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Skira

Io, Vincent van Gogh

Corrado D'Elia, Silvana Costa, Chiara Salvucci

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 64

Un Van Gogh inedito, lontano dai tradizionali approcci biografici, storici o manualistici. Un ritratto avvincente dell'artista olandese che prende vita come davvero fosse la pittura di un quadro. Un'esperienza immersiva. Originariamente concepito come testo teatrale, Io, Vincent Van Gogh restituisce con una scrittura vibrante e vitale, le intense emozioni che hanno caratterizzato la vita del grande pittore olandese. È possibile raccontare i colori? A leggere questo libro parrebbe proprio di sì. In Io, Vincent van Gogh Corrado d'Elia ci restituisce un Van Gogh inedito, lontano dai tradizionali approcci biografici, storici o manualistici. Un ritratto avvincente dell'artista che prende vita come davvero fosse la pittura di un quadro. Un'esperienza immersiva.
18,00 17,10

Guercino. Il mestiere del pittore

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 240

Inserito nel contesto di grande attenzione e di rinnovati studi sull'opera e la figura di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (1591-1666), il volume ripercorre l'attività e l'arte di questo grande protagonista del panorama artistico italiano della prima metà del Seicento e, parallelamente, approfondisce quella che fu la professione del pittore a quel tempo, le sfide del mestiere, i sistemi di produzione, le dinamiche del mercato e delle committenze, i soggetti più richiesti. Guercino, grazie a una strutturata bottega e alla ricchissima documentazione lasciata, alla rete di mentori e intermediari, ai rapporti con tanti e diversi committenti - richiesto come fu da borghesi, nobili, pontefici e prelati, ma anche dalle più prestigiose corti europee - diventa l'exemplum perfetto della vita, dell'iter creativo e del mestiere di ogni pittore. A partire dal significativo nucleo di dipinti e disegni appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda e della Biblioteca Reale, oltre cento opere del maestro emiliano e di artisti coevi come i Carracci, Guido Reni e Domenichino (provenienti dai più importanti musei e collezioni di tutta Europa) danno vita a un affascinante affresco del sistema dell'arte nel Seicento, guidati dal talento di quel "gran disegnatore e felicissimo coloritore; un mostro di natura e miracolo da far stupire chi vede le sue opere" che fu Guercino, secondo la definizione che ne diede Ludovico Carracci, annoverandolo fin dai suoi esordi entro la cerchia esclusiva degli artisti dotati di qualità fuori dal comune. Un racconto, articolato in dieci sezioni tematiche - tra confronti, parallelismi, testimonianze - che ripercorrono l'attività e l'arte di Guercino, dalla sua formazione alla piena maturità grazie a capolavori di primo piano, a dipinti inediti e alle tele che permettono lo straordinario ricongiungimento, dopo quattrocento anni, del celebre ciclo di dipinti commissionati a Bologna da Alessandro Ludovisi, futuro papa Gregorio XV.
36,00 34,20

Cézanne

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 192

"Oggi ti vorrei raccontare un poco di Cézanne. Per quanto riguarda il lavoro, così afferma, ha vissuto da bohémien fino ai quarant'anni. Solo più tardi, con la conoscenza di Pissarro, ha preso gusto al lavoro. Ma, allora, fino al punto di passare gli ultimi trent'anni della sua vita non facendo altro che lavorare. Senza gioia invero, come sembra, con una rabbia incessante, in conflitto con ogni sua singola opera, perché nessuna di esse gli sembrava raggiungere ciò che egli riteneva essere la cosa più indispensabile. La chiamava la réalisation, e la trovava nei veneziani che aveva visto e rivisto al Louvre e apprezzava incondizionatamente. Il convincente, il farsi cosa. La realtà sublimata fino a divenire indistruttibile attraverso la propria esperienza dell'oggetto, era questo che gli pareva l'intento più intimo del suo lavoro; vecchio, malandato, ogni sera consunto fino allo spasimo dal regolare lavoro giornaliero (tanto che spesso andava a dormire alle sei, all'imbrunire, dopo una cena mandata giù distrattamente), arrabbiato, diffidente, deriso ogniqualvolta si recava al suo atelier, schernito, maltrattato… sperava un giorno, di raggiungere quel compimento che egli sentiva come l'unico essenziale. In tal modo […] egli aveva esacerbato le difficoltà del suo lavoro nella maniera più ostinata… si muoveva avanti e indietro nel suo studio, che aveva la luce sbagliata, in quanto il capomastro non aveva ritenuto necessario dare ascolto a quel vecchio bizzarro che ad Aix erano tutti d'accordo nel non prendere sul serio […]». Così scriveva il poeta Rainer Maria Rilke a sua moglie Clara Westhoff, scultrice, il 9 ottobre 1907 da Parigi, dopo un'altra intensa visita alla grande retrospettiva che il Salon d'Automne dedica a Paul Cézanne a un anno dalla sua scomparsa." (dal saggio di Stefania Lapenta)
12,90 12,26

