Passigli: PASSIGLI POESIA
Le poesie di Ricardo Reis. Testo portoghese a fronte
Fernando Pessoa
Libro: Copertina rigida
editore: Passigli
anno edizione: 2005
pagine: 273
Ricardo Reis, che si ispira all'Orazio delle Odi, è un epicureo malinconico che cerca, finché non terminerà, se mai terminerà, il dominio dei barbari (cioè dei cristiani) l'illusione della libertà e della felicità tenendosi lontano da ogni eccesso nel dolore e nel piacere. Crede davvero agli antichi dèi greci, pur riconoscendo Cristo come Dio in più. Aspira all'equilibrio, al dominio delle passioni, alla serena accettazione del destino, cose che mancano del tutto in Pessoa uomo e poeta, e che anche in Reis sono minacciate dal pensiero del fato, della vecchiaia e della morte inesorabili. Ma è soprattutto uno straordinario poeta: secondo la definizione di Pessoa, "un Orazio greco che scrive in portoghese".
L'istante fatale. Testo francese a fronte
Raymond Queneau
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2004
pagine: 205
"Autore di un'opera singolare che non cessa di stupire i suoi lettori; personalità eclettica per eccellenza che - come ricorda Fabio Sento nella prefazione a questo volume - "sempre affiancò agli interessi dominanti per la letteratura, la filosofia e le scienze anche passioni più ludiche, come quelle per il biliardo, gli scacchi, la boxe, il judo e il jazz"; raro e prezioso cultore di letterature cosiddette "minori", che inseguì e promosse nel piano dell'importante Enciclopedia da lui inventata e diretta per Gallimard, Raymond Queneau (1903-1976), anche e proprio in virtù di questa sua "atipicità" resta una presenza focale all'interno del secolo da poco concluso." (Carlo Bo)
Su uno spartito. Poesie, 1994-2002
Maria Modesti
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2003
pagine: 121
Variazioni su tema messicano
Luis Cernuda
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2002
pagine: 120
Un uomo stanco di vagare trova un modo per sconfiggere l'esilio, una terra che sembra la sua terra, gente che sembra la sua gente; un poeta stanco di ascoltare voci straniere, ritrova la sua lingua e con esso motivo di vita.
Notti di sonnanbulo ad occhi aperti. Testo svedese a fronte
August Strindberg
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 1997
pagine: 141
Se è vero, come scrive Giacomo Oreglia nella prefazione, che "nell'opera sterminata e labirintica di Strindberg la produzione specificamente lirica appare piuttosto esigua di fronte a quella teatrale, narrativa e saggistica", è anche vero che sarebbe errato considerare questa parte dell'ispirazione del grande scrittore svedese come qualcosa di semplicemente occasionale e minoritario. Innanzitutto, infatti, August Strindberg è uno degli esempi più emblematici dello scrittore "totale", che identifica nella maniera più assoluta se stesso e la propria opera; in secondo luogo, l'espressività estrema del linguaggio poetico non poteva non attrarre profondamente uno scrittore che di sé diceva: "Non ho il pensiero più acuto, ma il fuoco; il mio fuoco è il più grande della Svezia". Così, la poesia per Strindberg diventa il necessario approdo e complemento della sua straordinaria avventura creativa; esemplare essa stessa, non meno della narrativa, del teatro e della saggistica; e forse anzi terreno meno frequentato eppur privilegiato, per perseguire, come scrive ancora Giacomo Oreglia, "l'impietosa mise à nu e dissezione di un percepire dalla irriducibile dicotomia..., fra i contrasti insanabili e senza saldature di realtà e sogno, presente e passato, dubbio e credenza, tradizione e individualità, necessità e libertà, eticità e bellezza".

