Edimedia (Firenze): EME. Enciclopedica Multimediale Edimedia
I Malavoglia
Giovanni Verga
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2021
pagine: 199
Capolavoro indiscusso di Giovanni Verga, I Malavoglia furono pubblicati nel febbraio del 1881 presso l’editore Treves di Milano. Nell’immediatezza dell’uscita, il romanzo non riscosse il successo sperato, vivendo poi una stagione di fortunato recupero a partire dal secondo Dopoguerra, quando critici e letterati di prim’ordine iniziarono a riconoscerne le qualità artistiche, assumendo Verga come maestro della loro stessa arte. Anche il cinema di quegli anni non rimase indifferente alla potenza tragica della vicenda dei Toscano: la storia della famiglia di pescatori siciliani fu infatti portata sul grande schermo nel 1948 dal regista Luchino Visconti, che ne fece una pietra miliare del cinema neorealista.
La bella estate
Cesare Pavese
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2021
pagine: 119
Scritto nel 1940, venne pubblicato solo nel 1949, assieme ad altri due testi brevi, Il diavolo sulle colline e Tre donne sole. Nel romanzo, nella cui trama non si fatica a percepire in falsariga un afflato melanconico ed elegiaco, viene esplorato il delicato momento di passaggio dall’adolescenza all’età adulta, attraverso un traumatico rito di iniziazione che condurrà la protagonista alla perdita della propria innocenza. Il senso di delusione per un’esperienza amorosa ingenuamente vagheggiata (che aveva provato a sbocciare nella “bella estate” sognata da Ginia) condurrà inesorabilmente al disincanto e al ripiegamento in sé. Fa da sottofondo una Torino grigia, crepuscolare, che corrompe e sporca l’anima, luogo metaforico di straniamento e disorientamento generazionale.
Il fu Mattia Pascal
Luigi Pirandello
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2021
pagine: 192
Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse esterne, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film). Le singolari esperienze maturate nel corso della vita da Pascal, che dopo un insperato colpo di fortuna ha la possibilità di cambiare vita e di liberarsi di ogni vincolo sociale, sono il laboratorio narrativo che permette a Pirandello di rappresentare la crisi lacerante dell’uomo novecentesco. Sottoposto alla pressione della dinamica sociale – e tuttavia incapace di strapparsi alle sue consuetudini – Pascal rimane sospeso in un limbo esistenziale privo di vie d’uscita, e dopo essere morto due volte decide di ritirarsi, lontano da tutti e senza identità, nella biblioteca di Miragno, cui affida il resoconto della sua straordinaria vicenda. Una figura che anticipa parte delle riflessioni contenute nell’Umorismo, e che trasmette il senso di fragilità e di straniamento della società civile alle soglie del nuovo secolo. Consapevole di questo trapasso epocale Pirandello elabora una forma di romanzo ibrida, oscillante fra tradizione e innovazione, in cui affiora l’angoscia di chi guarda al futuro col timore di essere, proprio come il suo personaggio, soltanto un’ombra opaca, prigioniera dei propri dubbi e della propria inettitudine.
Decameron
Giovanni Boccaccio
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2021
pagine: 599
Il volume è arricchito da una ricca appendice di risorse online, con QR code che rimandano a documenti disponibili in rete (siti web, testi, articoli, video, interviste, spezzoni di film). L’opera è costruita attorno a cento novelle, che Boccaccio immagina vengano raccontate da dieci giovani in dieci giorni. Il contesto è quello della peste del 1348: sette fanciulle e tre giovani si incontrano nella chiesa di Santa Maria Novella, a Firenze, e decidono di abbandonare la città dilaniata dalla peste per ritirarsi al sicuro nella più salubre campagna. Le novelle, raccontate di giorno in giorno, disegnano un affresco apparentemente caotico e disordinato: una carrellata di personaggi, ambienti e situazioni diverse, che riflettono la molteplicità della vita reale del tempo, spesso chiassosa ed esuberante. A questo apparente caos fa da contraltare la società ordinata che i dieci giovani riescono a ricreare lontano dalle atrocità della peste, affermando un ideale di vita cortese sensibile alle lusinghe della convivialità e dell’amore. Ma se l’amore (anche nella sua declinazione più erotica e materiale) è forse il tema che la tradizione ha maggiormente privilegiato, è il “culto per l’ingegno” quello che meglio qualifica il mondo poetico del Decameron. Esso esprime l’interesse del Boccaccio per l’uomo, per il suo modo di entrare in rapporto con la realtà, per la sua possibilità di modificarla e di rendersi protagonista attivo. L’ingegno è capacità di agire, è esperienza del mondo, è capacità di incidere sugli eventi, è “virtù” intesa in senso utilitaristico e premachiavellico.
