Per l’ideologia oggi in voga la disumanità del lavoro taylorista e fordista ha semplicemente smesso di esistere. Non c’è posto per lavoratori alienati e sfruttati, per un lavoro devastante, senza senso né anima, nella grande narrazione del neoliberismo. Qui dominano soltanto il benessere psicofisico, la partecipazione emotiva ed etica, l’espressione e la conquista di sé, insomma l’autonomia e la felicità di chi produce e consuma. Il libro di Danièle Linhart smaschera questa maniera apparentemente più umana di far lavorare i propri dipendenti. Perché si tratta di un dispositivo manageriale che, con mezzi e retoriche diversi, persegue ostinatamente gli stessi obiettivi del taylorismo e del fordismo: la sottomissione e l’assoggettamento. Attraverso la riduzione dei lavoratori non più a pezzi di un ingranaggio, ma a individui soli e vulnerabili, troppo e nient’altro che umani, incitati alla competizione, all’autosfruttamento e alla servitù volontaria. Una continuità d’intenti e ossessioni che le classiche letture del postfordismo spesso mancano di cogliere.
La commedia umana del lavoro. Dal taylorismo al management neoliberale
| Titolo | La commedia umana del lavoro. Dal taylorismo al management neoliberale |
| Autore | Danièle Linhart |
| Traduttore | Ginevra Scarcia |
| Argomento | Società, scienze sociali e politica Sociologia e antropologia |
| Collana | Piani di volo |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
|
| Pagine | 166 |
| Pubblicazione | 04/2021 |
| ISBN | 9788857575216 |

