Lithos
Letture dell'informe. Rosalind Krauss e Georges Didi-Huberman
Andrea D'Ammando, Matteo Spadoni
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2014
pagine: 388
Da poco più di trentacinque anni la nozione di informe, così com'è stata proposta da Georges Bataille - nella voce ad essa dedicata nel Dictionnaire critique della rivista "Documents" nel 1929 - si è fatta strada nei testi di teoria, critica e storia dell'arte. L'informe è per Bataille ciò che non è riducibile a forma, "come uno sputo, un ragno, un lombrico"; serve non a costruire, ma a "declassare", individuando una zona dove gli aspetti pulsionali operano senza spinte sublimatorie, nella loro materialità bruta e nella loro bassezza. Nell'accezione batailleana l'informe non designa essenze, ma processi, è un termine che ha più una funzione che un significato. Nelle mani di Rosalind Krauss e Georges Didi-Huberman - entrati in conflitto a metà degli anni Novanta su importanti questioni relative all'interpretazione dell'informe - esso diviene uno strumento critico utile a reinterpretare la storia dell'arte del XX secolo nonché a riflettere sull'esperienza delle immagini.
Rocco Scotellaro. Uno si distrae al bivio
Libro: Libro in brossura
editore: Lithos
anno edizione: 2013
pagine: 90
La poetica degli ossi di Rocco Scotellaro, ovvero uno degli elementi costitutivi del processo di destrutturazione e strutturazione della cultura italiana del tredicennio 1945-1958.
Implicanza degli opposti, aporia dell'identico Luigi Pareyson interprete di Karl Barth
Andrea Bellocci
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 496
Già all'inizio, ben prima dell'incontro con Schelling, e della presunta "svolta" verso il pensiero tragico, Pareyson s'imbatte nel "Römerbrief" di Karl Barth, l'opera che, come si tenterà di mostrare, costituisce il vero legato speculativo, nonché l'emergenza schiettamente tragica ed aporetica, del suo intero "iter". Pareyson interpreta il Dio barthiano tramite l'implicanza dialettica con il male, di cui è dichiarato fondamento e origine prima. E, tuttavia, non conduce alle sue conseguenze ultime l'aporia che pure ha intuito giacere al fondo della "necessaria connessione tra positivo e negativo": l'un opposto si pone in base alla negazione dell'altro, sì che, se il male non può essere senza Dio, egli stesso, a rigore, non è senza il male (...) Il "vincolo implicativo" tra opposti non riesce ad opporre, e la lotta configurata dal pensiero tragico non si costituisce quale reale lotta: in base all'aporia implicativa, positivo e negativo, Dio e il male, fondamento e fondato si rivelano "indiscernibilmente essenti, fondanti e fondati", e si contraggono nell'identità.
Necessità e poetica. Profilo della traduttologia polacca contemporanea
Lorenzo Costantino
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 238
Necessità e poetica potrebbero essere presi come termini di riferimento per definire il campo entro cui opera la traduttologia contemporanea. Quali sono le strutture cerebrali che presiedono all'attività traduttiva? Esistono nel nostro cervello circuiti differenti che si attivano quando l'individuo traduce? Qual è il rapporto fra traduzione, memoria ed emozioni? Questo libro presenta le risposte che ad alcune di queste domande hanno dato i traduttologi polacchi, attraverso la ricostruzione del dibattito teorico sulla traduzione in Polonia dai suoi inizi ai nostri giorni.
Genealogia della russofobia. Custine, Donosco Cortés e il dispotismo russo
Roberto Valle
Libro: Libro in brossura
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 175
Dalle opere di Astolphe de Custine e di Juan Donoso Cortés si può trarre la genealogia della russofobia, quale archeologia dell'etero-immagine della Russia considerata secondo le categorie dell'imagologia. Collocate nel contesto della prospettiva rovesciata dell'imagerie culturelle e politica del XIX secolo, tali opere fanno emergere, nel loro specchio deformante grottesco e caricaturale, immagini stereotipate, miraggi e spettri che hanno avuto un'esistenza durevole al di là dell'epoca nella quale sono stati forgiati. Custine e Donoso Cortés si trovarono, infatti, al centro di quel conflitto imagologico che, nella prima metà del XIX secolo, contrappose l'autocoscienza europea e quella russa. La "Russie en 1839" suscitò una controversia nella quale furono coinvolte personalità eminenti della cultura russa come Herzen e Dostoevskij. La visione apocalittica della rivoluzione del 1848 di Donoso Cortés suscitò la vis polemica di Herzen, che contrappose all'escatologia negativa del pensatore spagnolo il sogno di barbarie del socialismo russo.
La città deserta. Leggendo il sapere assoluto nella fenomenologia dello spirito di Hegel
Luciano De Fiore
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 164
Luciano De Fiore lavora presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza, Roma. Si è occupato di autori classici (Leibniz, Hegel, Marx) e più recentemente di filosofia contemporanea (Kojève, Sloterdijk). Oggi è interessato soprattutto ai rapporti tra filosofia, arte e psicoanalisi.
