Quodlibet
Del costruire. Epistemologia dell'architettura
Riccardo Gulli
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 224
La tesi sviluppata nel presente volume si fonda su due presupposti. Il primo è che sia possibile identificare i princìpi e i metodi che sovraintendono alla natura del sapere scientifico nel campo delle discipline architettoniche. Il secondo è che, in questo specifico ambito, la prassi del costruire ha sempre anticipato l’evoluzione della conoscenza teorica. Entrambe le questioni rappresentano il filo conduttore su cui si snoda la riflessione impiegando una struttura narrativa basata sull’esposizione di letture esemplari e articolata in tre sezioni tematiche corrispondenti a domini temporali differenti. La prima, Relazioni, si concentra sulla fase storica segnata dal passaggio di stato tra la concezione muraria della cultura costruttiva premoderna a quella dello scheletro a telaio in conglomerato cementizio armato della prima metà del ventesimo secolo. La seconda, Misure, illustra l’importanza rivestita dalla storia materiale nella formazione di una cultura tecnica capace di affrontare criticamente gli interventi sul patrimonio costruito, con specifico riferimento a quello del secondo Novecento.
Architetturofagia. Naturalizzazione e consumazione del corpo architettonico
Egidio Cutillo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 264
Al confine tra Re-Cycle e inselvatichimento dello spazio, l’architettura trova un’altra possibile ragion d’essere: il proprio riciclo totale, attuato consegnandosi in pasto al mondo come corpo edibile o consumabile dai viventi e dall’ambiente. "Architetturofagia" teorizza ragioni e modalità del fenomeno definendo condizioni e strategie per una diversa postura del progetto, alla luce di una più generale revisione dei rapporti tra cicli di vita dell’architettura e cicli vitali della terra, oggi indissolubilmente legati. Lo spiazzamento fisico e semantico che deriva dalla categorizzazione dell’architettura tra le forme del vivente si offre come opportunità per ripensare ruolo, finalità ed ecologia del progetto nel quadro dei propri princìpi fondamentali, con l’intento di verificarli e ripensarli, in particolare tornando a ragionare sulla continuità. Il rapporto tra architettura e vita diviene così il presupposto attraverso cui esaminare e stressare i paradigmi dell’ecologia e della sostenibilità.
Al confine tra la vita e la morte. Uno studio sul fenomeno del «musulmano» nel campo di concentramento
Zdzislaw Jan Ryn, Stanislaw Klodzinski
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 252
Il termine “musulmano” era impiegato nei campi di concentramento nazisti per designare quei prigionieri che, sottoposti a privazioni estreme e a continue vessazioni, avevano raggiunto un tale grado di debilitazione da risultare prossimi al decesso. Questo stato era l’esito devastante della fame cronica, del freddo intenso e della perdita di speranza, elementi che, insieme, provocavano il completo esaurimento delle energie vitali. L’indagine qui pubblicata rappresenta la prima monografia che esplora questa condizione al confine tra la vita e la morte. La ricerca, condotta tra la fine del 1981 e la prima metà del 1982, si basa su ottantanove testimonianze raccolte attraverso un questionario inviato a trecento ex prigionieri, in maggioranza sopravvissuti di Auschwitz. L’obiettivo principale dello studio è definire l’aspetto del musulmano, le cause e le circostanze della sua genesi, il ruolo che questa figura rivestiva nella complessa società del lager e, soprattutto, descriverne lo stato psichico.
American. Orson Welles, il mito, la letteratura
Gabriele Gimmelli
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 208
«Io sono, sono stato e sempre sarò una sola cosa: un americano»: così dichiarava con orgoglio Charles Foster Kane, il protagonista di Quarto potere. E Orson Welles? In che modo nella sua opera ci ha parlato del proprio essere americano? Nonostante American fosse il titolo previsto inizialmente per il suo folgorante debutto sul grande schermo, Welles è da sempre considerato il più europeo dei cineasti d’Oltreoceano. Sulla scorta degli studi ormai classici di Leslie Fiedler, e passando per Richard Chase e Leo Marx fino a Edward Said, Gabriele Gimmelli ha rivisitato il variegato corpus wellesiano alla luce della tradizione letteraria degli Stati Uniti, impregnata degli umori goticheggianti e melodrammatici del romance, insidiata dagli spettri dell’irrazionale e ossessionata da una mitologica perdita dell’innocenza. Una tradizione che Welles, artista fortemente politico, non esita a utilizzare contro se stessa, denunciandone la falsità. Muovendosi fra titoli celebri e negletti, fra editi e inediti, fra lavori portati a termine e progetti non finiti, questo libro è un invito a rileggere Welles come ultimo classico americano, in bilico fra pathos romantico e distanziamento critico.
