De Luca Editori d'Arte
The art horror picture show. Dalla transvanguardia alla transfunzionalità
Marco Tonelli
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 96
La nascita dell'Arte contemporanea come provocazione, i suoi illustri critici e difensori, la Transavanguardia italiana, il MAXXI di Roma, i Supercollezionisti internazionali, i curatori alla moda, gli artisti oltre i limiti dell'arte. Un libro sfrontato, discorsivo, argomentato e polemico sull'Arte contemporanea, valutata per la prima volta secondo una nuova chiave interpretativa e di estrema attualità: la Transfunzionalità. Un libro che è una cruda radiografia di un fenomeno, quello appunto dell'Arte contemporanea, che non sa più distinguersi dal mondo dei media, della cronaca e della pubblicità e che è oramai costretto a confessare la verità sulle sue reali funzioni nella società contemporanea.
Le celesti. Gemme di una civiltà immaginaria
Emma Meola
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 244
"Ma c'era bisogno di andare così lontano per ritrovare l'umanità? Se pensi che sia 'vera' soltanto la realtà (quella che per nutrire uccide), mentre i sogni sono per te solo pura illusione, se scienza ed arte sono vissute ancora oggi come nemiche - ma saremo mai capaci di superare le antiche dicotomie? - forse è difficile capirci. Eppure, ogni volta che, tradito dalla ragione, dividi ed isoli (un concetto, un valore), forse non te ne accorgi, ma tagli a mezzo anche il tuo cuore. Osservando la gente, spesso mi capita di chiedermi: ma dobbiamo per forza vivere tutti in quest'unico modo? Possibile che non ce ne siano altri? Buona parte di questi racconti è nata proprio così, sull'eterna matrice della perduta libertà dell'infanzia. La scelta di una fantastica alternativa alla realtà, screditata com'è, mi rendo conto che, di questi tempi, rischia d'apparire a prima vista nulla più che un vile, comodo rifugio da disertore, ma non per questo cessa, nell'intimo, di aprire, la via verso un rimpatrio o un inizio, forse, di conversione. Perché sbocciano in noi le fervide invenzioni? Forse ci aiutano a crescere, almeno finché non ci sia dato attingere una fantomatica frequenza della conoscenza oggettiva: e in questa breve vita non possiamo davvero restarcene in attesa, a mani vuote. Meglio prendere per buono ciò che infiora, per santo ciò che desta ai vividi orizzonti della gioia. Anche se oggi, purtroppo, qui da noi non usa - o forse proprio per questo."
Nuova Pesa. Ediz. illustrata (La). Vol. 1: Storia di una galleria (1959-1976)
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 191
Il 23 aprile 1959, al primo piano del palazzo di via Frattina 99, sotto l'unico balcone di marmo tra tanti balconcini di ferro del periodo umbertino di cui si fregia la strada, apre la Galleria d'Arte La Nuova Pesa. Doveva chiamarsi "Il Balcone" ma, alla fine, per quell'insieme di significati polemici e critici legati al momento storico e al clima romano, prevale "La Nuova Pesa": un nome rinascimentale per un programma preciso: "Stabilire in un sereno e vasto panorama dei valori italiani e mondiali, quali che siano le correnti artistiche più ricche di risultati, senza discriminazioni, senza scomuniche e programmatici rifiuti". La Galleria, tra il 1959 e il 1976, si pone come il punto di riferimento del neorealismo e la risposta ai linguaggi imposti dall'informale prima, dall'espressionismo astratto americano, dalla pop-art e dall'arte povera poi, attraverso una serie di esposizioni di grande rilievo e la proposta di giovani emergenti. A scorrere i cataloghi delle mostre, i contrastati volti di una esperienza che a tratti assume il tono aristocratico di una grande tradizione, la passione storica del militante, le stimmate della lacerazione e le componenti di una scelta umana, a leggere i titoli delle opere esposte e dei testi critici che le commentano affidando la comunicabilità del proprio discorso alla consapevolezza di un linguaggio da difendere, non uno dei problemi e delle contraddizioni, delle incomprensioni e dei conflitti che attanagliano il paese sfugge agli artisti.
