Medusa Edizioni
Jolly Roger. Le bandiere dei pirati
Renato Giovannoli
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2012
pagine: 222
Non tutti sanno che la bandiera pirata con il teschio e le tibie incrociate si chiama Jolly Roger, né che è esistita un'ampia varietà di Jolly Rogers dove un teschio o uno scheletro apparivano insieme a clessidre, spade e cuori trafitti. Il repertorio di bandiere regolarmente riproposto dai libri divulgativi sulla pirateria è però in buona parte un prodotto del Novecento, e nessuno sa chi sia veramente l'allegro Ruggero che ha dato il nome a quelle bandiere. Questo è il primo studio approfondito sull'argomento, che traccia la storia delle bandiere dei pirati, narra la loro leggenda e spiega il loro simbolismo nel contesto culturale in cui nacquero. Dopo avere restituito a ogni capitano pirata la sua vera bandiera sulla base delle fonti d'epoca, facendo piazza pulita di errori, falsi e attribuzioni leggendarie, l'autore accompagna il lettore in un'avventurosa navigazione attraverso l'"underworld" delle organizzazioni corporative e iniziatiche criminali del Medioevo e della prima Età Moderna col fine di decifrare il senso di quegli enigmatici vessilli. Robin Hood e le Danze Macabre, i Tarocchi e Francois Villon, Saturno e un misterioso tatuaggio carcerario, l'iconografia apocalittica della spada fiammeggiante e il simbolismo templare del Parzival sono solo alcune delle tessere di un puzzle che poco a poco si ricompone, restituendo un vivido affresco di quell'Europa maledetta che, riversatasi nelle Americhe, dominò i mari per qualche decennio tra Sei e Settecento.
Lettera ai figli. Da Praga ad Auschwitz
Anna Hyndráková
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 104
Come scrive Zygmunt Bauman nella toccante prefazione a questo libro-testimonianza, il compito più difficile per chi si trovò a vivere la tragica esperienza dei campi di sterminio nazisti era "restare umani in condizioni disumane". Lettera ai figli, che Anna Hyndräkovä-Kovanicovä trova il coraggio di scrivere nel 1971, all'età di 43 anni, inizia in un giorno preciso, il 15 marzo 1939, data dell'invasione della Cecoslovacchia da parte delle armate naziste. Gli avvenimenti personali legati alla famiglia, alla scuola, ai compagni e alle amiche più care si stemperano nel ricordo di una Praga occupata dai soldati tedeschi e sempre più negata ai cittadini di religione ebraica. Nel 1942 la giovane Anna, con la famiglia, è costretta ad abbandonare Praga e viene condotta nel ghetto di Terezin, inizio della deportazione che la condurrà ad Auschwitz. Il racconto si snoda rievocando il viaggio, l'arrivo nel campo e la sistemazione nel Familienlager, la fame, gli espedienti per procurarsi un po' di cibo, gli appelli, la paura e il momento più duro, quello della selezione. Privata dei genitori, che moriranno nelle camere a gas, Anna viene inviata a lavorare nel sottocampo di Gross Rosen, dove apprende della morte della sorella e della nipotina. Durante l'inverno decide di fuggire e durante l'evacuazione del campo nel febbraio 1945 riesce nel suo intento. Ma questo è solo l'inizio di un allucinante viaggio di ritorno. Anna conosce l'oltraggio della violenza fisica e psichica...
Hitler al potere. Cinque anni di nazismo in Germania
Henri Lefebvre
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 93
Siamo nel 1938. La via hitleriana verso la Germania nazionalsocialista è quasi alla meta. In cinque anni, il Fuhrer è riuscito a ricompattare lo spirito di una nazione allo sbando e a dirigerlo, costi quel che costi, verso un unico obiettivo: l'allargamento dello spazio vitale. Gli Stati democratici guardano con preoccupazione la corsa agli armamenti e la potenza finanziaria di una nazione di cui non riescono a comprendere né il progetto né il consenso. Alla Conferenza di Monaco, inglesi e francesi non si opporranno alla famigerata annessione dei Sudeti, scambiando per normale trattativa ciò che invece avrebbe portato alla tragedia della Seconda guerra mondiale. Tra chi si rifiuta di prenderlo sul serio e chi nascostamente lo appoggia come forza conservatrice, ben pochi riescono a intuire la reale portata del fenomeno nazista. Tra questi c'è Henri Lefebvre, giovane marxista che avrebbe poi avuto fortuna come sociologo urbano e come iniziatore degli studi sulle "strutture del quotidiano". Con questo libro Lefebvre vuole risvegliare la coscienza dei francesi per mezzo di un'analisi penetrante del substrato sociale e materiale del nazismo, individuandone le linee di indirizzo culturale e i nemici che si proporrà di eliminare: gli ebrei, i proletari, i francesi. Leggendo con chiarezza, nella direzione che andava prendendo la Germania, i sinistri presagi della Shoah.