Il museo che cambia. Il caso studio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 204
Il presente volume raccoglie gli esiti di alcune attività di ricerca scaturite dalle trasformazioni e adeguamenti alle esigenze della contemporaneità delle strutture museali storiche. L’organismo preso quale caso studio è il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dove, grazie a una stretta collaborazione con la direzione del museo, è stato possibile sviluppare una ricca e articolata sperimentazione progettuale che è giunta a indagare in profondità le complesse relazioni tra museologia e museografia e in particolare il rapporto tra collezione, contenitore storico, allestimento e nuove tecnologie per la comunicazione culturale. Se una lezione può essere desunta dal lavoro qui presentato è che la forza di un progetto continua a sostanziarsi nella sua capacità di fare sintesi dei tanti e differenti saperi sottesi alle forme e figure che costituiscono il medium attraverso il quale si realizza la complessa e pluristratificata esperienza di visita di un museo, specie se ospitato all’interno di strutture architettoniche ricche di un proprio portato storico.
Géza Aladár Kármán e Gyula Ullmann, architetti a Budapest e nell’Ungheria storica (1895-1915)
Paolo Cornaglia, Zsuzsanna Ordasi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 216
L’opera comune degli architetti ungheresi Géza Aladár Kármán (1871-1939) e Gyula Ullmann (1872-1926) ha dovuto attendere a lungo per essere collocata adeguatamente nella storiografia architettonica. A cavallo tra Otto e Novecento, Budapest conobbe un periodo di grande fermento, durante il quale diverse generazioni di architetti rendono la città non solo una capitale al pari di Vienna, ma una metropoli europea. Il volume è composto da una serie di saggi di inquadramento, da schede specifiche sulle architetture, arricchite da disegni di progetto e immagini dello stato attuale, e da un saggio di sintesi su quanto realizzato nell’Ungheria storica. La tipologia delle opere, sia realizzate sia presentate ai concorsi, è molto varia e comprende sinagoghe, ville, edifici residenziali, banche, caserme, sedi di assicurazioni, grandi magazzini. Il contributo di Karman e Ullmann va considerato come una delle varianti del Szecesszió ungherese, non rivolta all’arte popolare magiara, come nel caso dei capiscuola Ödön Lechner e Béla Lajta ma, soprattutto, al gusto internazionale e «imperiale» di Otto Wagner.
Luigi Moretti. Casa delle Armi. Lettura architettonica
Simone Leoni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 302
Al momento della sua ideazione, a partire dall’autunno 1933, Luigi Moretti ancora non immaginava che la Casa delle Armi avrebbe avuto questo nome. Unico presupposto: il carattere di eccezionalità programmatica, quale “Casa del Balilla sperimentale”, che diede avvio al concepimento di uno degli edifici simbolo del razionalismo italiano. L’obiettivo del volume risiede nella comprensione e nella trasmissione dei metodi, dei presupposti logici e di senso e delle operazioni progettuali che identificano la dialettica compositiva della Casa delle Armi. Sono messe in luce le scelte formali di Moretti – con i relativi presupposti concettuali – attraverso i metodi di ricerca della lettura critico-testuale. In questo modo è indagato l’orizzonte di corrispondenza fra teoria e progetto nell’opera di Luigi Moretti al Foro, in un profondo sistema di correlazione tra la poetica architettonica del progettista e il risultato estetico-formale che ne consegue. Quel che emerge è un materiale esplorabile sotto aspetti diversi: la possibilità di sezionare il modello, esploderlo, disarticolarlo, accendere e spegnere parti, generare sezioni multiple, determinando molteplici possibilità critiche, in grado di spingere la cultura e la teoria del progetto architettonico verso usi imprevisti e non convenzionali.