Renoir

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 192

"Nel mio giardino in California, accanto alla porta della cucina, c'è un arancio. Lo guardo e ne aspiro l'aroma. È tutto fiorito. Non posso vedere un arancio in fiore senza pensare a Cagnes; e il pensiero di Cagnes evoca immediatamente in me l'immagine di mio padre. È là che egli trascorse la parte migliore dei suoi ultimi anni; è là che morì. Nella sua casa, ai Collettes, il profumo degli aranci è sempre lo stesso, e i vecchi ulivi non si sono mossi. Ci ravvicina a lui soprattutto l'erba. È un'erba povera ma alta e fitta, grigia salvo in pieno inverno, composta dalle specie più varie e frammista ai più bei fiori selvatici che si possano immaginare. È qualcosa di secco e di rigoglioso, di grigio e di colorato insieme come lo sono spesso le cose nel Mezzogiorno della Francia. Il suo profumo non vi sale con violenza alle narici come l'erba nei dintorni di Aix-en-Provence, è di una qualità più fine ma indimenticabile. Se mi portassero ai Collettes con gli occhi bendati, mi basterebbe sentire quel profumo per riconoscere il luogo. L'ombra degli ulivi spesso è color malva; è sempre mobile, luminosa, piena di gaiezza e di vita. Se ci si lascia andare, si ha l'impressione che Renoir sia ancora lì e che a un tratto lo si possa udir canticchiare mentre strizza l'occhio alla tela. Egli fa parte del paesaggio." (Dalla presentazione di Jean Renoir)
12,90 12,26

Shinhanga. La nuova onda delle stampe giapponesi

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 160

Pigmenti brillanti, atmosfere malinconiche e silenziose, sospese tra un legame profondo con la tradizione e l'avanzare inesorabile del progresso. Questo è lo shinhanga, letteralmente "la nuova xilografia", nato ufficialmente nel 1916 grazie all'opera di artisti come I to¯o Shinsui e Kawase Hasui che, allontanandosi dai soggetti della corrente dell'ukiyoe (iconici paesaggi raffiguranti località celebri, famose geisha o personaggi legati al mondo dei teatri più in voga), prediligono invece scorci caratteristici della provincia rurale o dei sobborghi cittadini, non ancora raggiunti dalla modernizzazione, quali rovine, templi antichi, immagini campestri, scene notturne illuminate dalla luna piena e dalle luci dei lampioni. A queste vedute impressionistiche si aggiungono ben presto nuovi tipi di bijinga, i ritratti femminili non più dedicati a modelli celebri e irraggiungibili, ma alle donne dei tempi moderni, ritratte nella loro quotidianità. Affermatosi nella seconda metà degli anni dieci e proseguito fino agli anni quaranta del Novecento, lo shinhanga è il riflesso artistico di un periodo straordinario del Giappone contemporaneo che, sulla scia del rinnovamento già avviato in epoca Meiji, è caratterizzato da un'atmosfera di estrema libertà e fermento culturale. L'epoca d'oro dello shinhanga, simbolo di uno dei momenti più ricchi ed effervescenti della storia del Paese del Sol Levante, è protagonista di questo volume che costituisce un vero e proprio viaggio nell'arte, nella cultura e nella società del Giappone del primo Novecento. Pubblicato in occasione dell'esposizione torinese, Shinhanga presenta oltre ottanta stampe inedite di alcuni dei più celebri maestri shinhanga che, ritraendo paesaggi dai colori vibranti e splendide figure femminili, hanno saputo catturare l'essenza del paesaggio e dei fermenti del Giappone di quegli anni con uno stile rinnovato e un'attenzione particolare alla luce, alle stagioni e ai dettagli, con quel tocco di nostalgia che accompagna la scomparsa di un mondo minacciato dal progresso.
35,00 33,25