I Marmi antichi del palazzo Rondinini
Libro: Libro rilegato
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 247
La Banca Monte dei Paschi di Siena, d'intesa con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ha promosso la ricognizione dei marmi antichi del Palazzo Rondinini in via del Corso, dopo la quale si è ritenuto opportuno riproporre un catalogo comprensivo non solo delle opere antiche, e dall'antico, ma anche delle numerose epigrafi, quasi un centinaio, latine e greche presentate per la prima volta unitariamente. Tutti i materiali sono illustrati secondo un criterio di ordinamento topografico, anche per invitare ad una visita del Palazzo. Vale la pena di sottolineare che questa pubblicazione, come altre analoghe, mostra quanto sia ancora cospicuo ed importante il patrimonio archeologico e storico-artistico di Roma, anche al di fuori delle raccolte dei musei pubblici. Questa straordinaria ricchezza, caratteristica peculiare della città, deve essere tutelata, salvaguardata, conosciuta e valorizzata ed a tal fine è indirizzata la pubblicazione di questo volume. Il palazzo Rondinini con la sua collezione di antichità possiede inoltre un'attrattiva particolare. Rivela ancora in alcuni ambienti il gusto e le scelte ideali ed estetiche dell'antico proprietario, il marchese Giuseppe Rondinini, il quale volle realizzare all'interno dell'edificio progettato ed eseguito, intorno alla metà del 1700, da Gabriele Valvassori ed Alessandro Dori, un vero "museo Residenza".
Caravaggio a Roma. Una vita dal vero. Catalogo della mostra (Roma, 11 febbraio-15 maggio)
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 295
Dall'11 febbraio al 15 maggio 2011 all'Archivio di Stato di Roma una rassegna di documenti e opere con rivelazioni sull'esistenza dell'artista, ideata e diretta da Eugenio Lo Sardo e a cura di Orietta Verdi e Michele Di Sivo. Nella rassegna verranno esposti documenti originali inediti che attestano tra l'altro l'arrivo di Caravaggio a Roma all'età di 25 anni (e non a vent'anni come finora creduto) e la sua sistemazione presso la bottega di un pittore siciliano, Lorenzo Carli, che viveva con la moglie e i figli in via della Scrofa. Nel susseguirsi di aneddoti, testimonianze, ricostruzioni provenienti da registri, protocolli, piante originali dei luoghi, denunce, processi, querele, contratti d.affitto, sarà possibile ripercorrere la Roma che Caravaggio attraversò e toccò, rivivere l'atmosfera in cui era immerso in un confronto diretto tra testi e immagini, complementari nella ricostruzione del passato. La vita di Caravaggio in quegli anni sarà rappresentata lungo un itinerario espositivo che ci dà una straordinaria visione d'insieme dove ai documenti si affiancano alcuni quadri di pittori - amici, nemici, maestri e discepoli - e opere del Merisi o a lui attribuite di alto valore storico-biografico.
Arte forza dell'unità. Unità forza dell'arte. Catalogo della mostra (Roma, 20 aprile-11 settembre 2011)
AUTORI; VARI
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 225
Il catalogo ripercorre attraverso quadri, sculture e dipinti i "recuperi" del nostro patrimonio artistico da parte di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Un itinerario appassionante e appassionato, inserito nel programma ufficiale dei 150 anni, diviso in quattro sezioni. La legislazione di tutela, per la quale già nel 1519 Raffaello spendeva parole accorate a Leone XIII perché venisse documentata la magnificenza degli antichi edifici di Roma che erano da restaurare e conservare affinché esercitassero, con la loro memoria, alla virtù gli uomini del proprio tempo. La salvaguardia dell'arte durante la seconda guerra mondiale, con una selezione di opere scelte tra quelle che Pasquale Rotondi, Emilio Lavagnino, Palma Bucarelli, Rodolfo Siviero e altri salvarono, dalla distruzione della guerra e dalle razzie. La terza sezione è dedicata al restauro con l'Istituto Centrale del Restauro e l'Opificio delle Pietre Dure. L'ultima importantissima sezione è dedicata alle operazioni delle forze dell'ordine con l'esposizione di 80 opere recuperate su scala nazionale con pezzi che vanno dai reperti archeologici sino ad arrivare all'arte contemporanea. Tra i capolavori opere di Antoniazzo Romano, Memling, Raffaello, Tintoretto, Tiepolo oltre a croci, reliquiari, messali e paramenti sacri di grande pregevolezza a legare arte e storia nazionale.
