Asterios
Vie traverse. Lukàcs e Anders a confronto
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 208
Il confronto tra G. Lukàcs e G. Anders è, dir poco, singolare, vista la lontananza teoretica tra due autori che hanno comunque lasciato un'impronta indelebile sulla scena filosofica del '900. La riproposizione di un sorprendente carteggio inedito in italiano, fra loro intercorso a fasi intermittenti tra il 1964 e il 1971, può essere l'occasione di esplorare vie oblique e insieme convergenti che investono questioni urgenti e drammatiche della contemporaneità (l'estraneazione e la manipolazione dell'uomo, l'invasività della tecnica moderna, l'interesse per Kafka, la militanza politica, il socialismo, il pacifismo e l'appello in difesa di Angela Davis). I saggi del presente volume tentano di approfondire l'analisi al riparo da facili schematismi e pregiudizi ideologici.
L'obsoleta mentalità di mercato. Scritti 1922-1957
Karl Polanyi
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 330
L’interesse per Karl Polanyi continua ad aumentare nell’epoca del neoliberismo globale. Oltre mezzo secolo dopo la sua morte e tre quarti di secolo dopo la pubblicazione della sua opera più famosa, "La grande trasformazione", Polanyi può aiutarci a conoscere e ad affrontare problemi attuali. Egli spiega la genesi, la particolare natura e la storia della nostra società, tenendo a precisare, all’inizio di quell’opera, che egli parla del passato per l’urgenza di pensare al futuro. Se le sue analisi restano oggetto di interpretazioni diverse e controverse non è solo per la loro profondità, ma anche per la sensibilità politica di cui sono intrise, e che sollecitano nel lettore. Resta urgente l’interrogativo da lui posto in un articolo del 1947: riusciremo ad adattare creativamente l’economia “alle esigenze dell’esistenza umana”? Questo volume, che comprende tale articolo e da esso prende il titolo, intende contribuire alla discussione su Polanyi – ma non solo – presentando suoi scritti dal 1922 al 1957, alcuni noti ma difficilmente reperibili, altri mai pubblicati o mai tradotti.
Dieci brevi lezioni di critica dell'economia politica. La rivoluzione culturale per capire e affrontare la disoccupazione
Giovanni Mazzetti
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 220
Quando in futuro si cercherà di dare un senso alla nostra epoca si dirà che è stata l’epoca del letargo sociale. Come molte specie animali che, di fronte alle difficoltà di vivere l’inverno, hanno elaborato un meccanismo difensivo di rifugio nell’inattività, così la nostra società, investita dall’inverno della crisi, si comporta come un orso addormentato nella sua tana. Sopravvive sonnecchiando e raschiando il fondo delle conquiste di cui ha goduto con lo stato sociale keynesiano. Ma il letargo non può essere infinito, pena la morte per inedia. Ma il sacrificio di due generazioni sarà sufficiente a risvegliare la società dal suo letargo? C’è qualche germoglio primaverile che possa finalmente sollecitare il senso comune a riaprire gli occhi e ad assumere su di sé il compito di comprendere che cosa sta succedendo? Nel testo l’autore tenta la difficile operazione di confrontarsi criticamente con la storia e con le interpretazioni della crisi che circolano attualmente nella società, per fornire la base del rivoluzionamento culturale di cui c’è urgente bisogno. Ciò che può scaturire solo da una serrata critica dell’approccio economico oggi prevalente.
Non per noi ma per tutti. La lotta dei riders e il futuro del mondo del lavoro
Nicola Quondamatteo
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 94
Questo libro racconta l'esperienza di organizzazione dei riders bolognesi e la loro lotta per i diritti. Il testo spiega che non si tratta di processi nuovi, ma della radicalizzazione di tendenze del capitalismo contemporaneo che si manifestano da tempo. L'attacco ai diritti del lavoro e la sua precarizzazione sono costanti nel trentennio neoliberista. L'uberizzazione inizia infatti con i processi di outsourcing e tocca il suo apice con Uber e Deliveroo. Le piattaforme digitali operano una fuga dai diritti del lavoro e promuovono una narrazione per cui gli autisti piuttosto che i riders sono lavoratori autonomi. Il libro dimostra che i soggetti sociali, come i fattorini bolognesi, possono opporre resistenza a logiche di disciplinamento così pervasive. Dove le imprese promuovono isolamento, possono verificarsi fenomeni di cooperazione e organizzazione collettiva. Nella loro lotta i riders bolognesi hanno chiamato in causa la politica mettendo in evidenza il ruolo importante del decisore pubblico. La Carta dei diritti di Bologna e la possibilità di un intervento legislativo del governo per frenare la fuga dalla subordinazione sono esempi della possibilità di costituire regole per riequilibrare i rapporti di forza tra imprese e lavoratori. La vicenda dei riders parla a tutto il mondo del lavoro. Il riconoscimento della subordinazione non c'è in molti call center, con i voucher, con le false partite iva. La sorveglianza digitale e i dispositivi di valutazione sono temi di interesse generale, mentre il cottimo sta ritornando in molti settori economici. La lotta dei riders, per queste ragioni, ha ottenuto una grande visibilità: è un paradigma di quanto avviene in tante periferie del mondo produttivo, tra sfruttamento e forme embrionali di organizzazione dei lavoratori.
