Aragno
Elogio del plagio. Storia, tra scandali e processi, della sottile arte di copiare da Marziale al web
Luigi Mascheroni
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Chi ha detto che il plagio è un delitto? La scrittura, come la pittura, il cinema, la musica, da sempre si nutre di ispirazioni, prestiti e contaminazioni. Dagli antichi ai postmoderni, tra scandali, accuse, processi, casi editoriali e polemiche giornalistiche, quella del plagio è una lunga storia di echi, calchi, scopiazzature, "citazioni". Dagli autori classici alla narrativa di consumo, dai premi Nobel ai bestselleristi, dagli accademici alle grandi penne, dai romanzieri di culto a quelli di moda, tutti in qualche modo "copiano": alcuni in maniera elegante, altri spudoratamente. Ma è davvero un crimine? Il plagio, quando non è puro copia-e-incolla ma rielaborazione creativa di un "originale", può sortire effetti artistici sorprendenti. Catullo si ispirò alla vena poetica di Saffo, La Fontaine lesse molto bene Esopo, Molière usò un po' troppo disinvoltamente Plauto. E poi ci sono Charles Dickens, Bertolt Brecht, Stephen King... E da noi? Emilio Salgari plagiò per denaro, Luigi Pirandello per andare in fretta in cattedra, Enzo Siciliano per "distrazione", Susanna Tamaro senza accorgersene, Melania Mazzucco "per caso"... Insomma, dal copiare non si salva nessuno, o quasi. Del resto, senza il plagio la letteratura sarebbe molto più povera, e il giornalismo non esisterebbe neppure. Perché, come diceva quel tale che sul tema era molto ferrato, "i veri geni copiano".
Chateaubriand
Charles A. Sainte-Beuve
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Era il pomeriggio del 18 febbraio 1834 quando, nel salotto di Juliette Récamier, Lenormant cominciò a rendere 'pubblico' l'ancora inedito "Mémoires de ma vie". L'autore le vagheggiava da almeno trent'anni. Per assistere alla letture e cominciare a far conoscere la nuova opera di Chateaubriand, un vero e proprio resumé di una vita, di cui da tempo si parlava, madame Récamier aveva accolto in salotto, oculatamente selezionati, i più promettenti giovani letterati e i redattori di importanti giornali. Attorno al 'lettore di turno' si trovarono così Charles-Augustin de Sainte-Beuve, allora trentenne, Edgar Quinet, Alfred Nettement, Léonce de Lavergne... La 'promozione' del libro che ancora non c'era, abilmente orchestrata, fu accolta con interessato favore. I Mémoires di Chateaubriand, a parte la sua interpretazione di fatti pubblici e privati, ripercorrevano, dal suo punto di vista con ovviamente impuntature caratteriali, uno dei periodi più controversi e discussi della storia di Francia. L'agognante pubblica curiosità sarebbe stata soddisfatta. Le memorie erano un mélange tra lo Chateaubriand privato, volto a esaltare i propri sentimenti con lirismo romantico, e lo Chateaubriand pubblico, evocante un'epoca con il piglio del memorialista. Prefazione di Giuseppe Marcenaro.
Le lontananze
Gian Piero Bona
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
"Chi si muove sulla Terra verso la propria origine misteriosa si fa poeta. Egli la raggiunge sulla via rischiosa del navigante che torna in patria. L'uomo differente compie questo cammino, struggendosi nella lontananza, e cantando la propria origine vi si approssima. Così poetare è un rientro, è il dirigersi verso l'approdo definitivo, nel viaggio sorprendente". Nella misura della sua autentica classicità Gian Piero Bona riassume la poetica, in lui costante, delle grandi metafore: dolorosa differenza nell'attuale, malinconica lontananza degli oggetti, moderno coraggio del canto, viaggio pauroso nello sconosciuto, mirabile sorpresa della vita. Poesia visionaria, panica, dunque, "mélos" come forma trascesa del quotidiano, in una depurazione e rasserenamento di modi alla ricerca di valori estremi; eppure con un'ansia fisica e uno strazio del cuore, duro pedaggio del traghetto, pieno di ospiti invisibili, verso l'ignoto, attraverso una Natura immensamente amata.
