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Medusa Edizioni

Morire dal ridere. Processo alla satira

Riccardo De Benedetti

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2015

pagine: 79

La satira uccide o fa uccidere? Fa del male o lo subisce? Nasce per provocare, pungere e ferire, anche nel profondo dell'animo umano. Per ottenere questo fine, ogni altro effetto viene considerato laterale, inessenziale, deve saper andare dritta allo scopo, non può permettersi deviazioni, finezze o ragionamenti prolissi. Questo pamphlet prende per così dire il toro per le corna e cerca di rispondere a domande che molti, più o meno segretamente, si pongono, magari senza dichiararlo per paura di violare le regole del politicamente corretto. Una volta ci si chiedeva se ne uccide di più la spada o la lingua, la domanda potrebbe valere anche per la tragica giornata di Parigi dove sono stati assassinati i redattori del giornale satirico "Charlie Hebdo". Un atto efferato che ha generato altra violenza e rischia di espandersi anche fuori dalla Francia. Le vignette su Maometto sarebbero la causa di quel gesto omicida. La libertà di espressione della satira può ignorare dei limiti di prudenza e di rispetto dell'altro? Alla matita pungente di un umorista si può rispondere col kalashnikov, sulla base di un presunto vilipendio della fede e di Dio? Le religioni sono in grado di tollerare la risata su se stesse? La ragione politica autorizza a qualsiasi presa in giro, o la mancanza di rispetto verso le persone e le loro convinzioni può indurre gesti sproporzionati come l'attentato di Parigi, che rischia di scatenare una nuova crociata contro l'islam?
12,00 11,40

La frontiera interiore. Mosca Barcellona Vichy

La frontiera interiore. Mosca Barcellona Vichy

Antoine de Saint-Exupéry

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2015

pagine: 152

Scrutare il mondo da un aereo - diceva Saint-Exupéry - scopre agli occhi "il vero volto della terra". E il senso della missione che il geografo assegna, nel Piccolo principe, al ragazzo: mappare la trama cangiante del reale umano, l'intarsio drammatico delle sue contraddizioni. Negli ultimi anni di una vita breve e romanzesca, le pagine del leggendario scrittore-aviatore francese funzionano sempre come impavidi "voli di ricognizione": tentativi di fotografare dall'alto la crisi profonda della civiltà europea, l'angosciosa consunzione delle vecchie democrazie sotto il maglio della minaccia hitleriana, il precipitare degli anni Trenta nell'imbuto sanguinoso della Seconda guerra mondiale. Il crollo militare della Francia nel 1940 è una "strana disfatta" in cui muore l'idea stessa di vecchio umanesimo. Saint-Exupéry ne aveva presentito con largo anticipo il lugubre annuncio fra le strade di Mosca e i massacri dei campi di Guernica. Due straordinari reportages scritti, fra il '35 e il '36, per i quotidiani "Paris-Soir" e "L'Intransigeant", ai quali il presente volume affianca una importante scelta di interventi degli anni che precedono e accompagnano il divampare del conflitto: primi per rilievo, la dolorosa controversia con il filosofo Jacques Maritain e due splendide riflessioni sul tragico dilemma fra la pace e la guerra, nel tempo in cui il nazismo lavora a fare dell'Europa agonizzante un solo boccone.
16,50

Inchiesta sul neorealismo

Carlo Bo

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2015

pagine: 119

"L'inchiesta sul neorealismo condotta da Bo tra gli intellettuali italiani andò in onda sul 'Terzo programma' radiofonico della Rai tra l'ottobre del 1950 e il marzo del 1951, cinque anni dopo la liberazione, e già nel pieno di una restaurazione imposta in Italia dalla guerra fredda, dalla divisione del mondo nei due grandi blocchi d'influenza capitalista, quello a cui noi appartenevamo dopo Yalta e a cui si riferiva la Democrazia cristiana che con le elezioni del 1948 era il cardine del nuovo potere politico ("l'America"), e quello a cui si riferiva il maggior partito dell'opposizione, il Partito comunista ("la Russia"). In mezzo, un variegato arcipelago "laico", di sinistra, di centro, di destra. Di queste distinzioni Carlo Bo tiene il dovuto conto, non le esplicita ma sembra conoscere molto bene le propensioni, le simpatie di ciascuno degli intervistati. Cerca, nei limiti del possibile, di tenere il discorso lontano dalle loro opzioni politiche, e riconduce la questione nell'ambito di un discorso più stretto - le opere letterarie, il dibattito letterario - o di un discorso più vasto - la reazione alle passate strettoie, il bisogno di una nuova narrazione del paese e delle sue diversità e contraddizioni, i modi in cui gli scrittori hanno creduto di interpretare questa novità, un obbligo che è avvertito come anzitutto morale, a cui anche la letteratura è chiamata a rispondere..." (Dalla prefazione di Goffredo Fofi)
16,00 15,20

