Il Saggiatore
Non voltarti
Daphne Du Maurier
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 376
C’è una coppia in un ristorante a Venezia. A guardarli da lontano sembrano due turisti di mezz’età in vacanza. Se si osserva meglio, ci si accorge invece del freddo che li avvolge: sono passati solo pochi mesi da quando la loro bambina, Christine, è morta e da allora la donna è crollata in una profonda depressione. Due anziane sorelle li avvicinano; una di loro, cieca, sostiene di essere una sensitiva e di aver «notato» di fianco a loro una bambina bionda con un impermeabile rosso. Che sia il fantasma di Christine? È l’inizio di una frequentazione che si farà giorno dopo giorno sempre più inquietante e morbosa: mentre la donna, convinta di poter comunicare con la figlia, diverrà a poco a poco succube delle due, il marito tenterà di tutto per sottrarla al loro abbraccio soffocante. Quando, dopo una misteriosa serie di omicidi, la veggente vaticinerà una disgrazia che si abbatterà sull’uomo se non lascerà subito Venezia, la moglie dovrà prendere una decisione: a chi credere? Che cosa fare? Trasportato sul grande schermo nel 1973, con Julie Christie e Donald Sutherland nel ruolo dei coniugi, in oltre cinquant’anni la tensione generata da questo racconto non ha mai smesso di soggiogarci. Il terrore che unisce le cinque storie raccolte in “Non voltarti” è infatti un’angoscia invisibile, che si annida tra le pieghe della psiche umana, nelle sue ossessioni, nelle sue debolezze. Con una scrittura sempre elegante, anche al culmine della suspense, Daphne du Maurier in queste pagine ci mette davanti agli angoli bui che si possono celare dietro ogni spiaggia assolata, dietro ogni spensierata occasione di riposo, dietro ogni momento di intimità. Perché è proprio quando stiamo tirando il fiato per uno scampato pericolo che dobbiamo avere più paura; è proprio allora che «voltarsi» o «non voltarsi» diventa una questione di vita o di morte.
Il calcio di una volta
Gianni Mura
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 96
C’era una volta un calcio che oggi non esiste più. Era un calcio di eroi tragici e solitari. Di partite che finivano con il lancio di una monetina. Di carriere rapide e abbacinanti come la vita di una farfalla e di campioni che si preparavano alla partita con la serietà di chi andava in fabbrica. Era il calcio dei Gigi Riva, dei Paolo Rossi, dei George Best. Di Enzo Bearzot sulla panchina con in bocca una pipa di nervosismo, di Giovanni Galeone e Arrigo Sacchi, delle rocambolesche conferenze stampa di Giovanni Trapattoni. «Era un calcio impastato di ironia, di rabbia, di umanità...» Tra ritratti e ricordi, racconti e battute, le parole di Gianni Mura ci fanno vivere questa epopea come se ci trovassimo in mezzo al campo da gioco. Ecco allora che, trasfigurato dalla sua penna, Nereo Rocco diventa un «commissario Maigret» in cerca di successo, Maradona a Napoli si trasforma da uomo-squadra a «uomo-città», Michel Platini è uno «chansonnier » che non sa smettere di cantare, la Nazionale è l’incarnazione del tifo di un paese in cui «si vince in tanti e si perde da soli», mentre il suo maestro Gianni Brera diventa l’amico sagace con cui guardare la partita. “Il calcio di una volta” racchiude quarant’anni di passione vissuta sulla carta stampata: perché, come gli scrittori sanno bene, se è vero che ogni amore è impossibile da spiegare a parole, non per questo non vale la pena di tentare.