Dov'è la mia casa? Il primato dell'architettura
Alberto Bertagna
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 176
Abitiamo da sempre, e da sempre abbiamo abitato la trasfigurazione, configurazioni specifiche dell’albero da cui siamo scesi. Ma oggi è l’incertezza la nostra casa, una casa senza radici. La decretata e decantata fine dell’antropocentrismo è solo l’ultima manifestazione del pensiero debole: l’ennesima fantasmagorica immagine di un noi stessi spaesato. Ci ritiriamo dal palco portando nel nostro solipsismo il concetto di territorio, lasciando così l’ambiente senza sovrastrutture culturali ma con gli sfasci delle nostre esuberanze e arroganze. Ci ritiriamo confusi, allo stesso tempo attratti e annoiati dalle mille forme di cui ci siamo dotati e dai mille volti che indossiamo, e ci chiediamo sempre più insistentemente: dov’è la mia casa? Perché casa è nulla e casa è molte, troppe cose anche per chi le sa accettare. Un suono per un intorno senza corpo, un abito per nasconderlo o svelarlo. Ora, e domani un altro, fino alla prossima sfilata. Ecco il monito del What a Merry-Go-Round di Alexander McQueen per il nuovo millennio: tutto è solo una giostra, quella del nostro inconscio. Esternalizziamo ciò che siamo in un dato momento per costruire attraverso ciò che si dice di noi un senso che ci protegga dal caos, anzitutto il nostro. Ma di cosa parliamo quando ancora di spazio avvertiamo il bisogno? Questo libro racconta la storia di bipedi perennemente alla ricerca del proprio albero. Questo libro racconta la storia di un bipede che vuole il controllo, e territorializzare ancora l’ambiente. Questo libro racconta la storia del primato dell’architettura.
Simulacra pessoana. Sette saggi su Fernando Pessoa
Vincenzo Russo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 144
Quarant’anni dopo l’uscita del Libro dell’inquietudine dell’eteronimo Bernardo Soares, che in breve divenne un oggetto di culto anche in Italia, è sicuramente un altro il Pessoa che oggi lettori e critica possono leggere. A partire dagli anni Ottanta del Novecento, dal “mitico baule” a cui Fernando Pessoa, morendo nel 1935, aveva affidato la sua multiforme opera, sono emersi centinaia di inediti in prosa e in poesia e nuove letture dei testi sono state fissate in edizioni sempre più affidabili. L’Italia, con le sue traduzioni e i suoi studi, ha contribuito a consacrare il poeta portoghese come voce unica del canone letterario occidentale. I saggi raccolti in questo libro sono il frutto di questa lunga stagione di riconfigurazione dell’opera di Pessoa e di un suo ripensamento teorico. L’eteronimia come chiave interpretativa di un’opera dispersa in molti nomi, le figure della nostalgia e della saudade in poesia, le posizioni politiche e identitarie sul Portogallo, la sfida che la letteratura pessoana lancia alla filosofia contemporanea, l’analisi dell’immaginario europeo e occidentale sono alcuni dei cammini che questo volume prova a percorrere anche come invito al lettore italiano a ritrovare il proprio Fernando Pessoa.
