Mucchi Editore
Come un novello Atlante. Neoplatonismo e salvaguardia del mondo
Pierre Caye
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
Il nostro secolo registra il tramonto delle totalità, l'avvento della dispersione, della realtà atomizzata, delle molteplicità pure che tendono a imporre il loro regno. E questo regno si chiama globalizzazione. Per liberarsene, l'uomo deve recuperare quel sentimento dell'unità che il pensiero antico - e in ispecie il pensiero neoplatonico - aveva conquistato riflettendo sul rapporto tra l'Uno e l'Essere. Pierre Caye riconsidera tale rapporto alla luce delle esigenze della società contemporanea e mette a confronto le risposte dei tre grandi filosofi del neoplatonismo - Plotino, Proclo e Damascio - per dimostrare come, nella storia della filosofia, solo quell'antica scuola abbia convenientemente interpretato la differenza radicale tra l'Uno e l'Essere. L'indagine sull'Uno appare pertanto una filosofia della libertà, capace di fronteggiare oggi il crescente primato dell'esperienza materiale e del divenire non meno efficacemente di quanto ieri avesse saputo fronteggiare le forme intellegibili e le idee eterne della cosmologia greca. Da questa modernissima rilettura del neoplatonismo si estrae un principio di salvaguardia che, senza esercitare alcun potere e senza imporre alcuna dominazione, sostiene, come un novello Atlante, il peso del mondo e gli addita la strada verso la liberazione.
«La liberté ou la mort». Il progetto politico e giuridico di Olympe de Gouges
Annamaria Loche
Libro
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 153
Olympe de Gouges (1748-1793) è stata a lungo trascurata dalla letteratura critica; tuttavia, il suo contributo alla discussione delle questioni che stanno alla base della rivoluzione francese e dei suoi rivolgimenti nonché il suo costante impegno per i diritti delle donne e degli oppressi ne fanno una figura di notevole rilievo che merita di essere conosciuta così come meritano di essere letti e studiati i suoi scritti. "Figlia" dell'Illuminismo, ne sa cogliere lo spirito, richiamandosi alle idee di natura, di ragione e di pace che lo caratterizzano, criticando i pregiudizi e le disparità sociali e di genere, proponendo riforme legislative e difendendo la Costituzione del 1791. Nel suo scritto più noto, la Déclaration sui diritti della donna e della cittadina (pubblicato in versione integrale in Appendice al volume), questi temi sono sviluppati con grande lucidità; vi si può leggere un incitamento alla partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini a un radicale mutamento morale, economico, sociale, politico. Non va dimenticato, infine, che per tutta la sua breve e intensa vita, de Gouges mantenne un atteggiamento coerente e coraggioso e che, per amore della libertà e della giustizia, affrontò la ghigliottina, cui la condannarono i leader della rivoluzione giacobina. Postfazione di Thomas Casadei.
Misure di sicurezza e vulnerabilità: la «detenzione» in casa di lavoro
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
La misura di sicurezza personale in casa di lavoro rappresenta oggi un banco di prova per la riflessione critica sul diritto, segnatamente nella prospettiva dello Stato democratico costituzionale e dei diritti fondamentali, anche di rango sovranazionale, soprattutto in relazione ai soggetti considerati 'vulnerabili'. Quando fu introdotta nell'ordinamento, nel 1931, la casa di lavoro fu concepita come un punto d'intersezione tra approccio autoritario e impostazione liberale, e l'attività lavorativa era assunta quale strumento per il reinserimento sociale del soggetto considerato "pericoloso". Si tratta di un compromesso oggi non più giustificabile e comunque ampiamente fallimentare. Il volume - attraverso una riflessione a più voci, tra le quali non poteva mancare quella degli "internati" - mette in questione la presunta razionalità dell'istituto e segnala l'esigenza di un indifferibile intervento di riforma che porti all'abolizione di questo "fossile vivente", un "rudere" che rende più vulnerabili persone già fragili e svantaggiate. Prefazione di Thomas Casadei e Gianfrancesco Zanetti. Contributi di: Francesco De Vanna, Tatiana Boni, Roberta Elmi, Francesco Maisto, Fedora Matini, Valerio Onida, Emilio Santoro, Matteo Zuppi. Testimonianze di persone destinatarie di misure di sicurezza in casa di lavoro.