Cine/Asia Africa e Oceania. Storia del cinema asiatico, africano e dell'Oceania
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2012
pagine: 598
La dettagliata e aggiornata esposizione del cinema asiatico, africano e dell'Oceania si presenta non separata dalla forte considerazione delle varie culture nazionali, implicate nella storia e nella politica, e della loro determinante incidenza su di esso. Da un cinema di riconosciuto valore espressivo come il giapponese, passando per i multiformi percorsi australiani, cinesi, indiani e di molti altri paesi, si va al complesso delle cinematografie arabe, nel bivio tra modernità e tradizione (bivio classico ma, in queste parti del mondo, conflittualmente decisivo) e alle cinematografie africane, che pur nel deficit produttivo costituiscono la più intensa testimonianza del dissesto come anche delle opzioni di progresso di questo continente.
Lo schermo della solitudine. Autobiografia di un mito
Bette Davis
Libro: Libro in brossura
editore: Lithos
anno edizione: 2011
pagine: 400
Bette Davis, una delle più grandi interpreti del cinema mondiale, traccia in questa autobiografia il bilancio della sua prodigiosa carriera di attrice a Hollywood ma anche della sostanziale solitudine della sua vita di donna. Il successo artistico-professionale e il fallimento privato, famigliare (quattro matrimoni "farse", con relativi divorzi, una figlia che le si rivolta contro e altri disastri) inquadrano non solo la fase classica del grande cinema americano con una miriade di dati storici e tecnici ma anche il profilo di un'esperienza personale problematica e scissa, avvilita e spiritosamente fiera. Il libro si rivela una testimonianza incisiva, spesso tagliente, di come il Novecento si è incarnato sullo schermo e fuori: nello scambio tra l'immaginario del pubblico e i risvolti in luce e ombra del genio di un'attrice.
Delitto d'onore. Identità e tradimento
Emilia Costa, Ivano Cincinnato, Giansaverio Caci
Libro
editore: Lithos
anno edizione: 2011
pagine: 168
Gli autori cercano di indagare e comprendere le motivazioni profonde, che oltre la personalità, l'assetto ambientale e culturale e la tradizione spingono gli uomini alla violenza sulla donne. Riflettono su un fenomeno, che riguarda la condizione di quelle donne che, in nome del fondamentalismo e di tutte le varie discriminazioni, dalle razziali alle religiose, alle patriarcali alle culturali subiscono violenze, limitazioni ed umiliazioni, e che è presente in misura maggiore o minore in diversi paesi del mondo, sia di cultura occidentale che islamica. L'argomento viene trattato in modo interdisciplinare mettendo in evidenza sia le determinanti psicologiche dell'aggressività o dell'affermazione, della formazione dell'identità e del tradimento all'identità, e della violenza nella famiglia; sia gli aspetti giuridici e legislativi, mostrando diversi esempi di donne uccise in diversi paesi del mondo e riportando i dati legislativi internazionali, le dichiarazioni universali dei diritti umani e le organizzazioni di donne contro i delitti d'onore.
Atto di fede
Alessandro Nini
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2011
pagine: 240
Croce e il barocco
Roberto Gigliucci
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2011
pagine: 124
Negli stessi anni Croce lavora al suo capolavoro, la Storia dell'età barocca in Italia e Benjamin al suo Dramma barocco tedesco. Il Novecento si interroga e si specchia nel barocco, con esiti interpretativi profondamente diversi ma ugualmente significativi. La domanda che si pone l'autore di Croce e il barocco è principalmente la seguente: qual è l'atteggiamento di Croce nei confronti del secentismo e del Seicento, e soprattutto perché il suo giudizio sul barocco è così radicalmente, speculativamente negativo? Entrano in gioco allora altre categorie, molto delicate da maneggiare, come classicismo e realismo. L'inchiesta si orienta a 360 gradi sull'opera crociana, soffermandosi fra l'altro su oggetti d'analisi quali Marino, Gongora, ma anche Kleist, il futurismo. La linea guida è data dalla verifica del rapporto fra particolare e universale, davvero centrale per il pensiero estetico crociano.
Favole di sovranità. Gli ultimi seminari di Jacques Derrida (2001-2003)
Giorgia Bordoni
Libro: Copertina morbida
editore: Lithos
anno edizione: 2011
pagine: 178
Dal volto del sovrano traspare quello della bestia. I tratti dell'uno si confondono in modo inquietante con quelli dell'altra. Da questa soglia d'indistinzione - la bestia e il sovrano, la bestia è il sovrano - la sovranità si racconta come forza di legge, che pone la propria autorità e il proprio arbitrio nel fondamento mistico della sua violenta affabulazione. Gli ultimi Seminari di Jacques Derrida, tenuti fra il 2001 e il 2003 all'EHESS di Parigi, ingaggiano una sfida interminabile con tale nozione: attraverso il gesto decostruttivo, ne dispiegano l'istanza teologico-politica, la struttura fallica e il profilo di marionetta, l'automatismo divoratore e la pulsione imprigionante, fino a indicarne il punto di disattivazione. C'è qualcosa che lavora al cuore della sovranità; e ne interrompe il potere: uno spettro che da sempre la abita e la mostra nella sua verità d'impotere. Forse si tratta di una maestà altra, o della maestà dell'assolutamente altro, che avrà preceduto l'ipostasi di un soggetto sedicente sovrano. Forse, proprio in questa iper-maestà si offre una chance per pensare una giustizia e una politica a venire.