno o marmo. Il volume offre l'opportunità di riscoprire un artista e il clima in cui operava in due fasi assai cruciali: il periodo tra le due guerre e la rinascita del dopoguerra, periodi che hanno determinato la natura delle opere di Sartori per la forte drammatizzazione storica che si riflette nel suo fare artistico. I vivaci anni del dopoguerra lo vedono in prima linea per il rinnovamento delle arti a Padova: partecipa alle mostre della Congrega del Coccodrillo e alla rinata Biennale d'Arte Triveneta. Tuttavia egli conservò sempre l'anima di un solitario, di un poeta quale egli fu intensamente, riottoso ad allinearsi agli ideali dei manifesti programmatici di correnti artistiche o partitiche, pur condividendone in parte i valori.
Franco Purini, Laura Thermes. Abitare l'orizzonte. Eurosky, una torre Tomana, 2006-2012
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 312
Nel suo De re aedificatoria, Leon Battista Alberti afferma che l'architettura di una città debba accostarsi il più possibile al modello ideale, in cui ogni costruzione trova la forma e la posizione più convenienti possibile. I consigli dell'Alberti sono validi anche oggi, nonostante siano mutate sia la funzione sociale degli edifici sia il loro rapporto con il polifonico, disperso e insieme concentrato spazio metropolitano. Parallelamente, sono cambiate le direttive per l'edificazione: la crisi della politica, a servizio dell'economia di mercato, mina il delicato equilibrio istituzionale che permetteva la crescita controllata delle strutture urbane. In risposta al senso di inquietudine e impotenza dell'uomo del XXI secolo, le architetture recenti dichiarano violentemente la propria autonomia rispetto al contesto: non si fingono altro da sé, non imitano nulla, sono creazioni simboliche e autonome, proiezioni del potere performativo del pensiero visionario del costruttore che vince le resistenze dei materiali, dell'economia, della politica e della mentalità, in direzione di un risultato nuovo. La torre Eurosky, progettata dagli studi Purini Thermes e Transit e situata a Roma nei pressi dell'Eur, a cui questo numero di Anfione e Zeto è dedicato, si distingue dai sistemi costruttivi attuali perché supera il concetto di stile, uscendo da logiche identitarie/utilitarie per mettersi in relazione con i bisogni e le contraddizioni della città.
Peccato originale. Alla ricerca dell'umanità perduta
Giuliana Fabris
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 148
In bilico sugli "orli della vita", l'uomo contemporaneo ha sempre di fronte a sé la consapevolezza del male, il peccato originale che continuamente apre all'invisibile, fa "vaporare i fantasmi" (Pirandello). Ma è proprio da tale condizione precaria che si innalzano lo sciame dei pensieri dove albergano le possibilità di salvezza: il sogno, la poesia, la visione. Questo lavoro di Giuliana Fabris - saggio e narrazione allo stesso tempo - si muove tra l'universalità del male e la concretezza del dolore, con la certezza che affrontare il peccato originale significhi porsi la domanda, il perché dell'esistenza, cui ognuno deve rispondere individualmente. Non abbiamo che le parole per ordinare il mondo e provare a capirlo, per questo motivo "Peccato originale" cerca di trovare un varco a partire dalle parole degli altri: dalla ragazza costretta a vendersi per strada che si "sentiva un animale", al "cosa mi avete fatto" della principessina Lise di Tolstoj, assieme al "non torna conto far così male ad una povera creatura" della Lucia manzoniana, fino all'help me di Regan, la ragazzina posseduta dell'Esorcista.
Ore immense. L'arte, la mia vita
Riccarda Pagnozzato
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 164
Solo lo sguardo di chi ha vissuto veramente può soffermarsi sui frammenti della vita trascorsa e illuminarne luoghi, volti ed esperienze così da ordinarli e dar loro un senso, una nuova vita. Dalla pittura alle recenti opere di carta, passando per la ricerca fotografica, Riccarda Pagnozzato, artista veneziana di fama internazionale, attraversa il secondo Novecento con una caparbia originalità, riuscendo a frequentare il mondo dell'arte sia dai suoi centri - la Biennale di Venezia - sia dai suoi margini, discosta, nella posizione privilegiata di chi osserva con curiosità, e osservando schiva le facili mode, rimanendo se stessa. È in questa coerenza che si trova il senso di un'autobiografia in cui il racconto della vita e dell'origine di una vocazione sono intrecciate a persone e avvenimenti che ne hanno plasmato la personalità. Quello che è chiaro da queste pagine non è tanto la celebrazione di un'opera, quanto l'evocazione di un percorso, di uno sguardo, ma soprattutto di una "compagnia", perché per Riccarda Pagnozzato, parafrasando Alfieri, il parlare, e molto più lo scrivere di se stessi, nasce senza alcun dubbio dal molto amore per gli altri.
Un'idea collettiva di città? Da Venezia a Porto Marghera
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2015
pagine: 124
La zona industriale di Porto Marghera e l'isola di Venezia si riflettono una nell'altra da quasi un secolo su un fronte laguna disegnato da elementi appartenenti a epoche e funzioni distanti e contrapposte. Isola, silhouette e scala sono i temi con i quali cinquanta studenti si sono confrontati a partire da una propria esperienza vissuta della città di Venezia, con lo scopo di ridefinire l'identità di un'isola artificiale della laguna, non senza riflettere sulla realtà urbana e sociale della città: una reinterpretazione dello spazio urbano, riletto secondo esigenze e contesti storico-sociali contemporanei, nel tentativo di risolvere tensioni e incompatibilità che caratterizzano due realtà fino ad oggi opposte, ma appartenenti al medesimo sistema lagunare. Ne sono nate sedici matrici che si assemblano creando differenti declinazioni dello stesso progetto, della stessa isola, espressione della ricerca di un'idea collettiva per la città di Venezia, trasformata qui, finalmente, in una città contemporanea.
La caduta. Venezia e il Veneto al «tremendo zorno»
Ivone Cacciavillani
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2015
pagine: 128
La caduta della Repubblica di Venezia rappresenta un tema drammatico, doloroso, intriso di contraddizioni storiografiche. Il 12 maggio 1797 - il tremendo zorno del dodeze - la Serenissima, a seguito di una frettolosa votazione in Maggior Consiglio, decise di scomparire dalla Storia. Eppure, per quanto strano possa apparire, il tremendo zorno non fu un evento traumatico, bensì una semplice presa d'atto, esito di una trasformazione che si era lentamente ma inevitabilmente consumata nel tempo. Una crisi iniziata nel Seicento, con i fatti dell'Interdetto; proseguita con le vicende legate alla figura del "genio malefico" Francesco Morosini, con la guerra di Candia, l'avventura della Morea, la conseguente crisi erariale e la vendita delle cariche burocratiche; culminata infine nel riformismo inane, nel logorio della politica e nelle invasioni, prelusive della fine, che contraddistinsero il Settecento. Un secolo, questo, caratterizzato da due fenomeni storici, la Rivoluzione Francese e la fine della Serenissima, ovvero quella che potremmo chiamare rivoluzione veneziana. Quest'ultima rappresenta la scomparsa di uno degli Stati più importanti d'Europa, con un ordinamento complesso e articolato e un rapporto originale con il proprio territorio; è la conclusione di un millenario sistema di governo, imploso senza alcuna causa intervenuta dall'esterno; è il dissolversi di uno stato territoriale consolidato da quattro secoli di assoluta stabilità.