La visione
Libro: Copertina rigida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 227
In quasi tutte le grandi culture e tradizioni religiose è presente l'idea di un "occhio interiore" o "occhio della mente" con il quale è possibile percepire le realtà spirituali e divine, così come con gli occhi normali si percepiscono le realtà esterne. Ma tale idea non manca di suscitare problemi che sono al centro di molte riflessioni intorno alle esperienze visionarie. Se l'oggetto della "visione" trascende infatti per definizione il piano delle realtà materiali e visibili, come è possibile conoscerlo attraverso delle immagini? E se il suo scopo è quello di raggiungere e di esperire in qualche modo ciò che sta oltre qualsiasi forma e qualsiasi rappresentazione, come è possibile "vederlo", sia pure con uno sguardo interiore? A questi e altri interrogativi cercano di rispondere i contributi riuniti in questo volume e dedicati ad autori e opere di epoche e civiltà diverse. Essi spaziano dalle visioni mistiche nel sufismo orientale del XIII secolo (Carlo Saccone) al linguaggio dell'esperienza estatica nella Cabbalà (Moshe Idei); dalle visioni di alcune mistiche cristiane del medioevo come Marguerite d'Oingt e Marguerite Porete (Sergi Sancho e Pablo Garda Acosta) a quella dell'interiorità nel grande mistico spagnolo san Giovanni della Croce (Anna Serra Zamora); dall'esperienza visionaria del Libro rosso di Jung (Victoria Cirlot e Alessandro Grossato), alla "irruzione dell'invisibilità" nella pittura del grande artista americano Mark Rothko (Amador Vega).
Villa des Vergers-Ruspoli e il giardino di Pietro Porcinai
Emanuele Mussoni
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 256
È storia, descrizione, illustrazione di uno dei monumenti più importanti di Rimini e dell'Emilia Romagna. Grazie ai suoi illustri committenti, di respiro internazionale, Villa des Vergers-Ruspoli, è opera di due fra i più brillanti architetti di fine Ottocento: Arthur Stanislas Diet (1827-1891) e Georges Paul Chédanne (1861-1940), autore delle celebri Galéries Lafayette. Il giardino attuale fu disegnato da Pietro Porcinai (1910-1986), uno dei più grandi paesaggisti del Novecento, che modificò il preesistente progetto francese per il principe Mario Ruspoli, proprietario della villa dal 1938 al 1946. Con questo volume Emanuele Mussoni, architetto e studioso dell'architettettura del paesaggio, conclude un lungo percorso di studi segnato dalla volontà di tutelare e valorizzare la Villa e il Fondo des Vergers.
Confessioni di una mangiatrice di carne
Marcela Iacub
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 115
A far scoccare la scintilla che ha acceso il fuoco di questa confessione a voce alta sul perché bisogna smettere di consumare carne per nutrirci, fu il trattato di Plutarco: "Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiare carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l'uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto". Ci fu un inizio anche in questo che, per alcuni, è l'origine di tante questioni che si legano alla aggressività e alla violenza che l'uomo esercita verso i propri simili. Ma per Marcela Iacub tutto è cominciato dalle ricerche condotte su una sentenza giudiziaria che condannava un uomo a un anno di reclusione per aver compiuto un atto sessuale su un pony. L'autrice, che fin dall'adolescenza ha mangiato carne di animali senza sentire alcun complesso di colpa, ha maturato da qui una conversione interiore che l'ha portata a rinunciare per sempre al consumo di carni. Questo libro è la storia di una passione finita e della scoperta di come gli animali, in quanto esseri sensibili, dunque soggetti al dolore, abbiano diritti che la società oggi riconosce loro soltanto raramente, magari distinguendo, senza fondamento, fra animali da compagnia e animali per l'alimentazione. Questo pamphlet smonta una volta per tutte i pregiudizi di comodo dei "mangiatori di carne".