Frankenstein
Mary Shelley, Angelo Feltrin
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 40
Frankenstein, ovvero l'eterna ricerca di risposte che porta l'uomo a varcare le soglie del possibile guardando nelle profondità dell'abisso, è croce e delizia di quest'opera la quale riesce a unire il gotico, l'horror e il fantasy con il dramma. Il dramma di un mostro, creato in egual proporzione dal genio e dalla follia dell'uomo, diventa allegoria del sublime, del diverso, di ciò che è causa di profonda inquietudine, a volte addirittura di terrore. Una creatura capace di entrare nell'immaginario comune e lì mettere le radici, proprio perché in essa è contenuto l'archetipo, il primordio dell'orrore che attanaglia l'uomo e ne diventa parte integrante. In questa rivisitazione del celebre romanzo, a prevalere è proprio l'aspetto possente, pesante, afflitto, del protagonista che sembra gridare, citando Milton: «Ti chiesi io, Creatore, dall'argilla di crearmi uomo, ti chiesi io dall'oscurità di promuovermi...?».
Logos sinodale. La missione della Chiesa ortodossa nel mondo. I documenti del santo e grande sinodo della Chiesa ortodossa (Creta, 2016)
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 106
Il contributo della Chiesa Ortodossa alla realizzazione della pace, della giustizia, della libertà, della fraternità e dell'amore tra i popoli e l'eliminazione delle discriminazioni razziali e di ogni altro tipo. "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna" (Gv. 3,16). La Chiesa di Cristo vive "nel mondo", ma non è "del mondo" (cfr. Gv. 17, li e 14-15). La Chiesa, quale Corpo del Logos incarnato di Dio (Giovanni Crisostomo, Omelia prima dell'esilio, 2 PG 52, 429) è la "presenza" vivente, il segno e l'immagine del Regno del Dio Trino nella storia, che annuncia la buona novella di "una nuova creazione" (2 Cor. 5,17), "cieli nuovi e una nuova terra, nei quali abita la giustizia" (2 Pt. 3,13). Un mondo, nel quale Dio "asciugherà ogni lacrima dagli occhi [degli uomini] e non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno" (Ap. 21, 4-5). La Chiesa vive e gusta questa attesa, in particolare ogni volta che celebra la Divina Eucarestia, riunendo "insieme" (i Cor. 11,17) i figli dispersi di Dio (Gv. 11,52) in un solo corpo, senza distinzione di razza, di sesso, di età, di stato sociale o altro, là dove "non vi è né Giudeo né Greco, né servo né libero, né più uomo né donna" (Gal. 3,28, cfr. Col. 3,11), in un mondo di riconciliazione, pace e amore. La Chiesa pregusta questa "nuova creazione", del mondo trasfigurato, anche nei volti dei suoi Santi, i quali attraverso la loro ascesi e virtù sono divenuti in questa vita, icone del Regno di Dio, dimostrando e assicurando in questo modo, che l'attesa di un mondo di pace, giustizia e amore, non è utopia, ma "fondamento di ciò che si spera" (Ebr. 11,1), possibile con la grazia di Dio e la lotta spirituale dell'uomo.
