Moretti & Vitali: Narrazioni della conoscenza
Rimbaud. Poetica, mito, filosofia, religione, psicoanalisi
Fulvio Salza, Andrea Schellino
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2014
pagine: 290
"Come scrivere oggi, su Rimbaud, a quasi un secolo e mezzo dalle sue prime poesie, davanti ad una bibliografia imponente e che cresce giorno dopo giorno? René Char, infastidito dai "volumi definitivi d'archivio" della critica, e in particolare dai lavori di Étiemble, lo aveva ben detto: l'esegesi non aggiunge "due gocce di pioggia all'acquazzone, due scorze d'arancia in più al raggio di sole" che governano le nostre letture. Questa raccolta di studi, nonostante il sottotitolo aperto, non intende porsi come una sorta di zibaldone critico. Essa vuole dar conto in primis di alcuni aspetti della poetica rimbaldiana, in riferimento alle esperienze letterarie che l'hanno ispirata - Rimbaud non è un fiore nato nel deserto, un puro miracolo poetico - e poi alle mille suggestioni che la sua poesia ha offerto alla filosofia, alla letteratura e alla psicoanalisi, nel Novecento. Pur prendendo le proprie mosse dai margini e da discipline diverse, questa raccolta ha l'ambizione di dire qualcosa sui fondamenti poetici di Rimbaud." (Dalla presentazione)
Parole sonanti. Filosofia e forme dell'immaginazione
Massimo Donà
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2014
pagine: 296
"Si tratta di un percorso lungo il quale vorremmo provare a ripensare i diversi linguaggi dell'umano alla luce di una fondamentale 'risonanza': la sola che sembra in grado di farci riconoscere tanto il riverbero della verità nella musica, quanto la potenza sonora della pittura; ma anche le perplessità della significazione poetica, nonché le oblique intermittenze dell'immaginazione chiamate in causa dalla creazione artistica in generale. I saggi che compongono il volume evocano figure di pittori come Vasilij Kandinskij, Piet Mondrian e Carlo Ciussi, o come quella del pittore-poeta Virgilio Guidi, ma anche quelle di sommi facitori della parola come Andrea Zanzotto e Mario Luzi; a essere chiamati in causa sono poi anche il Rinascimento italiano, nonché molte delle esperienze che avrebbero reso grande il linguaggio artistico della modernità." (Dalla prefazione dell'autore)
Sophón. Aforismi per l'anima
Italo Valent
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2014
pagine: 152
"'Il vero signore della filosofia, la sua causa e il suo fine, non è il filosofo, che pure è al maschile, bensì qualcosa di neutro: ciò che è saggio senza qualifiche limitative perché è saputo oggettivamente e non soggettivamente. Il sophón, come diceva Socrate'. Con queste parole Italo Valent apre lo spazio della filosofia alla trama dialettica di un pensiero trasfigurato, 'neutro', alla sincerità enigmatica di un discorso che si fa riflesso - speculazione - della realtà con i suoi eterni enigmi. Psiche, Relazione, Senso e Nonsenso, Nulla, Sogno, Destino, Desiderio, Dolore, Morte, Follia... Toccare queste categorie universali dell'umano, tratteggiarne la figura e scoprirne l'intima essenza, significa parlare dell'anima e all'anima. La costruzione di questo libro di aforismi è l'esito di un procedimento di astrazioni, grazie al quale alcune parti del testo sono state 'tratte via', separate e poi ricomposte, seguendo un ordine dato dagli argomenti di cui esse "danno un segno". Sophón mostra il corpo della scrittura filosofica di Italo Valent con un taglio di luce che dà risalto alla intrinseca potenzialità del linguaggio, dove il frammento è specchio dell'intero: in ogni aforisma si annuncia l'eternità dell'anima, in ogni soffio dell'anima si esprime la circolarità inesauribile della vita". (Graziano Valent)
Filosofia della sensibilità. Per un'estetica come pensiero mitologico
Susanna Mati
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2014
pagine: 120
"Il disastro è all'ordine del giorno nel pensiero filosofico. Accade ogni volta che il pensiero rimuove il sensibile e, con il sensibile, il mitologico, l'immaginativo, l'individuale. Questo libro ci parla di un pensiero che vuole indagare l'ombra che fin dal principio alberga in noi; un pensiero aperto a istanze ultra-filosofiche. Con 'Filosofia della sensibilità' Susanna Mati mette in opera la volontà del pensiero di inoltrarsi nella vita, seguendo 'il tragitto solitario dell'anima'. In tale tragitto la sensibilità è lasciata essere come qualcosa di appropriato in tutti i sensi: precisamente come esito di un ritorno ai sensi. 'Filosofia della sensibilità' manifesta l'idea che il pensiero debba separarsi dai tradizionali linguaggi filosofici. Ma indica altresì che rifondare gli etimi e portare a nuova vita il vocabolario filosofico non è ancora sufficiente. Come non basta opporsi agli imponenti sistemi filosofici e alla loro luce accecante. È esplicita Susanna Mati: 'Occorre un nuovo pensiero patico e immaginativo: una filosofia della sensibilità'. Occorre dire poeticamente quel medesimo che, manifestatosi nella physis, si è poi ritirato nel nascondimento. Grazie al dire della sensibilità, va tracciata una nuova via per prendere la parola, per dare voce al pensiero: aprire un varco, rompere un equilibrio, spezzare una linea, separare per ricongiungere." (dalla postfazione di Flavio Ermini)
