Medusa Edizioni
Proust e i suoi amici
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 119
Quando Marcel Proust muore, il 18 novembre 1922, dell'immensa opera cui si era totalmente votato negli ultimi anni, À la recherche du temps perdu, erano uscite - in cinque volumi - soltanto le prime quattro sezioni. Postume, con cadenza biennale, sarebbero poi state pubblicate le tre ultime parti. Nel gennaio del 1923 "La Nouvelle Revue Française" dedica, con formidabile tempestività, un "Hommage à Marcel Proust" in cui vengono raccolti numerosi contributi, per lo più di scrittori francesi, ma non solo: fra gli altri, quelli, splendidi, di Curtius e di Ortega y Gasset. L'unico intervento italiano è affidato a Emilio Cecchi, che della Recherche aveva già scritto più volte nei due anni precedenti, interpretandola come un grande esempio di "epica moderna". Il presente volume accoglie le voci più autorevoli dell'epoca: da André Gide a Jean Cocteau, da Jacques Rivière a Léon-Paul Fargue, da Benjamin Crémieux a Paul Valéry, e si chiude col "tombeau" di François Mauriac che così ricorda lo scrittore: "Abbiamo visto su una busta macchiata di tisana le ultime parole illeggibili che aveva tracciato. Fino alla fine, le sue creature si sono nutrite della sua sostanza, hanno esaurito la vita che gli restava... Un uomo di lettere che aveva amato le lettere fino a morirne". Introduzione di Giancarlo Pontiggia.
Cultura e nazione
Miguel de Unamuno
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 142
Pubblicati in volume nel 1902, i saggi che compongono "Cultura e nazione" costituiscono un'opera fondamentale per comprendere il pensiero di Miguel de Unamuno. Il lettore vi troverà espressi con singolare bellezza i concetti portanti di quello che con Ortega y Gasset è il più importante filosofo spagnolo del Novecento. L'obiettivo che Unamuno si pone in questo libro è, d'altro canto, molto ambizioso: egli vuole capire quale sia il nocciolo dell'identità nazionale, vuole trovare il luogo in cui cercare ciò che fa di un popolo quello che è e ciò che lo differenzia dagli altri. In questa ricerca (condotta sul caso spagnolo), l'autore prova a distinguere l'eterno dal transitorio, i momenti di grandezza imperiale da quelli della decadenza. Con un viaggio affascinante tra i paesaggi castigliani e nei testi di una tradizione lunga secoli, Unamuno ci apre orizzonti nuovi in cui, con improvvise illuminazioni, ritroviamo schegge della nostra stessa esperienza. Un libro, questo, che riassume una convinzione profonda dell'autore, ovvero che "lo sviluppo dell'amore per il proprio campanile è fecondo e sano solo quando va di pari passo con quello per la patria universale umana... Non c'è idea più diabolica di quella dell'autoredenzione, gli uomini e i popoli si redimono a vicenda".
Corrente oscura. Scritti filosofici e formazione letteraria di Renato Serra
Andrea Celli
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 248
Renato Serra (Cesena 1884 - Monte Podgora 1915) è stato autore tra i meno prolifici del primo Novecento italiano ma forse proprio per questo tra i più capaci di influenzare profondamente le generazioni subito successive. Più di recente quell'immagine è stata sottoposta a critica e a un notevole ridimensionamento, rilevando le falsificazioni prodotte da differenti stagioni politiche e culturali: Serra è stato proposto di volta in volta come il lettore intuitivo, che affida il suo giudizio critico al taglio di un gusto classicista, come il letterato schivo ed estraneo al suo secolo, ma anche come il prototipo leggendario dell'eroe capace di dare un senso al sacrificio sui campi della prima guerra mondiale. Cosa significa leggere oggi Serra? Nelle pagine di questo volume viene documentata la continuità del suo percorso intellettuale dalla formazione giovanile, segnata da questioni di ordine scientifico e positivista, agli scritti della maturità. In particolare è proposta una lettura approfondita dei molti appunti che l'autore ha lasciato su Immanuel Kant, figura che lo accompagna, nel problematico rapporto con Croce, dai primi anni Dieci fino ai giorni della morte. Nel volume viene proposta anche una antologia di lettere, di testi inediti e un elenco dettagliato di letture della giovinezza.
