Moretti & Vitali
Bricolage per un naufragio. Alla deriva nella notte del mondo
Enrico Borla, Ennio Foppiani
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 323
Accompagnati dal dialogo fantastico dei due personaggi letterari, Robinson Crusoe e Venerdì, il libro si dispiega nella riflessione sul tramonto del tempo in cui la certezza dell'intero, riempiva la coscienza degli uomini. In una sorta di apologia del naufragio, realtà esperita dell'uomo del terzo millennio, si dispiega nel libro un viaggio rapsodico che attraversa lo scacco della condizione umana, per giungere all'analisi della crisi della psicoterapia contemporanea. Lo psicoterapeuta diviene così, nel filo della narrazione, un bricoleur che non possiede un progetto aprioristico del suo fare analisi, ma che si accinge a riparare la zattera, propria e del paziente, attraverso una cura onirica dettata dal momento e dall'opportunità. Nel testo questa "oniromantica" è esposta ed esemplificata con numerosi sogni, tratti dall'esperienza clinica e che accompagnano costantemente il lettore, aprendo così l'uso del trattato non solo ai medici e agli psicologi, ma soprattutto a chi ricerca la possibilità di un diverso atteggiamento psicologico nella vita.
Quale Dio? All'ascolto di voci eretiche
Adriano Lanza
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 157
Scusi, Lei crede in Dio? Quale sorpresa sarebbe se, l'intervistato rispondesse, a sua volta, socraticamente, con una interrogazione: Scusi me, ma che cosa intende Lei per "Dio"? Si dà, infatti, per scontato il concetto che con quella parola si debba intendere il creatore onnipotente e giudice supremo del Vecchio Testamento. Eppure, l'Occidente ha conosciuto un'epoca nella quale l'obiezione non avrebbe destato sorpresa; quando, cioè, quella parola non aveva ancora necessariamente assunto lo stesso senso per tutti. Nel corso della storia dell'Occidente cristiano si sono levate voci di dissidenti, i quali, mettendo in discussione il Dio imposto dal dogma, non sono passati all'ateismo, ma hanno anzi voluto purificarne l'immagine. Quelle voci sono state, ricorrendo a strategie diverse, emarginate e ridotte al silenzio. Dobbiamo, però, pensare che esse esprimessero esigenze profonde, che hanno continuato, spesso in maniera sotterranea, a farsi sentire. Anche oggi esse tornano a riaffiorare. Perché non tornare ad ascoltarle? Il libro affronta tre ambiti di particolare interesse: "la tentazione del buddhismo", la "religione della Luce" di Zaratustra, il "catarismo" implicito nella
Daídalon. L'archetipo della possibilità
Giorgio Tricarico
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 156
Cosa accade tra il paziente e l'analista quando la terapia cura? Quali sono i fattori terapeutici che si attivano nella relazione fra i due? L'esperienza clinica si offre come mappa per un'esplorazione della psiche che delinea in modo inedito l'immagine del labirinto quale simbolo della Possibilità: la psiche è come un labirinto dentro cui si può rintracciare la leva che attiva l'archetipo del Possibile. Se il terapeuta riesce a cogliere nel paziente quegli aspetti inconsci che esprimono il suo possibile potenziale e riesce a portarli a coscienza, in qualche modo riuscirà a restituire questa percezione al paziente, il quale la sentirà come vera perché avrà toccato i nuclei vitali della sua psiche: quei nuclei che necessitavano di un rispecchiamento profondo per potersi esplicitare e divenire coscienti. Se questa percezione avviene all'interno di una relazione importante e significativa, si può attivare un processo trasformativo. Il concetto di archetipo della Possibilità si offre come importante chiave di comprensione dell'operato di terapeuti di scuole teoriche molto diverse; in particolare getta luce sulla nascita del complesso dell'Io, che nella teoria junghiana è il tramite dell'integrazione tra il modello intrapsichico e il modello relazionale e fornisce nel contempo una dimensione più clinica al concetto cardine di Individuazione.