Le vie del ritorno. Letteratura, pensiero, caducità
Stefano Guglielmin
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2014
pagine: 135
"I passi che noi compiamo per inoltrarci nella vita non si rivolgono a un progredire, a un gettarci in avanti. Il nostro progredire cessa con la nascita, quella nascita che darà l'avvio al dolore dell'esilio e che finirà con l'indurci al 'ritorno'. Ecco quanto registra questo libro. Nascita come esilio, dunque; un esilio doloroso e massimamente insicuro. Principio come dolore: tale è l'evento che Stefano Guglielmin tratteggia sotto i nostri occhi. Alle 'vie' del ritorno dall'esilio è dedicato questo libro, non senza qualche avvertenza. A iniziare da quel plurale: 'vie'. Con quel plurale l'autore annuncia che non unica è la via che porta al ritorno. Giungendo a precisare, fin dalle prime pagine dell'opera, che 'ciascuna via del ritorno è già sempre sviata dalla morte, s-centrata, depotenziata o esaltata, e comunque porta altrove'. L'avvertenza è chiara: il cammino che ci aspetta è labirintico. E non potrebbe essere altrimenti se, come Guglielmin chiarisce, la destinazione del ritorno non è mai l'indiviso della metafisica, o il principio incausato delle religioni, o una storica età dell'oro. La terra da raggiungere con il ritorno è sempre una 'terra abitabile': 'un'heimat in cui situarsi se non altro da nomadi, da viandanti', come registra l'autore nel prefiggersi di indagare a questo proposito le vie indicate dall'Orestea di Eschilo, dalle Rime di Cecco Angiolieri, dalle opere di Diderot, Rousseau e Voltaire..." (Dalla postfazione di Flavio Ermini)
Labirinto veneziano
Marina Gasparini Lagrange
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2014
pagine: 119
Con "Labirinto veneziano", Marina Gasparini Lagrange ci induce a meditare su ciò che noi effettivamente siamo; sul "mistero" che la nostra persona - ben al di là di ogni apparenza - cela tra le sue intricate vie. È nostro compito, ci segnala l'autrice, spingerci oltre lo spazio fisiopsichico che ci trattiene e - affidandoci di volta in volta alla scalarità logica o al balzo emozionale incontrare finalmente noi stessi, quel "mistero", che ci affascina e insieme ci sgomenta. L'esperienza del labirinto non può essere elusa dalla sensibilità umana. E l'autrice ce lo dimostra in questo suo viaggio "veneziano" che conosce brevi soste, mai permanenze. Un viaggio che ci stimola all'interrogazione ininterrotta con esiti sorprendenti. Annota con precisione Marina Gasparini Lagrange: "L'esperienza del labirinto è un errare tra le ombre con un fragile filo tra le mani". Quel "fragile filo" a cui aggrapparsi lungo il tortuoso e tenebroso percorso è di volta in volta la poesia, la narrazione, l'arte, l'architettura... Ce lo indicano le figure reali, mitiche o immaginarie che l'autrice convoca nel suo libro: Piranesi, Tiziano e Marsia, Watteau e Pierrot, Rilke e Malte, Lotto e Guardi, Brodskij, Orfeo ed Euridice. Queste figure hanno il compito di rivelarci che tutto quello di cui abbiamo bisogno per essere liberi è dentro di noi. Con un saggio di Flavio Ermini.
Metamorfosi. Immagini del pensiero
Franco Rella
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2013
pagine: 179
"Metamorfosi" è un viaggio, un'avventura attraverso le immagini e le figure che la poesia, l'arte, la filosofia hanno creato per cercare di dare un senso a ciò che si affolla fugace intorno a noi. È un viaggio in compagnia di Walter Benjamin, di Baudelaire, di Valéry, ed è anche il racconto di questo viaggio. Infatti, le grandi figure, attraverso le quali la realtà metropolitana in cui viviamo fa trasparire il suo senso, sono catturate attraverso un racconto critico che si declina in una vera e propria appassionata narrazione. "Metamorfosi" è un libro centrale nella produzione di Franco Rella. A suo tempo ristampato e tradotto, viene qui presentato in una nuova edizione, con un inedito, importante capitolo.