Corruptio optimi pessima. La corruzione della politica nello specchio del diritto costituzionale
Giovanni Tarli Barbieri
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 149
La corruzione costituisce una patologia assai grave e purtroppo storicamente radicata nel nostro Paese. Per contrastare i fenomeni corruttivi nelle pubbliche amministrazioni, soprattutto nell'ultimo decennio, anche in attuazione di obblighi internazionali ed europei, si è dato vita a un corpus normativo ampio ma per più profili alluvionale, frammentario e problematico sul piano della coerenza con i principi costituzionali. Con specifico riferimento alla sfera politica, peraltro manca ancora una disciplina legislativa relativa ad aspetti rilevanti, puntualmente segnalati al nostro Paese anche da organismi internazionali (si pensi alla disciplina del lobbying o alla disciplina dei conflitti di interesse con riferimento ai titolari di cariche di governo a livello regionale). In alcuni settori le scelte legislative appaiono poi insufficienti (così, la disciplina dei conflitti di interesse con riferimento ai componenti del Governo), o connotate da una ratio discutibile: si pensi alla normativa che ha soppresso ogni forma di contribuzione pubblica diretta ai partiti politici ma che è riuscita a correggere solo limitatamente le opacità che ancora connotano l'attività di soggetti assai rilevanti nella prassi (le fondazioni politiche). In definitiva, la strategia di prevenzione e di contrasto alla corruzione nella sfera politica appare priva di organicità, adottata talvolta sull'onda emotiva di scandali e per assecondare pulsioni demagogiche, e anche per questo evidenzia una scarsa sensibilità della classe politica italiana su tematiche rilevanti, oggetto di regolazione in gran parte delle democrazie contemporanee.
Commedie
Christian Fürchtegott Gellert
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
Alla metà del Settecento, Christian Fürchtegott Gellert (1715-1769) è l'autore più popolare della letteratura di lingua tedesca. Le sue Favole (1746-1748) costituiscono una lettura obbligata nella Germania dell'epoca, mentre la Vita della contessa svedese von G** (1747-1748) marca l'avvio della forma-romanzo quasi tre decenni prima del successo del Werther. Con le commedie qui presentate, che appaiono tra il 1745 e il 1747, Gellert trasferisce sul piano finzionale la concezione antropologica e il disegno di morale che andava parallelamente sviluppando nei suoi lavori filosofici, e che avrebbero trovato una trattazione organica nelle Lezioni morali tenute all'Università di Lipsia. Superando l'idea che il comico dovesse basarsi sulla pura e semplice ridicolizzazione del vizio, il teatro di Gellert accoglie tipologie di individui virtuosi destinati a suscitare la commozione dello spettatore e a indicargli modelli di condotta positiva. L'azione drammatica si fonda sulla capacità dei personaggi di moderare l'energia degli affetti, riducendo al controllo della ragione la violenza dei desideri di possesso che si impongono alla loro immaginazione. Il perseguimento della felicità personale non deve entrare in conflitto con la coesione e il buon funzionamento della comunità. Con Gellert, la cultura del XVIII secolo intraprende quella riflessione critica sulle contraddizioni e le ambivalenze impresse nelle strutture profonde della modernità che metterà capo agli esiti più maturi dell'illuminismo.
Libertas philosophandi. Freedom of Expression, Conscience and Thought in Modern Philosophy
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 393
I testi raccolti in questo volume analizzano e discutono lo statuto dell'idea di Libertas philosophandi, una delle idee guida dell'età moderna, indagandone i nodi concettuali e le metamorfosi storiche nella filosofia del Seicento e del Settecento. Da Spinoza a Bayle, da Locke a Voltaire, da Wolff a Kant, tale idea è stata infatti un'idea forte da agire e difendere, assumendo essa, nel tempo, un significato generale e, insieme, peculiare ai vari ambiti culturali, politici o religiosi a cui ha offerto risorse di pensiero: dalla cultura scientifica alla storia sociale, dai movimenti politici d'utopia alle riforme religiose, dalla nascita dell'opinione pubblica alla difesa dei diritti umani. I testi di questo volume testimoniano la profondità concettuale del dibattito sei-settecentesco e la rilevanza delle riflessioni critiche che la battaglia delle idee in nome della Libertas philosophandi ha suscitato. Leggendo e interpretando il passato, essi suggeriscono anche intelligenti strategie di difesa e di lotta per la libertà che hanno valore per il nostro presente.