Libertà va cercando. Il catarismo nella «Commedia» di Dante
Maria Soresina
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 297
Dante era eretico. Non per aver messo i papi all' Inferno, ma perché la dottrina che espone non è cattolica: è quella dei catari. Lo sostiene Maria Soresina analizzando uno ad uno gli aspetti della loro dottrina, ciò in cui credevano e ciò che della Chiesa cattolica respingevano. La dimostrazione è sconvolgente: è tutto presente nella "Divina Commedia". E non solo. I catari avevano un unico sacramento, il "consolamentum", che prevedeva un percorso spirituale complesso, segnato da varie tappe, che sono chiaramente individuate dall'autrice nel cammino di Dante attraverso il Purgatorio. Dante aderiva pienamente al catarismo: era un "perfetto", come dicevano gli inquisitori, un "buon cristiano", come dicevano i catari di se stessi. Questa è l'ardita tesi, sostenuta con rigore e suffragata da piccoli e grandi riscontri intercettati nel testo del poema. Un secondo obiettivo, perseguito dall'autrice con altrettanta passione, è quello di far conoscere i catari, raccontarne la tragica storia e denunciare le falsità che ancora circolano su di loro. Il poema dantesco appare così dettato dall'urgenza di trasmettere la conoscenza di un mondo di idee e di valori che stava per essere cancellato: il mondo dei "buoni cristiani" e il loro messaggio di amore e di libertà.
Costellazioni del pensiero. Scritture poetiche dell'Occidente
Alberto Folin
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 157
Una "costellazione" è figura perché l'uomo gliela assegna. È, in realtà, qualche manciata di stelle gettate lì come per una scommessa. Allo stesso modo, i temi dell'ospitalità, dell'eresia e della poesia pensante, trattati in questo libro - se di libro si può parlare e non di pagine strappate al tempo -, si configurano secondo un disegno non progettato, ma che ha acquistato senso solo nel frattempo. La prima parte - quella dedicata all'ospitalità nasce in occasione di un corso universitario. Vi si parla di amicizia, di estraneità e di identità. Il mondo antico e quello moderno vengono qui messi a raffronto sulla base di una lettura di testi antichi e antichissimi e di testi poetici moderni: i poemi omerici, la Bibbia, i Vangeli canonici e gnostici costituiscono l'intelaiatura di un percorso che giunge fino a Leopardi e a Edmond Jabès. La seconda parte è divisa in due sezioni, entrambi ruotanti in qualche modo attorno alla questione della "poesia pensante": centrale vi appare la figura di Martin Heidegger, non per quanto questo filosofo - tra i maggiori del Novecento - sia stato come uomo (come ormai è di moda discorrere), ma per i problemi radicali che la sua meditazione ha sollevato nella modernità. Il libro si congeda con un viaggio che percorre, nei secoli, le trasformazioni della nozione di eresia, per giungere al nostro presente ove essa sembra del tutto oscurata da un'irreversibile eclissi.
Neo-Alcesti. Canto alle quattro mura. Poesie per la musica
Ida Travi
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 140
Nell'antica tragedia di Euripide, Alcesti è una figura misteriosa, indimenticabile: da la sua vita in cambio di quella del marito, re Admeto, condannato a morire dagli dei. Alcesti è considerata una tragedia, ma non è vera tragedia: Alcesti regina muore, sì, ma torna presto viva dal regno dei morti. Si tratta infatti di una tragedia sfiorata, una resurrezione. In questa raccolta di poesie per la musica, dell'antica Alcesti non resta che l'ombra. Si incontra piuttosto una sua sembianza, una qualunque, una che si spaccia per parente, una che entra in casa sbattendo la porta e lancia sulla sedia il suo paltò. Un'antica casa greca e una novecentesca casa contadina si confondono qui, tra queste mura. Neo è lo scorrere del fiume. Neo è il vagito che ritorna. Qualcuno sta per andarsene, qualcuno sta per tornare. Sbatteranno le porte. Voleranno le tende alle finestre... "O ti adatti o sogni. Dove la madia era vuota presto ci sarà del pane, dove c'era del pane adesso, per un attimo, c'è buio."
