Salerno
Res publica litterarum. Studies in the classical tradition. Volume 26
Libro: Copertina morbida
editore: Salerno
anno edizione: 2004
pagine: 248
Codex purpureus rossanensis. Commentario
Libro: Copertina rigida
editore: Salerno
anno edizione: 2003
pagine: 216
L'Apocalisse di Bamberg
Libro: Copertina rigida
editore: Salerno
anno edizione: 2003
pagine: 212
Nell'Europa dell'anno Mille, in cui la suggestione di visioni catastrofiche serpeggiava tra il popolo e gli intellettuali, la dinastia sassone degli Ottoni ordinò all'"Officina grafica" di Reichenau un prezioso manoscritto che riproducesse l'Apocalisse di S. Giovanni e alcuni passi dei quattro Vangeli in uso durante le liturgie. Ne risultò uno dei più preziosi manoscritti del Medioevo, cesellato con 57 miniature in oro e oltre cento iniziali dorate. Il manoscritto completo è ora riprodotto nel formato originale e nei minimi dettagli. La legatura è in pelle con piatto punzonato e dorso con cordoni. Il fac-simile è accompagnato da un volume di Commentario che descrive la tradizione del manoscritto e il mistero della sua commissione.
L'Apocalisse di Bamberg. Commentario
Libro: Copertina rigida
editore: Salerno
anno edizione: 2003
pagine: 252
Interpres. Rivista di studi quattrocenteschi (2001). Vol. 20
Libro: Copertina morbida
editore: Salerno
anno edizione: 2003
pagine: 336
Res publica litterarum. Studies in the classical tradition
Libro: Copertina morbida
editore: Salerno
anno edizione: 2003
pagine: 248
Interpres. Rivista di studi quattrocenteschi (1999). Volume 18
Libro: Copertina morbida
editore: Salerno
anno edizione: 2002
pagine: 310
Res publica litterarum. Studies in the classical tradition. Vol. 23
Libro: Copertina morbida
editore: Salerno
anno edizione: 2002
pagine: 272
Res publica litterarum. Studies in the classical tradition
Libro: Copertina morbida
editore: Salerno
anno edizione: 2002
pagine: 248
Per la storia della filologia virgiliana antica
Sebastiano Timpanaro
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2002
pagine: 236
Il testo di Virgilio fu oggetto di studi da parte di molti grammatici latini per tutto l'evo antico. In questi ultimi tempi si era svalutata troppo frettolosamente questa filologia dell'età romana imperiale: soprattutto ai grammatici del I secolo d.C. (Igino, Probo) si sono attribuiti non solo errori compiuti in buona fede, ma mutamenti arbitrari e "invenzioni" di manoscritti inesistenti. Il contributo di Timpanaro mira a dimostrare che condanne così drastiche nei confronti dei filologi romani siano non provate né provabili, anche sulla scorta della più ricca disponibilità di manoscritti virgiliani su cui potevano contare gli studiosi dell'età imperiale, rispetto ai testi che la tradizione ha lasciato a noi.