Walter Albini. Il talento, lo stilista

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 288

Audace, geniale e rivoluzionario, Walter Albini è colui che ha creato il total look e ha intuito la forza (anche economica) dell'unire la creatività all'industria tessile. "Walter Albini. Il talento, lo stilista" è frutto di un intenso lavoro di studio e ricerca condotto dal Museo del Tessuto di Prato sull'intera vicenda professionale di Albini, assoluto protagonista della moda italiana tra la fine degli anni sessanta e i primi ottanta del Novecento. L'attività di ricerca che sta alla base del progetto nasce in seguito a una cospicua donazione che il Museo ha ricevuto a più riprese tra il 2014 e il 2016: un ricco fondo di bijou, bozzetti, disegni, fotografie, documenti, libri, appartenuti proprio a Walter Albini, che documentano la grande capacità creativa e progettuale di questo straordinario creatore di moda, dal periodo giovanile (1959) fino alla sua scomparsa (1983). Questo fondo archivistico, finora del tutto inedito, testimonia puntualmente il percorso professionale di Albini: la prima attività come illustratore di riviste di moda, i lavori per Krizia, Baldini e per i brand che hanno sfilato in Sala Bianca a Firenze, fino alla creazione del proprio marchio e oltre. Alla ricognizione complessiva dei materiali confluiti nelle collezioni del Museo si è affiancata la ricerca presso altri corposi fondi e archivi, sia pubblici che privati, tra i quali spicca quello del Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma e l'Archivio storico Camera Nazionale della Moda Italiana conservato presso l'Università Bocconi. Questo puntuale lavoro di studio ha portato a una rilettura complessiva dell'intero percorso professionale di Albini e ha delineato un ritratto molto più preciso e in molti casi sconosciuto dello stilista.
45,00 42,75

Reza Aramesh. Action: by number

Libro: Libro rilegato

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 248

Lavorando con un'ampia gamma di materiali e tecniche (scultura, disegno, ricamo, ceramica, video e performance), nelle sue opere Reza Aramesh indaga parallelamente la storia dell'arte occidentale e i fatti contemporanei relativi alla politica e alla storia del Medio Oriente, creando un linguaggio visivo unico che affronta le drammatiche situazioni di violenza del nostro tempo. La profonda conoscenza della storia dell'arte, del cinema e della letteratura è sempre presente nelle sue opere che spaziano dalla fotografia alla scultura, dai video alle performance. In risposta alle crude immagini dei reportage di guerra provenienti da giornali, articoli online e social media, l'artista decontestualizza le scene di violenza e propone una riflessione sulla condizione umana, focalizzandosi sul tema del potere e della brutalità in un confronto cruciale con la storia dell'arte europea. Pubblicato in occasione della mostra in concomitanza con la 60. Biennale d'Arte di Venezia, "Action: by number" indaga l'opera di Reza Aramesh nel corso della sua lunga carriera che abbraccia oltre due decenni, introducendo il lettore alla produzione dell'artista attraverso le sue opere principali: dagli Study of the Head in cui ha affrontato il tema della sublimazione dell'orrore attraverso le ormai tristemente famose decapitazioni da parte dei terroristi agli Study of Sweatcloth che raffigurano la biancheria intima maschile scolpita nel marmo, l'ultimo brandello materiale di dignità e autonomia corporea del prigioniero, come testimonianza della sua identità e come simbolo della sua successiva perdita. Il volume analizza le innovazioni estetiche dell'artista, i reportage come fonte per i soggetti delle sue opere, il suo tributo alla pittura e alla scultura spagnola del XVII e XVIII secolo, effettuando letture comparative tra l'opera dell'artista e l'arte classica greco-romana, la letteratura europea del XX secolo e altri generi di forme, tra cui la fotografia e l'arte concettuale.
49,00 46,55

Villa d'Este

Andrea Bruciati

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 160

Villa d'Este a Tivoli è la massima espressione di giardino antiquario nel Rinascimento, frutto del genio di artisti e intellettuali che hanno ideato e realizzato monumentali fontane, straordinarie grotte, ninfei, bacini e lussureggianti decorazioni. La residenza del cardinale Ippolito II d'Este è stata costruita sulle fondamenta di una precedente dimora romana su progetto di Pirro Ligorio a partire dal 1550. Villa d'Este costituisce la rappresentazione concreta di un ideale di vita colto e raffinato; dopo aver ammirato la ricchezza e l'unicità architettonica e paesaggistica della antica Villa Adriana e averne apprezzato la stretta relazione tra costruito, giardini e acqua, il colto e ricchissimo cardinale Ippolito II d'Este decide di dare origine alla sua reinterpretazione, alla luce del gusto e delle aspirazioni rinascimentali. Villa d'Este pertanto è un unicum per questa filiazione strettissima con il modello antico: solo nell'antichità si era pervenuti a tale magnificenza, un'impresa titanica che destò lo stupore dei contemporanei, rappresentando una novità assoluta nel panorama delle ville del XVI secolo. Mai era stato concentrato in un solo complesso, esteso poco più di quattro ettari, un numero così stupefacente di fontane, grotte e ninfei, per creare un luogo assolutamente meraviglioso. Il complesso deve la sua maestosità e importanza alla presenza del fiume Aniene che con il proprio scorrere ha permesso al genio umano di esplorare le infinite potenzialità artistiche dell'acqua con meravigliosi effetti visivi e acustici inseriti in un contesto unico. Tutte queste caratteristiche hanno reso il sito di Villa d'Este, iscritto nel 2001 nella Lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, il più famoso tra i "giardini delle meraviglie".
42,00 39,90