Mafarka il futurista
Filippo Tommaso Marinetti
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 276
Opera visionaria in cui si fondono mito, poesia e velleitarismo tecnocratico. Mafarka, eroe e demiurgo, incarna in sé il sogno palingenetico del Futurismo: un uomo che si libera di Dio, dalla natura, dalla donna e dalla morale, e che arriva a generare un figlio meccanico, simbolo di un’umanità che ha trasceso se stessa. In questa parabola titanica, Marinetti celebra la forza e la violenza come valori rigeneratori, opponendo al sentimentalismo e alla morale solidaristica cristiana l’etica dell’azione, del dominio, della sopraffazione maschile e maschilista. La scrittura, satura di immagini e metafore metalliche, di voli meccanici e di aspirazioni a un superomismo suprematistico, anticipa l’estetica delle avanguardie e il culto della velocità, del dinamismo e dell’energia rigeneratrice. Ebbrezza della modernità dietro cui pare già intravedere in controluce tragedie prossime venture: il culto del leader-duce, la riduzione della massa a ingranaggio insignificante, la fede nella guerra come strumento di igiene del mondo. Mafarka il futurista è così un testo centrale per comprendere non solo il Futurismo, ma anche i miti che travolti dal loro stesso fervore prometeico contribuiranno a generare i totalitarismi novecenteschi. Opera di straordinaria potenza linguistica e immaginativa, Mafarka resta un monumento dal fascino esiziale: canto di rivolta e velleitario sogno poetico di un superuomo nietzschiano destinato di lì a poco a dover fare i conti con le macerie di un’Europa devastata.
I promessi sposi illustrati
Alessandro Manzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 632
Ambientato nella Lombardia del Seicento, sotto la dominazione spagnola, il libro intreccia la storia d’amore di Renzo e Lucia con le vicende politiche, sociali e morali di un intero popolo oppresso da ingiustizie, guerre e pestilenze. La vicenda prende avvio dal sopruso di Don Rodrigo, signorotto arrogante che tenta di impedire le nozze dei due giovani. Attorno a loro si muove un’umanità varia e indimenticabile: Fra Cristoforo, simbolo di carità e coraggio; Don Abbondio, pavido curato che teme i potenti; l’Innominato, il tiranno redento dalla grazia; Gertrude, la monaca di Monza prigioniera del proprio destino. Attraverso l’ironia, la compassione e una limpida profondità morale, Manzoni costruisce un affresco grandioso dell’Italia preunitaria, denunciando la miseria e la sopraffazione, ma anche celebrando la forza della fede, della Provvidenza e della dignità umana. La lingua del romanzo, rifusa più volte dall’autore per raggiungere la chiarezza e l’eleganza del “fiorentino vivo”, diventa il punto di riferimento della lingua italiana moderna. Romanzo storico, sociale e insieme spirituale, I promessi sposi è una meditazione sulla libertà e sulla giustizia, sul male e sulla redenzione, sulla speranza che resiste anche nel dolore.
Don Giovanni in Sicilia
Vitaliano Brancati
Libro: Libro in brossura
editore: Edimedia (Firenze)
anno edizione: 2026
pagine: 136
Al centro del romanzo è Giovanni Percolla, trentenne catanese che vive circondato da un piccolo mondo caldo e protetto, un universo domestico popolato da zie premurose, amici indulgenti e una quotidianità che scorre lenta e quasi ovattata. La Sicilia che Brancati tratteggia più che un luogo geografico è un clima dell’anima, dove l’ozio diventa filosofia e il desiderio spesso rimane sospeso, più immaginato che vissuto. Un dongiovannismo assolutamente anomalo: le sue conquiste sono più spesso fantasie che trionfi, proiezioni di una mascolinità immaginaria che gli consente di sentirsi vivo e desiderabile senza mettere davvero in gioco se stesso, personaggio comico e malinconico al tempo stesso. Con una scrittura limpida, ironica e implacabile, Brancati smonta dall’interno i miti della virilità mediterranea, mostrando quanto spesso si fondino su fragilità intime, insicurezze non confessate, paure travestite da spavalderia. Ogni gesto di Giovanni, ogni sua esitazione, rivela l’enorme distanza tra ciò che sogna e ciò che realmente accade, tra il racconto che fa di sé e la sua autentica esperienza del mondo. Ma in fondo, quelle innocue fantasie erotiche funzionano anche come un velo dietro cui schermirsi dai proclami, altrettanto velleitari ma assai più devastanti, in quegli anni diffusi dal fascismo. Il velleitarismo erotico diventava allora il riflesso deformato di un più diffuso velleitarismo eroico-guerresco, ben più minaccioso e destinato a tradursi, di lì a poco, in immani catastrofi.

