Moretti & Vitali
Sull'abitare la terra. Ambiente, umanismo, città
Félix Duque
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 166
I tentativi dell'uomo moderno di appropriarsi dell'ambiente che lo ospita, attraverso il pensiero (la scienza) e l'azione (la tecnologia), sono molteplici. Eppure, in nessun modo la natura è avvertita come dinamismo, evoluzione, proiezione generatrice di forme. Anzi, da parte delle forze produttive, la natura ha finito per essere considerata come una semplice massa alla mercé di scienza, tecnica, industria ed economia. "L'ordine sociale" è la lapidaria osservazione di Félix Duque "espelle la natura in cui esso stesso originariamente si è costituito". È questo, secondo l'autore, il vero trionfo dell'artificio. Trionfo che coincide con il dominio quasi assoluto dell'intelligenza meccanizzata sugli enti intramondani. L'alternativa non è la nostalgia di epoche felici, di paradisi lontani che sono tali solo in quanto perduti. Al contrario, Duque indica che molto è nelle mani della riflessione filosofica, dell'arte, dell'architettura contemporanea. E suggerisce di riprendere il cammino dal pensiero di Heidegger, misurandolo scalarmente con la nostra esperienza sull'abitare e arricchendolo di nuove considerazioni quelle dell'architetto Mies van der Rohe, in particolare - sui tratti del costruire. Questa opera si presenta come una critica severa della condizione in cui trova svolgimento la nostra esistenza. Ed evidenzia che non si tratta di tornare al passato, ma di giungere a concepire l'industria della costruzione come un preludio per un'altra storia dell'essere.
Atque. Perché si ride. Umorismo, comicità, ironia
Libro: Libro rilegato
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 183
Anima. L'arte di comprendere
Libro
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 207
È divenuta ormai classica la distinzione fra "comprendere" e "spiegare" introdotta da Dilthey a fondare la differenza fra scienze dello spirito e scienze della natura, e che troviamo anche alle origini della differenziazione fra metodo junghiano e metodo freudiano. L'arte di comprendere comincia dallo sguardo e dall'ascolto, e si rivolge ai moti dell'anima e agli aneliti dello spirito, alle parole e ai pensieri non meno che ai sogni e alle fantasie, alle immagini interiori e ai gesti così come agli eventi e alle cose del mondo, all'arte, alla musica.
Intelletto d'amore
Giorgio Moschetti
Libro
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 207
"Intelletto d'amore" è il frutto di anni di lavoro psicoanalitico e di esperienza musicale, espresso in forma epistolare. L'autore immagina di scrivere a un amico lontano e di confidargli le sue riflessioni su Eros e Psiche e su come ci si può prendere cura della grande sofferenza mentale. Tenta così di stendere un ponte tra l'arte - come espressione di umana pienezza, di bellezza e amore, di eccedenza di senso - e il particolare umano concreto e dolente: la soggettività dilaniata dal dolore psichico che di umana pienezza, di senso, di bellezza e di amore ha disperato bisogno. Ne risulta una riflessione sulla musica come metafora degli stati dell'anima e sulla condizione umana, di cui è paradigma la grave sofferenza mentale. Vengono così ripensati i temi fondamentali dell'individuo in rapporto a se stesso e al mondo. Il pensiero si mantiene a dovuta distanza dalle teorie per lasciare spazio alla narrazione all'affabulazione, al mito, alla poesia, all'analogia. È questo testo vivo, che in forma colloquiale, e quasi intima, lega il tempo a spirito, crea rapporti, svela il senso segreto e profondo delle nostre sofferenze.
Il teatro dell'assenza
Bruna Dell'Agnese
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 230
Poetessa, vincitrice nel 2005 del premio internazionale "Attilio Bertolucci", Bruna dell'Agnese raccoglie in questo volume le prose che negli anni è andata scrivendo sugli stessi temi dei suoi versi: la malinconia del tempo che passa, l'acqua delle stagioni, le case che abitiamo, i giardini in cui contempliamo la fioritura del mondo... Diviso in due sezioni complementari, il libro è il frutto di letture appassionate. Ai ritratti della prima parte, dedicati a figure rappresentative della cultura e della poesia otto-novecentesca, si affiancano nella seconda i ritratti di luoghi letterari.