Pensare la pedagogia in prospettiva fenomenologica-esistenziale. Husserl, Heidegger, Jaspers
Francesca Caputo
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 480
L'idea di questo lavoro di ricerca si incentra sulle possibilità di pensare la pedagogia in base al quadro categoriale sviluppato dalla fenomenologia filosofico-esistenzialistica. Due le finalità principali: da un lato, percorrere una via di autochiarificazione esistenziale, restituendo al singolo la decisione sul senso del mondo (in cui è radicato e di cui è parte), la libertà (individuale) di scelta e il suo poter essere; dall'altro, aprire, con le categorie della cura, del co-mondo, del con-essere e della responsabilità come trascendenza, al contesto generale delle relazioni interpersonali essenziali per lo sviluppo delle qualità umane in un mondo sempre più difficile e globalizzato. Siamo all'interno teorico e pratico di una linea di pensiero (a dire il vero, in parte, già prefigurata dalla tradizione neoumanistica europea mediante quel processo di Selbstbildung che Goethe, Schiller e Wilhelm von Humboldt avevano indicato come fondamento dell'educazione) che può dare compiuta consistenza, soprattutto, alla coscienza storica dell'humanitas nell'intreccio inter-relazionale: Io-mondo/essere-nel-mondo. Tale concezione, oggetto di studio, in parte, già in Hegel e ampliata dalla linea storicistica con i contributi di Dilthey e dei suoi scolari e interpreti e, non da ultimo, nutrita e vivificata grazie ai contributi di Heidegger e Gadamer e dagli approcci ermeneutici in generale, riporta alla luce, come questa ricerca dimostra, il patrimonio della Bildung , oggi minacciato dalla dimenticanza dell'essere (così almeno nell'analisi fenomenologica di Heidegger), ma forse e soprattutto dall'imporsi del monopolio dei saperi nomotetici sull'esperienza normativa e riflessiva (o simbolica), sulla scia di logiche in gran parte di mercato a cui sembrano, almeno in parte, volersi orientare anche le scuole e le università. È il pensiero meditante e riflessivo quel che con questa ricerca, filosoficamente e pedagogicamente, si recupera. Il ritorno alle cose di Husserl, l'originarietà della domanda sull'essere di Heidegger, il senso della scelta e della trascendenza in Jaspers, permettono di uscire — come i presupposti e i risultati di questo lavoro di ricerca dimostrano — dagli steccati e dai recinti schematici già saputi, definitivi e certi, in cui è già tutto valutato e ove regna la presunzione di poter tracciare nettamente la via alle nostre azioni umane. Il ritorno alle cose, all'essere e alla trascendenza apre, infatti, al concetto di mondo della vita, inteso come essere-nel-mondo, e di un Io, inter-relato col co-mondo, su cui è possibile edificare non solo la filosofia, la scienza, la pedagogia, ma anche ogni altro tipo di senso e di progettualità che gli umani vogliono assegnare a se stessi e a un mondo che è sempre già dato, ma continuamente ri-emerge e si ri-costituisce nelle varie interpretazioni a partire dagli orizzonti fenomenologico-esistenziali che gli autori qui studiati evidenziano.
Big data, webfare e reddito per tutti. Siamo in rete, produciamo valore, vogliamo reddito
Giuseppe Allegri
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 128
Siamo in rete, produciamo valore, vogliamo reddito. Oggi il Capitale esprime il proprio valore e vive all’interno dei neuroni e del silicio e questa evoluzione modifica la relazione tra Labour e Capitale. Individuare una sorta di Manifesto del WebFare, potrebbe significare una nuova presa di parola per rivendicare un reddito di base incondizionato, frutto del nostro essere connessi alla rete.
La coscienza annientata. Il presente e la mercificazione dell'Io
Francesco Germinario
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 121
Già Benjamin aveva definito il capitalismo una «religione». L’attuale “religione” del capitalismo – una religione neopagana – si presenta come una colonizzazione culturale che ha condotto alla diluizione del ‘politico’ nell’economia. Ma forse gli aspetti più sconvolgenti di questo processo consistono, per un verso, nella coniugazione fra l’affermarsi del lavoro neoservile e l’estensione dei consumi e, per l’altro verso, in una vera e propria narcosi della coscienza ormai mercificata. Questa mercificazione sta progressivamente eliminando il principio di speranza tipico della tradizione culturale giudaico-cristiana. E allora è da chiedersi se finora non si era assistito a un gigantesco processo di «accumulazione originaria» che aveva appunto teso a mercificare ciò che caratterizza l’essere umano: la coscienza.