Prendere la parola
Jean-Luc Nancy
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2013
pagine: 248
"Il giardino edenico è perduto e non c'è ritorno. Smarrita è la pace, decaduta è la sicurezza della prima nominazione. Le parole che pronunciamo sono ridotte a semplici segni semantici, strumenti d'intesa. Non sono più essenziali né in terra, né in cielo. Tra la nostra lingua e la voce della natura non c'è più rispondenza diretta. Ogni conoscenza, ogni comprensione umana cade al di qua dell'esistenza autentica. Con 'Prendere la parola', Jean-Luc Nancy segnala che è necessario congedarci dai rassicuranti ancoraggi estetici e dalle tentazioni della hybris tecnologica, per affidarci - quando d'ora in poi prenderemo la parola - a un annuncio alveolato, frammentario, segnato dalle divisioni dello spirito. Ospite non riconciliato dello spirito dei tempi, Nancy prende la parola contro la condizione annientante del pallido linguaggio concettuale, il sempre-uguale in abiti ogni volta diversi. Prende la parola per prendere le distanze dalle certezze che, parola per parola, confermano le illusioni e conducono a una verità solo apparente. Prende la parola per cercare nel nostro esserci l'insieme vivente: la connessione più alta tra l'essere umano e ciò che resta della totalità della vita." (Dalla postfazione di Flavio Ermini)
Un'amicizia disvelata. Carteggio (1883-1896)
Bertha von Suttner, Alfred Nobel
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2013
pagine: 239
"È preziosa questa edizione italiana del carteggio tra Alfred Nobel e Bertha von Suttner. Finalmente viene offerta la possibilità anche a chi non è poliglotta di entrare nello storico "laboratorio di pensiero e di azione" che avrebbe portato all'istituzione del premio Nobel perla pace: un laboratorio dove nulla è scontato, tutto è dialettica, e in cui posizioni analoghe, ma certo non identiche, si confrontano con grande rispetto, ma anche senza reticenze. Scrivendosi, Nobel e Suttner rivelano le proprie fragilità, i momenti d'incertezza e la fatica di stare nel mondo, le ansie di tutti i comuni mortali per la salute, gli incerti economici, i difficili rapporti con gli altri. Le lettere delineano due concezioni del mondo e del vivere per nulla monolitiche, e di certo non sovrapponibili, ma che si scoprono forse complementari nelTaspirare a quell'obiettivo comune: la pace. Impetuosa, appassionata, dominata dall'ottimismo della volontà, Bertha von Suttner; pragmatico, realista, incline al pessimismo della ragione Nobel: due modi di stare nel mondo, per certi versi antitetici. Eppure quest'uomo e questa donna, grazie al rispetto vicendevole e all'altissima considerazione reciproca, di cui le parole che leggiamo danno testimonianza, riescono a trovare un minimo comun denominatore che fa da collante a una relazione i cui dettagli essenziali continuano a rimanere sepolti nel riserbo voluto dagli interessati." (Dalla postfazione di Paola Maria Filippi)
Un anno parlato dalla notte
Peter Handke
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2013
pagine: 238
"Un anno parlato dalla notte" rappresenta un processo creatore quasi prima del suo divenire. Dai sogni viene la materia prima: i fili del futuro tessuto che non sono solo sequenze di immagini ma "Sprachbilder", "immagini del linguaggio", come li chiama Handke stesso. In questo libro innovatore il critico letterario, ma anche l'appassionato, potrà trovare collegamenti tra le singole frasi all'interno della stessa pagina o tra quelle contenute in pagine diverse e anche in altre opere di Handke. Quelli che potrebbero sembrare pezzi di una cartina geografica rinvenuti casualmente, messi assieme creano l'immagine di alcuni personaggi e la continuità di temi quali l'amore, i rapporti conflittuali, la natura e il dolore. Quest'opera può però anche venire apprezzata da chi non conosce Handke, poiché conduce il lettore, frase per frase, a una percezione più acuta di sensazioni, sperimentabile anche nel mondo onirico: "Un anno parlato dalla notte" non comunica solo con la nostra coscienza diurna, ma con questo mondo fantastico retrostante che sta in ognuno di noi." Dalla prefazione di Eva Pattis. Postfazione di Flavio Ermini.
Meditazioni sul poetico
Antonio Prete
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2013
pagine: 187
"Nel paese della poesia. Nella terra dove l'invisibile si affaccia con i suoi riverberi, l'impossibile con le sue trasparenze, il non accaduto con le sue fantasmagorie. Sostarvi - per ascoltare la musica del pensiero, per scorgere il sorriso del pensiero - vuol dire fare esperienza del confine dove sapere e ritmo si congiungono nella parola, e nell'immagine. Dialogare con i poeti, con le loro voci, e le loro lingue, con la sapienza e il tremore e il fulgore dei loro versi, non è solo un esercizio di passione intellettuale e di interpretazione. E un gesto corporeo, in cui tutti i sensi sono in azione, tesi a sporgersi su quell'estremo che la lingua può accogliere, o sfiorare, intenti a percepire i lampi di quell'altra vita, di quel baudelairiano "autre monde", che l'energia della parola, e i silenzi che la abitano, possono mostrarci, nel cuore della nostra finitudine. La poesia, come il sorriso, "aggiunge un filo alla tela brevissima della nostra vita": l'immagine leopardiana ci accompagna nel cammino mentre viaggiamo nelle terre della poesia. Anche laddove quel cammino incontra, proprio con la lingua e nella lingua poetica, l'asperità del dolore, la ferita del vivente, il tragico della storia, il cielo chiuso di una felicità negata." Dalla premessa dell'autore