Il proprio tempo appreso col pensiero. Scritto politico postumo
Mario Tronti
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 144
Con questo scritto «volutamente postumo», stilato in quelli che sapeva sarebbero stati gli ultimi mesi della vita, Mario Tronti consegna a chi rimane il condensato del suo programma di critica della politica. Senza che mai vengano meno la passione, l’ironia, il disincanto di sempre, ritornano i temi del suo incessante ricercare attorno alla possibilità di trasformazione del mondo, nella consapevolezza disillusa che il suo «Che fare?» è inattuale ma non improponibile. Ancora una volta al centro della riflessione di Tronti sono la storia politica del Novecento e i suoi snodi, dagli albori del secolo al biennio 1989-1991, una parabola osservata a distanza di decenni dalla sua conclusione e dall’assestamento di un nuovo ordine mondiale. Ma la storia non interessa a Tronti come oggetto di racconto, compito dello storico, o di interpretazione, compito del filosofo, bensì come oggetto di pensiero, e questa è prerogativa del politico. Pensiero di parte, naturalmente, perché pensare dev’essere condizione del trasformare, «estrarre dal passato accenni di futuro». La riflessione sulla storia è così anche una riflessione, del tutto priva di autobiografismi, sulla propria vicenda di pensatore, in cui sono convocati autori «che dicono le stesse sue cose»: Marx, Hegel, Lenin, i classici del realismo politico, ma anche Paolo di Tarso e la «secolarità sacra» di Panikkar, oltre alle profezie degli artisti amati, Musil, Mann, Dostoevskij. La ricapitolazione delle vicende su cui Tronti ha ragionato e di quelle di cui è stato testimone diretto è retrospettiva quel tanto che serve a lanciare un programma per il presente, come le consegne provocatorie a «salvare la rivoluzione dal socialismo » e a «salvare la libertà dalla democrazia».
Parole in tempesta. Dizionario della contemporaneità
Silvia Brena
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 352
“Parole in tempesta” è un viaggio sulla superficie e nelle profondità della nostra lingua: nei significati nascosti dei vocaboli che usiamo con leggerezza e noncuranza nelle nostre giornate e in quelli che potrebbero plasmare il domani di tutti. Ci sono parole antiche e moderne, parole che si muovono nel tempo e nello spazio. Ci sono parole sentinella, spie di un’epoca precisa, e parole ponte, che connettono epoche e luoghi lontani. Ci sono parole abusate, che perdono efficacia e credibilità, e parole arrugginite, che andrebbero riabilitate. Soprattutto, ci sono parole vive, che risuonano in noi. Silvia Brena ne ha selezionate nove – Abuso, Cura, Identità, Memoria, Morte, Natura, Paura, Dolore, Verità –, mostrandone origini e trasformazioni, minacce e promesse. Per fare questo ha scelto di partire dai dizionari, dalle pagine dei libri, per poi incontrare chi con le parole e la voce ci lavora: dall’insegnante che legge Dumas ai ragazzi di un carcere minorile all’oceanografa che ha scoperto la lallazione nei delfini. Un percorso che l’ha spinta a interrogare i classici (dagli antichi greci a Manzoni) per comprendere il loro legame con autori moderni come David Grossman e Byung‑Chul Han, inseguendo i rapporti che le parole instaurano con la tradizione, con la violenza, ma anche con la gratitudine. Il risultato è un «lemmario sui generis» per muoverci, riconoscerci e ridisegnarci in questi anni incerti e mutevoli. Arricchito da una prefazione di Vittorio Lingiardi e da una postfazione di Stefano Boeri, Parole in tempesta è una riflessione personale e insieme collettiva sul potere di riparare il mondo attraverso il linguaggio, con nuova convinzione e speranza: perché se è vero che «anche le parole sono un lavoro di cura», allora imparare a usarle correttamente può essere l’inizio di una trasformazione sociale. Prefazione di Vittorio Lingiardi Postfazione di Stefano Boeri
Scrivere oltre la razza
bell hooks
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 248