Simbolo e violenza. Volume Vol. 2
Emiliano Bazzanella
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 250
Il fallimento costituisce il grande rimosso della cultura occidentale. Questa rimozione nella storia ha assunto varie forme: dal peccato originale del cristianesimo o dalla "macchia"("stigma") legata religiosamente alla classe sociale di appartenenza e al censo, per arrivare in tempi più recenti alle antropologie filosofiche, agli esistenzialismi, ai vari debolismi post-moderni, sia etici che teorici, finendo con la riflessione post-comunista ispirata alla sconfitta sistematica e strategica di un'idea o un'utopia. In qualche modo pare non si siano fatti i conti con un fallere molto più pervasivo di quello che si creda, cioè con un deficit o mancanza costitutive che non possono essere trasfigurate semplicisticamente in agente positivo della civilizzazione e della storia. In altri termini l'uomo sarebbe quell'animale che, già da sempre decaduto e deficitario, compenserebbe la propria condizione fallimentare con un'ipertrofia ad un tempo tecnica e simbolica. E il fallimento non rappresenterebbe che il propulsore fondamentale di vittorie e successi, rimanendo quindi inviluppato negli intrighi di un dispositivo etico e culturale secondo il quale ci possono essere effettivamente dei vinti e perdenti, ed esiste qualcosa che possiamo definire "vittoria". Il contesto agonistico della contemporaneità sembra confermare questo sospetto a partire dalla ridondanza lessicale di termini come competizione, performance, risultato, classifica, graduatoria, meritocrazia, successo, etc.. Ma che cosa significa davvero vincere? E andando oltre al significato della parola "vittoria", il significato in sé, in quanto costruzione di un senso, implica davvero anch'esso, quasi circolarmente, una vittoria, originaria o teleologica che essa sia? Oppure il fallere è proprio un "modo", qualcosa di molto più realistico e immanente alla nostra esistenza, al di là delle suggestioni heideggeriane e post-heideggeriane? La posta in gioco è molto alta: l'attuale condizione dell'umanità, sia per la crisi eco-climatologica che stiamo vivendo, sia per l'eccesso demografico (e potremmo dire per un eccedere che pare costituire l'altro risvolto di ogni ideologia della vittoria, nonché una vera e propria matrice genetica dell'homo sapiens) ci pongono innanzi a quello che solo in apparenza si configura come un paradosso, cioè all'eventualità di giocare un gioco che non si può affatto vincere ma soltanto perdere.
La mente umana e la mente artificiale
Ernesto Di Mauro
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 176
Diciamo le cose come stanno: l’Anima è l’uomo, come ha dimostrato Platone. Possiamo oggi accettare ancora questa logica, sostituendo la parola Anima con la parola Mente? Naturalmente cercando di capire cosa questa ultima parola significhi alla luce delle scoperte della neurobiologia, della genetica molecolare e dell’Intelligenza Artificiale. L’IA sta ricostruendo l’Intelligenza umana. Il suo risultato più importante è che l’IA sta svelando a noi stessi i meccanismi della nostra Mente. Quando funziona bene, la Mente è una e indivisa monade. Cerco di illustrare l’idea che la Mente sia la sinestesia di tre processi: Intelligenza, Memoria, Coscienza. Cerchiamo di capirle meglio una per volta separatamente tentando di dare loro un significato preciso facendo corrispondere loro dei fatti. Proviamo a capire fino a che punto esista una corrispondenza di queste parole con la realtà di ciò che è dentro la nostra testa. Intelligenza, Memoria e Coscienza indicano ognuna una rete di funzioni in intima interazione. Il senso di questo discorso è la ricerca dell’armonia unitaria della Mente e l’apprezzamento della sua unicità in tempi di IA. E viceversa cosa manca alla IA per diventare mente?
La tentazione transumanista
Franck Damour
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2019
pagine: 144
Il termine transumanismo è abbastanza recente. Descrive un certo orientamento nell’ambito del pensiero politico e tecnologico, e allude ad un rapporto non necessariamente conflittuale tra l’uomo e la tecnica. La cosiddetta “realtà aumentata” (augmented) costituisce l’esempio più classico di come la tecnica possa servire all’uomo per potenziare le sue facoltà. Ma anche la medicalizzazione sistematica della nostra società, la rincorsa all’integrazione alimentare, la “non” ineluttabilità della morte, la robotica, l’intelligenza artificiale, i computer quantistici etc. Tutte le recenti acquisizioni tecnologiche, non ultima le applicazioni della genomica, non ci sottraggono tuttavia il sospetto che quella del transumanismo sia per ceri aspetti un’illusione. L’“uomo transumanistico” non rappresenta soltanto un momento della storia contemporanea, ma il tratto distintivo della nostra specie. Al di là degli ottimismi o degli allarmismi (la tecnica ci distruggerà), Franck Damour ci offre uno strumento ideale per orizzontarci in un mondo tanto famigliare (Google ad esempio), quanto nella sua essenza estraneo e sicuramente non finalizzato al miglioramento assoluto dell’umanità.

