Sometti
Il Burchiello de la Sensa e il Calendimaggio. Due feste mantovane
Rodolfo Signorini
Libro
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 64
Narra nel 1612 lo storico mantovano Ippolito Donesmondi, che per la "Ascensa" o "Sensa" (espressione dialettale per Ascensione), si teneva in Mantova una straordinaria e singolare festa popolare in onore del "Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo" (i sacri vasi conservati nella cripta della basilica di Sant'Andrea). La vigilia dell'Ascensione, dopo il vespro, si mostrava la Reliquia e con essa il vescovo benediceva la folla dei fedeli "da un luogo eminente a questo effetto preparato". Il giorno dopo, una processione di soli laici si recava dal duomo in Sant'Andrea. Vi partecipavano le magistrature della città, "Dottori, Medici, Procuratori, e Notai; poi tutte le arti sotto ai loro determinati Confaloni". L'arte dei pescatori che aveva per insegna un "bertavello con entro un bulbaro", inscenava quindi una sorta di spettacolo allegorico. In un burchiello, (un'imbarcazione fluviale tipica del territorio mantovano) trasportato da dodici robusti portantini, vi erano tre pescatori che rappresentavano i primi apostoli scelti da Gesù: Pietro, Giovanni e Andrea. La barca era carica di anguille e di altri pesci di minor pregio, e i tre pescatori, per tutto il tempo del cammino dalla Cattedrale a Sant'Andrea, e fin dentro la basilica, andavano distribuendo le anguille e i pesci gettandoli verso il popolo, e anche a coloro che assistevano alla cerimonia dalle finestre delle proprie case.
Nostra Signora dei miracoli
Giancarlo Gozzi
Libro
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 352
La ricchezza culturale di un Paese, e di un popolo, si manifesta sotto tanti aspetti; per quanto riguarda l'Italia, uno dei fattori unificanti del nostro vasto territorio è la devozione mariana, le molteplici fome di culto legate alla Madonna, che in tantissimi luoghi dello Stivale assume nomi e forme diverse. Unificante, quindi, ma anche espressione di una cultura eterogenea e variegata; di tradizioni millenarie che attraversano in lungo e in largo tutto il territorio nazionale, disseminandolo di chiese, santuari, abbazie, oratori, accompagnati da antichissime tradizioni popolari. In particolare, grande risalto si è voluto dare all'iconografia popolare, pescando da quell'autentica miniera di informazioni e immagini che è l'Atlante Mariano - serie di volumetti pubblicati a metà Ottocento, dedicati al culto della Madonna in Italia e in Europa - fino alle immagini sacre del culto, spesso nascoste nelle pieghe della tradizione popolare locale. Le immaginette sacre, con un repertorio unico ed originale, rappresentano una vera melodia popolare di venerazione diffusa e ormai radicata nel territorio.
Il castello di Castel d'Ario
Gabriella Mantovani
Libro: Copertina morbida
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 448
Uno degli elementi fondanti del paesaggio storico mantovano è, senza dubbio, il castello di Castel d'Ario: fortificazione imponente e antichissima le cui origini storiche rimangono incerte, luogo simbolico non solo per la comunità casteldariese ma un po' per tutto il territorio virgiliano. D'altronde, Castel d'Ario stesso è un luogo del cuore per i Mantovani: all'ombra del castello nacquero le leghe contadine di fine Ottocento e il mito di Tazio Nuvolari, e la lunga genesi storica dell'imponente manufatto si accompagna inevitabilmente alla storia del borgo. I documenti riportati ci raccontano la tipica storia di un castello di confine, centro di interessi politici ed ecclesiastici, dal Sacro Romano Impero agli Scaligeri, dai Bonacolsi ai Gonzaga: personaggi e famiglie che hanno scritto la storia del Medioevo e del Rinascimento italiano e che qui hanno lasciato tracce importanti del loro passaggio. E poi, il periodo napoleonico, il Risorgimento, il Novecento, fino ai recenti restauri.