L'esilio della parola. Dal silenzio biblico al silenzio di Auschwitz
André Neher
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 240
Pubblicato per la prima volta nel 1970, e presentato qui in una nuova traduzione, questo libro è un grandioso esercizio di avvicinamento al Silenzio teologico, una pietra miliare irrinunciabile per una riflessione profonda sulle condizioni e sul destino del popolo ebraico e, di riflesso, di tutta la cultura occidentale. La Bibbia, nelle pagine di Neher, funge da filigrana per descrivere un incessante corpo a corpo con le pratiche umane più elementari: parlare, tacere, amare, odiare, soffrire. Sotto il segno di Giobbe, archetipo del giusto che patisce un'incomprensibile "congiura" ai suoi danni, ma anche sotto il segno di Saul, vero "Edipo ebreo", e di Ezechiele, di Giona, di Abramo, di Elia, e di tanti altri piccoli o grandi protagonisti, Neher interroga le prove più dure e più feconde che hanno segnato l'esperienza biblica. La parola esiliata permette a Neher, sopravvissuto alle persecuzioni naziste, di affrontare con coraggio impareggiabile la domanda delle domande, quella su Auschwitz: questa volta sotto il segno di Elie Wiesel, compagno di viaggio nel paesaggio allucinato e silenzioso dello sterminio, là dove, come non ha mancato di rimarcare anche papa Benedetto XVI, occorre sempre chiedersi: perché Dio ha taciuto? Neher non fornisce risposte accomodanti, ma consente di collocare il Silenzio nel cuore stesso della Rivelazione, come scrive Massimo Cacciari nella postfazione.
Specchi comunicanti. Traduzioni, parodie, riscritture
Franco Nasi
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 272
L'autore affronta in modo originale i temi dell'etica del tradurre e della moltiplicazione del testo con questo nuovo volume in cui si mette in luce quanto di sorprendente può venire dalle metamorfosi letterarie. Si va dal confronto degli stili delle versioni in italiano moderno del Decameron, alle traduzioni delle parodie di Alice, agli adattamenti di Pinocchio fra Hollywood e Nairobi, all'Ubu Re di Jarry di cui si segue l'itinerario teatrale delle Albe tra Ravenna, Dakar, Chicago e Scampia. In questo percorso eccentrico può capitare anche di incontrare Leopardi, filologo e poeta, che agli inizi della sua carriera amava nascondersi dietro insospettabili maschere letterarie. Alla fine si deve prendere atto che tradurre è anche un esercizio di felicità. Il traduttore infatti non è uno dei tanti specchi che restituiscono un testo, ma è uno dei tanti specchi che lo costituiscono: dicendo ogni volta qualcosa di più e qualcosa di meno su di esso, dice ogni volta qualcosa di nuovo. I traduttori come specchi che parlano a una cultura diversa, ma anche a volte alla cultura in cui quel testo irrequieto, che vuole ancora farsi ascoltare, è nato; specchi che comunicano anche fra di loro, come vasi comunicanti, compiendo, ancora una volta, il singolare miracolo del ritrovamento della parola poetica.
Caravaggio nero fumo
Massimo Pulini
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 72
Un denso e limaccioso flusso di pensieri scorre nelle sei stanze del monologo teatrale. È la voce fuori campo di Caravaggio che echeggia nel suo studio, nelle case abitate e abbandonate sulla via della fuga. Una voce che parla del mestiere e dei malanni della pittura, dei cinque sentimenti dell'uomo e delle sette opere della Misericordia. Una intensa riflessione sul teatro di corpi, anime e ombre che l'artista allestisce davanti al cavalletto, nella sala di posa in cui la vita viene sottoposta a un effetto notte che la trasforma. Ma in questo piccolo libro è raccolto anche un altro testo dedicato al grande genio lombardo, scritto dal medesimo autore, ma destinato a un settore diverso della conoscenza artistica. Massimo Pulini attribuisce a Michelangelo Merisi un bellissimo ritratto, finora conservato come anonimo nel Museo Civico di Montepulciano. Lo storico giunge a identificare l'effigiato in Scipione Borghese, raffigurato giovane e in abito laico, qualche anno prima della nomina a cardinale, giunta nel 1605 all'indomani dell'elezione dello zio al soglio pontificio. L'importante aggiunta al catalogo di Caravaggio ha trovato conferme e consensi dopo il recentissimo restauro che ha fatto riemergere luci e ombre proprie della prima maniera dell'artista. Vengono così anticipati i rapporti tra il pittore e il più importante collezionista d'arte dell'epoca.