I battaglisti. La pittura di battaglia dal XVI al XVIII secolo. Catalogo della mostra (Tivoli, 16 giugno-30 ottobre 2011)
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 109
Il catalogo raccoglie circa cinquanta opere perlopiù inedite attraverso le quali è possibile seguire esaurientemente la tematica delle "Battaglie", da quando agli inizi del Seicento conseguì una sua autonomia, quale genere pittorico a sé stante, svincolato da presupposti storici od encomiastici, sino a tutto il Settecento. La tematica delle "battaglie" o dei soggetti bellici in generale, fu esplicata principalmente per una committenza privata, salvo poche eccezioni. Tra le quali emergono i Medici a Firenze e gli Estensi a Parma e Piacenza. Una rispondenza che sembra essersi trasmessa nei secoli sino ai nostri giorni, con un collezionismo spesso focalizzato su queste tematiche diffuso in una fascia sociale assai estesa ma non sempre particolarmente facoltosa. Un collezionismo specifico, quello attuale, che fortunatamente sembra aver riguadagnato negli ultimi decenni, qualche posizione rispetto ai generi, di certo di più facile attrazione, della "natura morta" e del "paesaggio". Tra gli artisti selezionati figurano: Vincent Adriaenssen detto il Manciola, Antonio Calza, Francesco Casanova, Michelangelo Cerquozzi, Jacques Courtois detto il Borgognone, Andrea De Lione, Niello Falcone, Domenico Gargiulo, Ciccio Graziani, Francesco Guardi, Antonio Marini, Masturzo Marzio, Francesco Monti detto il Brescianino, Christian Reder, Pandolfo Reschi, Francesco Simonini, Ilario Spolverini, Matteo Stom, Antonio Tempesta.
L'artista come Rishi. Catalogo della mostra (Roma, 5 maggio-7 giugno 2011)
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 120
"L'artista come Rishi", catalogo dell'omonima mostra presso il Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci', si interroga sulla rappresentazione del "sacro" nell'arte contemporanea, indagando relazioni e compatibilità tra esperienza artistica e conoscenza ultrasensibile. Gli artisti selezionati (Minou Amirsolemaini, Andrea Aquilanti, Enzo Barchi, Alighiero Boetti, Trina Boyer, Alessandro Cannistrà, Bruno Ceccobelli, Rupa Chordia, Stefano Cioffi, Laura Cionci, Gino De Dominicis, Nyima Dhondup/Livia Liverani, Baldo Diodato, Lodu Drime, Stefania Fabrizi, Maimuna Feroze Nana, Patricia Glee Smith, Gonkar Gyatso, Uemon Ikeda, Emilio Leofreddi, Massimo Livadiotti, Patrizia Molinari, Simona Morgantini, Melina Nicolaides, Anna Onesti, Luigi Ontani, Davide Orlandi Dormino, Franco Ottavianelli, Anna Paparatti, Paola Parlato, Alberto Parres, Ketna Patel, Drugu Choegyal Rinpoche, Jack Sal, Samagra (Anna Maria Colucci), Silvia Serenari, Sodhon, Silvia Stucky, Naoya Takahara, Tarshito) spaziano lungo un percorso che si snoda dagli anni Settanta alla contemporaneità più recente, diversi per provenienza geografico-culturale (dall'occidente all'estremo oriente), generazione, stile e linguaggio, le cui opere in prevalenza figurative, affiancano altre, aniconiche. Un gioco di rimandi e attraversamenti che innesca inediti confronti tra culture; genera impercettibili legami fra creazioni di artisti accomunati dal medesimo fil rouge: il misticismo come terreno comune di tutte le religioni.
