Longo Angelo: Storia
Un'impresa in porto. Storia della Sapir (1957-2017)
Tito Menzani, Salvatore Tagliaverga
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 164
Nel 1957, veniva fondata la Porto industriale di Ravenna società per azioni (Sapir), un'impresa a capitale pubblico e privato che avrebbe gestito lo sviluppo dello scalo marittimo ravennate. Tra i fautori di quella scelta politica ed economica vi erano uomini come Enrico Mattei, Luciano Cavalcoli, Giuseppe Medici, Benigno Zaccagnini e Serafino Fer-ruzzi, che avevano compreso la necessità di coniugare risorse statali e imprenditoriali per creare un più moderno porto industriale. Negli anni settanta, a seguito del completamento delle principali opere infrastrutturali, la Sapir ha ampliato la propria attività, come sancito dalla variazione della ragione sociale in "Porto intermodale Ravenna". Ciò anche grazie all'intervento della Regione che, con la legge Cavina del 1976 e successivi provvedimenti, finanziò la realizzazione del terminal in area San Vitale. Il settore terminalistico è poi diventato il core-business dell'azienda dopo il 1994, quando una legge nazionale ha istituito l'Autorità portuale, che ha progressivamente acquisito le funzioni istituzionali ancora detenute dalla Sapir. A sessantanni di distanza da quel 1957, questo libro racconta una storia di intelligente imprenditoria e di buon governo locale, nella cornice della modernizzazione del porto di Ravenna, che da infrastruttura locale è oggi diventato un grande scalo europeo. Prefazione di Riccardo Sabadini. Presentazione di Guido Ceroni.
La «piada» dell'ebreo errante
Primo Fornaciari
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 146
Il mito dell'Ebreo Errante, leggenda cristiana nata nei primi secoli sotto il segno dell'antigiudaismo, arrivò, attraversando i mari e i secoli, anche in Italia. Nel corso del tempo modificò i suoi tratti: con il Rinascimento assunse toni di umana pietà; scomparve poi nelle caligini dei roghi della Controriforma, per riapparire con i poeti del romanticismo che in tutta Europa rilessero il mito facendo dell'eterno viandante un campione dell'umanità dolente ed esiliata. Secondo questa chiave lo interpretò anche il nostro Giovanni Pascoli, in varie composizioni. Così, guidati dal poeta di San Mauro, seguiamo in questo libro le orme inedite dell'Ebreo Errante in Romagna: dalla Forlì medievale di Guido Bonatti fino a Ravenna dove, all'alba del '900, Corrado Ricci preoccupato del minaccioso ritorno dell'antisemitismo scrive: «Stiamo forse per tornare indietro?». Viatico di questo viaggio è l'umile Piada, ovvero «il pane dell'Umanità», che il poeta offre come ristoro all'Ebreo Errante di passaggio alla sua casa di Barga. Con queste parole egli la presenta all'ospite: «Piada, pieda, pida, pie, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granturco o mista, che è il cibo quotidiano della povera gente, e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare che si chiama Varala (da ara, mi sembra)...». In appendice al volume si riporta integralmente il testo del poemetto di Pascoli. Bella e rotonda come la luna, circolare come la pena dell'Errante, è il pane che consola il viandante di ogni epoca nelle asperità del transito terreno.
Cotignola dal dominio estense all'Unità d'Italia. Storia sociale di un comune romagnolo
Giordano Dalmonte
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 300
Il volume vuole offrire una ricostruzione storica del periodo che va dalla dominazione estense all'unità d'Italia di un piccolo comune romagnolo, Cotignola, soffermandosi, non tanto sulle questioni strettamente politiche, quanto piuttosto avendo un occhio di riguardo alle tematiche economiche e sociali che hanno visto, come protagonisti, uomini, donne o intere famiglie che raramente hanno occupato un posto nei libri di storia. L'attenta analisi delle fonti demografiche, ricavate da una lunga frequentazione degli archivi parrocchiali, ha permesso di tracciare un quadro sufficientemente esauriente, all'interno del quale si ritagliano storie personali e sociali di estremo interesse. La ricca documentazione presente negli archivi comunali e statali, riguardanti il territorio di Cotignola, ha permesso inoltre di arricchire le informazioni desunte dai registri parrocchiali e di restituire ai protagonisti un loro spazio nel panorama storico studiato. Non mancano, infine, storie di quotidiana ingiustizia e talora di violenza che da sempre accompagnano la vita dell'uomo.