L'illusione del quotidiano. Sociologia con le scarpe slacciate
Norbert Elias
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 64
In Italia il nome di Norbert Elias è generalmente associato ai lavori di sociologia storica sulla società di corte e sul processo di civilizzazione. Tuttavia, oltre a essere un "maestro di rigore" della storiografia - per dirla con Paul Ricoeur -, Elias fu anche e soprattutto un acuto osservatore delle dinamiche sociali contemporanee, un precursore della complessità, un libero pensatore, fuori dalle mode e dagli schemi, che ha attraversato controcorrente tutte le intemperie del suo secolo (guerre, deportazioni, conflitti accademici, emarginazione) con una lucidità e un distacco sbalorditivi. Oggi, a vent'anni dalla morte, possiamo cogliere un'occasione di leggibilità inedita delle sue opere e delle sue prese di posizione, un'occasione che rivela, tra l'altro, tutta la freschezza e la potenza di un pensiero che ha ancora molto da raccontare. In questo volume raccogliamo tre interventi mai tradotti in italiano, che in misura diversa si rivolgono a uno dei concetti più coccolati dalla consuetudine sociologica e giornalistica del nostro tempo, quello di "quotidianità".
Chicago (La febbre del grano)
Frank Norris
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 336
Una grigia e invernale Chicago di fine Ottocento; la Borsa merci più importante del mondo; il principe dei suoi titoli, il grano, e uno sciame di uomini, trascinati dal turbinìo travolgente e incessante di un gorgo, quello delle contrattazioni, che alle loro vite tutto dà e tutto toglie. Tra i fragori che assordano la sala Borsa, gli improvvisi mulinelli dei ribassi o le inarrestabili spinte dei rialzi con effetti a catena sui prezzi, sui salari e sulla vita di interi popoli va in scena la vicenda di Curtis Jadwin, self-made man, immobiliarista di successo e grande speculatore, devoto americano, che non resiste alla tentazione dell'investimento, e quasi senza accorgersene si ritrova innalzato sulla cresta dell'onda, acclamato come il più grande investitore di La Salle Street. Accanto a lui, gli uomini del Pit (la zona dedicata allo scambio del grano): Landry Court, giovane broker e suo fedele scudiero; Charlie Cressler, il vecchio amico che biasima la speculazione; Sam Gretry, il socio che trascina Jadwin verso il suo drammatico destino. E dietro queste quinte di città si delinea l'altro universo: quello delle donne e della vita domestica, con le sorelle Dearborn, sorde al richiamo della Borsa e incapaci di condividere l'adrenalina del mercato: la moglie Laura, di affettata raffinatezza e sua sorella Page, giovane e un po' bacchettona. Le sorti di tutti sono appese ai trionfi e ai rovesci del grano che, come una divinità primordiale aspira, mescola e rigetta le vite dei singoli senza posa.
Tutto bene, grazie. Dalla Cecoslovacchia di Masaryk alla «rivoluzione di velluto» e la nuova Repubblica Ceca
Ivan Medek
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 176
Questo libro si presenta come resoconto autobiografico, ma non vuole essere un libro di "memorie": racconta invece una grande avventura di libertà. Adottando uno stile rapido e ironico, a tratti sarcastico, narra gli eventi e le figure storiche del suo tempo con l'occhio del testimone, talvolta in aperto contrasto con la storiografia ufficiale, come quando affronta la questione dolorosa del collaborazionismo verso il regime comunista. Ivan nasce in una nota famiglia praghese - il padre, il generale Rudolf Medek, era un famoso legionario, poeta e scrittore; il fratello, Mikulás, è stato uno dei più importanti pittori cechi del '900. Il nonno materno, Antonín Slavícek, è un esponente dell'impressionismo ceco, mentre il presidente Masaryk, uno dei fondatori della Cecoslovacchia, era suo bisnonno "adottivo". Il libro ripercorre l'infanzia e l'adolescenza di Medek a Praga, la passione per la musica, i primi approcci col mondo giornalistico, l'esperienza della guerra e l'insurrezione di Praga nel maggio 1945, l'incontro coi sacerdoti dissidenti e la conversione al cattolicesimo, le violenze del regime, la persecuzione politica dopo aver firmato "Charta 77", che lo spinsero all'esilio a Vienna. Le pagine finali raccontano la collaborazione col presidente Havel, che firma il saggio-postfazione: una intensa testimonianza sul ruolo dei dissidenti e sulla spiritualità dell'impegno politico.
