Le ragioni dell'arte. Un'iniziazione all'arte dalla preistoria ai giorni nostri
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Le ragioni dell'arte. Un'iniziazione all'arte dalla preistoria ai giorni nostri

Le ragioni dell'arte. Un'iniziazione all'arte dalla preistoria ai giorni nostri
titolo Le ragioni dell'arte. Un'iniziazione all'arte dalla preistoria ai giorni nostri
Autore
Traduttore
Collana Fuori collana
Editore Ponte alle Grazie
Formato
libro Libro: Libro in brossura
Pagine 176
Pubblicazione 10/2022
ISBN 9788833318530
 
19,50
 
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L'arte contemporanea è una lingua cui occorre essere iniziati, esattamente come l'arte di qualunque altro secolo. Per esempio, se non conosciamo la simbolica dell'epoca, non riusciamo a interpretare correttamente il ritratto di Luigi XIV realizzato da Hyacinthe Rigaud; e analogamente, se non sappiamo quanto Jeff Koons sia oggi impegnato nella battaglia a favore dei diritti LGBTQ+, non riusciamo a capire il significato del suo famoso mazzo di tulipani. Percorrendo il cammino che, dalle prime tracce artistiche di Chauvet risalenti a quarantamila anni fa, porta fino al mazzo di Jeff Koons del 2019, vorrei riuscire a vanificare i discorsi di tutti quegli uccelli del malaugurio che pensano che l'arte sia morta, che il Bello non sia più in grado di imporre le proprie regole come ha sempre fatto, e che l'arte contemporanea nella sua totalità meriti di finire nella spazzatura. La verità è che il Bello è un cruccio assolutamente recente nella storia dell'arte e ha pure smesso di esserlo abbastanza in fretta; è durato insomma lo spazio di pochi decenni: tra il 1750, anno in cui Alexander Gottlieb Baumgarten canonizza l'uso moderno del termine «estetica», e il 1826, anno dell'invenzione della fotografia. Sostenere che l'arte contemporanea, avendo smesso di puntare al Bello, non sia più legittimata a considerarsi arte, si rivela quindi una totale sciocchezza.
 

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