In “Scrivere oltre la razza”, bell hooks affronta il dibattito contemporaneo sul razzismo e offre un punto di vista radicale per eliminare le barriere socioculturali che ci dividono, ancora oggi, per colore, classe e genere, anche all’interno del femminismo. Hooks parte da un assunto fondamentale: l’ideologia suprematista bianca è più viva che mai e plasma l’esistenza di chiunque, non solo delle persone nere, trasmettendosi all’interno delle singole comunità lungo i binari delle differenze economiche, sociali e di genere. Un condizionamento avviene, per esempio, dal momento in cui i bambini e le bambine vengono introdotti alla cultura dominante (che per l'autrice si riassume nella locuzione «patriarcato capitalista imperialista suprematista bianco»), specialmente attraverso i media, l’educazione scolastica e l’influenza – a volte negativa – dei loro compagni. Spaziando dall’estetica che perpetua l’immagine della donna bianca e bionda come «più bella», sino alle rappresentazioni razzializzate dei personaggi neri in film e libri contemporanei, e prendendo spunto dalle biografie di Malcolm X e Martin Luther King, l’analisi di bell hooks è chirurgica nell’evidenziare quali siano i problemi e quanto facciano parte dell’impalcatura stessa su cui si regge la nostra società. Ma, come sempre, la sua scrittura non ci lascia imprigionati nell’evidenza di una questione sociale. Ogni barriera può e deve essere abbattuta e la soluzione è ancora una volta l’amore, perché dove c’è amore non può esserci dominio. Attraverso le pratiche di cui ha fatto esperienza in prima persona e che sono il fulcro del suo attivismo, come quelle dell’ascolto, della condivisione e della partecipazione nella diversità, è possibile superare il razzismo e trasformare radicalmente la nostra vita quotidiana.
La casa della luce
Yoko Ogawa
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 200
La “Casa della luce” è un’opera unica in tre movimenti: tre racconti raggelanti di una delle più importanti autrici giapponesi contemporanee; tre donne dalla vita apparentemente serena e banale, che si trovano a fronteggiare l’abisso, inatteso, che si fa strada in loro. Una clinica, un pensionato studentesco e un orfanotrofio: sono questi i luoghi familiari e assieme sconosciuti in cui le protagoniste di queste storie proiettano i ricordi di un passato cristallizzato e vivono un presente sospeso e immobile. Edifici essenziali, anonimi, talvolta austeri o asettici, luminosi e insieme tetri, nei quali il tempo trascorre con l’estrema lentezza delle gocce che cadono da un soffitto logoro, tra i gesti di una routine descritta con glaciale precisione. Nel primo racconto una ragazza documenta con cinismo e crescente morbosità i nove mesi di gravidanza della sorella maggiore. Nel secondo, una donna, assillata da un rumore che rimbomba nella sua testa, torna nella residenza studentesca in cui ha vissuto durante gli anni dell’università per accompagnare suo cugino; proprio lì, dove un ragazzo è sparito inspiegabilmente. Nel terzo, un’adolescente descrive la sua vita dentro una casa-famiglia gestita dai propri genitori, nella quale si sente la più orfana tra gli orfani e finisce per coltivare invidie, pericolose vendette e un inconfessabile amore. Nella “Casa della luce” Yoko Ogawa racconta l’inquietudine della normalità: la crepa che d’improvviso appare tra le nostre illusioni di sicurezza e che minaccia di distruggere tutto ciò che abbiamo costruito un gesto alla volta, un sussurro alla volta, come «api sotto la pioggia».
Gli uccelli e altri racconti
Daphne Du Maurier
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 328
L’invalido di guerra Nat Hocken scruta il mare vicino alla sua fattoria. Gli piace osservare il movimento degli uccelli sopra l’acqua, vedere come cambia al mutare delle stagioni, seguendo l’urgenza di mettersi in viaggio, migrare verso sud. Quest’anno, però, gli uccelli sembrano molti più del solito e meno timorosi del contatto umano: si avvicinano imprudentemente agli aratri al lavoro sui campi, si accalcano alle finestre come a cercare un riparo dall’inverno che si avvicina. Qualcosa non va. Perché uno stormo ha assalito Nat in casa sua cercando di penetrargli con il becco le orbite? Perché i cieli si fanno neri di bestie improvvisamente ostili? Con il passare delle ore le aggressioni si fanno sempre più feroci e frequenti. È l’inizio di una battaglia tra natura e uomo che non potrà che concludersi con la sconfitta di una delle due parti. I sei racconti della raccolta “Gli uccelli” – qui riproposti come nell’edizione del 1952 – sono uniti da un filo di tensione e angoscia. Daphne du Maurier si dimostra ancora una volta una maestra dell’attesa, capace di andare in profondità nelle psicologie, di dare vita a una suspense in grado di farci provare il desiderio che il tormento finisca subito e, assieme, che continui ancora a lungo. Spesso considerata una scrittrice di «genere », commerciale, e quindi trascurata dalla grande critica, in questi racconti du Maurier si dimostra invece straordinariamente abile nel cesellare il terrore con un’abilità sovrannaturale, di dipingere l’ossessione in modo impossibile da dimenticare. Dimostrando che la grande scrittura non è quella che ti indica con precisione gli uccelli che volano nel cielo: è quella che non ti fa più guardare al cielo nello stesso modo.
