Il Nuovo Melangolo
Ethos e poiesis
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 350
Il sacrificio del corpo. Dialogo tra Caterina da Siena e Simone Weil
Ines Testoni
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 180
Il fantasma dell'Opera. Benjamin, Adorno e le aporie dell'arte contemporanea
Fabrizio Desideri
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 184
Un nemico del popolo
Arthur Miller
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 192
Un poeta e altri racconti
Eugenio Colorni
Libro: Copertina morbida
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 78
"Questi scritti narrativi di Colorni sono certo impari alla sua opera e ai suoi studi di filosofia, ma documentano - in un itinerario in cui il dialogo con Saba è un momento fondamentale - un'umile, attenta ricerca della concretezza, una lotta contro l'astrazione che così facilmente può irrigidire l'Universale pur appassionatamente professato, una resistenza alle maiuscole di tanti anche grandi sistemi concettuali." (Claudio Magris)
A Napoli
André Gide
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 45
"A Napoli" è una delle ultime conferenze che il grande scrittore francese tenne nel secolo scorso. Sull'onda dei ricordi, in particolare dei suoi viaggi in Italia, Gide esprime tutta la sua simpatia e ammirazione per la città del Vesuvio, per i suoi abitanti e in genere per l'Italia.
Ethica nicomachea. Libro 6º
Aristotele
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 96
Hermann Hesse: Demian. Testo, contesto, extratesto
Rossana Andreassi Ruggieri
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 176
L'«errore filosofico» di Martin Heidegger
Angelino Carlo
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 55
"L'errore filosofico di M. Heidegger" affonda le sue radici nella presupposizione della verità da cui, fin dalle sue origini, ha preso le mosse il progetto di una comprensione e interpretazione dell'Essere a partire dal tempo. Ogni filosofia, al suo inizio e alla sua fine, non fa che dispiegare il proprio presupposto. Infatti il presupposto della filosofia non è qualcosa che sta prima e al di fuori di essa, e che entra in gioco di tanto in tanto, e possibilmente in modo occulto. E', anzi, l'apertura dell'Intero stesso, proprio ciò che c'è da principio, costantemente, fino alla fine e che permane nel dispiegamento.