Condividuale. Genealogie di un concetto mancato
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 192
Questo lavoro nasce dall’esigenza di analizzare lo statuto di singolarità non indivisibili e perciò aperte a dinamiche relazionali “con-dividuali”. A partire da competenze e ambiti di ricerca molto diversi, l’obiettivo è quello di metterne in luce le potenzialità, inesplorate perché sopraffatte dalla prevaricazione dell’idea moderna di individuo. Compongono il volume, per un verso, analisi che tengono conto dei mutamenti avvenuti nelle società contemporanee, nelle quali, nonostante l’innegabile presenza di rapporti sociali individualizzanti, ci si ritrova sempre più scissi, sempre più “dividui”, nell’accezione negativa del termine: soli e isolati, per quanto sempre più connessi in reti digitali astratte. D’altra parte, i contributi qui raccolti tentano di recuperare, a partire da un’indagine genealogica del concetto medievale di “dividuo”, paradigmi filosofici differenti da quello moderno e capaci di configurare modelli di convivenza alternativi rispetto a quelli dominanti. Qui i “dividui”, intesi stavolta in un’accezione non alienante bensì costruttiva, si danno come singolarità già sempre abitate da relazioni complesse, appunto con-dividuali. Il libro si divide in due parti. La prima parte – Genealogie – è dedicata alla ridefinizione di alcune categorie della filosofia antica (Claudia Zatta e Diana Quarantotto) e moderna (Alessio Vaccari), con particolare attenzione al concetto medievale di “dividuo” (Luisa Valente). Questa parte si apre con un saggio di Francesco Remotti, il quale mette a punto l’utilizzo del concetto di “con-dividuale”, il neologismo da lui precedentemente proposto che ha ispirato questo lavoro. La seconda parte – Indagini – raccoglie differenti riflessioni focalizzate in senso filosofico sulla contemporaneità (Elettra Stimilli), sull’utilizzo, nel dibattito più recente, del “transindividuale” come proficua categoria antropologico-filosofico-politica (Vittorio Morfino, Carlo Capello e Chiara Bottici), e sull’importanza del punto di vista femminista per una declinazione con-dividuale delle relazioni (Caterina Botti). Introduce questa parte un saggio di Gerald Raunig, autore di Dividuum. Machinic Capitalism and Molecular Revolution, punto di partenza per questa indagine.
I disturbi dell'apprendimento: prospettive psicoanalitiche e dispositivi pedagogici
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 192
Il problema degli alunni con difficoltà scolastiche è tra quelli che la psicoanalisi si trova ad affrontare oggi. Nel primo e nell’ultimo capitolo del libro viene ricostruita la storia dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e vengono evidenziate le debolezze della matrice teorica che funge abitualmente da chiave di lettura del disturbo. Nel secondo e nel quinto capitolo vengono descritti alcuni interventi scolastici condotti da operatori formati alla scuola di Lacan. Si tratta di resoconti preziosi, che seguono lo sviluppo dei singoli casi per un arco di tempo assai lungo (dalla scuola dell’infanzia al liceo). Il lettore ha così modo di toccare con mano le sostanziali differenze tra un intervento che mira al mero adattamento e uno che mira all’inclusione. Nel terzo e quarto capitolo sono presi in esame ulteriori aspetti dell’istituzione scolastica e del suo funzionamento in un’ottica psicoanalitica. In una prospettiva lacaniana, gli strumenti compensativi e dispensativi, così come le altre misure che la nuova pedagogia speciale mette a disposizione, lungi dall’essere adempimenti burocratici, sono invece strumenti importanti se impiegati al servizio del desiderio di apprendere del bambino. Al contrario, essi diventano deleteri se usati per estorcere in maniera coercitiva un certo comportamento agli alunni, concepiti come macchine che devono solo implementare un programma cognitivo.
Disincanto. Paesaggio e realismo
Gianni Lobosco
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 176
Con il termine “disincanto” questo saggio suggerisce una critica all’antropocentrismo dominante che tenta di ridurre il paesaggio a un semplice riflesso della volontà umana, sostenendo l’impossibilità di ricondurne i caratteri alla mera dialettica tra uomo e natura. Attraverso l’esplorazione di “luoghi comuni” come il mare, la pianura e la montagna, il testo scompone e ricostruisce la nostra esperienza dello spazio per svelarne significati nascosti e configurazioni emergenti. Affine alle posizioni dell’ontologia orientata agli oggetti di Graham Harman, l’autore invita ad accettare la forza delle cose e la loro autonomia, identificando nel medium‐paesaggio non solo il loro tramite, ma anche l’agente che le trasforma, grazie alla sua capacità di fungere da metafora attiva. Il libro stimola ad andare oltre le tendenze del processualismo e del performativismo ambientale, recuperando invece nelle forme del paesaggio una rinnovata sensibilità verso l’autonomia estetica del progetto. Lobosco individua nell’azzeramento simultaneo di forma e funzione una possibile strategia per puntare alle profondità del reale e stabilire una nuova intimità con gli oggetti. In tale prospettiva, l’esercizio del disincanto rappresenta un passaggio obbligato per superare l’apparenza esplicita delle cose e re-incantarsi del loro mistero.