Il deposito del desiderio. L'Islam e il cuore del dialogo
Fabrice Olivier Dubosc
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 234
Riattraversando i confini tra culture e discipline, tra miti fondanti e Scritture, tra narrazioni profane e sacre, Dubosc ricerca il dialogo in un confronto con le radici mistiche delle tradizioni religiose e con il loro aspetto istituzionale. Ne emergono una serie di interrogativi attualissimi: la religiosità è sempre e comunque regressiva come pensava Freud? E cosa intendeva Marx quando ne parlava come dell'"oppio dei popoli"? Di fronte alla violenza degli eventi contemporanei, come si confrontano con la distruttività le narrazioni religiose e quelle psicoanalitiche? E come occidentali quali riflessi scorgiamo nel prisma della cultura islamica? Oggi, se l'idea di un dialogo con altre tradizioni è all'ordine del giorno, appare molto più difficile il confronto con l'Islam, con cui abbiamo in comune la struttura monoteista, le narrazioni sacre, il pensiero delle filosofie, oltre a una storia che ci ha costretti per secoli a riconoscere che l'Altro diceva la sua. Facendo tesoro dell'insegnamento di Raimon Pannikar e della sua esperienza di terapeuta, l'autore esplora alcuni aspetti fondanti di un possibile dialogo: il rapporto con il principio femminile che anima in modo sotterraneo anche la tradizione islamica; la conquista di una coscienza religiosa libera da identitarismi; la rivalutazione del mondo immaginale, patrimonio poetico e spirituale dell'umanità, "deposito" evolutivo dell'esperienza, grazie al quale impariamo ad articolare un rapporto tra pulsione, desiderio e aspirazione.
Non me lo ricordo. Istantanee di follia nei matti
Maria Luisa Agostinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 135
"Non me lo ricordo" è un racconto sulla notte, su ciò che rappresenta la notte per gli esseri umani, dopo essersi spinti oltre l'ultima luce. E riguarda tutti, nudi e non salvi, colpiti dal caso, dalla natura, dal dolore. Il racconto ci parla di tredici matti in una casa e di una psichiatra che tenta di dare a ognuno di loro finalmente la "propria" voce: un po' stonata, forse, e un po' no. Di concertarle, invece, pare proprio che non le importi. Così come di riordinare i frammenti dei loro gesti. È venuto alla luce qualcosa che è esprimibile con difficoltà: il nostro vero essere, quello che sta all'"altro lato" della coscienza, quello "smarrito". Istantanee che trascendono il tempo, tanto da impedirgli di portarsi via chi da quel flusso pare essere avulso. Solo dal tempo? Davvero avulso? Solo loro? Loro chi? È un universo caotico quello che porta alla luce questo libro, ma non impedisce che una forza oscura e segreta, dotata di complicità indicibili e indivisibili, si venga a creare tra follia e normalità. Fino a imporre un nuovo diritto, l'amore. Ecco il senso di questo continuo dare e ricevere tra terapeuta e paziente nelle pagine di questo volume. Il vero banco di prova per quel lungo "colloquio che noi siamo".
L'azzurra memoria. Poesie 1970-2005
Luigi Fontanella
Libro
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 160
Questo volume è un'antologia dell'opera poetica di uno dei più stimati poeti italiani contemporanei, che esordì nel 1972, e da allora ha già pubblicato sette raccolte poetiche, tutte, tranne l'ultima ("Azui", Archinto 2001) fuori commercio, tanto che la lettura delle raccolte precedenti è oggi affidata alle antologie dell'opera di Fontanella circolanti in altre lingue (due in lingua inglese). Conclude l'antologia una ventina di testi poetici inediti, che costituiscono il nocciolo di un libro futuro, ancora in divenire. Il libro è arricchito da una lunga conversazione fra Giancarlo Pontiggia, curatore dell'antologia, e il poeta, nonché da un apparato bibliografico e da un'ampia selezione dei maggiori contributi critici apparsi in rivista o in saggio sul poeta negli ultimi trent'anni.
