Aragno
La pazienza della storia
Luigi Salvatorelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Luigi Salvatorelli è innanzitutto la sua terra. Un riflesso del paesaggio indigeno, come egli stesso, nato nel 1886 a Marsciano, un villaggio dell'Umbria "minore", "umile", scruta, di carattere in carattere: "ampiezza distesa di linee, vastità di orizzonti, assenza di asprezze, di cime, di avvallamenti temperanza - di colori e funzione di toni". È l'humus geografico della "pazienza della Storia". L'egida che sempre scorterà Luigi Salvatorelli, da Salvatorelli evocata su "La Stampa" il 2 gennaio 1923, poco dopo la marcia su Roma, entrando "il problema germanico, nodo centrale della situazione europea, in una fase che potrebbe anche appellarsi definitiva, ma di un definitivo assai più simile alla catastrofe che alla soluzione". Onorando nelle stagioni una divisa mai sgualcita: "Noi teniamo fede a valori, oggi, eminentemente inattuali: al pensiero, alla fraternità umana, alla coscienza individuale. Ma non avendo interessi da difendere né ambizioni da soddisfare, possiamo permetterci di aver pazienza: la pazienza della storia". Prefazione di Bruno Quaranta.
Memorie della mia vita
Edward Gibbon
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Le "Memorie della mia vita" formano l'autobiografia di Edward Gibbon (1737-1794), l'autore della celebre "Storia del declino e caduta dell'impero romano". Costituiscono un'eccezionale testimonianza dell'uomo, dello studioso e di un'epoca intera, quella della "repubblica settecentesca degli Stati europei" (J.G.A. Pocock), sfociata quasi suo malgrado nella rivoluzione francese, ovverosia l'età dei Lumi, o più tardi, se si preferisce, dell'Antico Regime. Un'epoca riconsiderata dal comodo riparo di Losanna, dopo il trambusto parlamentare di Londra e le fugaci sensazioni di Parigi e italiane, nella prospettiva di un Inglese che temeva di aver disimparato a esser tale e sotto l'impressione terrifica della rivoluzione, alla ricerca di una giustificazione di quel suo capolavoro, quando filosofia e antiquaria erano giunte a fondersi in un genere irripetibile di storia (A. Momigliano). Dietro la maschera di un ironico distacco, fra l'applauso del bel mondo e le contumelie dei teologi, la vita di "società e studi" del gentiluomo letterato si riassume in quel che infine essa fu, forse non solo nel caso di Gibbon: il raggiunto equilibrio, faticoso e instabile, di una malinconica felicità terrena e di una controversa fama di scrittore.
A cena dal papa e altre storie
Jas Gawronski
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
"Una carriera folgorante, dalla Polonia, sua seconda patria dopo l'Italia, lo ha portato in ogni parte del mondo, alternando la macchina da scrivere con la macchina da presa. Incalzato da una inquietudine più slava che latina, il nomade Jas sarebbe apparso accanto ai maggiori e più diversi personaggi del nostro tempo. Ne troverete una selezione in questo libro." (Enzo Bettiza)
Al servizio del mio Paese
Nerio Nesi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Nerio Nesi è l'ultimo rappresentante di un socialismo attivo e militante, appassionato e lucido, coraggioso e attento, talvolta spavaldo e aggressivo e altre prudente e astuto, ma "ultimo". Grand commis dello Stato, manager e finanziere, e poi massimo banchiere italiano, politico e uomo di partito nel PSI. In altri termini, quello che abbiamo sotto mano più che il libro di un testimone del suo tempo è "quasi" una autobiografia di uno degli attori che lo hanno animato. Prefazione di Luigi Bonanate.
Un amore trascorso
Sergio Anelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Un ragazzo e una ragazza, neolaureati, si innamorano intensamente durante il clima fervido di idee e di conflitti del post sessantotto. L'incontro con un editore li porta a conoscere tre narratori: Pier Paolo, Italo e Gunter, che in modo diverso interpretano i vari aspetti del tempo che stanno vivendo. I due giovani riescono a ottenere da ognuno degli scrittori un testo inedito, da pubblicare, per l'editore. La discussione e l'approfondimento su quegli scritti, riproposti dall'autore nel romanzo, scandisce e segna le tappe sentimentali e erotiche dei due innamorati. Gli intrecci tormentati del loro rapporto, tra impegno politico, analisi psicanalitiche e riflessioni su sesso e amore, si svolgono sul filo delle aspirazioni politiche e morali, delle tensioni personali e delle illusioni di formazione delle generazioni dell'ultima parte del secolo scorso. Fino al momento di assistere al crollo epocale delle loro mitologie.
