Jaca Book
L'iconografia medievale
Jérôme Baschet
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 240
L’immagine medievale non è, come sostiene un luogo comune, la «Bibbia degli illetterati». Sottoponendo a critica le opere fondanti di Émile Mâle e di Erwin Panofsky, Jérôme Baschet riconsidera il concetto di iconografia, sgombra il campo da tutte le dissociazioni fra contenuto e forma e presta la massima attenzione ai dispositivi plastici mediante i quali il pensiero figurativo dota di senso le immagini. Il volume alterna proposizioni di carattere generale e studi approfonditi di alcuni manufatti medievali, come i celeberrimi rilievi romanici di Souillac o il ciclo dipinto della collegiata di San Gimignano, con l’obiettivo di cogliere la coerenza di un luogo di immagini e di analizzarne la struttura di insieme, indispensabile per un’iconografia rinnovata. Lontano dai caratteri stereotipati che si attribuivano un tempo all’arte medievale, Baschet dispiega un approccio seriale che svela la straordinaria inventiva delle immagini.
Linee di escatologia cristiana
Giacomo Biffi
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 128
«Cosa c’è “dopo”? Né io né altri, credo, possiamo evitare questa domanda. Possiamo eluderla, possiamo soffocarla sotto la coltre di una diversa e alienante problematica, possiamo cacciarla come un pensiero molesto. Ma dopo ogni riflessione, ogni pensiero, ogni volontaria divagazione, essa riaffiora, con tutta la sua semplicità e la sua ineluttabilità». Giacomo Biffi «… Noi vogliamo sapere che cosa c’è dopo: questo è il problema escatologico. Vogliamo sapere cosa c’è dopo quella parte dell’avventura che è sperimentabile o prevedibile... È inevitabile porsi la domanda ed è necessario trovare la risposta... È la domanda che sovrasta tutte le altre e le domina: è la più semplice e la più alta, la più urgente e la più drammatica... Ed è la domanda cui non pare possibile dare una risposta seria, se si resta nell’ambito delle conoscenze umane... Sperimentiamo qui la tragica stranezza della condizione dell’uomo: arriva a dare risposta a mille interrogativi, che in fondo non toccano veramente la sua esistenza, ed è sprovveduto di fronte all’unico interrogativo che conta». Il titolo di questo libretto indica con esattezza il suo contenuto. Linee: il disegno è appena abbozzato e il discorso, anche se compiuto, è estremamente sintetico. Di escatologia: ci si riferisce rigorosamente a ciò che la virtù teologale della speranza attende oltre la vita terrestre. Cristiana: non solo la riflessione è condotta tra discepoli di Cristo, ma Cristo è oggetto primo e diretto della ricerca, tanto che in questa prospettiva l’escatologia appare addirittura come un capitolo della cristologia.
Disincanto e passione. Per un'etica civile nei «tempi bui»
Giovanni Stanghellini
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 112
«Il disincanto non è la pigrizia del cuore, non è distanza dalle passioni. La passione è motus animi diretto verso la realtà». Giovanni Stanghellini La Storia conosce periodi in cui lo spazio pubblico si oscura e il mondo diventa così incerto che le persone non chiedono più alla politica se non di prestare attenzione ai loro bisogni vitali, ai loro interessi individuali e alla loro libertà privata. Tempi bui, contrassegnati dall’individualismo estremo, dalla svalutazione dei rapporti sociali intesi come reciprocità e mutualità e dalla loro riduzione a finalità meramente utilitaristiche; controvalori, questi, accompagnati, anzi sorretti, dall’indifferenza e dal fatalismo. Il disincanto non è la pigrizia del cuore, non è distanza dalle passioni. Il disincanto è l’intelligenza del negativo, cioè la capacità di riconoscere il negativo che è nella realtà. Ma questa intelligenza è tenebra se non è rischiarata da una forza civile e morale: la simpatia per l’umano. La passione è motus animi diretto verso la realtà. Tanto più c’è passione, tanto più c’è contatto con la realtà poiché le passioni, muovendoci e commuovendoci, ci rendono più consapevoli della nostra esistenza e ci fanno sentire più reali e connessi con gli altri. Questo testo passa in rassegna le figure della speranza, dell’utopia, della povertà e dell’eros, convocando anche la poesia.