Paolo Costa. Letterato, poeta, educatore, filosofo, patriota (Ravenna, 1771-Bologna 1836)
Romano Pasi
Libro: Copertina rigida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2016
pagine: 434
Questo volume si apre con una introduzione di oltre 100 pagine, divisa in tre capitoli, perché tali sono le stagioni della vita del ravennate Paolo Costa. L'autore ha posto nel primo capitolo la stagione giacobina e poi napoleonica. Nel secondo viene descritta la partecipazione di Costa ai moti del 1831 e il suo esilio a Corfù. Nel terzo, infine, troviamo la vita di Costa a Bologna, la sua scuola privata, i suoi importanti studenti tra i quali Marco Minghetti, Alessandro Guiccioli, il nipote di quell'altro Alessandro Guiccioli che sposò Teresa Gamba, Antonio Papadopoli ecc. Il volume contiene un'ampia scelta di scritti di Paolo Costa: poesie, scritti filosofici, commedie, le sue correzioni al Dizionario della Crusca, la biografia di Dante, le sue edizioni della Divina Commedia, le polemiche filosofiche e i rapporti con Vincenzo Monti, Ugo Foscolo, Giulio Perticari e tanti altri suoi illustri contemporanei. Nel volume sono presenti sedici biografie di Paolo Costa, in ordine cronologico di comparsa, che consentono la maggiore documentazione biografica possibile. Infine al lettore è offerta una corposa sezione di lettere (oltre 280) tratte dal suo epistolario: lettere da lui scritte e a lui indirizzate che documentano l'instancabile attività di studioso, educatore e patriota. Completano l'opera una bibliografia di tutti gli scritti di Paolo Costa e di chi ha scritto su di lui e un utilissimo indice dei nomi.
Due ravennati al Gran Consiglio del fascismo. 25 luglio 1943
Giovanni Gualtieri
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2016
pagine: 153
Sono trascorsi oltre settanta anni dalla fatidica sera del 25 luglio 1943 quando con poche scarne, asciutte, ma soprattutto "false" parole, milioni di italiani appresero dalla nota voce di Gian Battista Arista delI'EIAR, in quella occasione impersonale e perfetta nella dizione, che il Re Vittorio Emanuele III aveva "accettato" le dimissioni di Mussolini e nominato, quale nuovo Capo del Governo, Primo Ministro e Segretario di Stato, il Cavaliere, Maresciallo d'Italia, Pietro Badoglio. La delibera del Gran Consiglio del Fascismo fu decisiva per provocare la fine del Regime, fornendo al Re il tanto invocato pretesto costituzionale per estromettere Mussolini e nominare Badoglio. Diciannove delle ventotto persone riunite nella sala, alcune lì presenti per la loro prima e unica volta, decisero, in qualche caso a prezzo della propria vita, di votare a favore dell'Ordine del Giorno presentato da Dino Grandi. Due personaggi ravennati, Giovanni Balella ed Ettore Frattari, parteciparono a questa seduta del Gran Consiglio, in virtù delle cariche da loro ricoperte, della loro vita professionale e istituzionale. Poiché è poco noto quanto essi fecero o non fecero in quella fatidica notte abbiamo creduto utile ricostruire queste vicende anche alla luce di queste due figure.
Abbiate fede nella Romagna. Valori e riflessioni di un confindustriale di provincia
Guido Ottolenghi
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2016
pagine: 191
"Negli scritti di Ottolenghi qui riuniti si analizzano le strategie d'uscita dalla Grande Crisi. E si esprime la lucida consapevolezza di come l'affermarsi della centralità dell'"economia della conoscenza" abbia posto oramai da tempo agli attori politici ed economici, al pensiero economico e alle imprese, l'obbligo di riconsiderare radicalmente i paradigmi della produzione e del consumo, della costruzione del profitto (necessario, ma da programmare come sostenibile, nel tempo lungo) e della redistribuzione. E nel ritorno alle ragioni e ai valori dell'economia reale, dopo la sbornia della finanza d'assalto e nel recupero, tutto italiano, del nostro "orgoglio industriale", si afferma la necessità di considerare proprio le risorse umane d'eccellenza, le persone che "fanno" l'impresa come principale leva competitiva." (Antonio Calabro).