Oltre i titoli di coda
Giovanna Marmo
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Il titolo di questa raccolta di Giovanna Marmo, "Oltre i titoli di coda", ci segnala che siamo nel campo della visione, come già accadeva con il precedente "Occhio da cui tutto ride". L'occhio, il vedere, dunque, e i suoi confini: le palpebre e quel loro oltre che inesorabili rimandano a un invisibile che siamo abituati a pensare nero, assenza di luce, e che qui ci appare piuttosto come un nitore, un candore abbagliante, privo d'interferenze.
Mollino fuoriserie
Alessandra Ruffino
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Integrato da 40 immagini, questo racconto critico invoglia a leggere o rileggere la singolarissima figura di Carlo Mollino (1905-1973) oltre i termini della professione di architetto e designer per la quale gode di fama mondiale. La scommessa è quella di provare ad avvicinare il maestro torinese attraverso le sue scritture e le sue letture, partendo dalle prove narrative incompiute composte in gioventù e guardando la sua personalità fuoriserie e l'insieme della sua opera 'dalla biblioteca'. Racconti, saggi, disegni, progetti, fotografie e architetture fan tutti parte, a egual diritto, di quel totalizzante "pensare con la carta" che muove in Mollino una creatività nella quale (come indicò Carlo Levi nel primo testo critico dedicato all'architetto, 1938) l'insolubile intreccio di ispirazione letteraria e arbitrio inventivo rappresenta una distintiva nota di stile. E se, come han detto, il personaggio-Mollino resta insondabile, battere il fuoripista del Mollino letterato potrebbe non essere vano e magari, anzi, proprio grazie allo scarto inatteso, far luce su qualche aspetto in ombra della complessa opera di uno che ha raccomandato e praticato per quarant'anni lo "slittamento nell'inutile".
Il principe-Discorsi sulla prima deca di Tito Livio
Niccolò Machiavelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Litre d'ënvern
Remigio Bertolino
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Remigio Bertolino scava nel segreto della lettera. Non riproduzione di fedeltà antropologica, ma trasmutazione alchemica, un mondo capace di liberare tesori. Viene da qui la 'grazia' delle sue parole esatte, precise, concrete, in cui vibra la risonanza (mai la ridondanza) del 'vento' che le muove. Quanto prosastica questa musa? Non direi prosastica se non per derivazione, per ambientazione, per habitat. Luoghi remoti, addirittura eremitici. Montagna povera, fatica, solitudine e silenzi. Figure defilate e però fantasiose, fantasticanti, fantasmatiche, persino favolose, fiabesche. Ma di certo non prosastica nella scansione dei versi, sempre collocati di giustezza. Le creature di Bertolino sono creature di poesia, che contraddicono la fatica e la povertà della loro esistenza attraverso un linguaggio solo apparentemente 'naturale'. E tuttavia è nelle loro confessioni commoventi, nelle ruggini delle loro voci ricreate che si rivela la poesia di una terra tanto desolata quanto ricca, ricca di una sua evidenza figurale: terra che si condensa in assoluto. Una sorta di fiaba senza fine, fatta di incanti e di orrori, fatta voci di morti e di vittime immolate, portatrici redente di un riscatto, che solo alla poesia s'appartiene.
