LetteraVentidue
Landscape of[f] limits. Shifting perspective on landscape architecture
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 96
Forme grafiche e dimensioni sceniche nelle opere di Paolo Fantin. Allestimenti lirici per Damiano Michieletto tra rigore e innovazione
Edoardo Dotto, Vittorio Fiore, Omar Jebari
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 100
Linguaggi apparentemente distanti come quello del disegno, del teatro, dell’architettura, trovano largo spazio di dialogo nelle riflessioni contenute in questo testo, che mirano ad uno sguardo critico, proiettato alla consapevolezza degli strumenti che permettono l’indagine e la comprensione dei processi progettuali per lo spazio scenico dell’opera lirica, dall’idea iniziale al risultato finale. Tra le modalità di indagine utilizzate per lo studio dei progetti di architettura, una delle più sperimentate è quella dell’analisi grafica, intesa generalmente come la ricerca di impianti geometrici di riferimento formale. A ben vedere, questa modalità, specie se applicata senza la pedanteria che talvolta la caratterizza, intrattiene una profonda analogia con la struttura dei percorsi progettuali, cui nei casi migliori si avvicina anche per la connotazione euristica del procedimento. Lo strumento del disegno consente infatti di seguire traiettorie progettuali ed analitiche, tracciando percorsi circolari che, come in questo lavoro sulle opere dello scenografo Paolo Fantin – condotto attraverso il diretto confronto con l’autore – saldano le prassi esplorative con quelle poietiche.
The affective city. Laurentino 38. Corpi e luoghi
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 168
È possibile declinare la dimensione affettiva negli spazi della città pubblica? Questo volume osserva la vicenda del Laurentino 38 alla luce di una prospettiva che mette al centro il soggetto come corpo che percorre e occupa gli spazi, e che è dunque abilitato a vivere, abitare, ri-progettare un luogo. Al Laurentino il tema del corpo sembra avere un posto privilegiato, interferendo con il cliché di una modernità sterilizzata da ogni sfera emotiva. Mai come in questo quartiere il corpo è infatti dispositivo di percezione, poiché costantemente attivato in un movimento che i progettisti avevano immaginato come circolatorio, ma che si è riorganizzato sulla base di promesse mantenute o disattese, iniziative pianificate o spontanee, eventi positivi o distruttivi. A cinquant'anni dalla sua costruzione, rileggere il Laurentino 38 con gli occhi e gli strumenti proposti - spazio, corporeità, memoria/trauma - aggiunge gradi di complessità alla visione novecentesca di questo modello urbano; un differente approccio che trova qui le condizioni ideali di sperimentazione, a partire dall'assunto che l'abitare non sia un concetto ma, prima di tutto, una pratica.
L'Adriatico come smart sea. Narrazioni e interpretazioni per un mare condiviso
Lorenzo Pignatti
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 112
Per noi che viviamo o lavoriamo a Pescara o per lo meno lungo la costa adriatica, il Mare Adriatico è sicuramente il protagonista di un grande contesto geografico rappresentato dalla Macro Regione Adriatico-Ionica-Balcanica, uno spazio fluido capace di integrare culture, storie e saperi che si sono sviluppati su entrambe le sponde del suo bacino. Attualmente, il carattere cosmopolita e culturalmente diversificato dell'intera regione necessita di un luogo identitario, un luogo di nuova centralità, che sia sicuramente esterno agli Stati limitrofi che hanno le loro storie e proprie identità. Uno spazio neutro che possa incentivare nuove ed inaspettate relazioni tra l'Europa e i Balcani, «uno spazio-movimento», ovvero un unico sistema connettivo composto da «pianure liquide comunicanti» (Braudel 1987). All'interno di queste riflessioni e malgrado i conflitti che sono emersi in questi ultimi mesi nell'Est Europa e in Medio Oriente, emerge la possibilità di interpretare l'Adriatico come uno Smart Sea, ovvero uno spazio condiviso che si basi sulla demografia cosmopolita che popola le sue sponde, che possa considerare i confini come linee porose che permettano prolifiche contaminazioni e che possa incentivare nuove connessioni fisiche e virtuali tra le città e le loro istituzioni. Quindi uno spazio inclusivo, attrattivo e competitivo, uno spazio assolutamente smart. L'Adriatico come Smart Sea.
Amancio Williams. Progettare per antitesi
Daniel Tiozzo
Libro: Libro rilegato
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 224
Amancio Williams (1913-1989) è uno degli esponenti più importanti e originali della cultura argentina e del movimento moderno; tuttavia la sua architettura rimane in parte ancora inesplorata. La produzione critica in Italia non sempre ha garantito una sufficiente diffusione della sua rara quanto inusuale dimensione progettuale, fondata su antitesi capaci di dar vita a soluzioni sorprendenti e uniche. Questo volume è un'occasione per riscoprire le strategie tecniche e compositive di Williams, in grado di rispondere ai temi e alle esigenze della contemporaneità. Il libro conta su un repertorio di immagini inedite, su un ricco contributo teorico e su una esegesi critica del suo modus operandi, accompagnata da schemi e analisi re-interpretative.