Chitarra romantica. Luigi (Rinaldo) Legnani e il virtuosismo strumentale nell'Ottocento
Sergio Monaldini
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2015
pagine: 203
Il miglior chitarrista del mondo; un talento prodigioso che trasforma la chitarra nel violino di Paganini; stupefacente, meraviglioso, miracoloso; quando si assiste a un suo concerto non si riesce a credere ai propri occhi e alle proprie orecchie: questi erano i giudizi che nella prima metà dell'Ottocento la stampa musicale dava delle esecuzioni di Luigi Legnani, uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi. Fenomeno sconcertante che impressionò il pubblico di tutta Europa per abilità tecnica e forza interpretativa, prolifico compositore, innovatore e sperimentatore che contribuì in collaborazione con i più importanti liutai dell'epoca a dare la forma moderna allo strumento, Legnani va considerato come uno dei principali esponenti del virtuosismo strumentale romantico e un'autentica pietra miliare nella storia della chitarra.
L'eredità della guerra. Fonti e interpretazioni per una storia della provincia di Ravenna negli anni 1942-1948
Pietro Albonetti, Andrea Baravelli, Alessandro Luparini
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2015
pagine: 472
Militari ravennati caduti nella guerra nazionale 1915-1918. Albo d'oro
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2015
pagine: 344
La «colonna dei Francesi». Arte e storia nella Ravenna del Cinquecento
Serena Simoni
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2014
pagine: 288
Fin dalle sue origini, la cosiddetta "colonna dei Francesi" - eretta dal vescovo Pietro Donato Cesi sulle rive del Ronco, vicino a Ravenna - ha sofferto una strana sorte, oscillante fra memoria e oblio. La sua fama alterna momenti di interesse come all'inizio dell'Ottocento - quando l'immaginario europeo collegò il monumento al mito del giovane eroe Gaston de Foix, caduto nella sanguinosa battaglia di Ravenna - ad altri di totale abbandono. Solo in epoca recente, dai restauri condotti nei primi anni Settanta del Novecento fino alle recenti celebrazioni del quinto centenario della battaglia (2012), la stele si è imposta di nuovo all'attenzione e alla cura della comunità. Nonostante ciò, erano ancora poche le notizie che la riguardano, spesso basate su informazioni non accertate: poco si sapeva della sua collocazione originaria e dei motivi che spinsero il committente ad erigerla poco dopo la metà del Cinquecento; non è mai stato studiato il significato delle epigrafi e delle decorazioni simboliche che ne ornano i lati, così come mancava l'analisi dei rapporti col contesto storico-artistico italiano. Da queste incertezze è nato il libro, frutto di una ricerca condotta nell'arco di tre anni su materiali in gran parte inediti.
1512. La battaglia di Ravenna, l'Italia, l'Europa
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2014
pagine: 376
La battaglia di Ravenna, combattuta l'11 aprile 1512, domenica di Pasqua, ha rappresentato un evento cruciale nelle guerre d'Italia che dalla fine del Quattrocento sconvolsero per molti decenni il Paese. Un evento cruciale in primo luogo sul piano militare, con l'impiego innovatore delle artiglierie e lo sterminio mai visto di migliaia di combattenti di entrambe le parti. Ma non solo. La morte di Gaston de Foix, l'incertezza dell'esito reale dello scontro e il rimescolamento delle alleanze e delle strategie delle potenze europee sullo scenario italiano segnarono una nuova fase della lotta per la supremazia nella Penisola e l'egemonia politica, economica, culturale in Europa. Il volume, che raccoglie gli atti del convegno promosso nel V centenario della battaglia, ha inteso ricostruire la geografia dei poteri, il contesto economico, la dimensione socio-culturale in cui si collocò quell'evento e indagarne le conseguenze e le rappresentazioni mentali, anche di lungo periodo, che ha lasciato nella storia e nell'immagine del Paese e di Ravenna.

