Passigli
Il doppio arcano
Angelo Angelastro
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 256
Nel quarto centenario della morte, una commissione di esperti annuncia il ritrovamento dei resti di Michelangelo Merisi da Car
Corto viaggio sentimentale
Italo Svevo
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 128
In una lettera del 28 novembre 1925 a Marie-Anne Comnène, uno dei critici ai quali si deve la scoperta dell'autore triestino i
Il dio del giardino. Storia di due ragazzi
Forrest Reid
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 120
Forrest Reid pubblicò per la prima volta "Il dio del giardino" nel novembre del 1905, a soli cinque anni, dunque, dalla morte
Le nozze di Manchester
Elizabeth Gaskell
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 64
Se la sua popolarità è legata soprattutto a romanzi come "Mary Barton" e "Cranford", Elizabeth Gaskell è stata anche autrice d
Luna allo zenith. Testo russo a fronte
Anna Achmàtova
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 416
Anna Achmatova, insieme con Marina Cvetaeva, è stata senza dubbio la più grande poetessa russa del Novecento
Le nevi di Gobetti
Bruno Quaranta
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 152
Piero Gobetti fu tra i primi grandi avversari di Mussolini e del mussolinismo
Vento e destino. Poesie, prose, sogni e appunti a Capri e a Napoli
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 120
Dopo le grandi città del Ventesimo secolo, la Berlino poco amata e la Parigi da cui è ambiguamente sedotto, Rainer Maria Rilke sceglie l’incanto di un’isola che rappresenta la quintessenza del Mediterraneo. È anche un modo per sfuggire alle relazioni troppo coinvolgenti con Lou Andreas Salomé, sua compagna a Berlino, e con la moglie Clara Westhoff, allieva di Rodin a Parigi. Così, dopo un breve soggiorno napoletano, Rilke arriva a Capri il 4 dicembre 1906, nel giorno del suo trentunesimo compleanno, «e il luogo scelto», scrive Elisabetta Potthoff nella prefazione a questo nostro volume, «pareva predestinato a fargli ritrovare l’equilibrio della quiete: a Villa Discopoli gli era stata messa a disposizione la Casina delle rose, edificio indipendente che sorge nel giardino della villa e dal quale facilmente si accede sulla via Tragara, da dove scorci improvvisi dischiudono, immensa, la vista del mare». Il soggiorno si protrae fino al maggio dell’anno successivo (con un ritorno nella primavera del 1908), lasciando in Rilke una profonda traccia, come testimoniato da questa nostra edizione, che raccoglie le prose e le poesie ispirate da questo suo buen retiro caprese, compresi quei testi che a Capri e Napoli sono nati, ma che solo a distanza di tempo hanno poi trovato la loro collocazione nell’opera del grande poeta.
Andalusia della voce
Fabio Scotto
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 112
«Le mappe del vedere, nella poesia di Fabio Scotto, sono come la velatura – colorata e musicale – di altre mappe, quelle del sentire: lo sguardo sui paesaggi urbani e metropolitani, sulle figure che li abitano, annuncia e in qualche modo avvalora e rafforza lo sguardo sui sentimenti, oltre che l’ascolto delle loro pulsazioni. Quell’“andalusia della voce” che è titolo della raccolta, e che riappare nel primo dei testi, “Piccola Carmen”, per essere ripreso nella finale “Nota” come cifra propria di una poetica, è insieme respiro del dire e ritmo del sentire. Un sentire sul cui cielo trascorrono nuvole di nostalgia, ma si tratta di una nostalgia aperta, capace di istituire un forte legame tra la parola e la custodia di un tempo svanito e tuttavia colmo di presenze affettive, dialoganti, prossime, presenze che di fatto divengono ritmo e luce e suono della propria interiorità. Per questa contiguità stretta tra il vedere e il sentire, tra la geografia fisica e quella interiore, tra il viaggio e le immagini preservate, il nesso parola e musica appare come il modo più naturale e quasi necessario per quella sorta di cura amorosa dell’avventura umana alla quale diamo il nome di poesia…» Dalla prefazione di Antonio Prete