Biblioteca Ambrosiana

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 304

Il visitatore che si addentra tra le sale della Pinacoteca Ambrosiana, quando giunge al termine del percorso espositivo, si ritrova in una grande sala di architettura seicentesca, austera e nel contempo solenne, con alte scaffalature in legno su cui si vedono allineati volumi antichi e moderni. Si tratta della Biblioteca Ambrosiana, quella che fu inaugurata e aperta al pubblico l'8 dicembre 1609 dal cardinale Federico Borromeo, e che per questo è giustamente definita Sala Federiciana, in onore e a ricordo del Fondatore. Federico Borromeo aveva infatti voluto donare a Milano e al mondo della cultura una vera biblioteca pubblica, una delle prime al mondo, che non fosse riservata a determinate categorie di studiosi, quali erano gli ecclesiastici, o gli appartenenti a famiglie aristocratiche, o i frequentatori delle università, ma aperta ad accogliere chiunque desiderasse accostare in maniera rigorosa le lettere, le scienze e le arti. Il nucleo originario del patrimonio librario dell'Ambrosiana era costituito dai volumi a stampa e soprattutto dai manoscritti che lo stesso Federico Borromeo aveva donato dalla sua collezione privata o aveva fatto appositamente acquistare con un piano di ricerca accuratamente progettato. Tale nucleo originario è andato progressivamente incrementandosi nei quattro secoli di storia della Biblioteca fino ad arrivare a oggi, quando l'Ambrosiana può vantare una raccolta ricchissima di circa un milione di volumi a stampa, soprattutto di fondo antico (incunaboli e cinquecentine), e trentacinquemila manoscritti. Questa Guida offre, in un agile volume, un'ampia selezione tra i manoscritti più preziosi che l'Ambrosiana possiede, in quanto connotati da un particolare pregio per il loro contenuto o per la loro decorazione, presentandone in maniera chiara e accessibile la storia e il soggetto trattato; particolarmente ricco e curato è il corredo di immagini, con la riproduzione delle miniature più raffinate e identificative di ogni manoscritto.
19,00 18,05

Biblioteca ambrosiana. Ediz. inglese

Libro: Libro in brossura

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 304

Il visitatore che si addentra tra le sale della Pinacoteca Ambrosiana, quando giunge al termine del percorso espositivo, si ritrova in una grande sala di architettura seicentesca, austera e nel contempo solenne, con alte scaffalature in legno su cui si vedono allineati volumi antichi e moderni. Si tratta della Biblioteca Ambrosiana, quella che fu inaugurata e aperta al pubblico l'8 dicembre 1609 dal cardinale Federico Borromeo, e che per questo è giustamente definita Sala Federiciana, in onore e a ricordo del Fondatore. Federico Borromeo aveva infatti voluto donare a Milano e al mondo della cultura una vera biblioteca pubblica, una delle prime al mondo, che non fosse riservata a determinate categorie di studiosi, quali erano gli ecclesiastici, o gli appartenenti a famiglie aristocratiche, o i frequentatori delle università, ma aperta ad accogliere chiunque desiderasse accostare in maniera rigorosa le lettere, le scienze e le arti. Il nucleo originario del patrimonio librario dell'Ambrosiana era costituito dai volumi a stampa e soprattutto dai manoscritti che lo stesso Federico Borromeo aveva donato dalla sua collezione privata o aveva fatto appositamente acquistare con un piano di ricerca accuratamente progettato. Tale nucleo originario è andato progressivamente incrementandosi nei quattro secoli di storia della Biblioteca fino ad arrivare a oggi, quando l'Ambrosiana può vantare una raccolta ricchissima di circa un milione di volumi a stampa, soprattutto di fondo antico (incunaboli e cinquecentine), e trentacinquemila manoscritti. Questa Guida offre, in un agile volume, un'ampia selezione tra i manoscritti più preziosi che l'Ambrosiana possiede, in quanto connotati da un particolare pregio per il loro contenuto o per la loro decorazione, presentandone in maniera chiara e accessibile la storia e il soggetto trattato; particolarmente ricco e curato è il corredo di immagini, con la riproduzione delle miniature più raffinate e identificative di ogni manoscritto.
19,00 18,05

