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Moretti & Vitali

Lettere de la piece. Volume Vol. 2

María Zambrano

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

pagine: 225

Le lettere qui raccolte, note come Cartas de La Pièce, rappresentano uno dei fondamentali epistolari dell'immensa produzione della filosofa Maria Zambrano, la quale intrattenne una lunga corrispondenza con il teologo Agustín Andreu. Iniziato negli anni '50 intorno alle ferite lasciate dalla Guerra Civile, lo scambio profondo tra il giovane teologo e la già autorevole pensatrice, si intensificò soprattutto negli anni '70, quando Andreu inizia a elaborare una teologia "del Logos e dello Spirito nelle loro reciproche relazioni". Il tema del Logos e dello Spirito rappresentava allora un nuovo modo di sentire e concepire il divino, con molte e decisive conseguenze, ed è il vero tema dell'epistolario; in questo tema Maria Zambrano trova un congeniale terreno di lotta filosofica, e un'affine esperienza teologico- metafisica. Dall'esilio a La Pièce (tra Francia e Svizzera), grazie allo scambio con Andreu, la filosofa ha modo di scrivere intorno a sant'Agostino, alla natura, alla gnosi, al matrimonio, alla syzygia (piccola comunità), all'amicizia, all'esilio, ai Maestri, alla Ragione Vitale... facendo affiorare tutto il suo mondo spirituale. Zambrano e Andreu, difendevano entrambi una dottrina esoterica cristiana che sfociava nella gnosi, e che non lasciava spazio a una prudente cautela nei confronti del fanatismo ecclesiastico, contro il quale entrambi usano invece toni molto severi. L'epistolario è costituito dalle sole lettere di Maria Zambrano e copre il periodo dal 1973 al 1976. In questo volume si trova un'Appendice con testi teologici di Agustín Andreu e scritti di Maria Zambrano.
17,00 € 16,15 €

Avventure del testa lunga

Alberto Bellocchio

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

pagine: 113

Il Testalunga. È un mostro capitato non si sa come tra noi abitatori della pianura padana, dove non trova né attenzione né solidarietà. A tentoni, ma in modo forsennato, va alla ricerca della sua origine. "A che mondo appartengo, questo o qualche diverso regno da cui sono rotolato fuori?" Consulta testi: dalla Bibbia, alle fiabe, a Lombroso. Conosce solo scherno. E la dura disciplina della scuola e la punizione della dottrina. Dal regno animale gli viene una sponda, uno scimpanzé d'un circo di passaggio che gli dà appartenenza e amicizia. (E a proposito di bestie, scontando citazioni fin troppo note, ricorderemo Il fiore rosso di Vsjevolod Garscin (Slavia, Torino), e Animali al rogo di Edward Payson Evans (Res Gestae). Ma le cose non vanno per il verso giusto: i suoi "maggiori", intendendo vendicarlo di coloro che l'hanno umiliato, scendono dall'Olimpo (il nostro è pur sempre un semidio, ancorché malriuscito) senza neppure interpellarlo. Sarà un macello. E lui, il Testalunga, niente ne ricava, se non una più dura segregazioni e maggiore orfanezza. Fortuna che quel circo torna nei paraggi... e lo scimpanzé e il Testalunga sono attesi da un avvenire finalmente sereno. Questo e molto altro in un testo ricco di fantasia narrativa, pathos, ironia e umanità.
15,00 € 14,25 €

Ludus mundi. Idea della filosofia. Con un poemetto di Pasquale Panella

Ludus mundi. Idea della filosofia. Con un poemetto di Pasquale Panella

Lucio Saviani

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

pagine: 219

Il gioco: il più eversivo dei pensieri. Da sempre esorcizzato dalla metafisica, l'abissale pensiero del gioco innesca una carica esplosiva sotto concetti cardine della filosofia come il fondamento, la verità, l'apparenza, il mondo. A vacillare è soprattutto la "realtà". Nel mondo del gioco, realtà e irrealtà trapassano una nell'altra. Dal fulmine "che tutto governa" di Eraclito a La tempesta di Giorgione, dal terribile Chronos al "gioco come simbolo del mondo" di Fink, dal "fanciullo che gioca" di Nietzsche ai giocattoli di Baudelaire, da Amleto al gioco ermeneutico di Gadamer e di Heidegger, dalle bambole di Rilke al non-so-che di Jankélévitch, fino alla "scacchiera infinita" di Derrida sul tavolo di Duchamp. Attraversando il labirintico, enigmatico pensiero del gioco, Lucio Saviani lascia emergere una potente idea della filosofia. In un tempo di crisi dei fondamenti, ma anche di fondamentalismi identitari, la filosofia si fa pratica del limite ed esercizio di radicale finitezza, costante vigilanza e indisponibilità a ogni potere. Una filosofia che libera il suo originario spirito anarchico nel pensare il nostro essere al mondo, nel tempo della fuga degli dèi e dell'infinità dei mondi.
17,00 €

Qui libri. Volume Vol. 39

Qui libri. Volume Vol. 39

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

10,00 €

Qui libri. Volume Vol. 40

Qui libri. Volume Vol. 40

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

10,00 €

Qui libri. Volume Vol. 41

Qui libri. Volume Vol. 41

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

10,00 €

Qui libri. Volume Vol. 42

Qui libri. Volume Vol. 42

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

10,00 €

Qui libri. Volume Vol. 43

Qui libri. Volume Vol. 43

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

10,00 €

Qui libri. Volume Vol. 44

Qui libri. Volume Vol. 44

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2017

10,00 €

Approdi e naufragi. Resistenza culturale e lavoro del lutto. Tracce per una psicologia post-coloniale