Gianni Dessì. Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 144
Attraverso un gruppo di lavori degli ultimi vent'anni si ripercorre il lungo cammino di Gianni Dessì, teso - da sempre - al recupero "degli strumenti primari di un linguaggio, di un possibile alfabeto, che possa nuovamente assumere un carattere universale". In questo senso, le sue esperienze nell'ambito del teatro d'avanguardia, prima, la sua pittura e, da qualche tempo, la scultura, si concentrano nella valutazione delle potenzialità di questo linguaggio a "creare segni, forme e immagini che, pur affondando le loro radici nel passato, si mostrino al nostro sguardo come assolutamente contemporanee". Snodo di questo personalissimo percorso intellettuale ed emotivo che, sulla scia di un concetto caro ad Ezra Pound e ora a Dessì, vuole raccogliere nell'immagine un istante di tempo, è il disegno. Il segno che si deposita sulla carta rendendola, in piccoli frammenti, immediatamente parte dell'origine del linguaggio, dell'occhio che entra nel cuore delle cose e riesce ad analizzare l'azione stessa del guardare, sottolinea, di anno in anno, senza cedimento alcuno, le evoluzioni di una ricerca che è riuscita a riappropriarsi di una perduta capacità di raffigurare la realtà.
Viterbo. La macchina di Santa Rosa
Libro: Libro rilegato
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 64
La Festa di Santa Rosa rappresenta una delle principali tradizioni del panorama popolare italiano che ogni anno coinvolge migliaia di persone di ogni ceto sociale, attori e spettatori di una unica e globale celebrazione che ha tutti i contenuti di una grande manifestazione culturale da preservare, tutelare e valorizzare al pari delle altrettanto preziose testimonianze materiali le cui origini antichissime risalgono al 4 settembre del 1258 quando papa Alessandro IV (1254-1261) dà il suo consenso al trasferimento del corpo della vergine Rosa, morta di fame e proclamata santa a furor di popolo, dalla Chiesa di Santa Maria del Poggio (ora Crocetta) a quella di San Damiano (ora Santa Rosa). Ed in memoria di questo avvenimento, alle 21 del 3 settembre, Viterbo viene completamente oscurata e la macchina inizia a muoversi da Porta Romana dopo che 170 facchini addetti al trasporto si sono posizionati nell'ordine stabilito e nel silenzio generale attendono di effettuare la mossa dopo l'ultimo ordine del capofacchino, "Per Santa Rosa, avanti". Presentazioni di Giulio Marini, Stefania Massari, Daniela Porro.
Scialoja. Works on paper
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2011
pagine: 144
A tredici anni dalla morte di Toti Scialoja, la Fondazione a lui intestata promuove un volume che analizza, in maniera inusuale, il suo disegno dal 1938 al 1996. Il disegno di Scialoja nasce "senza mai essere banalmente un progetto, uno stadio preparatorio e dunque imperfetto dell'opera maggiore, e a esso subordinato". Se, all'inizio, "un disegno minuziosamente condotto s'era incaricato di tutto, di sostituire una pittura che ancora non c'era", col passare degli anni cerca "in campi dove la pittura non osava avventurarsi" (1953-1954), sonda le ipotesi astratto-concrete, affianca il lavoro condotto con lo straccio in luogo del pennello e la pittura affidata al gesto, si qualifica con la scoperta dell'impronta (1957) come evento del tutto nuovo nell'ambito del tradizionale concetto di 'disegno'. Da questo momento l'opera su carta "torna a rivestire un ruolo ad essa riconosciuto dalla prassi pittorica" (1961-1964), "si mostra idonea a sperimentare in una dimensione più raccolta quei pensieri sulla scansione ormai nettamente separata dai campi delle impronte" (1965-1975), coltiva "il sospetto verso una pittura che possa confessare il proprio 'intero' sulla superficie" (1976-1982), si assume il compito di cercare quella "maggiore libertà che ormai gli preme dentro come necessità incoercibile" (1983-1998).