Per un catastrofismo illuminato. Quando l'impossibile è certo
Jean-Pierre Dupuy
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 197
È giunto il tempo di condurre una riflessione sul destino apocalittico dell'umanità: abbiamo acquisito la certezza che l'umanità è divenuta capace di autodistruggersi, sia direttamente tramite le armi di distruzione di massa, sia indirettamente tramite l'alterazione delle condizioni necessarie alla propria sopravvivenza. Il peggio non è più posto nel futuro ma è già accaduto, e quel che consideravamo impossibile è ormai certo. Di fronte a questa situazione inedita, la teoria del rischio non basta più: occorre imparare ad affrontare la catastrofe, a non immaginarla più in un futuro improbabile, ma nel presente. Il "catastrofismo illuminato" non è allora solo una critica al principio di precauzione, ma un rovesciamento filosofico dei nostri modi di pensare il mondo e il tempo, basato sulla temporalità delle catastrofi, che si pone ben oltre la distinzione tradizionale tra filosofia analitica e continentale e mette in crisi i troppo sicuri futurologi, sempre pronti a prevedere il traffico sulla strada di domani, i risultati delle prossime elezioni, l'evoluzione delle emissioni del gas a effetto serra.
Céline e il caso delle «Bagatelle»
Riccardo De Benedetti
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 166
Riprovevole, infrequentabile, osceno, oltraggioso, infame, abietto e pornografo: sono solo alcuni degli aggettivi affibbiati al personaggio Céline, intellettuale collaborazionista e antisemita. Altro sarebbe lo scrittore Céline: grande penna, maestro di stile e autore di capolavori. Ha attraversato la storia della letteratura francese con la velocità e lo splendore di una meteora, Céline. E a 50 anni dalla morte suscita ancora scomuniche e censure, in particolare per i pamphlet, primo fra tutti "Bagatelle" per un massacro, nella cui scrittura continua a esserci lo scrittore di Viaggio al termine della notte e quello dell'ultimo romanzo, "Rigodon". Oggi "Bagatelle" non si può leggere. Chi lo impedisce? E perché? La storia di un libro "maledetto" e della sua traduzione italiana (che c'era e poi, a tre mesi dalla sua uscita, nel 1982 venne ritirata dalle librerie), è narrata e decostruita in questo saggio che tocca un nodo cruciale della storia critica dell'opera di Céline ma non solo: "Bagatelle", infatti, rischia di essere un testo "ingombrate" e "presente" proprio in quanto libro proibito. Come "Mein Kampf". Cartina di tornasole di reticenze e usi strumentali che la cultura postmoderna ha fatto della tragedia dell'antisemitismo e delle sue radici culturali, il pamphlet di Céline finisce per diventare il pretesto intorno al quale si giocano le partite più diverse. Questo saggio analizza e cerca risposte a domande decisive che non riguardano soltanto le opere di Céline...
La fine del mondo non è per domani
Henri-Irénée Marrou
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 96
Il grande storico della fine dell'epoca antica e di sant'Agostino Henri-Irénée Marrou -, scrive questo saggio mentre infuria la seconda guerra mondiale e tutto attorno è morte e distruzione. Nelle librerie il libro più venduto era "'Apocalisse" Il clima di sgomento e di patimenti induceva a pensare alla "fine del mondo". Memore del detto evangelico "non conoscete né l'ora né il giorno", Marrou svolge una intelligente demitizzazione del discorso apocalittico come proiezione irrazionale delle nostre paure sul destino del mondo e dell'umanità. Ma non si fugge dalle proprie paure, perché è come fuggire dalle proprie responsabilità. E di solito c'è sempre qualcuno che sfrutta queste inquietudini per i propri interessi: economici o politici. Togliendo al mondo quel sano impulso della speranza. Un saggio che aiuta a vincere paure irrazionali, spesso fondate su falsi miti e credenze, come quello dell'imminente apocalisse del 2012. Introduzione di Franco Cardini. Postfazione di Pier Angelo Carozzi.