Dante e Beatrice. Saggi danteschi

Dante e Beatrice. Saggi danteschi

Étienne Gilson

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 189

Perché Dante ha scritto la "Commedia"? Per amore. Mantenere una promessa d'amore, fatta nell'ultimo capitolo della "Vita Nuova", è la ragione per cui, secondo Etienne Gilson, l'altissimo Poeta di Firenze ha deciso di impegnarsi nell'impresa del suo capolavoro. Ed è anche, indirettamente, la ragione per cui ha scritto il "Convivio", documento incompiuto del periodo di "trenta mesi" dedicato da Dante allo studio della filosofia. Dunque, l'obiettivo era dire di Beatrice quello che mai non file detto d'alcuna, cioè fare della donna amata un'anima del cielo in grado di disporre del poeta latino Virgilio e del mistico cristiano Bernardo di Chiaravalle, entrambi inviati in aiuto di Dante nel suo viaggio nell'aldilà. Il poeta perciò studia come vivono angeli e beati nell'oltremondo, nel regno di Dio dove ormai la sua donna è per l'eternità. Divenuto così esperto di filosofia e teologia, dopo i canonici studi letterari di grammatica, Dante assume il ruolo di pacificatore fra le due grandi culture "nemiche" del Medioevo, quella retorico-letteraria e quella della filosofia Scolastica, che aveva il suo fulcro nell'Università di Parigi. E così diventa anche il più originale, straordinario poeta del suo tempo. studioso di cultura filosofica medievale, Etienne Gilson dedicò a Dante nel settimo centenario della nascita, il 1965, questi nove saggi, mostrandone il legame indissolubile, vitale sorgente d'ispirazione, con la "bambina di Firenze".
23,00

La rinascita del pianeta. Conversazioni con Paul Ricoeur

La rinascita del pianeta. Conversazioni con Paul Ricoeur

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 141

Attendere la rinascita? È questa la proposta che ci viene da Paul Ricoeur in questa scelta di interviste che spaziano dalla bioetica all'ecologia, dalla giustizia al tema, così caro ai filosofi francesi, del possibile ruolo dell'intellettuale nella società contemporanea. Partendo sempre dalla propria esperienza personale - di orfano di entrambi i genitori, di studioso, di prigioniero di guerra, di docente universitario - Ricoeur propone una lettura di alcuni temi caldi del nostro tempo e assieme addita la direzione di una "rinascita" che, ricomponendo i rapporti sociali, porti in sé la risoluzione o almeno una maggiore coscienza dei dilemmi etici sulle grandi tappe della vita e sulla corretta gestione del pianeta Terra. Su questi punti Ricoeur è chiaro. Il rapporto verticale tra istituzioni e individui deve essere integrato da organismi orizzontali, di prossimità, da "cellule del buon consiglio" che non lascino mai solo l'uomo di fronte alla società nel suo complesso. A partire da questo, Ricoeur propone di superare il dualismo tra una giustizia istituzionale, monolitica, e la pluralità delle etiche individuali, costruendo "sfere di giustizia" in cui la visione dell'altro come controparte si trasformi nella "via buona" del riconoscimento e della relazione.
14,00

Tecnica curiosa. Dall'infanzia delle macchine alle macchine inutili

Tecnica curiosa. Dall'infanzia delle macchine alle macchine inutili

Paolo Portoghesi

Libro: Copertina morbida

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 207

Questo libro raccoglie una serie di riflessioni sulle macchine e la loro storia. La civiltà macchinista, ispiratrice delle avanguardie storiche dell'inizio del XX secolo, è ormai un'etichetta obsoleta, ma i problemi dell'intelligenza meccanica, dell'automazione, della crisi ambientale connessa agli sviluppi della meccanizzazione sono all'ordine del giorno e pongono interrogativi drammatici sul futuro del nostro pianeta. Il libro invita a riflettere sul modo discreto e fantasioso in cui la macchina è entrata in scena nel mondo antico, come ampliamento e raffinamento degli arnesi del vivere quotidiano, e sulla sua graduale trasformazione da oggetto funzionale al servizio dell'uomo in forza inesauribile di trasformazione e di cambiamento, fino ad acquistare la fisionomia di essere vivente capace di riprodursi e dotato, se non di una sua volontà, di un potere sorprendente di imporre all'umanità i suoi ritmi e le sue regole. Una ciclica alternanza di illusioni e delusioni caratterizza un decennio dopo l'altro la seconda metà del secolo XX e il primo decennio del XXI. Quando l'abbandono delle campagne e la rapida crescita urbana avevano accreditato l'ipotesi di un nuovo equilibrio sociale creato dalla piena occupazione, emerge la tecnica dell'automazione che sottrae spazio al lavoro industriale e innesca un processo di crescita smisurata del terziario e la conseguente elefantiasi della burocrazia.
22,00