Tiqqun. Riparare il mondo. I fondamenti del pensiero ebraico dopo la Shoah
Emil L. Fackenheim
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 304
In "Tiqqun - Riparare il mondo Emil L. Fackenheim" ha elaborato un'acuta riflessione sulla Shoah (lo sterminio di sei milioni di ebrei programmato e perpetrato dai nazisti e dai loro collaboratori nel cuore dell'Europa del XX secolo) intesa come drammatica cesura sia per la pur frequentemente tragica storia degli ebrei, per la civiltà occidentale nel suo insieme e in particolare per la filosofia e la religione cristiana che di quella civiltà sono state a lungo fondamento e baluardo. E tuttavia se tale riflessione, fermandosi sulla soglia della cesura, si limitasse a dichiarare la bancarotta della ragione e della fede, finiremmo - sostiene Fackenheim - con il dare una vittoria postuma a Hitler distruggendo il tempio costruito dalle inenarrabili lacrime e preghiere delle vittime e abbandonando il mondo alle forze di Auschwitz. Portando a maturazione le inquietanti domande poste fin dagli anni Sessanta in La presenza di Dio nella storia, il filosofo e teologo ebreo che ha esperito il campo nazista di Sachsenhausen esplora qui alcune possibili risposte al riparo dalle critiche di quanti nella "voce imperativa che viene da Auschwitz" (che Fackenheim definì il "614° precetto") hanno visto un blasfemo accostamento al Monte Sinai.
Le api dell'invisibile. Poeti italiani (1968-2008)
Adriano Napoli
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 200
Quarant'anni di poesia. Sedici poeti di forte personalità, la maggior parte dei quali ancora felicemente operanti. Un quadro lucido, organico, coraggioso, composto e ordinato da uno dei nomi più promettenti della nostra giovane poesia: Adriano Napoli. Un titolo suggestivo, tratto da un passo di Rilke: "Noi siamo le api dell'invisibile. Noi raccogliamo incessantemente il miele del visibile per accumularlo nel grande alveare d'oro dell'Invisibile". Una prosa saggistica di forte impronta, chiara, accessibile, che si rivolge a tutti coloro che vogliono condividere, in un lavoro, il rigore dello studio e la profondità di una passione. L'antologia poetica presenta una selezione di testi poetici di: Antonella Anedda, Raffaello Baldini, Fernando Bandini, Dario Bellezza, Giuseppe Conte, Rosita Copioli, Maurizio Cucchi, Sauro Damiani, Milo De Angelis, Umberto Fiori, Franco Loi, Valerio Magrelli, Roberto Mussapi, Umberto Piersanti, Giancarlo Pontiggia, Cesare Viviani.
Viaggio a Lourdes
Émile Zola
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2010
pagine: 112
Nel settembre del 1891, in viaggio verso i Pirenei, Zola compie una breve sosta a Lourdes. Subito ha l'idea di dedicare un romanzo a quella "città straordinaria": Lourdes, pubblicato nel 1894, sarà la prima delle "Tre città", a essa seguiranno Roma e Parigi, luoghi da cui il divino si è ormai assentato, sostituito da nuovi idoli, come il denaro e il potere. Ad attrarre Zola è lo spettacolo delle folle di pellegrini, il risveglio di una fede arcaica promosso dalle visioni di Bernadette: sul finire di un secolo in cui la cultura positivistica credeva di scorgere la definitiva sconfitta dell'irrazionale, ecco invece riemergere il bisogno del soprannaturale, forse inestinguibile nell'uomo. Questo diario della sua permanenza nella cittadina pirenaica costituisce una testimonianza preziosa dei contrasti scatenati dai miracoli, contrasti sotto i quali si scorge anche l'ombra dell'affaire Dreyfus. Ma il diario è un tassello importante di quel lavoro da etnografo che Zola aveva già intrapreso con i suoi Cahiers di lavoro, in preparazione dei romanzi precedenti: spaccato della Francia di fine Ottocento, ma anche del conflitto ideale e ideologico tra la cultura laica e il cattolicesimo del tempo, fra la partecipazione alle sofferenze dei malati e la degradazione estetica della nuova Lourdes e del suo mercato della fede.