Architettura e morte. Riti, sepolcri e resti dell'umano
Caterina Padoa Schioppa
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 160
In un mondo che non si scandalizza più del ricorsivo dominio della natura sulla cultura, e pensa alla "fine" come condizione di vulnerabilità universale che accomuna umani e non-umani, la morte si offre quale grande opportunità per escogitare strategie di vita e di progetto, atte a costruire relazioni carnali, empatiche tra simili e tra estranei. Riti, sepolcri e resti dell'umano definiscono tre distinte dimensioni dello spazio per la morte, mutate nel tempo in funzione dello scambio simbolico tra vivi e morti. Nel presente, mentre pratiche, tecniche e tecnologie, con il sovvertimento della gerarchia tra permanenza e impermanenza, preannunciano la drastica riduzione delle architetture per la memoria, le comunità della non-appartenenza chiedono con sempre maggiore insistenza spazi civili dove ritualizzare e celebrare il commiato. Con lo scopo di posare lo sguardo su una zona d'ombra, una "domanda di architettura" inedita, remissiva seppur emergente, questo libro tenta di abbozzare un primo affresco di riflessioni teoriche e visioni progettuali sulla morte post-secolare. Con contributi di: Stefano Catucci, Felice Cimatti, Stefano Colavita, Giovanni Corbellini, Niccolò di Virgilio, Mariacristina D'Oria, Marcello Massenzio.
L'idea di unità di quartiere. La ricostruzione della piccola dimensione
Giulia Piacenti
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 252
È ormai maturo e futuribile il pensiero cellulare che riguarda la progettazione della città per cellule, nuclei, parti o unità definite, policentriche e polifunzionali. Tutta la ricchezza della tradizione passata rivolta alla piccola scala può essere messa in campo per promuovere nuove esperienze critiche e progettuali in alternativa alla prassi corrente di organizzazione della forma urbana.
Daniele Calabi. L'architetto e la città di Padova nel secondo dopoguerra
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 336
Daniele Calabi (1906-1964) è una peculiare figura di progettista nel contesto della cultura architettonica italiana del Novecento. “Silenzi parlanti”, le sue opere racchiudono una complessità ancora poco indagata. Il libro mette in luce una stagione particolarmente intensa della sua attività, svoltasi a Padova nel decennio tra il 1950 e il 1960. Una serie contributi di diversi autori offre una rilettura delle opere di Calabi nel contesto di una città in corso di modernizzazione, senza dimenticare l’esperienza dell’esilio in Brasile indotta dell’applicazione delle leggi razziali. Una “frattura” drammatica, solo in parte ricomposta dalle esperienze progettuali e di vita. Padova, accogliendo le novità importate dal Brasile, diventa la città a più alta densità di architetture realizzate da Calabi. Il volume è arricchito da un ampio repertorio di immagini e disegni inediti e da un contributo fotografico di Alessandra Chemollo.
Documentare l'innovazione degli ambienti di apprendimento
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 92
La documentazione degli spazi educativi in relazione alle pratiche didattiche, fil rouge che collega i contributi di questo Quaderno, è presentata attraverso varie modalità e declinazioni, tutte funzionali a supportare i processi di innovazione in un dialogo di reciprocità tra pedagogia e architettura. In particolare, documentare gli ambienti di apprendimento innovativi richiede l’individuazione di grammatiche idonee a questa finalità, dove il rapporto tra testo e immagine si esplica in un equilibrio che deve essere di volta in volta nuovamente negoziato. Nella mission di INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa) la documentazione ha da sempre occupato un ruolo centrale nel supportare i processi di innovazione scolastica. Si tratta di un processo ricorsivo fatto di metodi e strumenti di supporto che consentono alla comunità scolastica di avanzare verso l'innovazione (tramite la formazione), definire le dinamiche di cambiamento (mediante la documentazione), e valutare criticità e opportunità (attraverso l'analisi). Questi processi sono vitali per garantire un'evoluzione continua degli ambienti educativi.
Architetture pedagogiche: oltre l'aula
Elena Mosa
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 92
Si abitano le case ma non le scuole, edifici attraversati da una molteplicità di vissuti che ‘fuggono’ con gli studenti, con i docenti, con il personale che frequenta quotidianamente quei (non) luoghi. Il concetto di abitabilità si intreccia con le sfere della pedagogia, dell'architettura e delle neuroscienze, mostrando come gli ambienti da una parte influenzino profondamente l'esperienza umana e dall’altra ne siano a loro volta influenzati. La visione che considera gli individui come semplici abitanti passivi dell'ambiente viene messa in discussione, sottolineando invece il loro ruolo attivo nel costruire e vivere in spazi dinamici e in continuo cambiamento. Alcuni studi evidenziano come l'architettura influenzi le relazioni e i ruoli sociali, offrendo una chiave per comprendere la realtà. Questa interazione dinamica con lo spazio circostante enfatizza l'importanza di progettare ambienti educativi che non solo accolgono, ma anche stimolino nuove esperienze di apprendimento. Esplorando l’idea di una scuola come un luogo da abitare, attraverso il Manifesto 1+4 di INDIRE, il Quaderno presenta varie modalità di concepire l’aula anche oltre le sue tradizionali configurazioni materiali e concettuali in un’ottica di flessibilità e polifunzionalità.
Opening a Lexicon of the New Social Spaces
Madalina Ghibusi
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2024
pagine: 100
The exploration of social spaces within urban environments conducted by the author is driven by the changing practices and behaviors of people. Focusing on the past two decades, the research addresses the challenges of maintaining a human scale in rapidly growing and densifying cities. The study identifies and defines these new forms of social space, emphasizing a qualitative approach to urban development. Through transdisciplinary research and observational studies, the author observes a preference for temporary and informal settings in undefined public spaces, contributing to the creation of diverse socio-spatial constructs. The resulting terminology captures the intersection of physical and social dimensions, revealing how strategic and intervention processes shape the contemporary city's new social forms. Through the articulation of nine possible definitions, this book provides a nuanced exploration of the dynamic relationship between urban life, space, and society, offering valuable insights into the evolving lexicon of urban space.