L'uranio di Saddam
Tommaso Gioffreda
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
È la storia romanzata dell'incredibile vicenda umana e spirituale di un soldato italiano in un Iraq devastato dal terrorismo e dalle lotte interne, in attesa dell'esito delle prime elezioni democratiche e della conclusione al processo a Saddam Hussein. Protagonista del libro è l'alter ego dell'autore: il Tenente Tommaso Lorusso, carabiniere in missione al seguito di un team antiterrorismo di militari americani. Proprio questa sua esperienza diretta, rende lo scritto un memoriale vivido ed autentico, una drammatica testimonianza della crudezza del vivere o, sopravvivere, con la speranza di non essere inghiottiti dalla scatola di sabbia, come laconicamente venivano chiamati quei luoghi carichi di insidie e portatori di una quotidianità faticosa, logorante, aspra. Nel deserto della propria solitudine, fra gli spasmi della nostalgia verso i propri cari, matura, giorno dopo giorno, l'esistenza di Lorusso, che lotta per non farsi travolgere dallo sconforto e dall'alienazione. Nell'inesorabile sequenza di giorni tutti uguali, pregni di violenza e di paure, Lorusso riesce a ritagliarsi una dimensione umana, dove trovare rifugio nei momenti bui. E riesce, così, a cogliere il fascino e la magia di quella terra ed il suo immenso patrimonio di civiltà, annichilito da anni di vessazioni e patimenti. Si troverà suo malgrado coinvolto nella lotta, tra alcune lobby di potere, per impossessarsi dell'Uranio di Saddam...
L'impronta
Federico Italiano
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
"L'impronta", così s'intitola il nuovo libro di Federico Italiano. E di tracce di coerenza, di una poetica compatta fedelmente tradotta nei versi, il che non sempre, lo sappiamo, accade, è disseminata l'opera di quest'autore, sin dalla raccolta d'esordio, "Nella costanza" (2003), che porta in esergo alcuni versi di William Shakespeare. Poesia filologica quindi, cartografica, poesia inesorabilmente colta.
Della vita d'Emmanuel Filiberto
Giovanni Tosi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
Il De vita Emmanuelis Philiberti, pubblicato nel 1596, fu commissionato all'umanista milanese Giovanni Tosi (Ioannes Tonsus) dal duca Carlo Emanuele I che intendeva onorare la memoria di suo padre e rafforzare il prestigio della stirpe sabauda presso le altre corti europee. La biografia, a questo scopo scritta in latino, non è però un semplice resoconto delle imprese del Duca, ma è opera assai complessa e si presta a molteplici letture. La vita di Emanuele Filiberto, grande condottiero, statista e uomo di cultura, si intreccia infatti alle vicende della storia europea e dei suoi protagonisti, ripercorsi dall'autore in due libri scanditi dalla pace di Cateau Cambrésis. Il De vita supera così i confini della biografia celebrativa costruita secondo il modello umanistico e diviene una fonte privilegiata per comprendere i molteplici aspetti del mondo cinquecentesco. Il ritrovamento della traduzione italiana preparata dallo stesso Tosi, rimasta manoscritta e qui presentata a fronte del testo latino, permette ora la rara opportunità di leggere e confrontare le due redazioni dell'opera, mentre le note biografiche, che identificano ciascuno dei personaggi citati, consentono di recepire la fitta trama di relazioni tra Emanuele Filiberto e le corti di antico regime e di restituire nella sua integrità un grande affresco storico.
La biblioteca classica di Vittorio Alfieri
Clara Domenici
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
La biblioteca, di cui Vittorio Alfieri venne privato a causa della fuga da Parigi, fu da lui stesso ricostituita a Firenze nel 1794 a Palazzo Gianfigliazzi, ultima sua dimora. Qui si diede non solo a riordinare i libri superstiti ma anche a ricomprare le belle edizioni perdute e, spinto dal nuovo interesse per la lingua di Omero, ad arricchire la collezione con l'acquisto di molte opere di autori greci, sia in originale che corredate di traduzioni latine, apponendovi di suo pugno fitte note, linguistiche ed esplicative o di carattere estetico e politico. Questo volume, ordinato in schede alfabetiche, nelle quali viene pure trascritta gran parte delle postille autografe, restituisce la ricchezza non solo quantitativa dello straordinario patrimonio librario classico del poeta e permette di addentrarsi nell'officina alfieriana, illuminandone l'incessante e dinamico colloquio con gli antichi, dal quale scaturiscono, negli anni estremi della sua vita, le affascinanti versioni dal greco e la scrittura delle commedie.