Giulio Galgani. Ritratto di un artista irregolare

Libro: Libro rilegato

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 252

Giulio Galgani (1958) è un artista di origine ligure, pittore, scultore, cantautore, musicista, regista, sceneggiatore... Si potrebbe tentare all'infinito, ma riuscire a incasellarlo all'interno di un (solo) ruolo specifico è impossibile. La monografia, dall'impianto grafico irregolare come l'artista cui è dedicata, ripercorre trent'anni della sua eclettica produzione artistica, in cui un ruolo centrale rivestono le arti visive, dalla scultura alle installazioni ambientali e, soprattutto la pittura realizzata utilizzando colori a olio, acrilici, ma anche fresato di pneumatico, paglia e altri elementi naturali. Attraverso un ricco apparato iconografico di illustrazioni a colori, il volume racconta del legame dell'artista con il territorio in cui vive. Un legame che da diversi anni lo vede puntare l'attenzione sul recupero della cultura contadina, la cui memoria rischia ormai di sparire, cancellata dai ritmi selvaggi della contemporaneità. Come un archeologo che scava nella terra per riportare alla luce le tracce di civiltà ormai perdute, Galgani fa riemergere dal passato antichi, anzi primordiali personaggi, dai Golem agli Anacleti, dai Formigoni ai Truschi, insieme a semplici e consunti attrezzi agricoli, che connota artisticamente con l'applicazione del colore e l'integrazione di vari materiali. Si spiegano così, per esempio, le sue Vanghe, opere che evocano un vissuto antico quanto l'uomo. Ne risultano opere che, sfuggendo alle consuete categorie artistiche, confermano la natura ibrida del suo registro espressivo, che non ammette alcuna distinzione tra pittura e scultura, materiali vegetali ed elementi industriali, strumenti tradizionali e tecniche personali. Il volume è arricchito da disegni ed elementi grafici realizzati per l'occasione da Giulio Galgani; i codici QR pubblicati in alcune pagine consentono ai lettori di immergersi ulteriormente nel mondo di Giulio Galgani, tra canzoni, video musicali, audioracconti e film dell'autore.
42,00 39,90

Serena Vergano. Images and words. Ediz. italiana e inglese

Libro: Libro rilegato

editore: Skira

anno edizione: 2024

pagine: 160

Nella sua vita Serena Vergano ha avuto la fortuna di visitare paesi come la Spagna, la Turchia, l'Afghanistan, l'Algeria, Il Niger, La Mauritania, dove ha scattato le bellissime immagini di questo libro: volti di persone di paesi diversi, fiori, colori, paesaggi, ritratti, ma anche cose nascoste, oggetti della vita quotidiana che ha cominciato a percepire come oggetti nuovi e inconsueti e che ha immobilizzato e immortalato in scatti fotografici che hanno fermato il tempo. Quindi ha trovato delle parole che si associassero armoniosamente alle immagini con citazioni di scrittori quali Alberto Moravia, Italo Calvino, Jorge Luis Borges e Pablo Neruda che si affiancano a proverbi popolari e strofe di canzoni (Bob Dylan). Figlia del pittore e scrittore Alessandro Maggiora Vergano, Serena Vergano (1943) ha studiato arte drammatica al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma; scoperta dal produttore Franco Cristaldi ha debuttato nel film "Il brigante" di Renato Castellani, presentato nel Festival del cinema di Venezia del 1961. Dopo aver recitato in numerosi film tra cui Una vita violenta (1962) e Esame di guida (1963), si è trasferita a Barcellona dove è divenuta la musa per eccellenza della "Escuela de Barcelona". Nel 1967 ha ricevuto il premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di San Sebastián e il Sant Jordi di Cinematografía per la sua interpretazione nel film Una historia de amor di Jordi Grau. Nel 2022 è stata nominata Membro d'onore del Cinema Catalán. Ha debuttato in teatro nel 1968 come Charlotte Corday nel "Marat Sade" e nel 2019 nel monologo Lessico famigliare da lei scritto e interpretato (2019) e in Caro Federico (Omaggio al centenario di Fellini).
39,00 37,05

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