Priuli & Verlucca: Paradigma
Santuari à répit. Il rito del «ritorno alla vita» o «doppia morte» nei santuari alpini
Fiorella Mattioli Carcano
Libro: Libro rilegato
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2009
pagine: 224
Un tempo la morte di un bambino era frequente ed elaborata dalla mentalità di allora. Ma il decesso prima del battesimo condannava il piccolo defunto al limbo, spazio dell'Aldilà mai veramente accettato dai fedeli. A queste creature non era concessa neppure la sepoltura in terra consacrata; interrate in luoghi incolti, lungo i fiumi, fra le rocce dei monti, il loro spirito secondo le leggende - vagava in cerca di pace e tornava a tormentare i viventi. Il desiderio di dare ai propri figli la salvezza dell'anima è all'origine del rito e dei santuari del "ritorno alla vita", che gli studiosi francesi hanno chiamato à répit, del respiro, e altri della "doppia morte" o della "morte sospesa". I santuari del ritorno alla vita sono piuttosto rari in Italia, ma le Alpi occidentali ne annoverano diversi, dedicati alla Madonna e ad alcuni santi. Davanti alla santa immagine che "abitava" il luogo, si posava - con infinita speranza - il piccolo morto e - fra preghiere e promesse - si imploravano i celesti protettori perché ottenessero da Dio un "miracolo di tenerezza", che attuasse il rovesciamento della situazione, permettendo al bambino di tornare in vita, soltanto il tempo di un respiro. Breve istante fra morte e morte, sufficiente per entrare nella luce dei beati.
La vita negli alpeggi valdostani nella prima metà del Novecento
Alexis Bétemps
Libro: Copertina rigida
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2009
pagine: 256
La grammatica della salvezza
Emanuela Renzetti
Libro: Libro in brossura
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2008
pagine: 304
Summa prophetica
Renucio Boscolo
Libro: Libro rilegato
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2006
pagine: 352
Dopo aver passato 40 anni a studiare il grande Nostradamus ed essersi affermato come il suo massimo studioso ed esperto, all'improvviso e in modo del tutto casuale, Renucio Boscolo compie la tanto attesa scoperta destinata a cambiargli per sempre la vita e rivoluzionare le conoscenze dello scibile umano: Nostradamus non è stato il primo. Un italiano, ingegnere, matematico e astronomo, vissuto nella Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, anticipò di ben 29 anni l'opera del Grande Veggente. Tal Sigismondo Fanti, che si può definire alla stregua di un nuovo Leonardo, infatti, nel suo Triompho di Fortuna, nato come libro di giochi (tutti noi siamo pezzi da gioco e il cielo è il giocatore) probabilmente per garantirne grande diffusione presso la società rinascimentale (ma proprio per questo mai veramente sviscerato a fondo) precedette in XVI centurie l'opera di Nostradamus e fu pertanto il primo che affrontò il dilemma del futuro dell'umanità su vasta scala. Sposando conoscenza e immaginazione, il Fanti, membro di una confraternita senza tempo, arrivò a formulare profezie e visioni interplanetarie fino alle più moderne realizzazioni tecnologiche e alla teoria dell'esistenza di altre forme di vita intelligenti che l'umanità incontrerà. Il tutto in quartine dettagliate dove ipotizza perfino le date attraverso quadranti astrali (la cronologia).
Il mistero della Sindone. Rivelazioni e scoperte nel terzo millennio
Pierluigi Baima Bollone
Libro: Copertina rigida
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2006
pagine: 350
Le ostensioni della Sindone del 1998 e del 2002 hanno richiamato a Torino più di 4 milioni di visitatori e questo prova il grande interesse per l'eccezionale reperto. Al termine si è proceduto a lavori di riparazione che ne hanno veramente mutato la fisionomia e hanno determinato radicali cambiamenti delle conoscenze scientifiche e delle modalità di conservazione. Tali lavori hanno consentito numerosi accertamenti tra cui fotografie digitali della superficie esposta e di quella opposta, che prima non si conosceva perché cucita a una tela di supporto da quasi 500 anni, e la scannerizzazione dell'intera superficie delle due facce. È stato così possibile chiarire molte incertezze interpretative sulla natura e sull'origine del lenzuolo e smentire su base rigorosamente scientifica la radiodatazione con il C14 effettuata nel 1988. Oggi è ragionevole ritenere che la Sindone sia veramente il lenzuolo che avvolse il corpo di Gesù nella tomba. Partendo dall'incendio del 1997, l'autore espone il risultato delle indagini e del processo che ha escluso la matrice dolosa; fornisce un resoconto di quanto successo negli ultimi cinque anni, degli accertamenti che sono stati eseguiti, delle riparazioni e dei temi dei contestatori scientifici; descrive la situazione attuale del reperto e ne analizza le immagini e le lesioni; espone le conoscenze scientifiche attuali sulle tracce identificate sul tessuto, in particolare su sangue, DNA e pollini.