Emergenza Covid-19: impatto e prospettive
Libro
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 171
Durante un incontro con il Prefetto di Modena, Dottor Pierluigi Faloni, è nata l'idea di attivare le risorse intellettuali e professionali presenti nel nostro Ateneo, dando vita a un Tavolo di Riflessione sui problemi collegati all'emergenza pandemica in corso, del quale ho affidato il coordinamento al Prof. Gianfrancesco Zanetti, Ordinario di Filosofia del Diritto e Direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità. L'idea era ed è quella di valorizzare le competenze che sono a disposizione presso Unimore, per generare un'analisi delle sfide che il Covid-19 pone, o che potrebbe porre. Il volume offre una testimonianza della prima fase degli incontri del Tavolo e mira a mettere a fuoco alcuni aspetti rilevanti dell'impatto sociale della pandemia: dai rischi sanitari alle oscillazioni della sicurezza reale e percepita, dall'acuirsi delle diseguaglianze alla possibile definizione di nuove progettualità nelle varie sfere istituzionali. Contributi di: Tindara Addabbo, Massimo Baldini, Claudio Baraldi e Sara Amadasi, Ernesto Caffo, Claudia Canali, Stefano Cosma e Daniela Pennetta, Giovanna Laura De Fazio, Pierluigi Faloni, Gian Maria Galeazzi, Carlo Adolfo Porro, Marco Vinceti e Tommaso Filippini, Gianfrancesco Zanetti e Thomas Casadei.
Il contenimento di Covid-19: interpretazioni e Costituzione
Ugo De Siervo
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 80
"Il tentativo di contenere la pandemia COVID-19 ha profondamente innovato il nostro sistema istituzionale, suscitando un diffuso dibattito fra i giuristi sulle soluzioni che sono state prescelte e che si caratterizzano per il ruolo riconosciuto in particolare ad una categoria di atti del Presidente del Consiglio, appositamente riformati, ed alla tipizzazione che è stata operata dei possibili contenuti di questi atti governativi. In un ordinamento costituzionale privo di una specifica previsione di come affrontare situazioni di grave emergenza sanitaria, si sono dovuti dedurre principi e procedure dall'ordinamento giuridico ordinario, utilizzando alcuni decreti legge che hanno notevolmente integrato la precedente legislazione sulla protezione civile, tipizzando le tipologie dei possibili limiti ed attribuendo la loro specificazione a fonti secondarie, appositamente riformate, del Presidente del Consiglio dei Ministri. A queste innovazioni sono state opposte molteplici obiezioni, sottoponendo la riforma a critiche vivaci, in nome della rigidità costituzionale, del principio di legalità e del necessario rispetto della forma di governo. Peraltro queste critiche appaiono in parte influenzate dal dibattito politico e soprattutto non attente davvero alla realtà normativa emersa, che già in passato conosceva l'esistenza di provvedimenti transitori di tipo emergenziale, idonei anche a derogare, entro alcuni limiti, ai principi di legalità e di costituzionalità. Da qui una necessaria critica ai metodi di analisi utilizzati, alcune volte poco rispettosi delle realtà normative e piuttosto favorevoli ad utilizzare vecchi canoni di giudizio derivanti da vicende diverse da quelle effettivamente in corso, se non affascinati da antichi confronti teorici."