Oltre il muro dell'io. Sociologia e psichiatria
Norbert Elias
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 84
La fine degli anni 60 rappresenta una soglia dell'età moderna. Proprio sul margine di questa soglia, uno dei più grandi sociologi del nostro tempo, con ineguagliato coraggio e serena caparbietà, ha provato ad affrontare una questione che, di lì a pochi anni, si sarebbe imposta nel dibattito pubblico: la follia. Una questione che, a partire dalle sperimentazioni italiane di Basaglia e dei suoi collaboratori, avrebbe avuto riscontri che ancora oggi stiamo vivendo nella quotidianità postmoderna. Prima della diffusione dei movimenti antipsichiatrici, e a prescindere da essi, prima che Foucault, Laing, Deleuze, lo stesso Basaglia, divenissero passaggi obbligati per un radicale ripensamento della ragione e della sragione del mondo occidentale, Norbert Elias metteva in risalto il cuore del cuore del problema. Un nucleo che non è nulla di pateticamente individualistico (la condizione disagevole del folle), né di ideologicamente comunitario (la responsabilità dei poteri forti). Il punto è, dice Elias, che l'individuo senza la società non è niente. E viceversa: pensare la società senza avere a cuore i suoi componenti è una mistificazione. Nel mondo della bugia istituzionalizzata e del nulla irreggimentato, la posizione netta e libera da condizionamenti di Elias, si presenta come un messaggio la cui forza profetica l'autore stesso non avrebbe forse sospettato.
Processo all'Altare della Patria
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 96
Ha un secolo esatto di vita il Vittoriano. Venne inaugurato il 4 giugno 1911, per i festeggiamenti dei primi cinquant'anni dell'unità d'Italia. Per molti rappresenta uno scempio urbanistico, dove la retorica trionfale della monarchia e delle oligarchie che governavano l'Italia unita, aprirà la strada al fascismo. Eppure quando nel 1986 si tenne a Palazzo Venezia il processo all'Altare della Patria - parteciparono nomi come Bruno Zevi (favorevole all.abbattimento), Paolo Portoghesi, esponente di spicco del postmoderno, Giovanni Klaus Koenig, storico dell'architettura e del design, e altri ancora -, finì con una mezza assoluzione, perché la giuria ritenne che il monumento potesse avere una nuova e inattesa funzione nella vita della capitale. Ma già Carlo Dossi aveva dedicato all'esito del concorso del 1880 un pamphlet che prendeva di mira le surreali proposte presentate dai progettisti, definendoli, efficacemente, "I Mattoidi". E oggi? Abbatterlo oppure conservarlo? Questo libro presenta i materiali del processo, il saggio di Dossi, uno scritto di Federico Zeri sulla sciatteria culturale che emerse dai progetti dell'epoca, e una riflessione di Vittorio Gregotti, che in modo polemico ragiona sul modo di gestire i concorsi di architettura, ieri ma soprattutto oggi, di cui il Vittoriano rimane un caso emblematico.
Gli automi sono tra noi. Storie di bambole, marionette e meraviglie intelligenti
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 216
Il libro raccoglie i testi "classici" di Eugenio Battisti, Aldous Huxley, Franco Lucentini, Leonardo Sinisgalli, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, Edgar Allan Poe, Heinrich von Kleist, René Daumal, Rainer Maria Rilke, Charles Baudelaire incentrati su automi, bambole, marionette. Un'idea forte attraversa e unifica queste pagine: che alla radice del legame ambivalente, diviso tra seduzione e repulsione, che da secoli lega uomini e automi si celino questioni decisive che hanno a che fare con una filosofia della tecnica e con un'antropologia, ossia con i modi di pensare le pratiche e il concetto di essere umano. Le macchine sono dovunque, nelle nostre case, nei nostri corpi e sotto la pelle, strumenti indispensabili, parrebbe, di una vita che vorremmo finalmente liberata dalla fatica e dal dolore. E invece le macchine possono ancora rivelarsi perturbanti: mimesi della vita animale e umana, trionfo di una conoscenza perfetta della meccanica, delle leggi della materia e del moto, l'automa meraviglioso, proprio per questo carattere mimetico, allude a uno sconcertante sovvertimento di gerarchie implicite e indiscusse. Gli automi siamo noi? Di certo, agli occhi di molti, bambole marionette e automi appaiono dotati di una grazia misteriosa, che trasfigura ciò che è meno che umano in qualcosa che sta aldilà dell'umano. E per dissolvere paure e desideri, forse saremmo tutti tentati, come il bambino di Baudelaire, di fare a pezzi bambole e giocattoli per «vederne l'anima». Postfazione di Mario G. Losano.