Nessuno ascolterà Ulisse? Funzioni terapeutiche nell'incontro analitico
Giuseppe Vadalà
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 144
Un uomo, avvinto dalle decisioni di potenze a lui incognite, dalle tempeste della vita, e dalle sue scelte avventate, viene sbattuto in un luogo isolato e programmaticamente chiuso al mondo esterno. Lì, alcune figure, a metà fra il reale e l'immaginario, simbolicamente gli si fanno incontro e si prendono cura di lui. E il suo iniziale, e sensato, timore e affidamento cieco, si tramuta prima in rispetto, poi in racconto di parola, tessuto di lacrime, della propria vita, reale e immaginaria. Quelle figure, quel luogo isolato, gli hanno consentito di riprendere il coraggio di sé: di assumersi la responsabilità del proprio passato, e, quindi, del proprio futuro. Solo ora, infatti, potrà abbandonare l'isola (apparentemente) felice e tornare ad essere padre, cittadino, marito, figlio. Questa storia è quella del primo testo europeo che canta un uomo, l'uomo, solo, davanti a sé, al mondo, all'ignoto: l'Odissea. Ma è anche in simbolo la storia di tanti diversi percorsi di individuazione, lungo i quali si sono incamminati gli esseri umani per darsi il senso della sopportazione della vita. Uno fra questi, è quello della psicologia analitica.
La luce oltre la porta. Dei e muse nel teatro dell'anima
Carla Stroppa
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 230
Esiste un "logos" di Psiche? Sì, risponde l'autrice di questo libro: è appunto ciò di cui si deve occupare la psicologia. È un logos che prende forma attraverso la mediazione di un "pensiero d'anima" intriso di passione e di immaginazione. Ama l'espressione allusiva e metaforica, si dispiega nelle elaborazioni simboliche, oniriche, poetiche. Scaturisce dal fondo mitico della mente, dà vita alle immagini dei sogni, muove le figure del "gran teatro" dell'anima. È il filo che permette di inoltrarsi nel labirinto di un percorso terapeutico, in cui, a partire dal "romanzo famigliare", ci si avvia a oltrepassarlo, sino a cogliere l'intreccio che lega la vita personale a quella più profonda dell'anima, radicata nei suoi fondamenti archetipici. L'anima, infatti, non è semplicemente la parte controsessuale dell'uomo, né solo l'ombra della donna. La fenomenologia dell'anima è presente in uomini e donne: "anche le donne incontrano bambine nei loro sogni, e prostitute, anch'esse sono sedotte da donne misteriose e sconosciute". La via individuativa femminile, quindi, non passa solo attraverso lo sviluppo dell'animus (indipendenza di giudizio, pensiero razionale, status economico e sociale...), ma segue la guida delle figure dell'eros che ancorano la donna nella memoria inscritta nel corpo emozionale e la conducono nel labirinto di vie e di significati di cui Afrodite si fa immagine e tramite metaforico.
Gli occhi d'oro, ancora. Il cinema nella stanza dell'analisi
Lella Ravasi Bellocchio
Libro: Libro rilegato
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2007
pagine: 128
"Gli occhi d'oro" sono quelli che possono vedere nello schermo del cinema, il potente motore di immagini e di analogie con lo schermo del sogno e con la sua drammatizzazione. Come il sogno, lo schermo del cinema ospita personaggi in relazione tra loro (la dimensione intrapsichica del sogno) e si offre alle nostre identificazioni di spettatori (la dimensione interpersonale del sogno). Come in questo schermo, gli "occhi d'oro" possono vedere ciò che è invisibile, così nel sogno l'analisi può offrire al paziente gli "occhi d'oro" per cogliere, dietro alla realtà, la metafora che è alla radice del suo transfert. Il cinema è uno dei mezzi più adatti a trasmettere all'esterno le immagini del mondo interno. Il regista cerca gli attori più adatti a rappresentarle. E con questi personaggi dello schermo noi ci identifichiamo al punto da poter fare del cinema l'uso che facciamo del sogno. In questa misura va intesa l'affermazione di Lella Ravasi che il film cura, come cura il sogno che permette al sognatore di oggettivare affetti ed emozioni proiettando sullo schermo le rappresentazioni dei propri oggetti interni, attori che il regista che opera in noi ogni notte sceglie per mettere in scena e drammatizzare le proprie esperienze ed emozioni collegandole, come un ideale ponte, alle esperienze ed emozioni dell'infanzia depositate nell'inconscio. In questa misura il cinema, come il sogno, permette di storicizzare il nostro inconscio facendoci rivivere emozioni rimosse o dimenticate per sempre.

