Letteratura teatrale
Filottete
Sofocle
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: X-42
Filottete è stato abbandonato dagli Achei sull'isola di Lemno perché affetto da una purulenta ferita al piede. Per conquistare Troia, così ha detto l'oracolo, è però necessaria la sua presenza e Ulisse si reca a Lemno con Neottolemo (il figlio di Achille) per convincerlo, con l'inganno, a tornare. Neottolemo, avendo pietà del ferito, gli rivela l'inganno e Filottete si rifiuta di partire. Gli appare però Eracle che convince l'eroe a seguire a Troia Neottolemo e Ulisse.
Nozze
Elias Canetti
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 77
Una casa abitata solo da borghesi ottusi e cinici gaudenti crolla per un terremoto. Nonostante la convinzione da parte di tutti che questo finimondo sia da attribuirsi a una forza esterna, in realtà la sua vera causa è la corruzione che mina la casa dall'interno, simbolico microcosmo della società umana. I personaggi che Canetti abilmente tratteggia sono tutti prevalentemente negativi: maschere fatte di linguaggi standardizzati carichi soltanto di cupidigia e smania di possesso, erotico e materiale.
Le bugie con le gambe lunghe
Eduardo De Filippo
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 71
Tre donne alte
Edward Albee
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 62
In scena una donna di novant'anni che rivisita con impietosa lucidità il proprio passato. Appena travestito nel personaggio, è lo stesso Albee che fa i conti con la propria vita e con il proprio lavoro. Del resto ogni drammaturgo, come diceva Keats di Shakespeare, è un camaleonte che si trasforma nelle sue creature: contano i suoi personaggi, non lui. Con una nota di Luigi Squarzina.
Il convitato di pietra
Andrea Perrucci
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 170
Sospeso tra la tragedia e la commedia, tra il popolo e la nobiltà, questo nucleo originario del mito di Don Giovanni presenta già tutti i caratteri e le tematiche propri della letteratura da esso scaturita: tanto la sfida del coraggio e dell'esuberanza vitale agli ombrosi misteri della morte e della religione, quanto la rovinosa e definitiva sconfitta dell'orgoglio.