La medicina cinese. Spiriti, cuore, emozioni
Elisabeth Rochat de la Vallée
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 176
«Gli Spiriti che guidano la vita non sono un semplice meccanismo, ma una luce. Questa luce permette la conoscenza, la comprensione di ciò che solo ha importanza, cioè di ciò che fa vivere». Elisabeth Rochat de la Vallée Chiamiamo Medicina Tradizionale Cinese un vasto insieme di tecniche che si basano su una visione della vita nell’universo e una concezione dell’uomo che si svilupparono nei secoli che precedono l’era cristiana. Questa medicina, spesso denominata medicina dei letterali o anche delle corrispondenze, non costituisce tuttavia l’unica medicina della Cina. Attualmente, ad esempio, la medicina occidentale rappresenta una buona parte delle cure dispensate in Cina. Ma, tradizionalmente, a partire dal neolitico e dalla protostoria, differenti approcci medici si sono susseguiti e accavallati. Questo libro di Elisabeth Rochat de la Vallée, esperta sinologa formatasi con Claude Larre e Jean Schat, è una preziosa sintesi per chiunque sia interessato alla medicina, al pensiero e alla cultura cinese.
Tao Te King. Il libro della via e della virtù. Testo cinese a fronte
Lao Tzu
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 192
Il Tao Te King, Libro della Via e della Virtù, è un "classico" del pensiero cinese taoista, attribuito a Lao Tseu (VI sec. a.C.), tradotto in tutte le lingue e pubblicato in italiano in diverse versioni. Il valore della presente edizione, con traduzione di Claude Larre e Patrizia Berera, risiede nell'illuminante commento di Larre, a fronte del testo cinese e italiano di ogni capi-tolo. A Claude Larre si deve la più importante opera di trasferimento del pensiero e della medicina cinese in Europa, e la sua traduzione commentata al Tao Te King resta un'opera insuperata di riferimento. Il Tao Te King, come oggi lo conosciamo, è suddiviso in 81 capitoli, i primi 36 parlano del Tao (la Via) e gli ultimi 36 del Te (la Virtù), i 9 capitoli centrali spiegano la relazione tra la Via e la Virtù. L'opera qui presentata rispecchia l'edizione del grande pensatore Wang Bi (236-249 a.C.).
Pace e interculturalità. Una riflessione filosofica
Raimon Panikkar
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 176
«Dobbiamo disarmare le nostre rispettive culture contestualmente (e a volte anche prima) all’eliminazione delle armi: esse sono spesso bellicose, trattano gli altri come nemici, come barbari, goy, mleccha, khafir, selvaggi, primitivi, pagani, non credenti, intolleranti, non sviluppati e così via...». Raimon Panikkar Il problema della pace è complesso quanto difficile. Non basta la buona volontà. Con la buona volontà si sono fatte guerre cruente, non ultime le cosiddette «guerre giuste». Gli ostacoli pratici sono evidenti, ma ci sono anche numerose difficoltà teoriche. Infatti, non è possibile valutare correttamente il punto di vista dell’altro senza una conoscenza della sua cultura, conoscenza cui non si può giungere «senza amore o almeno simpatia»: da qui l’importanza dell’interculturalità. Le differenze culturali non sono accidenti, non sono un aspetto superficiale dell’essere umano. Elemento, questo, importante, che non può essere trascurato nelle discussioni sulla globalizzazione. L’interculturalità è indispensabile per non cadere in una visione monolitica delle cose che può sfociare nel fanatismo, ma interculturalità non significa relativismo culturale (una cultura vale l’altra). Un piccolo libro, denso e fondamentale, scritto da un pensatore come Raimon Panikkar che in tutta la sua vita è stato testimone di interculturalità.