La pazienza dell'inquietudine. Quattro interviste con Norbert Elias

La pazienza dell'inquietudine. Quattro interviste con Norbert Elias

Libro: Copertina morbida

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 87

Un uomo lungo un secolo, ecco chi è Norbert Elias. Ebreo laico, sociologo senza fissa dimora, mai corretto, mai scontato, Elias ha coltivato per decenni un indefettibile slancio vitale, senza concedersi alle mode apocalittiche della contestazione o a quelle furbette del riflusso. Un uomo capace di parlare di sport, di guerra, di poesia, di religione, di civiltà e barbarie, di serietà e facezie conservando sempre il medesimo piglio, sempre la stessa fiducia in sé e nella propria umile tracotanza di scienziato delle cose umane. Un uomo che ci parla dalle periferie dell'Europa, dal disfacimento dell' establishment, dal crollo del Muro di calcestruzzo e ideologie che ha forgiato il Novecento: è da qui che Elias, come una di sonda lanciata nel tempo, osserva le dinamiche del suo mondo (i "processi"), come dalla nostra prospettiva, come se fossimo noi a guardare, ex post, la fine delle sicurezze, la liquefazione dei rapporti, la moltiplicazione esponenziale delle occasioni di incontro. A Elias non sfuggono i segni dei tempi, li coglie con vorace ostinazione e li interpreta con onestà e tenacia, sfidando le bandiere ideologiche dei suoi contemporanei (il disfattismo ecologista, il pessimismo esistenzialista) e mirando sempre e soltanto a "tentare, cercare, inventare e sopportare".
10,00

Lo scrittore verticale. Conversazione con Vincenzo Consolo

Lo scrittore verticale. Conversazione con Vincenzo Consolo

Vincenzo Consolo, Domenico Calcaterra

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 87

Sembra che Vincenzo Consolo, in questa serratissima conversazione-racconto del suo apprendistato e del singolare destino di narratore, abbia voluto schizzare il suo più fedele (pubblico) autoritratto intellettuale. Troviamo, infatti, tutte le parole-chiave che compongono il suo credo civile e barocco, la sua geografia metaforica: il memorare e il ritorno; il rapporto tra storia e letteratura (e dunque tra potere, scrittura e racconto); l'imperativo categorico dell'impegno, epperò senza mai nulla concedere a fiduciose deleghe verso l'immediatezza bugiarda d'un linguaggio corrotto; al quale opporre, invece, un'archeologia di parola, un verticale contro-codice di rottura che ne tradisce, "malgré lui", il sogno inconcepibile (e forse anche il destino misconosciuto fino al silenzio) di "essere poeta"; di essere, in fondo, l'ultimo aedo civile del Novecento che Antonio Franchini, nella Prefazione, ricorda così: "Era un uomo piccolo che esprimeva una grande forza, enorme determinazione, una fede incrollabile nella letteratura".
10,00

metodo dell'antroposofia

metodo dell'antroposofia

Rudolf Steiner

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 128

Le "scuole steineriane", oggi piuttosto diffuse in Italia, hanno fatto sì che il nome di Rudolf Steiner sia conosciuto quasi universalmente; non sempre, però, si ha l'occasione di conoscere la ricchezza multiforme del suo pensiero, un pensiero "totale" che si estende dalla biologia all'antropologia, dalla religione all'estetica, dalla letteratura alla musica, dall'architettura all'agricoltura, con l'ambizione di aiutare l'umanità a entrare in un'era di maggiore consapevolezza. Ma il pensiero di Steiner è anche una chiave formidabile per conoscere meglio i fermenti e le contraddizioni della cultura mitteleuropea nella prima metà del Novecento. Le sei conferenze raccolte in questo volume offrono le coordinate fondamentali del pensiero steineriano e alcuni squarci tematici: una visione alternativa della teoria dell'evoluzione e del futuro della specie umana, le fasi della vita e le loro priorità, i quattro elementi dell'antica medicina galenica come base della morale, i principi di una nuova arte e architettura basate non sulla linea retta ma sulle forme organiche. Ciascuna conferenza è autonoma e tuttavia strettamente legata alle altre da alcune linee portanti che tracciano, per quanto possa apparire paradossale, i tratti di un "metodo dell'antroposofia". Postfazione di Cristiano Casalini.
16,00