A prescindere. Prove di accasamento tra parole che franano
Benito Regis
Libro
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 80
"Con questa nuova pubblicazione, che segue "Il canto del gallo", Benito Regis prosegue il suo attento e acuto lavoro di lettura, interrogazione e interpretazione della realtà odierna. La riflessione dell'autore prende spunto da un obiettivo preciso, l'espressione "a prescindere" vista come simbolo del luogo comune, della parola senza significato, della mancanza di coraggio verbale che trascende in quello morale. Il libro di Regis si caratterizza per la sua struttura aforistica, composta di riflessioni a volte distese a volte lapidarie, talora racchiuse nello spazio di una/due righe. Anche lo stile rispecchia quella tensione alla chiarezza e alla semplicità che contraddistingue il pensiero. L'autore invita tutti noi uomini e lettori a compiere con rigore e sincerità un radicale "viaggio interiore", che all'interno del mondo e della storia è comunque "il viaggio più sorprendente, il più aperto alle novità capaci di cambiare il senso del nostro stare al mondo" (Il viaggio interiore). Dunque nessun aristocratico o pavido ritiro dal mondo, ma il pieno coinvolgimento nel mondo di tutti noi stessi, che non può non partire da una totale messa in discussione del nostro modo di vedere e di vivere le cose. Il pensiero di Regis è parola efficace e vibrante, a un tempo affettuosa e indignata; richiamo deciso alla verità e, come invitava a fare con coraggio Leopardi nei "Pensieri", a chiamare "le cose coi loro nomi".
Dalla Ca' rossa alla Ca' nuova
Giacomo Bazzi
Libro: Copertina morbida
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 48
Pozzolengo, le antiche chiese e la parrocchaile di S. Lorenzo martire
M. Teresa Belisai Gandini
Libro: Copertina morbida
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 448
I settantacinque colpi. Un assalto al ghetto mantovano nell'epoca dei lumi
Giuliano Annibaletti, Roberto Grassi
Libro
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 80
Mantova, aprile 1792. Alcuni giovani ebrei del ghetto cittadino e alcuni giovani cristiani si provocano verbalmente; qualche ora dopo lo scambio di battute diventa un'inseguimento con sassaiola, e si conclude con un pestaggio notturno. Quella che sembra una banale scaramuccia fra giovani irrequieti diventa una miccia esplosiva, la città sembra pronta ad affrontare la questione con metodi decisamente drastici, tentando più volte un assalto al ghetto ebraico. I tentativi vengono respinti grazie all'intervento delle forze armate imperiali (a quel tempo gli Asburgo dominavano la città, lembo meridionale del Ducato di Milano), che oltre a riportare l'ordine, provvedono a istituire il processo per stabilire responsabilità e pene.
Il quaderno di bronzo. Romanzo tra Delta del Po e lago di Garda
Tullio Ferro
Libro: Copertina morbida
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 144
Malaffare padano
Angelo Tomirotti
Libro: Copertina morbida
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 128
Conoscere per capire. Capire per reagire. Reagire per abbattere il costume corrotto - un vortice che sembra davvero senza fine - nel quale stiamo affogando. Questo avranno pensato anche Giovanni, Ubaldo e Ada, protagonisti di una storia di ordinaria follia all'interno della burocrazia, un viaggio nel buio e nella frustrazione. Nella solitudine di chi pensa di combattere, da solo, una battaglia dall'esito certo. Quella di Tomirotti è una favola esemplare, che rispecchia le cronache ormai quotidiane sulla bolgia in cui è precipitata la gestione della cosa pubblica. Un atto d'accusa generazionale per cui ci si augura, come dice l'autore, possa lasciare un segno nei cuori.
Io straccetto, artista di strada
Toto De Angelis
Libro
editore: Sometti
anno edizione: 2012
pagine: 176
Toto De Angelis era sicuramente una delle figure più conosciute dalle migliaia di persone che ogni anno a ferragosto affollano la grande piazza del santuario di Grazie per osservare i madonnari che, in un giorno solo, continuando anche di notte, compongono con i loro gessetti un caleidoscopico affresco sull'asfalto caldissimo. Straccetto, così era soprannominato, era arrivato a Grazie nel 1978 come venditore di lavanda profumata; nel 1982, insieme a degli amici, decide di iscriversi alla rassegna e partecipare. Così, un po'per scherzo, un po' per il sapore della sfida, un sapore che conosce bene. Da quel momento, da quell'anno, Toto De Angelis sarebbe diventato il simbolo vivente di quella manifestazione: con la sua inconfondibile fisicità, con il suo slang capitolino, con la naturalezza di un uomo abituato a vivere sulla strada e quindi in mezzo alla gente, Straccetto divenuto un'icona, tanto da identificarsi idealmente con il concorso dei Madonnari delle Grazie; il caldo, il sudore e la fatica dell'artista erano immediatamente ravvisabili. Toto ha scritto la sua biografia quando era sulle montagne Svizzere, in una pausa del suo girovagare. La strada era stata per lui una scelta di vita. Non un margine oscuro ed avvilente ma il luogo dove realizzare la sua libertà.