Il mago dei prodigi
Pietro Boragina
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Il libro racconta la vita di Gianni Ratto (Milano 1916-San Paolo del Brasile 2005), scenografo, regista, attore e scrittore. A Genova, città natale della madre, dove Ratto trascorse la sua adolescenza e fece le sue prime esperienze teatrali, decisivo fu l'incontro con Gordon Craig e l'architetto Mario Labò, che Ratto considerò suoi maestri. Alla fine della guerra, trasferitosi a Milano, con Giorgio Strehler e Paolo Grassi, fondò il Piccolo Teatro di Milano di cui fu scenografo e collaboratore per molti spettacoli a cominciare da "L'albergo dei poveri" di Maxim Gorkij che segnò l'avvio, il 14 maggio 1947, del primo Teatro Stabile Italiano. Assertore di una idea di scenografia che fosse "personaggio" attivo dello spettacolo, frutto di una unione di intenti col regista, Ratto fu anche collaboratore del Teatro alla Scala, del Maggio Musicale Fiorentino e di altre importanti istituzioni teatrali, lavorando al tempo stesso con primarie compagnie. Convinto che nella sua professione "tutto gli fosse utile" non disdegnò di occuparsi delle scene e dei costumi per alcune riviste musicali, tra cui, su tutte, "Al Grand Hotel" di Garinei e Giovannini con Wanda Osiris. Al culmine della carriera, ancor giovane e acclamato scenografo, nel 1954, abbandonò l'Italia per trasferirsi in Brasile "alla ricerca di una nuova erotica purezza teatrale". In Brasile, Gianni Ratto diresse teatri, fece l'attore, il regista, lo scenografo, l'insegnante, rinnovando la scena teatrale brasiliana.
Concetto di filologia e cultura classica
Antonio Bernardini, Gaetano Righi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
La più bella poesia del libro e altre anomalie
Ennio Cavalli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Una delle sorprese, se non delle 'anomalie', di questo nuovo libro di Ennio Cavalli è la sua fascinosa, sinergica vocazione 'teatrale'. Dal brillante taglio performativo della suite iniziale (con tanto di note di regia) ai "Dialoghi col pappagallo", dove un emblematico alter ego incalza e provoca, all'abbozzo di trama ultimativa (riscatto e precipizio da interno borghese) per la dura favola di Orfeo e Euridice: paletti del copione, i quasi cinematografici "Esterno giorno, Esterno notte". Poi la rappresentazione laica del "Sogno di Maria", con l'accidentata parabola di un Messia indifeso e la scabrosa "Apocalisse" ("Non sarà giugno né marzo / non sarà un mese dei nostri / nessun giorno preciso / nessun giorno per caso. // Ci sveglierà un balbettio di lavandini otturati, / non serviranno ventose o chimica dei granuli..."). Visionarietà e investigazione si riflettono nei versi sulla "Natura", aggirano la dimensione spazio-temporale con "Sogni" ("Alla fine dell'immaginazione / si può vivere di sogni? / O il convento passa solo fumetti?"), indorano di ironia piccole e grandi illuminazioni ("Poesie biforcute", "Amori screanzati", "Dubbi e tabelline"). In tutto questo, la forza di uno stile e di un pensiero che, opera dopo opera, aggiunge estro ed esiti alla poesia contemporanea.
Poesie 1952-2003
Grytzko Mascioni
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
L'amore, il viaggio, il confine eletto a emblema identitario e metafora dell' "altrove": sono solo alcuni dei temi con i quali si è confrontata la poesia di Grytzko Mascioni nell'arco di un cinquantennio, dalle precoci prove adolescenziali in ambito lombardo-retico fino alla maturità nomade, spesa instancabilmente tra Svizzera, Grecia, Croazia e Francia. La lirica di Mascioni rappresenta la narrazione di un itinerario esistenziale, una sorta di mitologia privata che si esplica attraverso una concezione classica del fare poetico, animato da uno stato di grazia autenticamente mozartiano. Con una testimonianza di Andrea Zanzotto.
Scorciatoie per l'abisso
Mario Andrea Rigoni
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Le venti "Scorciatoie per l'abisso" spigolate in questo libro da una messe assai più ricca, raccolto di più di trent'anni di collaborazione al "Corriere della Sera", spaziano dall'antichità al Novecento, aprendo squarci sulle fastosa crudeltà del Rinascimento italiano come di quello americano, sulle rivelazioni dell'anamorfosi, sugli esiti dell'ubris romantica e, infine, sulla nostalgia palingenetica dei moderni. Una geografia infera si delinea appena sotto la trama degli eventi mondani, dove ogni meraviglia naturale o eccellenza umana è insidiata da un furore annientante, da un'impietosa ironia.
Brevi e semibrevi
Guido Sasso
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
"Viene in mente, leggendo le poesie di brevi e semibrevi, un brano del trattato 'Del romanzo storico' di Manzoni (1850), nel quale lo scrittore, tormentato dal rapporto tra finzione poetica e vero storico, definisce che cosa sia per lui il linguaggio poetico. Quando si discosta dal linguaggio comune, il poeta "non lo fa, o lo fa ben di rado, e ancor più di rado felicemente, con l'inventar vocaboli novi, come fanno, e devono fare, i trovatori di verità scientifiche; ma con accozzi inusitati di vocaboli usitati; appunto perché il proprio dell'arte sua è, non tanto d'insegnar cose nove, quanto di rilevare aspetti novi di cose note; e il mezzo più naturale a ciò è di mettere in relazioni nove i vocaboli significanti cose note". Si dirà che questa mia citazione dipende dall'abito del vecchio professore (se non del consumato retore alla ricerca di una chiusa ad effetto); e che, in ogni modo, le idee poetiche del Manzoni non sono quelle di Guido Sasso, che certo non ne sarà stato minimamente influenzato. Forse è così. Ma resta il fatto di una tangenza tra 'vocaboli usitati' e originalità di risultati; e c'è in più la fiducia - questa non certo manzoniana - nel potere creatore della poesia." (Luca Serianni)