Le lune di Jung
Vincenzo Di Oronzo
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 118
"Le lune di Jung" sono specchi di Psiche che viaggiano nell'inconscio, si rifrangono in durate viventi, gemono in fulgide entità erotiche, assumono l'ansito del vento, il palpito di pneuma o spirito. Esse vibrano nel "corpo-alito", che Jung interpreta come essenza e metamorfia dell'uomo, in cerca della sua individuazione, dell'identità duplice nell'uno. Infatti, la figura che guarda gli occhi dell'Altro, il suonatore che si riflette in un flauto, "Les amants" di R. Magritte, incatenati nell'avvento dell'invisibile, sono Animus-Anima, l'enigma della bellezza divisa, che tenta di ricongiungersi nella sigizia divina. Così l'emblema della luna si snoda nella fenomenologia di Edmund Husserl, come linea argentea, che - dalle profondità dell'io - si innalza nella lucente verticalità della coscienza, si accende nell'ambiguo "Narciso" di Salvador Dalì, si oscura in "Lilith" - la Luna Nera - o si pensa e si sogna in "Isthar", mentre declina nei giardini di Babilonia. Ma qual è il tempo dell'odissea, qual è l'arco di Eros nella ricerca della sua totalità, la statua perfetta, che aspetta nel fogliame alieno? È quello della sillaba "om", che per l'Oriente racchiude l'immateriale, la verità, il sigillo di Brhaman; è quello quantico e simultaneo di Heisenberg e di Einstein o l'inafferrabile de "Gli orologi molli" di Salvador Dalì?
L'uomo che andava a teatro. Storia fantastica di uno spettatore
Roberto Scarpa
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 256
"Il titolo di questo libro potrebbe funzionare benissimo per un romanzo o per un film. Il sottotitolo scopre un po' più le carte: l'uomo che andava a teatro non ci andava perché ne era il custode o faceva il macchinista teatrale o l'attore, no, ci andava perché era uno spettatore, anche se non tanto comune... ma cos'è uno spettatore?... Ecco a che tipo di spettatore l'autore intende riferirsi: '... Memoria mi parlò di una scuola filosofica indiana secondo la quale saremmo spettatori e non attori della nostra vita: osservarci vivere ci appassionerebbe e, giorno dopo giorno, finiremmo per identificarci con ciò che vediamo. Secondo questa buffa prospettiva avevo un gemello che mi accompagnava ovunque, come un fantasma. Con lui facevo teatro da sempre e non si trattava di un'occupazione facoltativa ma della condizione stessa della mia umanità. La mia prima esperienza dell'altro, secondo lei, era avvenuta dentro di me. Là avevo scoperto non solo di essere doppio ma di ospitare un 'intera folla di personaggi, non tutti raccomandabili. Per condividere lo stupore di questa condizione avevo deciso di andare a teatro...' Cerchiamo di percorrere questo complesso, ma illuminante e intelligente saggio-racconto, attraverso i capisaldi, come dire, formativi che propone. Si comincia con 'I Persiani', si prosegue con 'Amleto', 'I Sette contro Tebe', 'Così è (se vi pare)', 'I Giganti della montagna', 'Edipo re', 'Edipo a Colono'...". (dalla prefazione di Andrea Camilleri)
Pianeti interiori. L'astrologia psicologica di Marsilio Ficino
Thomas Moore
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 263
In questo libro, Thomas Moore si rivolge a uno dei momenti psicologicamente più vivi dell'epoca pre-moderna, il Rinascimento italiano, in cui alcuni individui di genio si dedicarono a un'esplorazione del mondo interiore non meno ardita e rivoluzionaria di quelle del mondo esterno dei grandi navigatori. Le loro avventure permearono l'arte del loro tempo, ma essi rimasero per lo più sconosciuti e i loro scritti sono ancor oggi da capire davvero. Scoprirono isole interiori, passaggi e canali, a volte continenti, tracciando mappe, escogitando metodi per esaminare la vita interiore, tali che anche ai nostri tempi possono dare il senso di dove siamo, di dove siamo venuti, delle strade giuste da prendere se vogliamo raggiungere luoghi fertili e inesplorati dell'anima. Fra questi esploratori dell'anima il più grande e maestro degli altri fu Marsilio Ficino, che si rivolse all'astrologia per cercarvi e trovarvi i simboli della vita interiore, dei suoi travagli e delle sue trasformazioni, dando forma a un'arte dell'immaginazione, che egli riteneva la medicina appropriata per l'anima sofferente.