Approdi e naufragi. Resistenza culturale e lavoro del lutto. Tracce per una psicologia post-coloniale

Fabrice Olivier Dubosc

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2016

pagine: 292

Negli ultimi anni, i ripetuti naufragi al largo delle coste siciliane e in particolare a Lampedusa hanno messo in luce che le 'carrette' che trasportano migranti e rifugiati sono solo l'ultimo anello di rotte e esodi complessi. Rotte che collegano i campi di transito e la prigionia nel deserto, i morti in mare e le geopolitiche delle grandi potenze, le utopie deluse riemerse in forma patologica e l'aspirazione che i figli siano cittadini del mondo. Vicende che ne incontrano altre che dal passato ci parlano. Nel XVII secolo, Nostra Signora di Lampedusa era migrata dalla Sicilia spagnola al Brasile insieme ad altre icone creolizzate adottate dalle confraternite di schiavi. Il compito di queste irmandades era di garantire una buona sepoltura ai loro membri e questo è diventato il pretesto per esplorare il rapporto tra elaborazione del lutto e resistenza culturale da varie prospettive: filosofiche, antropologiche, psicoanalitiche. Rivendicare che una vita è degna di lutto è testamento dell'aspirazione a una vita degna di essere vissuta. Da questo punto di vista le migliaia di migranti che continuano a trovare precaria sepoltura nel Mediterraneo ci convocano - come direbbe Benjamin - a quell'«appuntamento segreto tra generazioni» che alcune immagini particolarmente pregnanti generano nei momenti di pericolo. Il naufragio in questione è anche quello della coscienza europea, tentata dalle passioni tristi del risentimento, dell'astio e della reazione immunitaria ad ogni alterità. Da questo punto di vista, il lavoro di chi tenta in più parti del mondo di onorare i morti elaborando i lutti e i traumi storici con un «sovrappiù di vita» risuona con le intuizioni della psicoanalisi e della psicologia analitica come con quelle della teologia della liberazione, del pensiero post-coloniale e della differenza. Se, da un lato, la storia è un sintomo in cui si intrecciano terrore traumatico e dimensione fantasmatica, l'irruzione nel presente di un perturbante che dal passato insiste a interpellarci ci risveglia alla possibilità di immaginare una riparazione etica ed estetica del mondo.
20,00 €

Caramuel. Vescovo ed eclettico

Libro

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2016

pagine: 202

I manoscritti inediti di un autore dimenticato tornano dal passato: i testi qui pubblicati sono stati scoperti e trascritti da Bianca Garavelli, durante il suo lavoro di ricerca nell'Archivio Storico della Diocesi di Vigevano, la città di cui Juan Caramuel y Lobkowitz fu vescovo dal 1673 al 1682. Sono quattro manoscritti di diverso contenuto e genere, accomunati dal fatto di essere in lingua italiana, una delle molte lingue che il vescovo di Vigevano conosceva, ma che non sempre aveva scelto per esprimere le sue qualità letterarie. Un dialogo di tono politico fra due personaggi allegorici che frequentano la corte di Carlo II di Spagna, Speranza e Tempo; una lettera a papa Innocenzo X, che è un trattato politico in difesa della Spagna di Filippo IV contro la Francia di Luigi XTV; un breve trattato tecnico-scientifico su come contenere il corso dei fiumi per salvare terreni coltivati e centri abitati dalle inondazioni; un poemetto dedicato all'episodio evangelico della Strage degli Innocenti. Per la curiosità dei lettori di oggi, in queste pagine tornano i protagonisti della grande Storia: la monarchia di Spagna sull'orlo della crisi, ormai sul punto di cedere il dominio del mondo all'avversaria Francia, ma anche gli eroi di Roma antica e i protagonisti dei conflitti fra cattolici e protestanti, in un intreccio fra interesse per gli intrighi politici, amore per la pace e la tolleranza religiosa, affetto verso la terra natale, e uno sguardo rivolto al mistero inesauribile dell'animo umano.
16,00 € 15,20 €

Cinquanta foglie. Tanka giapponesi e italiani in dialogo. Testo giapponese a fronte

Cinquanta foglie. Tanka giapponesi e italiani in dialogo. Testo giapponese a fronte

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2016

pagine: 93

Il "tanka" è una forma lirica giapponese molto antica, addirittura precedente il celebre haiku di tre versi; il suo ruolo-chiave nella storia della poesia nipponica comincia nell'ottavo secolo d.C. (allora si chiamava waka) e si protrae fino ai nostri giorni. La struttura metrica del tanka è di cinque versi privi di rime e così divisi: quinario / settenario / quinario / settenario / settenario. Nel periodo classico della storia giapponese, l'epoca Heian, il tanka era spesso usato come veicolo di messaggi amorosi o di scambi di pensieri tra amici: a un tanka inviato, spesso scritto su un biglietto speciale, appoggiato a un ventaglio o legato a un ramo fiorito, rispondeva un tanka di ritorno. Ispirandosi a quell'antico cerimoniale Paolo Lagazzi, noto saggista e scrittore, da anni impegnato nella diffusione della poesia giapponese in Italia, ha scelto venticinque tanka giapponesi recenti e li ha proposti in traduzione italiana, uno per ciascuno, a venticinque poeti italiani invitandoli a rispondere con un loro tanka. A loro volta i tanka italiani sono stati tradotti in giapponese, in modo che tutti i testi possano essere letti sia in Giappone che in Italia. Arricchita da tavole di Satoshi Hirose e Daniela Tomerini, un'antologia come questa è una testimonianza di grande valore simbolico: nell'età della nuova intolleranza, essa ci ricorda che anche tra culture profondamente diverse è sempre possibile il confronto pacifico.
12,00 €

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