Il portico del mistero della seconda virtù

Il portico del mistero della seconda virtù

Charles Péguy

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 157

"Un grande testo non è solamente bello. Esso genera vita, ha un'influenza seminale. Così avviene per 'I miserabili' come per 'Le illuminazioni'. Fra le opere di Péguy, nessuna meglio del 'Portico del mistero della seconda virtù' ha esercitato questo ruolo fecondante. Innumerevoli lettori ne hanno beneficiato. Alcuni ne hanno attinto la forza per un'intima resurrezione", scrive Jean Bastaire nella postfazione a questa nuova traduzione di una delle opere poetiche più intense di Charles Péguy, del quale quest'anno, il 5 settembre, ricorre l'anniversario della morte (rimase ucciso durante la battaglia della Marna). Chi era Péguy? Un personaggio dai molti volti, ciascuno dei quali può avere una sua particolare forza d'attrazione. Un personaggio fuori dagli schemi, non solo perché scomodo o atipico nella sua stessa parabola esistenziale di "cattolico non come gli altri", ma anche perché singolare nel suo personale modo di comunicare la sua riflessione e la sua esperienza di fede.
18,00

Il settimo movimento. Conversazioni con Henri matisse

Il settimo movimento. Conversazioni con Henri matisse

Henri Matisse

Libro: Libro in brossura

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 131

Il fil-rouge di queste conversazioni di Matisse con critici, letterati e religiosi, è il tema della danza. Dal 1909, quando dipinse il quadro oggi al MoMa di New York, che ha come pendant la tela della Musica dell'Ermitage, Matisse non ha mai sospeso la sua riflessione sulla danza, la musica e la ricerca - fino agli ultimi papiers découpés - del segno che fa danzare lo spirito dello spettatore. Il quadro di New York inscena un girotondo di cinque figure femminili e si regge su tre colori densi e profondi: blu per il cielo, rosa per i corpi delle danzatrici, verde per la terra. È una immagine dell'Eden, si chiedeva Pierre Reverdy, cogliendo in questo quadro tutta la "felicità" di Matisse, la joie de vivre? L'artista era convinto che la pittura dovesse dare serenità allo spettatore gravato dalle tante fatiche di vivere. Ma, come nota Maurizio Cecchetti nell'introduzione, questo balsamo della pittura leniva anzitutto il sentimento tragico che Matisse aveva della bruttezza che l'uomo del XX secolo ha portato nel mondo: orrori e morte che hanno sconciato quell'armonia che lega tra loro gli esseri viventi nella Creazione.
13,00

Il genio giapponese

Il genio giapponese

Henri Focillon

Libro: Copertina morbida

editore: Medusa Edizioni

anno edizione: 2014

pagine: 143

L'epoca coloniale, quella tra XIX e XX secolo, oltre le sue ipocrisie civilizzatrici, ha messo in luce, paradossalmente, un'apertura di credito verso le culture "altre", che hanno finito per affascinare e influenzare l'Occidente, assai più, forse, di quanto i colonizzatori non abbiano potuto fare coi colonizzati. Il fascino dell'Oriente, sulla scorta anche delle Esposizioni universali, lasciò un segno decisivo sulla cultura francese a cavallo tra i due secoli. I tre saggi sul "genio giapponese" di Henri Focillon, qui tradotti per la prima volta e riuniti in volume, ne sono una eloquente testimonianza. Focillon comincia a dar forma definitiva al suo "marchio intellettuale", messo poi a frutto da allievi d'eccellenza (da Jurgis Baltrusaitis ad André Chastel, fino a George Kubler), che consiste nell'individuazione dei caratteri di uno "stile" affrancato dagli schematismi geografico-cronologici (l'idea di struttura mobile riferita a spazio, materia, spirito e tempo che Focillon svilupperà come teoria dell'arte nel libro "Vita delle forme"). Nel "Saggio sul genio giapponese" Focillon sfonda addirittura i confini della storia dell'arte delineando una sorta di utopia antropologica. Bisognava però fare i conti con una certa declinazione culturale del japonisme che aveva giocato un ruolo centrale nella cultura artistica europea... Introduzione di Andrea Beolchi.
18,50

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