Tre nidi
Stefano Costa
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 256
“Tre nidi” racconta del bello che c’è accanto a ognuno di noi, della gioia di trovare il proprio posto nel mondo. C’è una Madonnina che è una colomba tutta bianca. C’è un falco azzurro che vuole uccidere Dio. C’è un gufetto che vive assieme al padre nella mansarda di un castello. Da lì, librandosi in volo, si potrebbe sorvolare la corrente dello Scuropasso o le colline di Vallemezzo e arrivare a Montallegro. Raggiungere Eli, una ghiandaia con cui il gufetto talvolta gioca; abbracciare la Madonnina, lei che ha «perduto il suo piccolo quando piccolo oramai non era più»; forse, se si è fortunati, avvistare Dio, che vive nel segreto. Il gufetto però è timoroso, muove i suoi passi sulla terra lì vicino come a misurarla, e ogni punto su cui posa lo sguardo risuona di nomi: attorno a lui ci sono i barattoli colmi di api, i cuochi ranocchi, le chiesette votive abitate da cavalli e astori, il perimetro dolce delle cose che respirano, bruciano e «crodano»; il mondo conosciuto. E poi ci sarebbe l’altrove, «il mondo che continua» oltre la collina di cui gli ha parlato la Madonnina, con il suo miraggio di avventura, con i suoi sogni e i suoi incubi che stentano a prendere forma.
Una vita di paese
Louise Glück
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 192
“Una vita di paese” è una raccolta di poesie che ci immerge nella quotidianità di un borgo rurale, tra le vite ordinarie e i paesaggi interiori dei suoi abitanti. Louise Glück ci conduce attraverso le stagioni, i cicli della natura e le emozioni umane: un uomo trova conforto nel crepuscolo, dei giovani amanti esplorano l’intimità, una donna anziana rivendica la libertà della notte, un contadino brucia le foglie morte, un uomo cerca rifugio nel vino e nei ricordi, una coppia riscopre la passione perduta. Desiderio e solitudine, amore e perdita, memoria e oblio, vita e morte si intrecciano nei versi della poetessa. “Una vita di paese” è un invito a rallentare, a osservare il mondo con sguardo poetico, a cogliere il segreto dei gesti abituali e a riflettere sulla nostra esistenza. A ricordarci che la poesia può nascere anche dai gesti più semplici e che la vita, pur nella sua fragilità, è un dono sorprendente.
L'incidente in bicicletta
Joyce Carol Oates
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 104
«Come hai potuto sgattaiolare via in quel modo, senza dirmi niente? Era stato quello a ferirla. Senza dirmi niente.» A volte il silenzio nasconde dolori impossibili da esprimere a parole, come quello che in un pomeriggio di fine giugno squarcia la serenità della famiglia Hansen. Nel mezzo di una festa in giardino, Arlette scopre che sua figlia tredicenne ha rischiato di morire a tre chilometri da casa, senza che nessuno si accorgesse della sua assenza. «L’incidente in bicicletta» di Evie diventa un punto di svolta che porta alla luce i nervi scoperti dell’ansia materna, del senso di colpa e dell’inattesa fragilità di ciò che reputiamo più stabile e sicuro. Ma qual è il vero «incidente» di cui Evie proprio non riesce a parlare? Con questo racconto inedito pubblicato originariamente sul New Yorker, Joyce Carol Oates esplora ancora una volta le complessità dei rapporti familiari, confermandosi una delle più lucide osservatrici dell’orrore nascosto sotto lo smalto sorridente dei nostri miti.