Messaggi rivoluzionari
Antonin Artaud
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 304
Di Antonin Artaud sappiamo ormai tutto, o quasi. Più che dire chi è stato, converrà dire cosa non è stato. Non è stato un sognatore. Né un utopista. Forse è stato un pazzo. Ha contaminato mondi tra loro incompatibili; non con spirito di avventura, ma con la ferrea disciplina di un ricercatore che ostinatamente metta alla prova le sue conclusioni. Così, ha letto diversamente i dati del reale, per rimetterne in questione la pregnanza; ha scoperto vasti crateri di senso, nascosti dal reale per celare le proprie, improvvide debolezze. Dove altri avrebbe perso l’uso della ragione, si è fatto forte di una coerenza assoluta. Oggi non ci stupisce un’archeologia dell’anima, né un’antropologia del cosmo. E l’idea di una scienza dell’immaginario vagliata al microscopio non è peregrina. Ebbene, Artaud non è andato in Messico – lo racconta questo libro – per fuggire la realtà. Ma per andare alla ricerca del reale e delle sue origini. E il viaggio gli rivela le possibilità del reale, inutilizzate dal reale stesso. Da scienziato, allora, avrebbe voluto riprendere il mondo dagli inizi. E farne teatro. Che il suo palcoscenico appartenesse a uno di quei possibili, l’ha dimostrato il secolo.
Da Bergoglio a Francesco. Un pensiero cattolico
Massimo Borghesi
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 448
L’autore della prima biografia intellettuale di Bergoglio, tradotta in tutto il mondo, sconfessa i critici del messaggio di Papa Francesco e mette in luce l’indispensabile patrimonio culturale lasciatoci dal suo pontificato. Massimo Borghesi, uno dei massimi studiosi del pensiero di Bergoglio, ci consegna con questo nuovo lavoro una sorta di “summa” del profilo intellettuale del Papa “francescano”. Oggetto in vita di forti pregiudizi sulla sua preparazione, Francesco è stato costantemente chiamato di fronte al tribunale della ragione in un confronto serrato con Benedetto XVI, il papa teologo, e, dopo la sua morte, con Leone XIV. Il volume di Borghesi sconfessa i critici, mostra la complessa formazione filosofica e teologica di Bergoglio nutrita di apporti argentini ed europei, colloca il suo modello ideale all’interno di una delle più feconde correnti del pensiero cattolico tra ’800 e ’900: quella inaugurata da Adam Möhler e promossa da Romano Guardini, Erich Przywara, Henri de Lubac, Gaston Fessard. Al centro, c’è l’idea della Chiesa come coincidentia oppositorum, come unità delle opposizioni che dilacerano la storia. Si tratta di una prospettiva di pace che trova nell’antropologia polare di Guardini il suo punto di riferimento. Una prospettiva di grande attualità che rappresenta un contributo fondamentale per il pensiero cattolico contemporaneo.
Addio a Emmanuel Lévinas
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 208
«... si potrà certo dire che il risuonare del pensiero di Lévinas ha cambiato il corso della riflessione filosofica del nostro tempo, e della riflessione sulla filosofia, su ciò che la rapporta all’etica, a un altro pensiero dell’etica, della responsabilità, della giustizia, dello Stato, ecc., a un altro pensiero dell’altro, a un pensiero più nuovo di tante altre novità perché si rapporta all’anteriorità assoluta del volto d’altri». Jacques Derrida Questo libro costituisce la terza principale tappa della lettura derridiana dell’opera di Lévinas. Sviluppatosi lungo un arco di tempo di più di trent’anni, il confronto di Derrida con il pensiero lévinassiano ha avuto un suo primo momento di sintesi nel 1964 con la pubblicazione dell’importante saggio Violence et métaphysique, è proseguito nel 1980 con la pubblicazione dell’articolo En ce moment même dans cet ouvrage me voici, giungendo così nel 1997 ai due contributi raccolti nel presente volume. Queste tre date – che separano intervalli di anni quasi simmetrici, anni durante i quali il rinvio di Derrida al pensiero di Lévinas è stato costante e sempre più profondo – ritmano un confronto intellettuale tra i più fecondi nel panorama filosofico contemporaneo. Attraverso una lettura di Totalità e Infinito e della tematica dell’ospitalità in esso trattata, tutto il testo di Derrida si muove attorno alla seguente affermazione di Lévinas: «Essa [l’intenzionalità, la coscienza di] è attenzione alla parola o accoglienza del volto, ospitalità e non tematizzazione».