Oltre la globalizzazione. Il bisogno di uguaglianza
Annamaria Poggi
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2020
pagine: 80
Come già in almeno altre due crisi globali sviluppatesi nei decenni più recenti (la crisi asiatica del 1997 e quella americana-europea del 2008) anche quella attuale, scaturita dal diffondersi del Covid-19, ha condotto parecchi opinionisti ad interrogarsi sulla fine della globalizzazione economica, a causa del contrarsi delle relazioni economiche mondiali e della tendenza, evidenziatasi in parecchi Paesi (compreso il nostro), verso un pesante ritorno dello Stato nell'economia. Il ritorno al protezionismo statale, o comunque ad un più forte ruolo dello Stato nell'economia, è anche fortemente sospinto dall'aumento globale della povertà e della disuguaglianza nella povertà. È orami assodato, infatti, che la globalizzazione non è benefica per tutti, e se pure conduce ad un aumento della ricchezza complessiva, questa non si redistribuisce equamente. Sul campo rimangono sconfitti (molti) e vincitori (pochi). Al tempo stesso, però, questi fenomeni potrebbero accentuarsi nel caso si aprisse una stagione di forte recessione economica. Se, infatti, i principali produttori di globalizzazione economica, gli Stati Uniti e la Cina, rallenteranno pesantemente la loro crescita economica, allora la domanda sulla fine della globalizzazione potrebbe essere fondata. Ma è davvero così? Davvero possiamo considerare finita l'esperienza della globalizzazione economica "moderna", cioè di quella che gli esperti datano a partire dagli anni Ottanta del Secolo scorso? Davvero dopo questa crisi vi sarà un ritorno a livello globale del protezionismo statale? Oppure, più facilmente, potremmo avere una virata, la terza in pochi decenni, della globalizzazione?
Lo Stato costituzionale e le sue alternative
Mauro Barberis
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2020
L'espressione 'Stato costituzionale' è spesso usata, anche dai giuristi, nel senso di Stato dotato di una costituzione: come se quasi tutti gli Stati, ormai, non fossero costituzionali in quel senso. In questo libretto, séguito e aggiornamento di Stato costituzionale, pubblicato nel 2012, la nozione di Stato costituzionale è presa più sul serio. Da un lato, si ammette che ha molti padri, è opinabile per gli stessi giuristi e alla fine si risolve in un'interpretazione del presente concorrente con molte altre. D'altro lato, però, tutte le interpretazioni alternative - gli "stati" liberista, securitario e populista, esaminati nelle sezioni centrali - aprono prospettive abbastanza inquietanti, per il futuro delle democrazie odierne, da consigliare di tenerselo stretto, lo Stato costituzionale.
«È dell'uomo che devo parlare». Rousseau e la democrazia costituzionale
Gaetano Azzariti
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2020
Il contributo di Jean-Jacques Rousseau ha spianato la strada al rovesciamento dei rapporti sociali e politici esistenti e si pone a fondamento della definizione dell'ordine costituzionale che - in Europa continentale - ebbe origine con la Rivoluzione francese e che mise fine all'ancien regime. Eppure, egli rimane un autore "inafferrabile", dai mille volti. Il testo individua nel Rousseau "polemico", quello del Discorso sull'ineguaglianza, l'autore che getta le fondamenta del costituzionalismo democratico. È grazie alla forza dissacrante del filosofo ginevrino che la riflessione teorica del Sei e poi Settecento è riuscita ad approdare finalmente ad una ricostruzione realistica e conflittuale del "patto" sociale, riuscendo a guardare dietro di esso e a scorgere i concreti interessi che si pongono alla base del diritto e della democrazia costituzionale. Entro questa prospettiva di ricerca del fondamento del costituzionalismo democratico di natura conflittuale, l'analisi del più noto degli scritti di Rousseau - il Contratto sociale - appare invece rappresentare uno "scarto teorico", un passo indietro rispetto alle intuizioni giovanili espresse con virulenza e passione nei "Discorsi". Con la invenzione della "volontà generale" Rousseau rinuncia a dare forma ad una società democratica conflittuale e ripiega entro una prospettiva idealistica che fa ritornare in cielo proprio ciò che egli aveva richiamato in terra: la lotta alla diseguaglianza e la regolamentazione dei conflitti tra gli uomini. Partito dalla esigenza di "parlare dell'uomo", la conclusione cui giunge è invocare il cielo "per dare leggi agli uomini".