Il diavolo, probabilmente. Vita di Robert Johnson
Bruce Conforth, Gayle Dean Wardlow
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 236
“Il diavolo, probabilmente” è la vera storia dietro alla leggenda dell’uomo che vendette l’anima al diavolo per diventare il più grande bluesman di tutti i tempi. Dal 1938, anno della sua precoce morte, Robert Johnson è stato il protagonista di ogni sorta di racconto e rivisitazione. Anno dopo anno, decennio dopo decennio, mentre la sua musica influenzava Chuck Berry, Eric Clapton e Bob Dylan, il suo mito ha continuato a crescere e ad allargarsi fino a inghiottire tutto il resto, avvolgendo ogni forma di verità nella nebbia. Frutto di cinquant’anni di ricerche tra documenti, certificati e interviste con testimoni diretti, quello di Bruce Conforth e Gayle Dean Wardlow è un lavoro di scavo profondo e meticoloso, di contestualizzazione cronologica ma anche di demistificazione della figura di Robert Johnson. Liberata da ogni fantasticheria prende così forma una storia umana vivida e toccante: i traumi infantili dell’abbandono paterno e i continui trasferimenti; gli studi interrotti per il lavoro nei campi di cotone; l’adolescenza trascorsa a vagabondare per il Delta del Mississippi, facendo propria tutta la musica incontrata sulla strada; i lutti e l’alcolismo; il successo e la morte improvvisa, a ventisette anni, avvelenato da un marito geloso. E, sopra ogni cosa, un eccezionale talento per la chitarra e il richiamo del blues. “Il diavolo, probabilmente” è la biografia definitiva di Robert Johnson: il racconto di una vita dedicata alla «musica del diavolo» e alle canzoni degli ultimi, in continua lotta con razzismo e dipendenze, e con i «segugi infernali» sempre alle calcagna. L’epopea di un uomo la cui esistenza è stata più drammatica delle storie che cantava, e tra le cui note si è nascosto fino a scomparire nella leggenda.
Amore a Venezia, morte a Varanasi
Geoff Dyer
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 312
“Amore a Venezia, morte a Varanasi” è il romanzo di due città agli antipodi: due volti del cosmo e dell'umano che si trasformano nello scenario delle peripezie di esistenze determinate a catturare il senso del proprio passaggio terreno, barcamenandosi tra performance di arte contemporanea e riti funebri indù. A Venezia si celebra il culto della vita. Bellini sorseggiati pigramente, chiacchiere futili, cocaina consumata con indolenza nelle camere d’albergo: il tutto mentre la città ribolle, la Biennale è a pieno regime e Jeff dovrebbe trovare il tempo per scrivere l'articolo per cui è stato inviato lì. Ma la coda mondana della sua permanenza viene travolta da Laura, una gallerista americana che lo trascina in una frastornante storia di sesso, droghe e alcol che in pochi giorni sembra contenere tutta la felicità che Jeff possa aver mai desiderato. A Varanasi si celebra il culto della morte. Sulle rive del Gange un giornalista vaga tra la folla accorsa per le abluzioni rituali o per far cremare i propri defunti e spargerne le ceneri nel fiume sacro. Anche qui il compito è trarre un senso, metterlo magari per iscritto. Ma pochi giorni di permanenza diventano mesi, in un viaggio introspettivo all'interno della fatica e del fango del vivere in cui sperare di trovare qualcosa di autentico a cui aggrapparsi. Due città millenarie, due città acquatiche, diventano così l’una il riflesso distorto dell’altra. Se a Venezia sono le illusioni a dominare, con la laguna che diventa metafora dell'evanescenza della realtà, a Varanasi i piaceri del corpo perdono ogni valore, e nel fiume dove si va a morire ci si prepara a una più profonda trasformazione.

