Aragno
Polvere e pioggia
Ermanno Bencivenga
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2010
Edgar Allan Poe ha scritto di un verme conquistatore in cui si risolve il dramma dell'umanità; i testi sacri ci hanno insegnato che ogni ambizione e avventura, ogni piramide e cattedrale, ogni promessa e speranza, nasce dalla polvere e alla polvere è destinata a ritornare. Bencivenga parte da questa intuizione e declina il trionfo della polvere, innanzitutto, come onnipresenza linguistica. Le metamorfosi semantiche della polvere, osserva Giuseppe Ledda nella sua postfazione, comprendono non solo la polvere dei secoli e le torri e i miti caduti biblicamente nella polvere, ma anche la polvere di stelle e la polvere da sparo, la polvere d.oro e quella «più bianca della farina» con cui si cerca un'«estasi a buon mercato». La polvere che gli zoccoli dei cavalli sollevano nella piana e quella cui il ragionamento logico riduce le nostre abitudini. Granelli che si agitano nel vento, come si agitano le gocce di pioggia che li imitano e li contrastano. Ma in questa tormenta si disegna una possibile, temporanea, arrischiata salvezza. Potrà forse venire dalla spontanea, casuale aggregazione dei granelli e delle gocce, che qui ripetutamente si addensano passando dalla scansionemetrica della poesia alla compattezza (illusoria?) della prosa. O forse, invece, dall'accettare la frammentazione, la perdita di una sicura identità, la fusione con l'altro e nell'altro.
La campana di vetro verde
Mario Bretone
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2010
«Il buon dio si nasconde nel dettaglio». L'adagio compare nel capitolo finale, dal contenuto iconografico, ma circola tacitamente altrove. È un dettaglio, il fascio di luce di una lampada: nella stanza con le finestre oscurate per la guerra; su uno scrittoio in tempi tranquilli; in un'aula dove si fa lezione; nel silenzio di una biblioteca pubblica. Queste pagine ripercorrono lungo sentieri inconsueti una vita di studi. Ritraggono persone reali, umili e grandi, distanti o vicine nel tempo, e figure della fantasia. Una città soprattutto vi prende forma, fra luci e ombre, in una sua momentanea evidenza storica o come luogo durevole della memoria.
Cronache teatrali 1915-1920
Antonio Gramsci
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2010
Le critiche teatrali di Gramsci dal '15 al '20 non sono ancora note come meritano. Pubblicate in gran parte per la prima volta nel sesto volume delle Opere presso Einaudi nel lontano 1950, vennero riedite con alcune nuove attribuzioni in appendice a quattro raccolte di articoli torinesi di Gramsci, apparse sempre presso Einaudi nel 1980, '82, '84 e '87 (le cinque edizioni citate sono da gran tempo esaurite). La presente edizione le ripropone tutte integralmente, in ordine cronologico. L'ampia introduzione di Guido Davico Bonino, oltre a sottolineare la carica etico-civile dell'impegno cronistico gramsciano, fa' da guida al lettore all'interno di un lavoro minuzioso e fittissimo, che non esita ad affrontare alcuni dei nodi cruciali della scena italiana ed europea del primo Novecento: dal teatro delle passioni morali alla Ibsen o alla Andreev a Pirandello e al pirandellismo, ai futuristi, ai grotteschi, mentre penetra nel nucleo dell'interpretazione scenica, battendo in breccia alcuni miti della tradizione tardo ottocentesca, come quello del Primattore e invocando all'opposto il rispetto della collettività attorale, grazie alla quale soltanto l'opera teatrale svela tutti i suoi variegati messaggi.