Chora
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 112
La prima versione di Chora apparve in Francia nel 1987, seguita nel ’93 da una seconda che comprendeva anche altri due saggi. In un foglio volante Derrida scriveva che «si è giudicato opportuno pubblicare simultaneamente Passions, Sauf le nom e Khôra perché li attraversa il filo di una identica tematica». «Essi formano una sorta di saggio sul nome, in tre capitoli o tre tempi. Anche in tre fictions. Sulla scia dei segni che in silenzio i personaggi di tali fictions si indirizzano l’un l’altro, si può sentir risuonare la questione del nome, là dove essa esita sul bordo di un appello, di una domanda o di una promessa, prima o dopo di una risposta». Il nome: che cosa si chiama così? Che cosa si comprende sotto il nome del nome? E che cosa succede quando si dà il nome? Tale questione si articola con le questioni del segreto, del conferimento del senso e dell’eredità. Jaca Book ripubblica singolarmente i tre volumi di questa Trilogia, momento centrale del pensiero derridiano, corredandoli del testo originale a fronte e di una Prefazione all’intera tematica.
La percezione dell'amore
Hans Urs von Balthasar
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 160
«Se però il creato viene guardato con gli occhi dell’amore, allora esso viene compreso, e ciò in contrasto con tutte le probabilità che sembrano accennare a un mondo senza amore». Hans Urs von Balthasar La percezione dell’amore contiene due testi fondamentali scritti a dieci anni di distanza, ma fortemente correlati. Il primo, Abbattere i bastioni, è del 1952, dopo la Guerra Civile spagnola e la Seconda guerra mondiale. Il teologo svizzero comprende che l’imborghesimento della Chiesa nel suo Paese, e non solo, non è più sostenibile: come Cristo, la Chiesa deve incarnarsi nella Storia. Il secondo scritto, Solo l’amore è credibile, del 1962, in pieno svolgimento del Concilio Vaticano ii, è un testo programmatico in cui Balthasar traccia il progetto della sua grande Trilogia: “Gloria”, “Teodrammatica” e “Teologica”. È una vera e propria introduzione alla sua più importante e complessa opera e, come Balthasar stesso scrive nella prefazione al libro, «questo opuscolo può essere considerato come l’integrazione positiva e costruttiva del precedente Abbattere i bastioni», quei bastioni in cui si è rifugiata e accomodata la Chiesa.
Alla scuola delle competenze. Dall'educazione alla fabbrica dell'alunno performante
Angélique Del Rey
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 368
«Questo non è un libro tecnico di filosofia o di filosofia della pedagogia, e non aspira ad esserlo. L’urgenza che ne ha motivato la scrittura nasce dalla necessità di analizzare un elemento cardine del cambiamento epocale che stiamo vivendo: è sotto questa luce che Angélique del Rey propone un’analisi della cosiddetta “pedagogia delle competenze” che si sta affermando in tutto il mondo». Miguel Benasayag Nel corso degli anni, la “competenza” è diventata un elemento imprescindibile nei contenuti e nelle valutazioni dell’istruzione nazionale. Incuriosita da questa riforma silenziosa, che sta gradualmente smantellando le basi della tradizionale “trasmissione del sapere”, l’autrice ha voluto approfondirne le origini. Con sua grande sorpresa, ha scoperto l’onnipresenza dell’“approccio per competenze”: dagli anni ’80, sia nei Paesi del Nord che del Sud, dalla scuola materna all’università, questo approccio promuove una visione economicista dell’istruzione, in cui formarsi o formare significa “investire” sul “capitale cognitivo”. Questo libro ripercorre la ricerca che ha portato a queste scoperte ed esplora le potenzialità educative di un’altra rappresentazione dello studente come essere concreto, situato, con una dimensione affettiva, con legami... in breve, vivente. L’autrice invita insegnanti e genitori a incoraggiare i giovani, attraverso l’educazione, a “seguire la propria strada”, anche se ciò potrebbe metterli in conflitto con l’utilitarismo prevalente. È il prezzo da pagare per garantire che la trasmissione del sapere continui ad essere possibile e che le nuove generazioni riescano, in futuro, ad esprimersi pienamente nel mondo, trasformandolo. L’ampia introduzione di Silvia Di Fresco e Matteo Vescovi illustra la “via italiana” alla scuola delle competenze, mentre il testo di Miguel Benasayag sottolinea come la “pedagogia delle competenze” parta (anche se implicitamente) dal pericoloso assunto che esista una continuità di natura tra vivente e macchine, tra cervello umano e computer.

